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	<title>Commenti a: Se ne va&#8230;</title>
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		<title>Di: fabnews</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60633</link>
		<dc:creator>fabnews</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 16:01:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il &#039;noi&#039; a cui l&#039;autore del testo Sferini attribuisce la preferenza per Gianni Morandi Presidente, vorrebbe dire tutta Rifondazione? Spero di no, perché&#039; allora sarebbe il caso di proporre Nilla Pizzi come segretario del partito, anche se e&#039; passata a miglior vita…. 
Non bastano Nichi Vendola e Civati che a nome della loro sinistra (che evidentemente sinistra non e&#039;, ma solo nuova-DC…) propongono Prodi…. adesso anche qui vediamo fare proposte da cabaret… 
Ma dico io, come si fa ad accostare Rodota&#039; e Zagrebelsky a  Morandi??? anche se solo per allegria… 
La sinistra italiana si e&#039; trasferita tutta definitivamente da Mike Buongiorno a canale5?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il &#8216;noi&#8217; a cui l&#8217;autore del testo Sferini attribuisce la preferenza per Gianni Morandi Presidente, vorrebbe dire tutta Rifondazione? Spero di no, perché&#8217; allora sarebbe il caso di proporre Nilla Pizzi come segretario del partito, anche se e&#8217; passata a miglior vita….<br />
Non bastano Nichi Vendola e Civati che a nome della loro sinistra (che evidentemente sinistra non e&#8217;, ma solo nuova-DC…) propongono Prodi…. adesso anche qui vediamo fare proposte da cabaret…<br />
Ma dico io, come si fa ad accostare Rodota&#8217; e Zagrebelsky a  Morandi??? anche se solo per allegria…<br />
La sinistra italiana si e&#8217; trasferita tutta definitivamente da Mike Buongiorno a canale5?</p>
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		<title>Di: ANNA</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60632</link>
		<dc:creator>ANNA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 15:54:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Assolutamente d&#039;accordo con l&#039;autore dell&#039;articolo. Non capisco chi, presumibilmente di sinistra (?) si profonde in lodi. ci é o ci fa? Fosse stato in America Latina, come minimo avremmo parlato di Napolitano come di un caudillo, naturalmente in senso negativo e dall&#039;alto delle nostre &quot;civiltà e democrazia&quot;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente d&#8217;accordo con l&#8217;autore dell&#8217;articolo. Non capisco chi, presumibilmente di sinistra (?) si profonde in lodi. ci é o ci fa? Fosse stato in America Latina, come minimo avremmo parlato di Napolitano come di un caudillo, naturalmente in senso negativo e dall&#8217;alto delle nostre &#8220;civiltà e democrazia&#8221;</p>
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	<item>
		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60622</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 14:33:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di quale arte si tratta e di quale pensiero ?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di quale arte si tratta e di quale pensiero ?</p>
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		<title>Di: DANILO</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60594</link>
		<dc:creator>DANILO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 07:54:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E bravo il nostro Marco e tutti i codisti che lo seguono, non si perde quel vizietto di puntare il dito contro altri tentando di nascondere la propria capacità di agire. Che il migliorista avrebbe fatto di tutto per imporre il proprio pensiero era da aspettarselo, ma che noi di sinistra non fossimo capaci di fermarlo non era previsto. E daie contro la Merkel e daie contro la troika e daie contro l&#039;Europa e l&#039;euro tentando invano di nascondere la propria nullità. A DA VENI BAFFO&#039;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E bravo il nostro Marco e tutti i codisti che lo seguono, non si perde quel vizietto di puntare il dito contro altri tentando di nascondere la propria capacità di agire. Che il migliorista avrebbe fatto di tutto per imporre il proprio pensiero era da aspettarselo, ma che noi di sinistra non fossimo capaci di fermarlo non era previsto. E daie contro la Merkel e daie contro la troika e daie contro l&#8217;Europa e l&#8217;euro tentando invano di nascondere la propria nullità. A DA VENI BAFFO&#8217;</p>
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		<title>Di: Franco Astengo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60588</link>
		<dc:creator>Franco Astengo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 05:11:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AUTOCONVOCATI PER L&#039;OPPOSIZIONE - