<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Una sconfitta che rinvia al 1924</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=1629" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2015 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Dandalo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5278</link>
		<dc:creator>Dandalo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 23:10:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5278</guid>
		<description><![CDATA[Tu pensi che la &quot;rivoluzione&quot; non ha colore, e la identifichi con una generica &quot;sollevazione&quot;, e non ti interessa quali soggetti la attuano, con quali idee, quali programmi, quale retroterra, quali prospettive. Purchè ci siano tanti scontri con la polizia, tanta caciara e tante... parole! I Forconi e il Pcl, Grillo o Chavez per te pari sono: sono &quot;rivoluzionari&quot;, sono &quot;anti-sistema&quot;. Per me, invece, c&#039;è una differenza fondamentale fra &quot;rivoluzione&quot; ed &quot;eversione&quot;, fra &quot;rivolta&quot; e &quot;reazione&quot;. T&#039;ho spiegato (senza &quot;intolleranza&quot;, ma certamente ironizzando) come la penso, quindi non mi ripeto, anche perchè non credo sia utile parlare con un invasato. Resta delle tue idee e buona fortuna!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tu pensi che la &#8220;rivoluzione&#8221; non ha colore, e la identifichi con una generica &#8220;sollevazione&#8221;, e non ti interessa quali soggetti la attuano, con quali idee, quali programmi, quale retroterra, quali prospettive. Purchè ci siano tanti scontri con la polizia, tanta caciara e tante&#8230; parole! I Forconi e il Pcl, Grillo o Chavez per te pari sono: sono &#8220;rivoluzionari&#8221;, sono &#8220;anti-sistema&#8221;. Per me, invece, c&#8217;è una differenza fondamentale fra &#8220;rivoluzione&#8221; ed &#8220;eversione&#8221;, fra &#8220;rivolta&#8221; e &#8220;reazione&#8221;. T&#8217;ho spiegato (senza &#8220;intolleranza&#8221;, ma certamente ironizzando) come la penso, quindi non mi ripeto, anche perchè non credo sia utile parlare con un invasato. Resta delle tue idee e buona fortuna!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: zosimo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5217</link>
		<dc:creator>zosimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 15:03:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5217</guid>
		<description><![CDATA[Compagno mi permetto di dissentire: dobbiamo rivedere e subito le vecchie categorie ottocentesche di classi dominanti e subalterne, non possiamo continuare a stare nella gabbia mentale che il proletariato è composto soltanto dalla classe operaia. I giovani disoccupati o precari, oggi milioni, rappresentano la forza portante del nuovo proletariato, se vogliamo definirlo così, un pò impropriamente visto che neanche la prole si possono permettere di procreare e far crescere.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compagno mi permetto di dissentire: dobbiamo rivedere e subito le vecchie categorie ottocentesche di classi dominanti e subalterne, non possiamo continuare a stare nella gabbia mentale che il proletariato è composto soltanto dalla classe operaia. I giovani disoccupati o precari, oggi milioni, rappresentano la forza portante del nuovo proletariato, se vogliamo definirlo così, un pò impropriamente visto che neanche la prole si possono permettere di procreare e far crescere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: olino scarada</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5097</link>
		<dc:creator>olino scarada</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 21:53:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5097</guid>
		<description><![CDATA[grazie, purtroppo non vedo molte energie disponibili seriamente a rimettersi in discussione, dunque è più probabile che le cose prenderanno un&#039;altra piega con le conseguenze che possiamo immaginare:-(]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, purtroppo non vedo molte energie disponibili seriamente a rimettersi in discussione, dunque è più probabile che le cose prenderanno un&#8217;altra piega con le conseguenze che possiamo immaginare:-(</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: zosimo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5043</link>
		<dc:creator>zosimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:40:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5043</guid>
		<description><![CDATA[Bravo compagno, il tuo intervento dovrebbe rappresentare la premessa analitica di un nuovo progetto politico che si definisca comunista ma nel quadro del XXI secolo che non è  più certo quello del XIX. Continuo a leggere commenti che mi sembrano trasudare vecchie formule ideologiche che oggi andrebbero reinterpretate a pena di non rappresentare più nessuno. La classe operaia, nel senso classico del termine, è ormai una minoranza, come lo fu il movimento contadino dopo l&#039;industrializzazione del secondo dopoguerra. coinvolgere gli operai rimane ovviamente necessario (sia benedetta la FIOM) ma non sufficiente per una prospettiva veramente comunista. Vi è un nuovo proletariato, composto da giovani precari, lavoratori del terziario frammentato, extracomunitari, segmenti più deboli della classe media, lavoratori del settore pubblico oggi flagellati sia da destra che da sinistra. A questi settori sociali bisogna puntare e bisogna dargli una prospettiva comunista: moratoria del debito, nazionalizzazioni delle banche, abolizione o forte ridimensionamento dei mercati finanziari, reddito minimo garantito, servizi sociali e sanitari con controllo democratico di qualità dal basso, rilancio della scuola pubblica e della formazione permanente, tassazione patrimoniale, forte progressività delle imposte sul reddito, sostegno alle imprese collettive e autogestite (rivedendo lo schema delle vecchie cooperative) nei settori della green e della social economy, smilitarizzazione del territorio, e tanto altro.