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	<title>Commenti a: L’unico antidoto è difendere il suolo</title>
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		<title>Di: giacomo</title>
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		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 19:38:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arti, scienze e ambiente degli dei.
Molti stati socialisti censurarono le arti per considerevoli periodi di tempo, solitamente riservando un trattamento preferenziale al realismo socialista. Alcuni stati socialisti si sono impegnati in esperimenti culturali su vasta scala. In Romania, il centro storico di Bucarest venne demolito e l&#039;intera città fu ridisegnata tra il 1977 e il 1989. In Unione Sovietica, centinaia di chiese vennero demolite o convertite a utilizzi secolari, durante gli anni 1920 e 1930. In Cina, la Rivoluzione Culturale cercò di dare un contenuto &#039;proletario&#039; a tutte le espressioni artistiche. I critici sostengono che queste politiche rappresentarono una distruzione immotivata del patrimonio culturale, mentre per i sostenitori questa nuova cultura era migliore della vecchia.

In Unione Sovietica, durante il periodo dello stalinismo, i documenti storici furono spesso oggetto di revisionismo e contraffazione, intese a modificare la percezione pubblica di certi personaggi o eventi storici importanti. Il ruolo cardine giocato da Lev Trotsky nella Rivoluzione Russa e nella guerra civile, ad esempio, vennero quasi completamente cancellati dalle registrazioni storiche, dopo che Trotsky divenne il capo di una fazione comunista che si opponeva al potere di Stalin (si veda Quarta Internazionale). La ricerca sovietica in determinate scienze fu talvolta guidata da considerazioni politiche più che scientifiche. Il lisenkoismo e la teoria iafetica vennero promosse per brevi periodi, in biologia e in linguistica rispettivamente, nonostante non avessero merito scientifico.

Le ricerche nel campo della genetica furono limitate, perché l&#039;uso nazista dell&#039;eugenetica aveva spinto l&#039;URSS ad etichettare la genetica come una &quot;scienza fascista&quot; (si veda ricerche soppresse in Unione Sovietica).

Secondo il Dipartimento dell&#039;Energia degli Stati Uniti, gli stati socialisti mantennero un livello di intensità di energia molto più alto delle nazioni occidentali o del Terzo Mondo, almeno dopo il 1970. Lo sviluppo ad alta intensità energetica poteva essere ragionevole. L&#039;Unione Sovietica era un esportatore di petrolio; la Cina ha vasti giacimenti di carbone.

Gli stati socialisti si impegnarono spesso in una rapida industrializzazione, e in alcuni casi ciò ha portato a disastri ambientali. L&#039;esempio più citato è la grande riduzione del Mare di Aral, negli odierni Uzbekistan e Kazakhistan, che si ritiene sia stato causato dalla deviazione delle acque dei suoi due affluenti per la coltivazione del cotone. Il Mar Caspio è stato anch&#039;esso ridotto, inoltre, ci fu un significativo inquinamento del Mar Nero, del Mar Baltico e dell&#039;ambiente unico del Lago Baikal. Nel 1988 solo il 20% dei liquami dell&#039;Unione Sovietica veniva trattato correttamente. Nello stesso anno le soglie stabilite per l&#039;inquinamento dell&#039;aria vennero superate di dieci volte o più in 103 città. In Europa Orientale, l&#039;inquinamento dell&#039;aria è citato come causa dei danni a foreste, edifici e patrimonio culturale, e della crescita della frequenza di casi di cancro ai polmoni. Secondo fonti ufficiali, il 58 percento del totale dei terreni agricoli dell&#039;ex Unione Sovietica era affetto da salinizzazione, erosione, acidità o allagamento. Le scorie nucleari venivano scaricate nel mar del Giappone, nel Mar Glaciale Artico e in siti della Russia asiatica. 

Nel 1992 venne rivelato che nella città di Mosca esistevano 636 siti di raccolta di scorie radioattive, e a San Pietroburgo 1.500.
Con l&#039;eccezione delle scorie radioattive, tutti gli esempi summenzionati di degrado ambientale, sono simili a quelli che si ebbero nelle nazioni capitaliste occidentali all&#039;apice della loro corsa all&#039;industrializzazione, nel XIX secolo.[45] Di conseguenza alcuni hanno osservato che gli stati socialisti non hanno danneggiato il loro ambiente più della media della società industriale. 

Altri sostengono che gli stati socialisti fecero più danno della media, principalmente a causa della mancanza di qualsiasi pressione politica o popolare a ricercare tecnologie amichevoli dal punto di vista ambientale.
Molti problemi ecologici continuano immutati dopo la caduta dell&#039;Unione Sovietica e sono ancora oggi una grosso problema - il che ha portato i sostenitori degli stati socialisti ad accusare i loro avversari di avere un doppio standard. In altri casi la situazione ambientale è migliorata dopo alcuni anni, ma secondo alcuni ricercatori, questo miglioramento era dovuto in gran parte alle gravi crisi economiche degli anni 1990 che causarono la chiusura di molte fabbriche (però questa concluzione non può essere generalizzata, essendo dei casi di proprio miglioramento del trattamento dei rifiuti, particolarmente in Europa centrale e in riva alla Baltica).

