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	<title>Commenti a: Dati Ocse, Ferrero: «Ingiustizia sociale dell&#8217;Italia di Renzi: subito patrimoniale sulle grandi ricchezze e salario minimo a disoccupati»</title>
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		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65438</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 16:16:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[... osservando l&#039;immagine che accompagna l&#039;articolo, percepisco un brontolio che proviene dallo stomaco e si inabissa fuoriuscendo, per le vie brevi, sotto forma di gas volatile e mi &quot;sovviene&quot; un pensiero : forse quando si saranno riempiti come palloni gonfiati prenderanno il volo, liberandoci della loro presenza ...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; osservando l&#8217;immagine che accompagna l&#8217;articolo, percepisco un brontolio che proviene dallo stomaco e si inabissa fuoriuscendo, per le vie brevi, sotto forma di gas volatile e mi &#8220;sovviene&#8221; un pensiero : forse quando si saranno riempiti come palloni gonfiati prenderanno il volo, liberandoci della loro presenza &#8230;</p>
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		<title>Di: martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65433</link>
		<dc:creator>martino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 13:23:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è affatto vero che le logiche degli imprenditori e quelle dei suoi dipendenti sono contrapposte. 
A mio parere sono identiche.
Nel rispettivo (e rispettoso)  riconoscimento dei propri ruoli, l&#039;impresa ha bisogno dei suoi dipendenti quanto è vero il contrario.
I dipendenti da chi prendono il lavoro se non da una impresa ?
Se il lavoro glielo da lo stato allora va bene ? Il motivo ?
Solo perchè pensate che non è giusto che un privato &quot;lucri&quot; sul lavoro altrui ed uno stato no?..
Ma anche lo stato ha i suoi &quot;capi&quot; (in Corea si chiama Kim Jong un, a Cuba Fidel CAstro ecc, dittatori assoluti molto più del datore di lavoro, che quanto meno deve rispondere a leggi a norme &quot;terze&quot; tra le due parti.
Invece uno stato comunista fa il datore di lavoro ed al tempo stesso si fa le leggi, in palese conflitto di interessi.
Quindi, ed in questo Oscar Farinetti è maestro, tutti devono capire che le aziende sane ed oneste (come bene dice Massimiliano) ed i lavoratori (onesti, come dico io) stanno sempre sulla stessa barca.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è affatto vero che le logiche degli imprenditori e quelle dei suoi dipendenti sono contrapposte.<br />
A mio parere sono identiche.<br />
Nel rispettivo (e rispettoso)  riconoscimento dei propri ruoli, l&#8217;impresa ha bisogno dei suoi dipendenti quanto è vero il contrario.<br />
I dipendenti da chi prendono il lavoro se non da una impresa ?<br />
Se il lavoro glielo da lo stato allora va bene ? Il motivo ?<br />
Solo perchè pensate che non è giusto che un privato &#8220;lucri&#8221; sul lavoro altrui ed uno stato no?..<br />
Ma anche lo stato ha i suoi &#8220;capi&#8221; (in Corea si chiama Kim Jong un, a Cuba Fidel CAstro ecc, dittatori assoluti molto più del datore di lavoro, che quanto meno deve rispondere a leggi a norme &#8220;terze&#8221; tra le due parti.<br />
Invece uno stato comunista fa il datore di lavoro ed al tempo stesso si fa le leggi, in palese conflitto di interessi.<br />
Quindi, ed in questo Oscar Farinetti è maestro, tutti devono capire che le aziende sane ed oneste (come bene dice Massimiliano) ed i lavoratori (onesti, come dico io) stanno sempre sulla stessa barca.</p>
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		<title>Di: Massimiliano</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65431</link>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 09:02:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non esiste nessun buono o cattivo. Esistono solo le condizioni materiali di vita, gli interessi materiali di classe. L&#039;imprenditore ha degli interessi che sono logicamente opposti a quelli dei lavoratori subordinati, ma ciò non rende &quot;cattivo&quot; l&#039;imprenditore o buoni i lavoratori. Viviamo in un sistema che permette ad un privato di avvalersi della forza lavoro altrui per fare profitti. Si può essere moralmente sostenitori od oppositori di tale sistema, ma è assolutamente sbagliato in termini di bontà o cattiveria. Anche parlare di imprenditoria &quot;sana&quot; è improprio e fuorviante. Esiste l&#039;imprenditoria &quot;onesta&quot;, nel senso che rispetta le leggi (leggi che possono tranquillamente essere ingiuste dal punto di vista di una certa idea di giustizia sociale). Può esistere anche una imprenditoria &quot;compassionevole&quot; nel senso che, entro certi limiti e per svariati motivi, va contro le logiche stesse che ne stanno alla base (e quindi rinuncia a perseguire il massimo profitto: obiettivo che, in ogni caso, è imposto dalle leggi della concorrenza e dalla presenza di monopoli di fatto).