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	<title>Commenti a: Che fare?</title>
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		<title>Di: f....</title>
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		<dc:creator>f....</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 09:17:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Giulio Tiradritti</title>
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		<dc:creator>Giulio Tiradritti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:31:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi del capitalismo la si accentua con i comportamenti da comunisti. Altrimenti sono tutte parole cadute nel vuoto. Basterebbe che chi si dice comunista non giocasse al superenalotto, anzi lo contestasse in quanto tale; non seguisse più il calcio e gli altri sport da miliardari, anzi li contestasse. Purtroppo io vedo sempre più, tra i sempre meno, pseudocompagni, che dicono di odiare il capitalismo, ma poi vorrebbero fare sei o cinque più uno, o grattare i numeri giusti, per diventare capitalisti. Si contesta Berlusconi, o Letta, o gli altri politici conservatori, ma si vuole e si sogna di diventare come loro, ricchi a qualunque costo, quando invece la prima scelta che deve fare uno che si dice comunista è l&#039;umiltà. San Francesco è stato un grande comunista, così come San Benedetto da Norcia, e tanti altri, che hanno rinunciato alle loro proprietà e ricchezze per metterle in comune. Adesso non ci sono più. Non si può essere rivoluzionari tentando contemporaneamente di diventare capitalisti attraverso la fortuna al gioco,perché ciò è contrario ai nostri principi. Forse Marx aveva detto che chi sfrutta il lavoro è un capitalista, mentre che vince al gioco non lo è? A me sembrano diverse strade per arrivare al medesimo obiettivo, cioè diventare ricchi e capitalisti. Quindi non basta dire sempre siamo contro il capitalismo, ma anche come ci siamo contro il capitalismo. Non ho mai sentito Ferrero, Bertinotti, Diliberto, dire in tutti questi anni, tassiamo i giochi, che sono anche rendite finanziarie. In realtà, per chi è comunista, questi giochi non dovrebbero proprio esistere. Le battaglie sul lavoro sono importantissime, ma saranno ancora più importanti se le persone si potranno concentrare soltanto e solo su di esso e sulla cultura per migliorare la propria condizione sociale. Altrimenti avremo ancora dei sedicenti compagni che vorranno fare la rivoluzione facendo sei a superenalotto. Grazie.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi del capitalismo la si accentua con i comportamenti da comunisti. Altrimenti sono tutte parole cadute nel vuoto. Basterebbe che chi si dice comunista non giocasse al superenalotto, anzi lo contestasse in quanto tale; non seguisse più il calcio e gli altri sport da miliardari, anzi li contestasse. Purtroppo io vedo sempre più, tra i sempre meno, pseudocompagni, che dicono di odiare il capitalismo, ma poi vorrebbero fare sei o cinque più uno, o grattare i numeri giusti, per diventare capitalisti. Si contesta Berlusconi, o Letta, o gli altri politici conservatori, ma si vuole e si sogna di diventare come loro, ricchi a qualunque costo, quando invece la prima scelta che deve fare uno che si dice comunista è l&#8217;umiltà. San Francesco è stato un grande comunista, così come San Benedetto da Norcia, e tanti altri, che hanno rinunciato alle loro proprietà e ricchezze per metterle in comune. Adesso non ci sono più. Non si può essere rivoluzionari tentando contemporaneamente di diventare capitalisti attraverso la fortuna al gioco,perché ciò è contrario ai nostri principi. Forse Marx aveva detto che chi sfrutta il lavoro è un capitalista, mentre che vince al gioco non lo è? A me sembrano diverse strade per arrivare al medesimo obiettivo, cioè diventare ricchi e capitalisti. Quindi non basta dire sempre siamo contro il capitalismo, ma anche come ci siamo contro il capitalismo. Non ho mai sentito Ferrero, Bertinotti, Diliberto, dire in tutti questi anni, tassiamo i giochi, che sono anche rendite finanziarie. In realtà, per chi è comunista, questi giochi non dovrebbero proprio esistere. Le battaglie sul lavoro sono importantissime, ma saranno ancora più importanti se le persone si potranno concentrare soltanto e solo su di esso e sulla cultura per migliorare la propria condizione sociale. Altrimenti avremo ancora dei sedicenti compagni che vorranno fare la rivoluzione facendo sei a superenalotto. Grazie.</p>