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo compagno, il tuo intervento dovrebbe rappresentare la premessa analitica di un nuovo progetto politico che si definisca comunista ma nel quadro del XXI secolo che non è  più certo quello del XIX. Continuo a leggere commenti che mi sembrano trasudare vecchie formule ideologiche che oggi andrebbero reinterpretate a pena di non rappresentare più nessuno. La classe operaia, nel senso classico del termine, è ormai una minoranza, come lo fu il movimento contadino dopo l&#8217;industrializzazione del secondo dopoguerra. coinvolgere gli operai rimane ovviamente necessario (sia benedetta la FIOM) ma non sufficiente per una prospettiva veramente comunista. Vi è un nuovo proletariato, composto da giovani precari, lavoratori del terziario frammentato, extracomunitari, segmenti più deboli della classe media, lavoratori del settore pubblico oggi flagellati sia da destra che da sinistra. A questi settori sociali bisogna puntare e bisogna dargli una prospettiva comunista: moratoria del debito, nazionalizzazioni delle banche, abolizione o forte ridimensionamento dei mercati finanziari, reddito minimo garantito, servizi sociali e sanitari con controllo democratico di qualità dal basso, rilancio della scuola pubblica e della formazione permanente, tassazione patrimoniale, forte progressività delle imposte sul reddito, sostegno alle imprese collettive e autogestite (rivedendo lo schema delle vecchie cooperative) nei settori della green e della social economy, smilitarizzazione del territorio, e tanto altro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5035</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 16:46:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5035</guid>
		<description><![CDATA[Mi spiace ma è la realtà, ti piaccia o no la differenza la fanno certe personalità, anche le rivoluzioni senza di loro non partirebbero mai e si perderebbero in strade individuali e perdenti del si salvi chi può o tra le catene della disperazione. Questa non è una visione, questa è storia. Quanto a Bertinotti...be, permetterai che Lenin o Napoleone erano altra cosa.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace ma è la realtà, ti piaccia o no la differenza la fanno certe personalità, anche le rivoluzioni senza di loro non partirebbero mai e si perderebbero in strade individuali e perdenti del si salvi chi può o tra le catene della disperazione. Questa non è una visione, questa è storia. Quanto a Bertinotti&#8230;be, permetterai che Lenin o Napoleone erano altra cosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sibilla</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5008</link>
		<dc:creator>Sibilla</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 12:51:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-5008</guid>
		<description><![CDATA[@ Mario - sei spudoratamente esagerato per cui in grande misura anche nei contenuti non approvo il tuo modo di interloquire e le tue ricette.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mario &#8211; sei spudoratamente esagerato per cui in grande misura anche nei contenuti non approvo il tuo modo di interloquire e le tue ricette.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: olino scarada</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4995</link>
		<dc:creator>olino scarada</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 10:16:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4995</guid>
		<description><![CDATA[Il risultato di 5* pone innanzitutto un problema: è saltato il quadro politico tradizionale della “governabilità” con il quale si è messo il tappo al conflitto di classe in termni politici, fino a disgregarlo in termini sociali, progressivamente nel corso degli ultimi trenta anni. L’apice di questo processo, iniziato con la concezione della unità nazionale e sfociato nel suo culmine con la dittatura aperta del capitale finanziario operata con l’operazione Monti, fracassa platealmente grazie al risultato in buona parte imprevisto incassato da Grillo e 5*. I tempi nei quali si andrà ricorstituendo un nuovo equilibrio utile alla borghesia imperialista non saranno biblici, ma in questo tempo si possono liberare quelle forze sociali, ed organizzarsi su un terreno di radicalità politica, sino ad ora compresse e frammentate dalla cappa della governabilità, ciò sarà possibile se le forze soggettive capaci di dare prospettiva strategica e unitaria alle mobilitazioni sapranno esprimersi, senza attardarsi in calcoli politicisti dimostratisi iper fallimentari. 