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non esiste nessun buono o cattivo. Esistono solo le condizioni materiali di vita, gli interessi materiali di classe. L&#8217;imprenditore ha degli interessi che sono logicamente opposti a quelli dei lavoratori subordinati, ma ciò non rende &#8220;cattivo&#8221; l&#8217;imprenditore o buoni i lavoratori. Viviamo in un sistema che permette ad un privato di avvalersi della forza lavoro altrui per fare profitti. Si può essere moralmente sostenitori od oppositori di tale sistema, ma è assolutamente sbagliato in termini di bontà o cattiveria. Anche parlare di imprenditoria &#8220;sana&#8221; è improprio e fuorviante. Esiste l&#8217;imprenditoria &#8220;onesta&#8221;, nel senso che rispetta le leggi (leggi che possono tranquillamente essere ingiuste dal punto di vista di una certa idea di giustizia sociale). Può esistere anche una imprenditoria &#8220;compassionevole&#8221; nel senso che, entro certi limiti e per svariati motivi, va contro le logiche stesse che ne stanno alla base (e quindi rinuncia a perseguire il massimo profitto: obiettivo che, in ogni caso, è imposto dalle leggi della concorrenza e dalla presenza di monopoli di fatto).</p>
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		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65428</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 05:55:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tu vorresti che al mondo esistessero solo persone buone.
Questo ti fa onore ed anche io vorrei questo.
Ma ai buoni dai l&#039;etichetta di comunisti ed ai cattivi vuoi dare quella di capitalisti. Da qui nasce l&#039;errore.
Nella razza umana i cattivi ci sono sempre stati a prescindere dall&#039;idea politica che avessero.
Potremmo parlare di quello che ha fatto la Cina al Tibet o la Russia alla Cecoslovacchia ecc ma non finiremmo mai.
Io sono un imprenditore vecchio stampo ed ho le mie idee, però posso dirti che in comune con te ho l&#039;antipatia per la finanza, e soprattutto per l&#039;alta finanza.
Sono loro che hanno rovinato l&#039;imprenditoria sana, quella tipica della trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.
Oggi l&#039;industria è schiacciata dalla finanza mondiale che utilizza i paesi a basso costo per produrre quello che si consuma dove c&#039;è ricchezza.
Ma il discorso diventa troppo lungo, la globalizzazione, la disparità di diritti per cui un&#039;ora lavoro in italia costa 10 volte di più che in cina, india o romania.ecc ecc. 
Resta che chi fa impresa (e non finanza) produce ricchezza per se, ma anche per i suoi dipendenti e per i suoi fornitori (che hanno anche loro dipendenti).e quindi se paga gli stipendi le tasse ed i contributi rende un grande servizio al paese.
Mentre il vostro errore è di pensare che solo i lavoratori dipendenti sono &quot;i buoni&quot; .]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tu vorresti che al mondo esistessero solo persone buone.<br />
Questo ti fa onore ed anche io vorrei questo.<br />
Ma ai buoni dai l&#8217;etichetta di comunisti ed ai cattivi vuoi dare quella di capitalisti. Da qui nasce l&#8217;errore.<br />
Nella razza umana i cattivi ci sono sempre stati a prescindere dall&#8217;idea politica che avessero.<br />
Potremmo parlare di quello che ha fatto la Cina al Tibet o la Russia alla Cecoslovacchia ecc ma non finiremmo mai.<br />
Io sono un imprenditore vecchio stampo ed ho le mie idee, però posso dirti che in comune con te ho l&#8217;antipatia per la finanza, e soprattutto per l&#8217;alta finanza.<br />
Sono loro che hanno rovinato l&#8217;imprenditoria sana, quella tipica della trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.<br />
Oggi l&#8217;industria è schiacciata dalla finanza mondiale che utilizza i paesi a basso costo per produrre quello che si consuma dove c&#8217;è ricchezza.<br />
Ma il discorso diventa troppo lungo, la globalizzazione, la disparità di diritti per cui un&#8217;ora lavoro in italia costa 10 volte di più che in cina, india o romania.ecc ecc.<br />
Resta che chi fa impresa (e non finanza) produce ricchezza per se, ma anche per i suoi dipendenti e per i suoi fornitori (che hanno anche loro dipendenti).e quindi se paga gli stipendi le tasse ed i contributi rende un grande servizio al paese.<br />
Mentre il vostro errore è di pensare che solo i lavoratori dipendenti sono &#8220;i buoni&#8221; .</p>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65427</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 05:22:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se una minoranza possiede la maggior parte della ricchezza, questo accade perchè il sistema è sbagliato alla radice. Infatti le grandi fortune sono state create attraverso grandi e spropositati redditi e cercare di riequilibrare le cose con artifizi fiscali è solo un palliativo, seppur di buona volontà, che non risolve il problema di fondo.