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		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12983</link>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:07:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Che le donne siano numericamente il sesso maggioritario sul pianeta e che subiscano marcate discriminazioni lo vediamo, ma  pensare che questo aspetto del più generale modo di fare del capitale che sfrutta a man bassa gli individui con la sua forza possa determinare il rilancio di lotte per una più ampia emancipazione mi lascia perplesso. Questo ragionare unito al fatto che si continua a indicare, come fa la Menapace (e non è la prima volta),  un capitalismo in crisi è lettura tutta sua che per quanto mi riguarda non sta né in cielo né in terra. Queste sue considerazioni sono furvianti e non  rispondenti alle cose che ci accadono intorno. domenico]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- Che le donne siano numericamente il sesso maggioritario sul pianeta e che subiscano marcate discriminazioni lo vediamo, ma  pensare che questo aspetto del più generale modo di fare del capitale che sfrutta a man bassa gli individui con la sua forza possa determinare il rilancio di lotte per una più ampia emancipazione mi lascia perplesso. Questo ragionare unito al fatto che si continua a indicare, come fa la Menapace (e non è la prima volta),  un capitalismo in crisi è lettura tutta sua che per quanto mi riguarda non sta né in cielo né in terra. Queste sue considerazioni sono furvianti e non  rispondenti alle cose che ci accadono intorno. domenico</p>
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		<title>Di: Codadilupo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12965</link>
		<dc:creator>Codadilupo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 22:18:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[grande compagno!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande compagno!</p>
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		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12964</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 22:11:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il peccato originale sta, ancora una volta, nel dominio del capitale sul lavoro. Non c&#039;è nessun diritto esigibile senza il cambiamento dei rapporti di forza tra capitale e lavoro.  Neanche il conflitto di genere, e la conquista di qualsiasi altro diritto, sarebbe comunque ad appannaggio delle classi privilegiate (donne e uomini).
Io sono veramente stanco, perché è segno di debolezza, di sempre nuove invenzioni, nuove qualifiche, sottotitoli e nuovismi vari. Il comunismo, nelle nuovi condizioni storiche, deve rinnovare analisi, metodi, comunicazioni, forme organizzative. Ma la ragione del suo continuare ad esistere sta nella lotta tra capitale e lavoro, che prima o poi dovrà saper volgere a suo favore. Tutti i diritti, per essere di tutti e quindi reali passano di qui.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il peccato originale sta, ancora una volta, nel dominio del capitale sul lavoro. Non c&#8217;è nessun diritto esigibile senza il cambiamento dei rapporti di forza tra capitale e lavoro.  Neanche il conflitto di genere, e la conquista di qualsiasi altro diritto, sarebbe comunque ad appannaggio delle classi privilegiate (donne e uomini).<br />
Io sono veramente stanco, perché è segno di debolezza, di sempre nuove invenzioni, nuove qualifiche, sottotitoli e nuovismi vari. Il comunismo, nelle nuovi condizioni storiche, deve rinnovare analisi, metodi, comunicazioni, forme organizzative. Ma la ragione del suo continuare ad esistere sta nella lotta tra capitale e lavoro, che prima o poi dovrà saper volgere a suo favore. Tutti i diritti, per essere di tutti e quindi reali passano di qui.</p>
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		<title>Di: f....</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12939</link>
		<dc:creator>f....</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 19:03:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[condivido in toto!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido in toto!</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12931</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 18:47:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la prima parte dell&#039;analisi è pienamente condivisibile... sulla seconda ho qualche dubbio.