Le aspettative canalizzate da 5* esprimono aspetti contraddittori e con connotati “bifronte”, un dualismo tipico di alcuni movimenti &quot;populistici&quot;, senza dare al termine significati errati (come ad esempio sbrigativamente sinonimi di “demagogico” o “fascistoide”), un malcontento sociale diffuso in tutta la penisola  che non può seguitare a sottomettersi ai diktat del capitale trasnazionale, dei governi sin qui susseguitisi senza grandi distinguo. Probabilmente da una simile realtà, per molti versi ancora indefinita, potranno muoversi tendenze assai differenti in entrambe le direzioni (per semplifcare: destra e sinistra), questo processo di chiarificazione potrà avvenire quanto più si svilupperanno nel Paese mobilitazioni all’insegna della radicalità e non della mediazione di classe, rispetto alle quali le differenti forze e tendenze dovranno espriemrsi. Per essere all’altezza della rottura operata da 5* occorre però liberarsi del calcolo politicistico, della veste del ceto politico, recuperare la radicalità di una lotta con un quadro strategico alternativo all’esistente, e un piano programmatico netto e radicale nelle forme, nelle scelte e negli obbiettivi, evitando di unirsi alla demonizzazione del grillismo operata da una campagna piuttosto scellerata, e probabilmente pericolosamente controproducente, che fa apparire il 5* come l’unica realtà alternativa a un sistema ormai insopportabile ad una variegata moltitudine dentro la quale vanno riconosciuti e ricostruiti i connotati di classe. 
Va detto infine che in questa nuova forma della politica, manifestatasi col grillismo, che fa irrompere una nuova forma di partecipazione (e un gran numero di nuovi eletti sia per generazione che per estraneità alle pratiche della classe politica di  prima e seconda Repubblica)  emergono connotazioni di classe che vanno dal precariato giovanile e non solo, a settori di piccola imprenditoria proletarizzati o in via di proletarizzazione, mentre pare muoversi una impostazione di contrapposizione verso i settori parassitari e la classe politica tradizionale, ma anche verso i settori di lavoratori del pubblico impiego, in questa contraddizione occorre operare per ristabilire alleanze sociali e di classe tra i settori colpiti dalla crisi (proletariato metropolitano, precari, lavoratori del pubblico) evitando la annunciata guerra tra poveri, indirizzare cioè il malcontento e la rabbia popolare montante verso i giusti obbiettivi, e con la corretta prospettiva troppe volte dimenticata rincorrendo le avventure istituzionali dei ceti politici della “sinistra”. 
Non si tratta di aspettarsi da questo “movimento” ciò che non può esprimere, piuttosto di cogliere dalla dinamica di una situazione nuova qualcosa di diverso dall’attardarsi in mosse al “recupero” autoreferenziali e prive di prospettiva. non è corretto dire che il 5* diluisce il conflitto, diciamo che gli strumenti consolidati di contenimento del conflitto sono saltati, almeno per ora, e che questo può aprire degli spazi…sempre che coloro i quali dovrebbero agire il conflitto non seguitino invece a rincorrere una mediazione di classe inesistente o miraggi di unità con le forze del centro &quot;sinistra&quot; peraltro ormai in piena crisi. 
Incalzare 5* sul piano della mobilitazione,  sui punti programmatici comuni (ve ne sono molti, sui quali la sinistra radicale ha molto predicato e poco raccolto in anni non lontani, stando poi nei fatti a barattare ogni passo con i dirigenti dell’ex PcI&lt;pds&lt;ds&lt;pd&lt;pdmenoelle), mettere in evidenza punti programmatici che facciano emergere le contraddizioni di questo nuovo quadro politico inserendo nella crisi politica in atto una nuova variabile: gli interessi di classe e la prospettiva concreta di superamento dell&#039;attuale sistema in disfacimento.
Mobilitazione radicale, su punti programmatici chiari, netti, senza cedimenti, un PROGRAMMA MINIMO senza concessioni a PD e compagnia costruendo su esso la più ampia unità di massa, unificazione delle correnti comuniste e rivoluzionarie con un orizzonte strategico comune. Da qui andare avanti: senza di questo condannarsi alla scomparsa….]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato di 5* pone innanzitutto un problema: è saltato il quadro politico tradizionale della “governabilità” con il quale si è messo il tappo al conflitto di classe in termni politici, fino a disgregarlo in termini sociali, progressivamente nel corso degli ultimi trenta anni. L’apice di questo processo, iniziato con la concezione della unità nazionale e sfociato nel suo culmine con la dittatura aperta del capitale finanziario operata con l’operazione Monti, fracassa platealmente grazie al risultato in buona parte imprevisto incassato da Grillo e 5*. I tempi nei quali si andrà ricorstituendo un nuovo equilibrio utile alla borghesia imperialista non saranno biblici, ma in questo tempo si possono liberare quelle forze sociali, ed organizzarsi su un terreno di radicalità politica, sino ad ora compresse e frammentate dalla cappa della governabilità, ciò sarà possibile se le forze soggettive capaci di dare prospettiva strategica e unitaria alle mobilitazioni sapranno esprimersi, senza attardarsi in calcoli politicisti dimostratisi iper fallimentari.<br />
Le aspettative canalizzate da 5* esprimono aspetti contraddittori e con connotati “bifronte”, un dualismo tipico di alcuni movimenti &#8220;populistici&#8221;, senza dare al termine significati errati (come ad esempio sbrigativamente sinonimi di “demagogico” o “fascistoide”), un malcontento sociale diffuso in tutta la penisola  che non può seguitare a sottomettersi ai diktat del capitale trasnazionale, dei governi sin qui susseguitisi senza grandi distinguo. Probabilmente da una simile realtà, per molti versi ancora indefinita, potranno muoversi tendenze assai differenti in entrambe le direzioni (per semplifcare: destra e sinistra), questo processo di chiarificazione potrà avvenire quanto più si svilupperanno nel Paese mobilitazioni all’insegna della radicalità e non della mediazione di classe, rispetto alle quali le differenti forze e tendenze dovranno espriemrsi. Per essere all’altezza della rottura operata da 5* occorre però liberarsi del calcolo politicistico, della veste del ceto politico, recuperare la radicalità di una lotta con un quadro strategico alternativo all’esistente, e un piano programmatico netto e radicale nelle forme, nelle scelte e negli obbiettivi, evitando di unirsi alla demonizzazione del grillismo operata da una campagna piuttosto scellerata, e probabilmente pericolosamente controproducente, che fa apparire il 5* come l’unica realtà alternativa a un sistema ormai insopportabile ad una variegata moltitudine dentro la quale vanno riconosciuti e ricostruiti i connotati di classe.<br />
Va detto infine che in questa nuova forma della politica, manifestatasi col grillismo, che fa irrompere una nuova forma di partecipazione (e un gran numero di nuovi eletti sia per generazione che per estraneità alle pratiche della classe politica di  prima e seconda Repubblica)  emergono connotazioni di classe che vanno dal precariato giovanile e non solo, a settori di piccola imprenditoria proletarizzati o in via di proletarizzazione, mentre pare muoversi una impostazione di contrapposizione verso i settori parassitari e la classe politica tradizionale, ma anche verso i settori di lavoratori del pubblico impiego, in questa contraddizione occorre operare per ristabilire alleanze sociali e di classe tra i settori colpiti dalla crisi (proletariato metropolitano, precari, lavoratori del pubblico) evitando la annunciata guerra tra poveri, indirizzare cioè il malcontento e la rabbia popolare montante verso i giusti obbiettivi, e con la corretta prospettiva troppe volte dimenticata rincorrendo le avventure istituzionali dei ceti politici della “sinistra”.<br />
Non si tratta di aspettarsi da questo “movimento” ciò che non può esprimere, piuttosto di cogliere dalla dinamica di una situazione nuova qualcosa di diverso dall’attardarsi in mosse al “recupero” autoreferenziali e prive di prospettiva. non è corretto dire che il 5* diluisce il conflitto, diciamo che gli strumenti consolidati di contenimento del conflitto sono saltati, almeno per ora, e che questo può aprire degli spazi…sempre che coloro i quali dovrebbero agire il conflitto non seguitino invece a rincorrere una mediazione di classe inesistente o miraggi di unità con le forze del centro &#8220;sinistra&#8221; peraltro ormai in piena crisi.<br />
Incalzare 5* sul piano della mobilitazione,  sui punti programmatici comuni (ve ne sono molti, sui quali la sinistra radicale ha molto predicato e poco raccolto in anni non lontani, stando poi nei fatti a barattare ogni passo con i dirigenti dell’ex PcI&lt;pds&lt;ds&lt;pd&lt;pdmenoelle), mettere in evidenza punti programmatici che facciano emergere le contraddizioni di questo nuovo quadro politico inserendo nella crisi politica in atto una nuova variabile: gli interessi di classe e la prospettiva concreta di superamento dell&#039;attuale sistema in disfacimento.<br />
Mobilitazione radicale, su punti programmatici chiari, netti, senza cedimenti, un PROGRAMMA MINIMO senza concessioni a PD e compagnia costruendo su esso la più ampia unità di massa, unificazione delle correnti comuniste e rivoluzionarie con un orizzonte strategico comune. Da qui andare avanti: senza di questo condannarsi alla scomparsa….</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni veneziale</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4989</link>
		<dc:creator>gianni veneziale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 08:27:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4989</guid>
		<description><![CDATA[A Stalin-Mao e Vasilij Right On!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Stalin-Mao e Vasilij Right On!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4980</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 23:00:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4980</guid>
		<description><![CDATA[continui nella tua supponenza ed intolleranza; ti ho ben spiegato che mariano ferro non è un rivoluzionario, ma non è nemmeno un reazionario; ferro ed i forconi sono un fenomeno prodotto dal fallimento del capitalismo, che ha generato nuovi poveri; ed allora che facciamo siccome prima erano funzionali al capitalismo, adesso che vanno ad aggiungersi alla vasta area della povertà ed emarginazione , per ripicca  verso il loro passato ci si disinteressa?; eh no questo si che è fare il gioco della reazione; a me del partito setta non mi interessa un bel niente; a me preme il partito rivoluzionario della classe operaia,che si egemone fra gli  altri strati sociali che sono vittime in un modo o nell&#039;altro del capitalismo; e sui forconi di mariano ferro vai a leggere su www.sollevazione.blogspot.com il programma elettorale per le elezioni regionali siciliane; beninteso sono del parere che hanno sbagliato a presentarsi alle elezioni, anche se nelle roccaforti hanno ottenuto il 18%;io ho votato pcl per la presidenza regionale, per il consiglio regionale il pcl non e riuscito a raccogliere le firme ed ho votato per i forconi; non ho votato l&#039;ammucchiata prc, sel e verdi, perchè appunto una ammucchiata; che era partita con fava alle stelle, e dopo che fava fece il papocchio del mancato cambio di residenza, l&#039;ammucchiata si afflosciò; questo conseguenza dell&#039;indeterminatezza del ruolo di rifondazione; ti devi domandare perchè il prc non sia stato in grado di leggere e capire ciò che si andava muovendo in sicilia; e non si tratta solo di penuria di mezzi, ma si trattava di testardaggine nel perseguire una linea di subalternità agli opportunisti di pd e sel; non sottovalutare la gravità della sconfitta dei comunisti, che è ciò che deve preoccupare; le contraddizioni nel m5s esploderanno, però tu chiediti perchè il m5s è il primo partito, ed i comunisti sono ininfluenti e non godono la fiducia degli sfruttati; chiaramente anche  il pcl è ininfluente e questo deve fare riflettere tanto pure i compagni a cominciare da ferrando.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>continui nella tua supponenza ed intolleranza; ti ho ben spiegato che mariano ferro non è un rivoluzionario, ma non è nemmeno un reazionario; ferro ed i forconi sono un fenomeno prodotto dal fallimento del capitalismo, che ha generato nuovi poveri; ed allora che facciamo siccome prima erano funzionali al capitalismo, adesso che vanno ad aggiungersi alla vasta area della povertà ed emarginazione , per ripicca  verso il loro passato ci si disinteressa?; eh no questo si che è fare il gioco della reazione; a me del partito setta non mi interessa un bel niente; a me preme il partito rivoluzionario della classe operaia,che si egemone fra gli  altri strati sociali che sono vittime in un modo o nell&#8217;altro del capitalismo; e sui forconi di mariano ferro vai a leggere su <a href="http://www.sollevazione.blogspot.com" rel="nofollow">http://www.sollevazione.blogspot.com</a> il programma elettorale per le elezioni regionali siciliane; beninteso sono del parere che hanno sbagliato a presentarsi alle elezioni, anche se nelle roccaforti hanno ottenuto il 18%;io ho votato pcl per la presidenza regionale, per il consiglio regionale il pcl non e riuscito a raccogliere le firme ed ho votato per i forconi; non ho votato l&#8217;ammucchiata prc, sel e verdi, perchè appunto una ammucchiata; che era partita con fava alle stelle, e dopo che fava fece il papocchio del mancato cambio di residenza, l&#8217;ammucchiata si afflosciò; questo conseguenza dell&#8217;indeterminatezza del ruolo di rifondazione; ti devi domandare perchè il prc non sia stato in grado di leggere e capire ciò che si andava muovendo in sicilia; e non si tratta solo di penuria di mezzi, ma si trattava di testardaggine nel perseguire una linea di subalternità agli opportunisti di pd e sel; non sottovalutare la gravità della sconfitta dei comunisti, che è ciò che deve preoccupare; le contraddizioni nel m5s esploderanno, però tu chiediti perchè il m5s è il primo partito, ed i comunisti sono ininfluenti e non godono la fiducia degli sfruttati; chiaramente anche  il pcl è ininfluente e questo deve fare riflettere tanto pure i compagni a cominciare da ferrando.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dandalo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4975</link>
		<dc:creator>Dandalo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 22:24:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1629#comment-4975</guid>
		<description><![CDATA[Senti anche le camicie nere erano ex combattenti impoveriti dalla prima guerra mondiale; anche quelli che a Marsiglia negli anni Ottanta hanno cominciato a votare in massa per Le Pen erano operai &quot;disagiati&quot;; anche quelli che in Grecia oggi vanno con Alba Dorata a massacrare i cingalesi e i compagni sono &quot;disagiati&quot; e impoveriti; anche quelli di Boko Haram in Nigeria o gli jihadisti del Mali sono poveri, anzi poverissimi ed esprimono malessere, malcontento, disagio, ecc. Ma, appunto, non è con i sociologismi che si fa politica, nè si capisce alcunchè, a mio avviso, giustificando tutto ciò che ha un vago sentore di &quot;rivolta&quot; con questa litania; e soprattutto non si può &quot;giustificare&quot; a Sinistra qualsiasi espressione di &quot;ribellione&quot; e di malcontento, specie quando la ribellione (ammesso che ci sia fra l&#039;altro in Italia...) viene egemonizzata da forze reazionarie, clericali, populiste, qualunquiste, che non saranno mai &quot;di Sinistra&quot;. Pertanto, cercare di riprendersi l&#039;egemonia perduta, sì; ridefinire una presenza della Sinistra nella società e soprattutto nel mondo del lavoro, anche; ma mettersi a lisciare il pelo a Mariano Ferro (il cui movimento è a mio avviso reazionario, senza se senza ma, e basta, e se vivi in Sicilia dovresti saperlo meglio di me che razza di... arnese è Mariano Ferro!) o a Beppe Grillo, beh no, proprio no. Lo trovo inutile e, in questa fase, perfino &quot;pericoloso&quot;.
Hai citato Lenin. Bravo, Però leggilo tutto, che è meglio. Ok?...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senti anche le camicie nere erano ex combattenti impoveriti dalla prima guerra mondiale; anche quelli che a Marsiglia negli anni Ottanta hanno cominciato a votare in massa per Le Pen erano operai &#8220;disagiati&#8221;; anche quelli che in Grecia oggi vanno con Alba Dorata a massacrare i cingalesi e i compagni sono &#8220;disagiati&#8221; e impoveriti; anche quelli di Boko Haram in Nigeria o gli jihadisti del Mali sono poveri, anzi poverissimi ed esprimono malessere, malcontento, disagio, ecc. Ma, appunto, non è con i sociologismi che si fa politica, nè si capisce alcunchè, a mio avviso, giustificando tutto ciò che ha un vago sentore di &#8220;rivolta&#8221; con questa litania; e soprattutto non si può &#8220;giustificare&#8221; a Sinistra qualsiasi espressione di &#8220;ribellione&#8221; e di malcontento, specie quando la ribellione (ammesso che ci sia fra l&#8217;altro in Italia&#8230;) viene egemonizzata da forze reazionarie, clericali, populiste, qualunquiste, che non saranno mai &#8220;di Sinistra&#8221;. Pertanto, cercare di riprendersi l&#8217;egemonia perduta, sì; ridefinire una presenza della Sinistra nella società e soprattutto nel mondo del lavoro, anche; ma mettersi a lisciare il pelo a Mariano Ferro (il cui movimento è a mio avviso reazionario, senza se senza ma, e basta, e se vivi in Sicilia dovresti saperlo meglio di me che razza di&#8230; arnese è Mariano Ferro!) o a Beppe Grillo, beh no, proprio no. Lo trovo inutile e, in questa fase, perfino &#8220;pericoloso&#8221;.<br />
Hai citato Lenin. Bravo, Però leggilo tutto, che è meglio. Ok?&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