Ti ho presentato dei dati ben precisi che descrivono qual&#039;è il comportamento reale delle persone e che cosa esso produce nella pratica all&#039;interno dal modello sociale nel quale viviamo oggi. Un modello alla cui base vi è la tipica ideologia incentrata sul culto dell&#039;imprenditore, del proprietario, dell&#039;azionista o se vogliamo del padrone. Figura mitica ed idealizzata attorno alla quale tutto deve ruotare e che costituisce il cardine della visione classista della società ove non solo il benessere ma la vita stessa della maggioranza delle persone deve dipendere da una minoranza di altre che sono da considerare illuminate e di ordine superiore. E&#039; una concezione tipicamente razzista nemica giurata di qualsiasi forma di democrazia reale e dell&#039;idea di uguaglianza e pari dignità tra gli esseri umani che necessariamente deve esserne all&#039;origine.
Agli enormi squilibri economici, all&#039;ingiustizia sociale, allo sfruttamento ed alle guerre delle quali soffre il pianeta non si potrà mai porre rimedio finchè non verrà definitivamente sconfitta questa visione elitaria della società umana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se una minoranza possiede la maggior parte della ricchezza, questo accade perchè il sistema è sbagliato alla radice. Infatti le grandi fortune sono state create attraverso grandi e spropositati redditi e cercare di riequilibrare le cose con artifizi fiscali è solo un palliativo, seppur di buona volontà, che non risolve il problema di fondo.<br />
Ti ho presentato dei dati ben precisi che descrivono qual&#8217;è il comportamento reale delle persone e che cosa esso produce nella pratica all&#8217;interno dal modello sociale nel quale viviamo oggi. Un modello alla cui base vi è la tipica ideologia incentrata sul culto dell&#8217;imprenditore, del proprietario, dell&#8217;azionista o se vogliamo del padrone. Figura mitica ed idealizzata attorno alla quale tutto deve ruotare e che costituisce il cardine della visione classista della società ove non solo il benessere ma la vita stessa della maggioranza delle persone deve dipendere da una minoranza di altre che sono da considerare illuminate e di ordine superiore. E&#8217; una concezione tipicamente razzista nemica giurata di qualsiasi forma di democrazia reale e dell&#8217;idea di uguaglianza e pari dignità tra gli esseri umani che necessariamente deve esserne all&#8217;origine.<br />
Agli enormi squilibri economici, all&#8217;ingiustizia sociale, allo sfruttamento ed alle guerre delle quali soffre il pianeta non si potrà mai porre rimedio finchè non verrà definitivamente sconfitta questa visione elitaria della società umana.</p>
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		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65424</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 21:28:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[nell&#039;esempio che ho fatto c&#039;è un imprenditore che ha un capitale di 5.000.000 di euro.
Ecco perchè pagherebbe più di oggi.
Nel mio ragionamento, spostare la fiscalità più sul patrimonio e meno sul reddito, c&#039;è una ragione di fondo.
Chi produce reddito (per se e per gli altri) va alleggerito.
I capitali fermi o che non producono vanno tassati.
Alla fine possiamo fare in modo che le tasse pagate siano le stesse o poco più, ma spostando il carico fiscale da redditi a patrimoni.
In un altro esempio un imprenditore con meno patrimonio pagherebbe di meno, ma coloro che hanno GRANDI FORTUNE , e poco reddito, pagherebbero MOLTO DI PIU&#039;
Tu sei totalmente offuscato dall&#039;ideologia marxista , non riesci a ragionare obiettivamente.
Ma la verità è che, se il 5% delle persone possiede il 50% della ricchezza, allora sono da colpire le grandi fortune, e non i redditi.
Il reddito , anche di una persona , produce sviluppo, lavoro  e ricchezza di tutte quelle che girano intorno o lavorano per lui.
Sono i patrimoni che non producono sviluppo e lavoro.
Per concludere, tasse basse sul reddito ed alte sui patrimoni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nell&#8217;esempio che ho fatto c&#8217;è un imprenditore che ha un capitale di 5.000.000 di euro.<br />
Ecco perchè pagherebbe più di oggi.<br />
Nel mio ragionamento, spostare la fiscalità più sul patrimonio e meno sul reddito, c&#8217;è una ragione di fondo.<br />
Chi produce reddito (per se e per gli altri) va alleggerito.<br />
I capitali fermi o che non producono vanno tassati.<br />
Alla fine possiamo fare in modo che le tasse pagate siano le stesse o poco più, ma spostando il carico fiscale da redditi a patrimoni.<br />
In un altro esempio un imprenditore con meno patrimonio pagherebbe di meno, ma coloro che hanno GRANDI FORTUNE , e poco reddito, pagherebbero MOLTO DI PIU&#8217;<br />
Tu sei totalmente offuscato dall&#8217;ideologia marxista , non riesci a ragionare obiettivamente.<br />
Ma la verità è che, se il 5% delle persone possiede il 50% della ricchezza, allora sono da colpire le grandi fortune, e non i redditi.<br />
Il reddito , anche di una persona , produce sviluppo, lavoro  e ricchezza di tutte quelle che girano intorno o lavorano per lui.<br />
Sono i patrimoni che non producono sviluppo e lavoro.<br />
Per concludere, tasse basse sul reddito ed alte sui patrimoni.</p>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65416</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 07:06:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65416</guid>
		<description><![CDATA[Quella di immaginare gli imprenditori avvolti in un&#039;aureola di santità i quali una volta che hanno uno spicciolo disponibile in più corrono ad investirlo per il bene dei loro dipendenti è una favola alla quale piace tanto credere ai ferventi fautori del sistema capitalista, individualista ed ultraliberista come te. Ma si tratta per l&#039;appunto di una favola che i fatti smentiscono sonoramente. Dal 2009 ad oggi, da quando cioè si è messa in moto la cosiddetta ripresa negli Usa, i dati indicano chiaramente che la maggior ricchezza prodotta è finita nelle tasche dell&#039;1% più ricco e che questo ha prodotto semplicemente l&#039;aumento delle quotazioni delle azioni in borsa. Cioè i mercati finanziari hanno festeggiato mentre le entrate reali di operai ed impiegati sono mediamente diminuite dell&#039;1-2% all&#039;anno ed oggi abbiamo 100 milioni di famiglie americane che devono sopravvivere con salari da fame stagnanti o in diminuzione.
Ma a parte questo anche prendendo per buono il tuo assunto, sarà forse a causa della mia mente limitata ma a me sembra che tu dica un cumulo di fesserie. Infatti se il tuo ipotetico imprenditore si vede aumentare il prelievo totale annuale da 80.000 euro a 140.000 per quale strana ragione questo lo dovrebbe incentivare nel miglioramento dell&#039;economia? Le tasse, anche quelle sul patrimonio lui le deve pagare in contanti mica può vendersi un pezzo di casa o un&#039;ala del suo jet privato e quindi deve attingere dal suo reddito che verrebbe comunque decurtato.
In realtà la patrimoniale va fatta eccome, ma per migliorare le entrate dello stato in funzione, questo sì, di una ripresa di investimenti per produrre lavoro, redditi ed un miglioramento sociale in genere. Uno stato che però deve essere padrone di se stesso e non sottoposto alle forche caudine dei banchieri e degli speculatori finanziari e naturalmente gestito da una classe politica adeguata e non certo dagli attuali impresentabili burattini.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di immaginare gli imprenditori avvolti in un&#8217;aureola di santità i quali una volta che hanno uno spicciolo disponibile in più corrono ad investirlo per il bene dei loro dipendenti è una favola alla quale piace tanto credere ai ferventi fautori del sistema capitalista, individualista ed ultraliberista come te. Ma si tratta per l&#8217;appunto di una favola che i fatti smentiscono sonoramente. Dal 2009 ad oggi, da quando cioè si è messa in moto la cosiddetta ripresa negli Usa, i dati indicano chiaramente che la maggior ricchezza prodotta è finita nelle tasche dell&#8217;1% più ricco e che questo ha prodotto semplicemente l&#8217;aumento delle quotazioni delle azioni in borsa. Cioè i mercati finanziari hanno festeggiato mentre le entrate reali di operai ed impiegati sono mediamente diminuite dell&#8217;1-2% all&#8217;anno ed oggi abbiamo 100 milioni di famiglie americane che devono sopravvivere con salari da fame stagnanti o in diminuzione.<br />
Ma a parte questo anche prendendo per buono il tuo assunto, sarà forse a causa della mia mente limitata ma a me sembra che tu dica un cumulo di fesserie. Infatti se il tuo ipotetico imprenditore si vede aumentare il prelievo totale annuale da 80.000 euro a 140.000 per quale strana ragione questo lo dovrebbe incentivare nel miglioramento dell&#8217;economia? Le tasse, anche quelle sul patrimonio lui le deve pagare in contanti mica può vendersi un pezzo di casa o un&#8217;ala del suo jet privato e quindi deve attingere dal suo reddito che verrebbe comunque decurtato.<br />
In realtà la patrimoniale va fatta eccome, ma per migliorare le entrate dello stato in funzione, questo sì, di una ripresa di investimenti per produrre lavoro, redditi ed un miglioramento sociale in genere. Uno stato che però deve essere padrone di se stesso e non sottoposto alle forche caudine dei banchieri e degli speculatori finanziari e naturalmente gestito da una classe politica adeguata e non certo dagli attuali impresentabili burattini.</p>
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		<title>Di: Martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=18198#comment-65411</link>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2015 20:16:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[non ci crederete ma c&#039;è del buono in quello che dice ferrero.