Non vorrei che qui mi si confondesse lotta di classe con conflitto di genere]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la prima parte dell&#8217;analisi è pienamente condivisibile&#8230; sulla seconda ho qualche dubbio.<br />
Non vorrei che qui mi si confondesse lotta di classe con conflitto di genere</p>
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	<item>
		<title>Di: Codadilupo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12898</link>
		<dc:creator>Codadilupo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:12:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande compagna Menapace, condivido in pieno,
è giunto il momento che noi rivoluzionari caliamo il nostro asso, che elaboriamo un programma di transizione al socialismo del xxi secolo, con cui prospettare l&#039;uscita dalla crisi a sinistra, ovvero la rottura con la dittatura del capitale e l&#039;avvento della nuova era socialista.
Tutti insieme, donne e uomini, vecchi e giovani, proletari e sottoproletari, compresa la piccola borghesia che sta crepando e a cui se non diamo noi una risposta la darà la destra più reazionaria. 
Tocca a tutti noi ora, che si apra la costituente per il programma di transizione, in cui ogni soggetto di sinistra, piccolo o grande che sia, politico, di movimento o sindacale, porti la propria idea. La sinistra socialdemocratica è morta, è l&#039;ora di costruire la sinistra anticapitalista, di classe, rivoluzionaria.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande compagna Menapace, condivido in pieno,<br />
è giunto il momento che noi rivoluzionari caliamo il nostro asso, che elaboriamo un programma di transizione al socialismo del xxi secolo, con cui prospettare l&#8217;uscita dalla crisi a sinistra, ovvero la rottura con la dittatura del capitale e l&#8217;avvento della nuova era socialista.<br />
Tutti insieme, donne e uomini, vecchi e giovani, proletari e sottoproletari, compresa la piccola borghesia che sta crepando e a cui se non diamo noi una risposta la darà la destra più reazionaria.<br />
Tocca a tutti noi ora, che si apra la costituente per il programma di transizione, in cui ogni soggetto di sinistra, piccolo o grande che sia, politico, di movimento o sindacale, porti la propria idea. La sinistra socialdemocratica è morta, è l&#8217;ora di costruire la sinistra anticapitalista, di classe, rivoluzionaria.</p>
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		<title>Di: gallovics edoardo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3431#comment-12895</link>
		<dc:creator>gallovics edoardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 12:43:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissima compagna Lidia, la liberazione del soggetto donna non passa per la competizione di genere oppure per l’uniformità, né per la mascolinizzazione del femminile o la femminilizzazione del maschile. Il maschilismo, cioè l’ideologia del genere che storicamente si è imposta e mai abbastanza frenata nella sua corsa involutiva, dovrebbe ormai aver già insegnato: la liberazione del soggetto dominato passa attraverso l’abbattimento di tutti i rapporti di dominio e di dipendenza (scientifica, culturale, etica, religiosa, economica, giuridica, di classe, di casta, ecc. ecc. ecc.) presenti nella Comunità umana e nelle società. La liberazione della donna e dell’ “uomo” passa, soprattutto, attraverso la liberazione della Natura dal dominio di specie, oggi caratterizzato da: artificio, mercificazione, degrado, velocità, espedienti, sfruttamento, manipolazione e inquinamento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima compagna Lidia, la liberazione del soggetto donna non passa per la competizione di genere oppure per l’uniformità, né per la mascolinizzazione del femminile o la femminilizzazione del maschile. Il maschilismo, cioè l’ideologia del genere che storicamente si è imposta e mai abbastanza frenata nella sua corsa involutiva, dovrebbe ormai aver già insegnato: la liberazione del soggetto dominato passa attraverso l’abbattimento di tutti i rapporti di dominio e di dipendenza (scientifica, culturale, etica, religiosa, economica, giuridica, di classe, di casta, ecc. ecc. ecc.) presenti nella Comunità umana e nelle società. La liberazione della donna e dell’ “uomo” passa, soprattutto, attraverso la liberazione della Natura dal dominio di specie, oggi caratterizzato da: artificio, mercificazione, degrado, velocità, espedienti, sfruttamento, manipolazione e inquinamento.</p>
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