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	<title>Commenti a: Contro accordo Pd-Berlusconi, mobilitiamoci</title>
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		<title>Di: Giuseppe Volonnino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11521</link>
		<dc:creator>Giuseppe Volonnino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 18:03:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Codadilupo
Scusami se ti rispondo ancora oggi.Ridefinire l&#039;unità teorica ed ideologica vuole significare costruire una diga intorno al partito per preservarlo da scissioni e deviazionismi.Significa dotarsi dell&#039;arma del centralismo democratico che non è dittatura all&#039;interno del partito. Se vuoi possiamo discutere di questo. Viene sul blog rifondarerifondazione.blogspot.it non fosse altro per il maggiore spazio disponibile.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Codadilupo<br />
Scusami se ti rispondo ancora oggi.Ridefinire l&#8217;unità teorica ed ideologica vuole significare costruire una diga intorno al partito per preservarlo da scissioni e deviazionismi.Significa dotarsi dell&#8217;arma del centralismo democratico che non è dittatura all&#8217;interno del partito. Se vuoi possiamo discutere di questo. Viene sul blog rifondarerifondazione.blogspot.it non fosse altro per il maggiore spazio disponibile.</p>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11443</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 21:23:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ferrero andrà all&#039;assemblea de l&#039;8 maggio; non ce da meravigliarsi; ferrero sarà preso in scarsa considerazione; spero però che  il grosso dei militanti del prc non si facciano incantare da questa nuova sirena; dipenderà dal patrimonio culturale ed ideale che ciascun militante ha acquisito ed elaborato; in ogni caso la storia dei comunisti italiani non si fermerà con rifondazione, perchè di un partito rivoluzionario dei comunisti ci sarà comunque bisogno; l&#039;assemblea de l&#039;11 maggio sono convinto sarà partecipata perchè fra i militanti anticapitalisti e libertari è forte il bisogno di essere protagonisti per una italia dei lavoratori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ferrero andrà all&#8217;assemblea de l&#8217;8 maggio; non ce da meravigliarsi; ferrero sarà preso in scarsa considerazione; spero però che  il grosso dei militanti del prc non si facciano incantare da questa nuova sirena; dipenderà dal patrimonio culturale ed ideale che ciascun militante ha acquisito ed elaborato; in ogni caso la storia dei comunisti italiani non si fermerà con rifondazione, perchè di un partito rivoluzionario dei comunisti ci sarà comunque bisogno; l&#8217;assemblea de l&#8217;11 maggio sono convinto sarà partecipata perchè fra i militanti anticapitalisti e libertari è forte il bisogno di essere protagonisti per una italia dei lavoratori.</p>
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		<title>Di: Erminio Liguori</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11442</link>
		<dc:creator>Erminio Liguori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 21:12:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Congiura, purtroppo temo che Ferrero parteciperà all&#039;altro meeting dell&#039; 8 Maggio, quello in cui S-Vendola, Barca e altri faranno un bel carrozzone post-socialista e , per la felicità di Marco ( il nostro compagno &quot;de Roma-Nettuno&quot;)aderiranno al PSE.....Che zavorra che abbiamo avuto in seno...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Congiura, purtroppo temo che Ferrero parteciperà all&#8217;altro meeting dell&#8217; 8 Maggio, quello in cui S-Vendola, Barca e altri faranno un bel carrozzone post-socialista e , per la felicità di Marco ( il nostro compagno &#8220;de Roma-Nettuno&#8221;)aderiranno al PSE&#8230;..Che zavorra che abbiamo avuto in seno&#8230;</p>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11408</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 18:07:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ai compagni:coda di lupo, volonnino e liguori:i vostri interventi  sono l&#039;esempio di ciò che deve essere il dibattito fra compagni ai quali stà a cuore la costituzione del partito rivoluzioanrio del proletariato; credo che siamo daccordo sul fatto che rifondazione ha mancato l&#039;obiettivo per cui è nato il movimento della rifondazione comunista; dopo vent&#039;anni rifondazione ha fatto un flop definitivo, almeno secondo il mio parere; e la situazione di disorientamento è tale che rifondazione non potrà essere il partito comunista che vorremmo tutti che ci fosse in italia; i mille rivoli di comunisti dovrebbero ripensare se stessi, e se si ritengono utili nella fase che il nostro paese attraversa; ecco perchè considero importante l&#039;assemblea del 11 maggio prossimo a bologna; è stata indetta da compagni e persone di indubbia serietà; spinti tutti quanti dalla volontà di aggregare tutti coloro che non vogliono arrendersi, per la costituzione di un movimento anticapitalista per riunificare le tante diaspore ed i tanti compagni che sono convinti della necessità e dell&#039;imporatnza fondamentale di un soggetto politico che sia punto di riferimento per le masse popolari per gli sfruttati; sfruttati ed emerginati che si sentono soli ed impotenti di fronte alla violenta barbarie del capitalismo; l&#039;attuale gruppo dirigente di rifondazione dovrebbe avere l&#039;umiltà quantomeno di partecipare all&#039;assemblea de l&#039;11 maggio, per ascoltare e capire ciò di cui si discute; e state certi che ciò di cui si discuterà non sarà l&#039;elettoralismo ma  si discuterà di un programma che abbia al centro le questioni dei diritti, del lavoro, e dll&#039;ambiente, perchè il lavoro don deve subordinare l&#039;ambiente ma viceversa; se si vuole costruire una società a misura d&#039;uomo no si può prescindere dalla salvaguardia dell&#039;ambiente; perchè di madre geo ne abbiamo una sola ed il capitalismo la sta soffocando.