Meno noti sono i danni ambientali prodotti dal Grande balzo in avanti cinese nel 1959: l&#039;argomento è affrontato da Judith Shapiro nel suo libro Mao&#039;s war against nature.affrontato da Judith Shapiro nel  suo libro Mao&#039;s war against nature.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arti, scienze e ambiente degli dei.<br />
Molti stati socialisti censurarono le arti per considerevoli periodi di tempo, solitamente riservando un trattamento preferenziale al realismo socialista. Alcuni stati socialisti si sono impegnati in esperimenti culturali su vasta scala. In Romania, il centro storico di Bucarest venne demolito e l&#8217;intera città fu ridisegnata tra il 1977 e il 1989. In Unione Sovietica, centinaia di chiese vennero demolite o convertite a utilizzi secolari, durante gli anni 1920 e 1930. In Cina, la Rivoluzione Culturale cercò di dare un contenuto &#8216;proletario&#8217; a tutte le espressioni artistiche. I critici sostengono che queste politiche rappresentarono una distruzione immotivata del patrimonio culturale, mentre per i sostenitori questa nuova cultura era migliore della vecchia.</p>
<p>In Unione Sovietica, durante il periodo dello stalinismo, i documenti storici furono spesso oggetto di revisionismo e contraffazione, intese a modificare la percezione pubblica di certi personaggi o eventi storici importanti. Il ruolo cardine giocato da Lev Trotsky nella Rivoluzione Russa e nella guerra civile, ad esempio, vennero quasi completamente cancellati dalle registrazioni storiche, dopo che Trotsky divenne il capo di una fazione comunista che si opponeva al potere di Stalin (si veda Quarta Internazionale). La ricerca sovietica in determinate scienze fu talvolta guidata da considerazioni politiche più che scientifiche. Il lisenkoismo e la teoria iafetica vennero promosse per brevi periodi, in biologia e in linguistica rispettivamente, nonostante non avessero merito scientifico.</p>
<p>Le ricerche nel campo della genetica furono limitate, perché l&#8217;uso nazista dell&#8217;eugenetica aveva spinto l&#8217;URSS ad etichettare la genetica come una &#8220;scienza fascista&#8221; (si veda ricerche soppresse in Unione Sovietica).</p>
<p>Secondo il Dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti, gli stati socialisti mantennero un livello di intensità di energia molto più alto delle nazioni occidentali o del Terzo Mondo, almeno dopo il 1970. Lo sviluppo ad alta intensità energetica poteva essere ragionevole. L&#8217;Unione Sovietica era un esportatore di petrolio; la Cina ha vasti giacimenti di carbone.</p>
<p>Gli stati socialisti si impegnarono spesso in una rapida industrializzazione, e in alcuni casi ciò ha portato a disastri ambientali. L&#8217;esempio più citato è la grande riduzione del Mare di Aral, negli odierni Uzbekistan e Kazakhistan, che si ritiene sia stato causato dalla deviazione delle acque dei suoi due affluenti per la coltivazione del cotone. Il Mar Caspio è stato anch&#8217;esso ridotto, inoltre, ci fu un significativo inquinamento del Mar Nero, del Mar Baltico e dell&#8217;ambiente unico del Lago Baikal. Nel 1988 solo il 20% dei liquami dell&#8217;Unione Sovietica veniva trattato correttamente. Nello stesso anno le soglie stabilite per l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria vennero superate di dieci volte o più in 103 città. In Europa Orientale, l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria è citato come causa dei danni a foreste, edifici e patrimonio culturale, e della crescita della frequenza di casi di cancro ai polmoni. Secondo fonti ufficiali, il 58 percento del totale dei terreni agricoli dell&#8217;ex Unione Sovietica era affetto da salinizzazione, erosione, acidità o allagamento. Le scorie nucleari venivano scaricate nel mar del Giappone, nel Mar Glaciale Artico e in siti della Russia asiatica. </p>
<p>Nel 1992 venne rivelato che nella città di Mosca esistevano 636 siti di raccolta di scorie radioattive, e a San Pietroburgo 1.500.<br />
Con l&#8217;eccezione delle scorie radioattive, tutti gli esempi summenzionati di degrado ambientale, sono simili a quelli che si ebbero nelle nazioni capitaliste occidentali all&#8217;apice della loro corsa all&#8217;industrializzazione, nel XIX secolo.[45] Di conseguenza alcuni hanno osservato che gli stati socialisti non hanno danneggiato il loro ambiente più della media della società industriale. </p>
<p>Altri sostengono che gli stati socialisti fecero più danno della media, principalmente a causa della mancanza di qualsiasi pressione politica o popolare a ricercare tecnologie amichevoli dal punto di vista ambientale.<br />
Molti problemi ecologici continuano immutati dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica e sono ancora oggi una grosso problema &#8211; il che ha portato i sostenitori degli stati socialisti ad accusare i loro avversari di avere un doppio standard. In altri casi la situazione ambientale è migliorata dopo alcuni anni, ma secondo alcuni ricercatori, questo miglioramento era dovuto in gran parte alle gravi crisi economiche degli anni 1990 che causarono la chiusura di molte fabbriche (però questa concluzione non può essere generalizzata, essendo dei casi di proprio miglioramento del trattamento dei rifiuti, particolarmente in Europa centrale e in riva alla Baltica).</p>
<p>Meno noti sono i danni ambientali prodotti dal Grande balzo in avanti cinese nel 1959: l&#8217;argomento è affrontato da Judith Shapiro nel suo libro Mao&#8217;s war against nature.affrontato da Judith Shapiro nel  suo libro Mao&#8217;s war against nature.</p>
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