In poche parole io sono d&#039;accordo a spostare il prelievo fiscale dal reddito al patrimonio. una revisione generale del sistema fiscale italiano.
Ovvero, solo due aliquote fiscali, una del 15% (fino a 100.000 euro)  ed una del 25 (sopra i 100.000 euro).
A fronte di questo una tassazione fissa e periodica sui capitali sopra una certa soglia.
Ad esempio del 2-3% sui patrimoni superiori al milione di euro.
Questo perchè: la tassazione sul reddito frena l&#039;economia, in quanto il reddito produce un volano di ricchezza per tutti, dipendenti, fornitori, clienti, indotto.
Per produrre reddito si muove una intera filiera che in pratica è l&#039;economia del paese.
Tassare fortemente il reddito vuol dire frenare lo sviluppo.
Viceversa i patrimoni non producono movimento dell&#039;economia reale, ma solo interessi ed incrementi virtuali dei patrimoni già esistenti.
Per questo motivo sono favorevole alla patrimoniale (ricorrente) a fronte del dimezzamento dell&#039;IRPEF 

Ora un esempio pretico: prendiamo un imprenditore che guadagna 200.000 euro l&#039;anno ed ha un patrimonio tra mobili ed immobili di 5.000.000 di euro.
Oggi paga circa 80.000 euro l&#039;anno di tasse (40%)

In domani con le aliquote di cui sopra pagherebbe di irpef circa 40.000 euro
15 per i primi 100.000 e 25 per i secondi 100.000

Ma con un prelievo del 2% sui 5.000.000 di patrimonio verserebbe altri 100.000 euro l&#039;anno.
Le sue tasse passerebbero da 80.000 a 140.000
Ma l&#039;economia generale ne guadagnerebbe.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ci crederete ma c&#8217;è del buono in quello che dice ferrero.<br />
In poche parole io sono d&#8217;accordo a spostare il prelievo fiscale dal reddito al patrimonio. una revisione generale del sistema fiscale italiano.<br />
Ovvero, solo due aliquote fiscali, una del 15% (fino a 100.000 euro)  ed una del 25 (sopra i 100.000 euro).<br />
A fronte di questo una tassazione fissa e periodica sui capitali sopra una certa soglia.<br />
Ad esempio del 2-3% sui patrimoni superiori al milione di euro.<br />
Questo perchè: la tassazione sul reddito frena l&#8217;economia, in quanto il reddito produce un volano di ricchezza per tutti, dipendenti, fornitori, clienti, indotto.<br />
Per produrre reddito si muove una intera filiera che in pratica è l&#8217;economia del paese.<br />
Tassare fortemente il reddito vuol dire frenare lo sviluppo.<br />
Viceversa i patrimoni non producono movimento dell&#8217;economia reale, ma solo interessi ed incrementi virtuali dei patrimoni già esistenti.<br />
Per questo motivo sono favorevole alla patrimoniale (ricorrente) a fronte del dimezzamento dell&#8217;IRPEF </p>
<p>Ora un esempio pretico: prendiamo un imprenditore che guadagna 200.000 euro l&#8217;anno ed ha un patrimonio tra mobili ed immobili di 5.000.000 di euro.<br />
Oggi paga circa 80.000 euro l&#8217;anno di tasse (40%)</p>
<p>In domani con le aliquote di cui sopra pagherebbe di irpef circa 40.000 euro<br />
15 per i primi 100.000 e 25 per i secondi 100.000</p>
<p>Ma con un prelievo del 2% sui 5.000.000 di patrimonio verserebbe altri 100.000 euro l&#8217;anno.<br />
Le sue tasse passerebbero da 80.000 a 140.000<br />
Ma l&#8217;economia generale ne guadagnerebbe.</p>
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