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ai compagni:coda di lupo, volonnino e liguori:i vostri interventi  sono l&#8217;esempio di ciò che deve essere il dibattito fra compagni ai quali stà a cuore la costituzione del partito rivoluzioanrio del proletariato; credo che siamo daccordo sul fatto che rifondazione ha mancato l&#8217;obiettivo per cui è nato il movimento della rifondazione comunista; dopo vent&#8217;anni rifondazione ha fatto un flop definitivo, almeno secondo il mio parere; e la situazione di disorientamento è tale che rifondazione non potrà essere il partito comunista che vorremmo tutti che ci fosse in italia; i mille rivoli di comunisti dovrebbero ripensare se stessi, e se si ritengono utili nella fase che il nostro paese attraversa; ecco perchè considero importante l&#8217;assemblea del 11 maggio prossimo a bologna; è stata indetta da compagni e persone di indubbia serietà; spinti tutti quanti dalla volontà di aggregare tutti coloro che non vogliono arrendersi, per la costituzione di un movimento anticapitalista per riunificare le tante diaspore ed i tanti compagni che sono convinti della necessità e dell&#8217;imporatnza fondamentale di un soggetto politico che sia punto di riferimento per le masse popolari per gli sfruttati; sfruttati ed emerginati che si sentono soli ed impotenti di fronte alla violenta barbarie del capitalismo; l&#8217;attuale gruppo dirigente di rifondazione dovrebbe avere l&#8217;umiltà quantomeno di partecipare all&#8217;assemblea de l&#8217;11 maggio, per ascoltare e capire ciò di cui si discute; e state certi che ciò di cui si discuterà non sarà l&#8217;elettoralismo ma  si discuterà di un programma che abbia al centro le questioni dei diritti, del lavoro, e dll&#8217;ambiente, perchè il lavoro don deve subordinare l&#8217;ambiente ma viceversa; se si vuole costruire una società a misura d&#8217;uomo no si può prescindere dalla salvaguardia dell&#8217;ambiente; perchè di madre geo ne abbiamo una sola ed il capitalismo la sta soffocando.</p>
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		<title>Di: Erminio Liguori</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11378</link>
		<dc:creator>Erminio Liguori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 15:52:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro compagno Codadilupo, innanzitutto complimenti per la maturità politica che, così giovane,  dimostri e per la chiarezza disarmante della tua analisi di fondo, molto MOLTOOOO più profonda e articolata dei vaneggiamenti pseudo- nuovista/movimentista/new-agista della attuale Dirigenza. Una discussione con te e con il compagno Volonnino , con cui condivido una fraterna amicizia e comunanza di principi, è molto gratificante, come anche l&#039;apporto di tanti seri compagni che scrivono su questo blog , purtoppo infestato ( ma è così che vogliono evidentemente) da alcuni pervicaci &quot;troll&quot; che deviano la discussione su scurrili quanto stupidi apprezzamenti.E&#039; ovvio che Volonnino, e faccio mio il suo pensiero,quando parla di &quot; unità teorica ed ideologica&quot; , fornendo poi la spiegazione delle tante scissioni, si riferisce al Marxismo inteso non solo , come giustamente ricordi tu, politicamente come &quot; movimento reale che cambia lo stato di cose presenti&quot;, ma anche come corpus storico-filosofico -economico . Non solo il Marx politico, ma anche ( e sopratutto direi) il Marx che rimette la filosofia sulle gambe della storia, non a guardare il cielo , ma a vedere le condizioni dello sviluppo umano, attraverso la disamina economica della società: mi rendo perfettamente conto che questo lato di Marx è il più ostico da comprendere, ma , consentimi, non si può mettere tra parentesi.Noi pensiamo che l&#039;unità teorica ed ideologica del Partito Comunista debba farsi sulla concezione Marxista e sulla elaborazione teorica e pratica successiva Leninista. Non è il caso di fare gli esami di sangue a tutti gli &quot; aspiranti -comunisti -nel costruendo-partito comunista&quot;, ma un discrimine iniziale DEVE esserci. Poi, come in altre parti dice il compagno Marco ( incappucciato), che qui pubblicamente lodo e stimo,ognuno si rapporterà con le sue sensibilità,ma , PER CARITA&#039;, lasciamo perdere gli altri &quot; santini&quot;, rinunciamo ai &quot; pantheon&quot; con le nostre belle figurine in mostra, capaci di fare di dieci comunisti, dieci partiti ( e qualche frazione...). Io sostengo sempre che la Storia, quella maiuscola, la fanno gli storici e le masse, quando hanno gli elementi di cui discutere ( scritti verificabili, documenti reali, testimonianze valide e quant&#039;altro): dovrà venire il momento in cui dovremo fare i conti con la storia del 900, e dovremo farlo &quot; da compagni&quot; senza ferire sensibilità diverse, ma la direzione deve essere la stessa, il timone non deve deviare neanche di un grado o si riaprirà il Vaso di Pandora..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno Codadilupo, innanzitutto complimenti per la maturità politica che, così giovane,  dimostri e per la chiarezza disarmante della tua analisi di fondo, molto MOLTOOOO più profonda e articolata dei vaneggiamenti pseudo- nuovista/movimentista/new-agista della attuale Dirigenza. Una discussione con te e con il compagno Volonnino , con cui condivido una fraterna amicizia e comunanza di principi, è molto gratificante, come anche l&#8217;apporto di tanti seri compagni che scrivono su questo blog , purtoppo infestato ( ma è così che vogliono evidentemente) da alcuni pervicaci &#8220;troll&#8221; che deviano la discussione su scurrili quanto stupidi apprezzamenti.E&#8217; ovvio che Volonnino, e faccio mio il suo pensiero,quando parla di &#8221; unità teorica ed ideologica&#8221; , fornendo poi la spiegazione delle tante scissioni, si riferisce al Marxismo inteso non solo , come giustamente ricordi tu, politicamente come &#8221; movimento reale che cambia lo stato di cose presenti&#8221;, ma anche come corpus storico-filosofico -economico . Non solo il Marx politico, ma anche ( e sopratutto direi) il Marx che rimette la filosofia sulle gambe della storia, non a guardare il cielo , ma a vedere le condizioni dello sviluppo umano, attraverso la disamina economica della società: mi rendo perfettamente conto che questo lato di Marx è il più ostico da comprendere, ma , consentimi, non si può mettere tra parentesi.Noi pensiamo che l&#8217;unità teorica ed ideologica del Partito Comunista debba farsi sulla concezione Marxista e sulla elaborazione teorica e pratica successiva Leninista. Non è il caso di fare gli esami di sangue a tutti gli &#8221; aspiranti -comunisti -nel costruendo-partito comunista&#8221;, ma un discrimine iniziale DEVE esserci. Poi, come in altre parti dice il compagno Marco ( incappucciato), che qui pubblicamente lodo e stimo,ognuno si rapporterà con le sue sensibilità,ma , PER CARITA&#8217;, lasciamo perdere gli altri &#8221; santini&#8221;, rinunciamo ai &#8221; pantheon&#8221; con le nostre belle figurine in mostra, capaci di fare di dieci comunisti, dieci partiti ( e qualche frazione&#8230;). Io sostengo sempre che la Storia, quella maiuscola, la fanno gli storici e le masse, quando hanno gli elementi di cui discutere ( scritti verificabili, documenti reali, testimonianze valide e quant&#8217;altro): dovrà venire il momento in cui dovremo fare i conti con la storia del 900, e dovremo farlo &#8221; da compagni&#8221; senza ferire sensibilità diverse, ma la direzione deve essere la stessa, il timone non deve deviare neanche di un grado o si riaprirà il Vaso di Pandora..</p>
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		<title>Di: Codadilupo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11375</link>
		<dc:creator>Codadilupo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 15:09:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro compagno, Giuseppe, ti ringrazio per la risposta, e dico che io condivido gran parte di ciò che dici, ma che non riesco a comprendere cosa significhi il &quot;ridefinire l&#039;unità teorica ed ideologica&quot;. Io non provengo da altre esperienze, perché essendo dell&#039;88 quando ho avuto 14 anni potevo scegliere tra il Prc e i Ds, e scelsi il Prc, credendo che questo fosse davvero un partito comunista rivoluzionario anticapitalista, e che in un lustro si sarebbe fatta la rivoluzione socialista e che avremmo cambiato il mondo...poi anch&#039;io ho scoperto che i dirigenti del Prc non erano affatto rivoluzionari, anticapitalisti e che erano più socialdemocratici dei socialdemocratici, e non capivo perché non se ne andassero nei Ds e non ci lasciavano in pace a rifondare davvero questa prospettiva comunista. Quei dirigenti hanno distrutto tutto e in parte se ne sono andati dai loro amici socialdemocratici, qualcuno ancora è rimasto ahi noi.. Ora, l&#039;ideologia del partito dovrebbe essere l&#039;idea di società che vogliamo costruire, verso la quale vogliamo andare, declinata in una  proposta rivoluzionaria che va definita nel dettaglio, in tutte le sue articolazioni. (economia della pianificazione socialista ;)) 
Possiamo chiamarlo programma di transizione al socialismo del XXI secolo, o manifesto del partito comunista, o in altre maniere, ma di quello credo si tratti. Come Marx, credo che il comunismo non sia &quot;l&#039;ideale al quale la realtà dovrà conformarsi&quot;, ma &quot;il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente&quot;. Questo movimento però ha bisogno di un programma rivoluzionario altrimenti non abolisce nulla. I dirigenti, i quadri, ed il resto, si definisce e subordina all&#039;ideologia, che ripeto, dovrebbe essere l&#039;idea di società verso la quale vuoi portare gli sfruttati e gli oppressi di questo paese, e continente..buon congresso!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno, Giuseppe, ti ringrazio per la risposta, e dico che io condivido gran parte di ciò che dici, ma che non riesco a comprendere cosa significhi il &#8220;ridefinire l&#8217;unità teorica ed ideologica&#8221;. Io non provengo da altre esperienze, perché essendo dell&#8217;88 quando ho avuto 14 anni potevo scegliere tra il Prc e i Ds, e scelsi il Prc, credendo che questo fosse davvero un partito comunista rivoluzionario anticapitalista, e che in un lustro si sarebbe fatta la rivoluzione socialista e che avremmo cambiato il mondo&#8230;poi anch&#8217;io ho scoperto che i dirigenti del Prc non erano affatto rivoluzionari, anticapitalisti e che erano più socialdemocratici dei socialdemocratici, e non capivo perché non se ne andassero nei Ds e non ci lasciavano in pace a rifondare davvero questa prospettiva comunista. Quei dirigenti hanno distrutto tutto e in parte se ne sono andati dai loro amici socialdemocratici, qualcuno ancora è rimasto ahi noi.. Ora, l&#8217;ideologia del partito dovrebbe essere l&#8217;idea di società che vogliamo costruire, verso la quale vogliamo andare, declinata in una  proposta rivoluzionaria che va definita nel dettaglio, in tutte le sue articolazioni. (economia della pianificazione socialista <img src='http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> )<br />
Possiamo chiamarlo programma di transizione al socialismo del XXI secolo, o manifesto del partito comunista, o in altre maniere, ma di quello credo si tratti. Come Marx, credo che il comunismo non sia &#8220;l&#8217;ideale al quale la realtà dovrà conformarsi&#8221;, ma &#8220;il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente&#8221;. Questo movimento però ha bisogno di un programma rivoluzionario altrimenti non abolisce nulla. I dirigenti, i quadri, ed il resto, si definisce e subordina all&#8217;ideologia, che ripeto, dovrebbe essere l&#8217;idea di società verso la quale vuoi portare gli sfruttati e gli oppressi di questo paese, e continente..buon congresso!</p>
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		<title>Di: Giuseppe Volonnino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11363</link>
		<dc:creator>Giuseppe Volonnino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 14:06:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro compagno Codadilupo
dopo il disastro elettorale da più parti si è levata la voce di riunire la sinistra, di unificare le forze di sinistra, di abbandonare i “piccoli orticelli” ed i “partitini personali” per rifondare il Partito Comunista.
Saltando a piè pari la solita proposta ,peraltro incomprensibile e da leggere solo e sempre come una semplice dichiarazione di intenti , di Ferrero credo sia necessario analizzare anche le cause che , venti anni dopo la nascita di rifondazione, ci spingono alla ricerca di questo percorso comune.
 Il nostro partito, il mio, il tuo e quello di tanti compagni che oggi avvertono questa necessità è nato all&#039;indomani del crollo del muro di Berlino e della tragedia della Bolognina. Anni difficili, segnati da quello che molti hanno spacciato come il fallimento del comunismo che avrebbero potuto consigliarci di desistere dal voler creare il movimento per la rifondazione comunista. 
Sono passati venti anni da allora, . A differenza di allora il quadro sociale in Italia e nel mondo è cambiato e questo dovrebbe spingerci ancora di più a chiamare a raccolta il proletariato italiano per la costruzione di una società diversa (non quella del programma di Rivoluzione Civile comunque), Nel mondo e nell&#039;America latina stanno crescendo sempre più forze politiche, sociali, statuali che si richiamano al socialismo e la crisi sistemica del capitalismo e dell&#039;imperialismo ci mostra come sia necessario e possibile che il socialismo metta radici nella realtà materiale.
Sono in errore se affermo che a differenza di quanto avviene altrove il movimento comunista in Italia è in crisi (a voler essere benevoli) , rischia di scomparire sia politicamente che organizzativamente?
Chi ha il coraggio di affermarlo si faccia avanti e motivi la confutazione di questo dato oggettivo, in maniera seria ed articolata.
E&#039; un paradosso, questo e fuori di dubbio ed a questo bisogna dare una spiegazione.
Occorre dare delle spiegazioni
Perchè è fallita l’esperienza di rifondazione comunista e le esperienze che da essa hanno preso forma ( Pdci , PCL, CSP PC ecc..)?
Quale è la ragione di fondo?
Non voglio ripercorrere la storia di Rifondazione da Garavini ad oggi (basta andare sul sito del Partito per leggerla).
Quello che voglio ancora rimarcare  sono le scissioni che si sono avute in questi venti anni.
Scissioni traumatiche (dapprima il gruppo dirigente che fondò il Partito con Garavini, poi Cossutta, Ferrando, Turigliatto, Bertinotti, Vendola, Fosco Giannini e Fausto Sorini ecc:) che hanno ridotto al lumicino, alla semplice rappresentanza il PRC ( se vogliamo confrontarlo a quello che era ed è stato ,non solo elettoralmente).
Allora quando l’intera storia di un partito è costellata da scissioni di queste dimensioni la ragione di fondo è una: la presenza al suo interno di culture politiche, di ideologie, di progetti strategici diversi e spesso antitetici.
Queste scissioni (e non è un caso) sono avvenute sul tema del governo e del più generale rapporto tra comunisti e socialdemocrazia (come ci ricorda spesso il compagno Liguori nei suoi commenti).
Sempre parafrasando il nostro compagno cardiologo credo che il difetto “genetico” insito in Rifondazione risieda nella sua eterogeneità ideologica, che è una delle ragioni che hanno impedito al PRC di prendere il largo e che ha lo ha spinto ad un approccio liquidatorio della storia del movimento comunista del novecento.
Le basi ideologiche di rifondazione erano eterogenee (ex PCI, ex DP, ex m-l, ex Manifesto, ex PdUP , ex MLS ecc.) e, gioco forza, una delle conseguenze più nefaste è stato il correntismo, inevitabile in presenza di progetti strategici diversi.
Come ci insegna il compagno Lenin (ed è ovvio che questo vale per chi ha una concezione leninista del Partito) l’unità di un partito comunista è innanzitutto unità ideologica e teorica.
Senza questa unità gli appelli allo ‘spirito di partito’ o al ‘centralismo democratico’ si riducono a parole vuote che si infrangono contro la storia stessa di quel partito (PRC ed il l Pdci ne sono il classico esempio) e su questo concordo con te.
Proviamo, solo per un attimo, a guardare alla crisi del capitalismo che ha caratterizzato il secolo passato ed a come oggi  il capitalismo occidentale viva una crisi di competitività economica con la Cina e con il sud del mondo. Non abbiamo altra alternativa , nel nostro emisfero, se non quella di porre come tema centrale quello dell Socialismo e della ‘transizione’.
Caro compagno  quello che si pone in questo momento, per i comunisti, come problema principale, non è il governo, il parlamentarismo, la politica delle alleanze, se essere subalterni ai movimenti o meno: il problema che deve occuparci è quello della costruzione del Partito, di un partito rivoluzionario, armato di una teoria rivoluzionaria, basato su UNA OMOGENEITA&#039;  IDEOLOGICA (altrimenti seguiranno altre venti o più scissioni).
Voglio essere più realista del re e dire a muso duro innanzitutto a me stesso che oggi in Italia il Partito Comunista non esiste né Rifondazione può pretendere di avere questo ruolo.
Come non possono pretendere di rappresentarlo il PdCI, CSP PC, PdL e qualche altro mini partitino che giorno dopo giorno viene fondato da qualche novello Lenin.
Occorre ricostruire il Partito Comunista (non il PCI, è meglio essere chiari fino in fondo) che abbia una matrice leninista, che riaggreghi tutti i comunisti che si richiamano al leninismo.
Riflettiamo su questo, riorganizziamoci, contiamoci, abbandoniamo al loro destino i socialdemocratici che si spacciano per comunisti mostrando ai compagni la loro vera natura di opportunisti.
Prima ancora di definire un programma, ora come ora, occorre quindi una costituente di sinistra che ridefinisca una unità teorica ed ideologica. Né si può, in questa momento saltare a piè pari i momenti congressuali dei partitini della diaspora. E&#039; un lavoro immane quello della ricostruzione del Partito ed il lavoro da fare è innanzitutto un lavoro di sintesi ideologica. Dopo potremo parlare di simbolo, di bandiera, di inno e di un programma che se sbandierato in questo momento avrebbe solo e semplicemente una mera funzione propagandistica. Non da ultimo, caro compagno, il problema della formazione dei quadri. Parliamone quindi con calma e prepariamoci per il nostro congresso. Mi scuso per la sinteticità dell&#039;intervento ma non può essere altrimenti atteso che questo vuole ed è un semplice contributo alla discussione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno Codadilupo<br />
dopo il disastro elettorale da più parti si è levata la voce di riunire la sinistra, di unificare le forze di sinistra, di abbandonare i “piccoli orticelli” ed i “partitini personali” per rifondare il Partito Comunista.<br />
Saltando a piè pari la solita proposta ,peraltro incomprensibile e da leggere solo e sempre come una semplice dichiarazione di intenti , di Ferrero credo sia necessario analizzare anche le cause che , venti anni dopo la nascita di rifondazione, ci spingono alla ricerca di questo percorso comune.<br />
 Il nostro partito, il mio, il tuo e quello di tanti compagni che oggi avvertono questa necessità è nato all&#8217;indomani del crollo del muro di Berlino e della tragedia della Bolognina. Anni difficili, segnati da quello che molti hanno spacciato come il fallimento del comunismo che avrebbero potuto consigliarci di desistere dal voler creare il movimento per la rifondazione comunista.<br />
Sono passati venti anni da allora, . A differenza di allora il quadro sociale in Italia e nel mondo è cambiato e questo dovrebbe spingerci ancora di più a chiamare a raccolta il proletariato italiano per la costruzione di una società diversa (non quella del programma di Rivoluzione Civile comunque), Nel mondo e nell&#8217;America latina stanno crescendo sempre più forze politiche, sociali, statuali che si richiamano al socialismo e la crisi sistemica del capitalismo e dell&#8217;imperialismo ci mostra come sia necessario e possibile che il socialismo metta radici nella realtà materiale.<br />
Sono in errore se affermo che a differenza di quanto avviene altrove il movimento comunista in Italia è in crisi (a voler essere benevoli) , rischia di scomparire sia politicamente che organizzativamente?<br />
Chi ha il coraggio di affermarlo si faccia avanti e motivi la confutazione di questo dato oggettivo, in maniera seria ed articolata.<br />
E&#8217; un paradosso, questo e fuori di dubbio ed a questo bisogna dare una spiegazione.<br />
Occorre dare delle spiegazioni<br />
Perchè è fallita l’esperienza di rifondazione comunista e le esperienze che da essa hanno preso forma ( Pdci , PCL, CSP PC ecc..)?<br />
Quale è la ragione di fondo?<br />
Non voglio ripercorrere la storia di Rifondazione da Garavini ad oggi (basta andare sul sito del Partito per leggerla).<br />
Quello che voglio ancora rimarcare  sono le scissioni che si sono avute in questi venti anni.<br />
Scissioni traumatiche (dapprima il gruppo dirigente che fondò il Partito con Garavini, poi Cossutta, Ferrando, Turigliatto, Bertinotti, Vendola, Fosco Giannini e Fausto Sorini ecc:) che hanno ridotto al lumicino, alla semplice rappresentanza il PRC ( se vogliamo confrontarlo a quello che era ed è stato ,non solo elettoralmente).<br />
Allora quando l’intera storia di un partito è costellata da scissioni di queste dimensioni la ragione di fondo è una: la presenza al suo interno di culture politiche, di ideologie, di progetti strategici diversi e spesso antitetici.<br />
Queste scissioni (e non è un caso) sono avvenute sul tema del governo e del più generale rapporto tra comunisti e socialdemocrazia (come ci ricorda spesso il compagno Liguori nei suoi commenti).<br />
Sempre parafrasando il nostro compagno cardiologo credo che il difetto “genetico” insito in Rifondazione risieda nella sua eterogeneità ideologica, che è una delle ragioni che hanno impedito al PRC di prendere il largo e che ha lo ha spinto ad un approccio liquidatorio della storia del movimento comunista del novecento.<br />
Le basi ideologiche di rifondazione erano eterogenee (ex PCI, ex DP, ex m-l, ex Manifesto, ex PdUP , ex MLS ecc.) e, gioco forza, una delle conseguenze più nefaste è stato il correntismo, inevitabile in presenza di progetti strategici diversi.<br />
Come ci insegna il compagno Lenin (ed è ovvio che questo vale per chi ha una concezione leninista del Partito) l’unità di un partito comunista è innanzitutto unità ideologica e teorica.<br />
Senza questa unità gli appelli allo ‘spirito di partito’ o al ‘centralismo democratico’ si riducono a parole vuote che si infrangono contro la storia stessa di quel partito (PRC ed il l Pdci ne sono il classico esempio) e su questo concordo con te.<br />
Proviamo, solo per un attimo, a guardare alla crisi del capitalismo che ha caratterizzato il secolo passato ed a come oggi  il capitalismo occidentale viva una crisi di competitività economica con la Cina e con il sud del mondo. Non abbiamo altra alternativa , nel nostro emisfero, se non quella di porre come tema centrale quello dell Socialismo e della ‘transizione’.<br />
Caro compagno  quello che si pone in questo momento, per i comunisti, come problema principale, non è il governo, il parlamentarismo, la politica delle alleanze, se essere subalterni ai movimenti o meno: il problema che deve occuparci è quello della costruzione del Partito, di un partito rivoluzionario, armato di una teoria rivoluzionaria, basato su UNA OMOGENEITA&#8217;  IDEOLOGICA (altrimenti seguiranno altre venti o più scissioni).<br />
Voglio essere più realista del re e dire a muso duro innanzitutto a me stesso che oggi in Italia il Partito Comunista non esiste né Rifondazione può pretendere di avere questo ruolo.<br />
Come non possono pretendere di rappresentarlo il PdCI, CSP PC, PdL e qualche altro mini partitino che giorno dopo giorno viene fondato da qualche novello Lenin.<br />
Occorre ricostruire il Partito Comunista (non il PCI, è meglio essere chiari fino in fondo) che abbia una matrice leninista, che riaggreghi tutti i comunisti che si richiamano al leninismo.<br />
Riflettiamo su questo, riorganizziamoci, contiamoci, abbandoniamo al loro destino i socialdemocratici che si spacciano per comunisti mostrando ai compagni la loro vera natura di opportunisti.<br />
Prima ancora di definire un programma, ora come ora, occorre quindi una costituente di sinistra che ridefinisca una unità teorica ed ideologica. Né si può, in questa momento saltare a piè pari i momenti congressuali dei partitini della diaspora. E&#8217; un lavoro immane quello della ricostruzione del Partito ed il lavoro da fare è innanzitutto un lavoro di sintesi ideologica. Dopo potremo parlare di simbolo, di bandiera, di inno e di un programma che se sbandierato in questo momento avrebbe solo e semplicemente una mera funzione propagandistica. Non da ultimo, caro compagno, il problema della formazione dei quadri. Parliamone quindi con calma e prepariamoci per il nostro congresso. Mi scuso per la sinteticità dell&#8217;intervento ma non può essere altrimenti atteso che questo vuole ed è un semplice contributo alla discussione.</p>
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		<title>Di: Codadilupo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11358</link>
		<dc:creator>Codadilupo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 13:08:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido parte di tanti post presenti in questo sito, che credo sia un luogo di discussione importante per la nostra comunità politica. 
La domanda che mi viene spontanea è: prima la formula, o prima il programma? Ha senso parlare di &quot;costituente della sinistra&quot; o di &quot;partito unico dei comunisti&quot;, ovvero della formula, senza prima parlare della sostanza, ovvero del programma? 
Sinteticamente credo che la lotta di classe abbia bisogno di un partito di classe con un programma di classe. Un partito disciplinato e centralista democratico, autofinanziato, dove le correnti esistano e siano parte integrante del partito, e non a se stanti, definendosi e ridefinendosi in base alle contingenze della fase, e non per forza permanendo cristallizzate come piccoli partiti nel partito. Un partito con dirigenti che siano eleggibili e revocabili e con un salario operaio. Un partito non settario nelle formule, nella forma, e nei simboli, ma seriamente marxista nella sostanza della propria proposta economico/sociale. Un partito che organizzi il conflitto sociale in Italia, dando a questo una prospettiva politica di rivoluzione economica e sociale. Collegando ed organizzando il dissenso e la forte domanda di cambiamento presente oggi in Italia, in un programma di lotta e di transizione al socialismo del XXI secolo. Non mi interessa prioritariamente discutere del nome, del simbolo, della formula, ma del programma e delle regole. Se non ci dotiamo di un programma rivoluzionario e anticapitalista comprensibile alle masse come realistico e non utopistico, queste ci prenderanno per populisti, o peggio per irrealisti. Non è più il tempo per i soli slogan. Quando Lenin diceva che la classe va educata, credo proprio che intendesse anche questo..spiegare alla classe partendo dal livello della coscienza politica della classe stessa. L&#039;utopia e l&#039;irrealtà diventa realtà, e sola realtà possibile nel momento in cui siamo capaci di dimostrare ciò con studi scientifici, assemblee di massa, a convincere le masse, coinvolgendole attivamente in questa discussione sul programma dell&#039;altro mondo possibile. Il programma dovrà essere la nostra bandiera rossa. Io da qui partirei con chi ci sta, con l&#039;obiettivo di superare le nostre attuali case di provenienza (la mia è il Prc da quando avevo 14 anni, ora ne ho 25) per convergere tutti in un grande Fronte anticapitalista della sinistra italiana. I partiti non devono essere feticci credo, ma essere strumenti, avere un&#039;utilità politica, altrimenti a cosa servono? E per portare chiarezza in un dibattito politico in cui non si capisce più cosa sia la destra e cosa la sinistra. Ebbene, noi irrompendo sulla scena politica italiana in questo modo metteremmo un punto, la sinistra, la sola sinistra esistente in italia saremmo noi. Tutto il resto è destra. Il Pd è destra, la socialdemocrazia europea è destra nella propria proposta politica complessiva. La sinistra siamo noi, ed è il Gue in Europa. Dovremmo essere questo partito che sia strettamente collegato con gli altri partiti europei di sinistra anticapitalista, e che assieme ad essi finalmente porti un&#039;organica proposta alternativa di economia e di società al popolo europeo. Ad esempio: Un discorso è se noi soli avanziamo la proposta di cancellare il debito pubblico indennizzando i soli piccoli risparmiatori, ed espropriare e nazionalizzare le banche ponendo la leva del credito nelle mani dello stato democratico dei lavoratori, altro discorso è se ciò viene avanzato congiuntamente da noi e dai nostri omonimi europei, con una visione d&#039;insieme e globale della proposta economico/politica a livello europeo, che ci renderebbe molto più credibili. 
Sul nome ed il simbolo ho qualche vaga idea. Per me andrebbero benissimo bandiera rossa, simbolo della falcemartello e denominazione di partito comunista d&#039;Italia; però ho qualche perplessità circa il continuare ad usare questa simbologia. Ritengo che il termine comunismo sia non usurato, ma abusato. Perciò non parlerei apertamente di comunismo, ma di democrazia del lavoro, che alla fine è il comunismo, ma non userei direttamente la parola comunismo, la quale purtroppo è ancora legata al ricordo della dittatura della burocrazia sovietica. Anche qui, non sono feticista, mi piace guardare alla sostanza, il comunismo sta nel programma politico,nella prospettiva concreta, ma quello di Lenin si chiamava bolscevico..il nostro potrebbe chiamarsi dei lavoratori, o in un altro modo..sul simbolo, la falcemartello rappresenta il lavoro, ecco, perché non pensare ad un simbolo nuovo che rappresenti il lavoro?     La bandiera rossa è intoccabile e farebbe da sfondo a tutto il resto..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido parte di tanti post presenti in questo sito, che credo sia un luogo di discussione importante per la nostra comunità politica.<br />
La domanda che mi viene spontanea è: prima la formula, o prima il programma? Ha senso parlare di &#8220;costituente della sinistra&#8221; o di &#8220;partito unico dei comunisti&#8221;, ovvero della formula, senza prima parlare della sostanza, ovvero del programma?<br />
Sinteticamente credo che la lotta di classe abbia bisogno di un partito di classe con un programma di classe. Un partito disciplinato e centralista democratico, autofinanziato, dove le correnti esistano e siano parte integrante del partito, e non a se stanti, definendosi e ridefinendosi in base alle contingenze della fase, e non per forza permanendo cristallizzate come piccoli partiti nel partito. Un partito con dirigenti che siano eleggibili e revocabili e con un salario operaio. Un partito non settario nelle formule, nella forma, e nei simboli, ma seriamente marxista nella sostanza della propria proposta economico/sociale. Un partito che organizzi il conflitto sociale in Italia, dando a questo una prospettiva politica di rivoluzione economica e sociale. Collegando ed organizzando il dissenso e la forte domanda di cambiamento presente oggi in Italia, in un programma di lotta e di transizione al socialismo del XXI secolo. Non mi interessa prioritariamente discutere del nome, del simbolo, della formula, ma del programma e delle regole. Se non ci dotiamo di un programma rivoluzionario e anticapitalista comprensibile alle masse come realistico e non utopistico, queste ci prenderanno per populisti, o peggio per irrealisti. Non è più il tempo per i soli slogan. Quando Lenin diceva che la classe va educata, credo proprio che intendesse anche questo..spiegare alla classe partendo dal livello della coscienza politica della classe stessa. L&#8217;utopia e l&#8217;irrealtà diventa realtà, e sola realtà possibile nel momento in cui siamo capaci di dimostrare ciò con studi scientifici, assemblee di massa, a convincere le masse, coinvolgendole attivamente in questa discussione sul programma dell&#8217;altro mondo possibile. Il programma dovrà essere la nostra bandiera rossa. Io da qui partirei con chi ci sta, con l&#8217;obiettivo di superare le nostre attuali case di provenienza (la mia è il Prc da quando avevo 14 anni, ora ne ho 25) per convergere tutti in un grande Fronte anticapitalista della sinistra italiana. I partiti non devono essere feticci credo, ma essere strumenti, avere un&#8217;utilità politica, altrimenti a cosa servono? E per portare chiarezza in un dibattito politico in cui non si capisce più cosa sia la destra e cosa la sinistra. Ebbene, noi irrompendo sulla scena politica italiana in questo modo metteremmo un punto, la sinistra, la sola sinistra esistente in italia saremmo noi. Tutto il resto è destra. Il Pd è destra, la socialdemocrazia europea è destra nella propria proposta politica complessiva. La sinistra siamo noi, ed è il Gue in Europa. Dovremmo essere questo partito che sia strettamente collegato con gli altri partiti europei di sinistra anticapitalista, e che assieme ad essi finalmente porti un&#8217;organica proposta alternativa di economia e di società al popolo europeo. Ad esempio: Un discorso è se noi soli avanziamo la proposta di cancellare il debito pubblico indennizzando i soli piccoli risparmiatori, ed espropriare e nazionalizzare le banche ponendo la leva del credito nelle mani dello stato democratico dei lavoratori, altro discorso è se ciò viene avanzato congiuntamente da noi e dai nostri omonimi europei, con una visione d&#8217;insieme e globale della proposta economico/politica a livello europeo, che ci renderebbe molto più credibili.<br />
Sul nome ed il simbolo ho qualche vaga idea. Per me andrebbero benissimo bandiera rossa, simbolo della falcemartello e denominazione di partito comunista d&#8217;Italia; però ho qualche perplessità circa il continuare ad usare questa simbologia. Ritengo che il termine comunismo sia non usurato, ma abusato. Perciò non parlerei apertamente di comunismo, ma di democrazia del lavoro, che alla fine è il comunismo, ma non userei direttamente la parola comunismo, la quale purtroppo è ancora legata al ricordo della dittatura della burocrazia sovietica. Anche qui, non sono feticista, mi piace guardare alla sostanza, il comunismo sta nel programma politico,nella prospettiva concreta, ma quello di Lenin si chiamava bolscevico..il nostro potrebbe chiamarsi dei lavoratori, o in un altro modo..sul simbolo, la falcemartello rappresenta il lavoro, ecco, perché non pensare ad un simbolo nuovo che rappresenti il lavoro?     La bandiera rossa è intoccabile e farebbe da sfondo a tutto il resto..</p>
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		<title>Di: stefano r</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11347</link>
		<dc:creator>stefano r</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 11:13:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciò che mi interessava è far notare che il giornalista ha totalmente ignorato la nostra presenza in piazza.
Poi credo che ogni comunista abbia il DOVERE di polemizzare con movimenti di tale fatta.
saluti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che mi interessava è far notare che il giornalista ha totalmente ignorato la nostra presenza in piazza.<br />
Poi credo che ogni comunista abbia il DOVERE di polemizzare con movimenti di tale fatta.<br />
saluti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Erminio Liguori</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2976#comment-11343</link>
		<dc:creator>Erminio Liguori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 11:08:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stefano , non mi sembra il caso di suscitare una polemica , peraltro inutile, con i compagni del sito sul M5s... Pacifico che sia una valvola di sfogo, ma pacifico anche che sia in qualche modo ( e sta a noi indagare il perchè)espressione di tanta protesta di uomini di sinistra. Credo che nessuno tra noi compagni , pensi realmente che Grillo sia un nuovo Lenin e voglia fare la rivoluzione.... Ma anche chi ( non io, beninteso) l&#039;ha votato o almeno lo guarda con simpatia, dovrebbe avere forse una analisi più attenta e parole meno sprezzanti.. non trovi?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano , non mi sembra il caso di suscitare una polemica , peraltro inutile, con i compagni del sito sul M5s&#8230; Pacifico che sia una valvola di sfogo, ma pacifico anche che sia in qualche modo ( e sta a noi indagare il perchè)espressione di tanta protesta di uomini di sinistra. Credo che nessuno tra noi compagni , pensi realmente che Grillo sia un nuovo Lenin e voglia fare la rivoluzione&#8230;. Ma anche chi ( non io, beninteso) l&#8217;ha votato o almeno lo guarda con simpatia, dovrebbe avere forse una analisi più attenta e parole meno sprezzanti.. non trovi?</p>
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