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	<title>Commenti a: «I 40 miliardi di Monti così sono troppo lontani»</title>
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		<title>Di: COMMENTI A CALDO &#8211; Rimborsi alle aziende. E chi ci crede più! &#124; RISORGIMENTO ITALIANO</title>
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		<dc:creator>COMMENTI A CALDO &#8211; Rimborsi alle aziende. E chi ci crede più! &#124; RISORGIMENTO ITALIANO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 12:42:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] lasciato su questa pagina del sito Rifondazione [...]]]></description>
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		<title>Di: robertocasiraghi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2064#comment-6947</link>
		<dc:creator>robertocasiraghi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 12:36:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aggiungo a quanto scritto che la restituzione dei soldi alle aziende è mero effetto annuncio. Il denaro annunciato nel giro di ventiquattro ore era già passato da 40 miliardi a 20 miliardi di euro e nelle successive 24 ore si è ulteriormente precisato che la tranche di 20 miliardi verrà erogata solo nella seconda metà del 2013! Con il che possiamo anche immaginarci, con un pizzico di fantasia e di conoscenza di come si è sempre comportato lo Stato in circostanze simili, le seguenti cose:
- che la disposizione di sblocco dei pagamenti alle aziende verrà inserita nella finanziaria di fine anno 2013
- che si dovrà attendere il regolamento di esecuzione per almeno altri 9 mesi, se va bene, arrivando per esempio a settembre 2014
- che il regolamento di esecuzione preciserà che l&#039;erogazione dei pagamenti non può comunque avvenire prima del giugno 2015 
- e, infine, che il versamento alle aziende sarà comunque legato a condizioni capestro, per esempio, potrà ricevere il denaro solo chi depositerà nelle casse dello Stato un importo almeno doppio rispetto al credito vantato a titolo di garanzia (perché, con i tempi che corrono, mi sa che neppure le solite fideiusssioni bancarie o assicurative siano più così sicure)
Lo Stato italiano ha sempre preso in giro le aziende in questo modo. Non so se da secoli, ma sicuramente da decenni. Ma vorrei far presente che prendere in giro le aziende, significa anche prendere in giro gli operai e impiegati che lavoravano per quelle aziende e hanno dovuto essere licenziati. Conosco personalmente il caso di un&#039;azienda specializzata in forniture di apparecchiature speciali per le Forze dell&#039;Ordine che ha dovuto ridurre il suo personale da 80 a 10 persone a causa di un credito di milioni di euro che da anni non viene rimborsato.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo a quanto scritto che la restituzione dei soldi alle aziende è mero effetto annuncio. Il denaro annunciato nel giro di ventiquattro ore era già passato da 40 miliardi a 20 miliardi di euro e nelle successive 24 ore si è ulteriormente precisato che la tranche di 20 miliardi verrà erogata solo nella seconda metà del 2013! Con il che possiamo anche immaginarci, con un pizzico di fantasia e di conoscenza di come si è sempre comportato lo Stato in circostanze simili, le seguenti cose:<br />
- che la disposizione di sblocco dei pagamenti alle aziende verrà inserita nella finanziaria di fine anno 2013<br />
- che si dovrà attendere il regolamento di esecuzione per almeno altri 9 mesi, se va bene, arrivando per esempio a settembre 2014<br />
- che il regolamento di esecuzione preciserà che l&#8217;erogazione dei pagamenti non può comunque avvenire prima del giugno 2015<br />
- e, infine, che il versamento alle aziende sarà comunque legato a condizioni capestro, per esempio, potrà ricevere il denaro solo chi depositerà nelle casse dello Stato un importo almeno doppio rispetto al credito vantato a titolo di garanzia (perché, con i tempi che corrono, mi sa che neppure le solite fideiusssioni bancarie o assicurative siano più così sicure)<br />
Lo Stato italiano ha sempre preso in giro le aziende in questo modo. Non so se da secoli, ma sicuramente da decenni. Ma vorrei far presente che prendere in giro le aziende, significa anche prendere in giro gli operai e impiegati che lavoravano per quelle aziende e hanno dovuto essere licenziati. Conosco personalmente il caso di un&#8217;azienda specializzata in forniture di apparecchiature speciali per le Forze dell&#8217;Ordine che ha dovuto ridurre il suo personale da 80 a 10 persone a causa di un credito di milioni di euro che da anni non viene rimborsato.</p>
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		<title>Di: robertocasiraghi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=2064#comment-6945</link>
		<dc:creator>robertocasiraghi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 12:11:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Confindustria ha sempre fatto da spalla al regime e quest&#039;ultima presa di posizione, doverosa ma mite come quella di un agnellino, lo conferma. A quanto pare l&#039;industria nostrana, in piena fase di autoestinzione, non sa trovare altra reazione se non questo timido vagito per contrastare la brutalità del piano merkeliano di genocidio economico a danno del nostro paese, spondato in Italia da personaggi come Monti, Berlusconi e Bersani. L&#039;Italia sembra ormai fatta di istituzioni di cartapesta, fantasmi di uomini e donne, un paese zombi e senza futuro. Almeno in Grecia c&#039;è Syriza che in condizioni molto peggiori della nostra ha il coraggio di mettere alla gogna la Germania, responsabile di tutto quello che ci sta capitando, reclamando addirittura i danni di guerra. Maledetta e tradizionale acquiescenza italiana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Confindustria ha sempre fatto da spalla al regime e quest&#8217;ultima presa di posizione, doverosa ma mite come quella di un agnellino, lo conferma. A quanto pare l&#8217;industria nostrana, in piena fase di autoestinzione, non sa trovare altra reazione se non questo timido vagito per contrastare la brutalità del piano merkeliano di genocidio economico a danno del nostro paese, spondato in Italia da personaggi come Monti, Berlusconi e Bersani. L&#8217;Italia sembra ormai fatta di istituzioni di cartapesta, fantasmi di uomini e donne, un paese zombi e senza futuro. Almeno in Grecia c&#8217;è Syriza che in condizioni molto peggiori della nostra ha il coraggio di mettere alla gogna la Germania, responsabile di tutto quello che ci sta capitando, reclamando addirittura i danni di guerra. Maledetta e tradizionale acquiescenza italiana.</p>
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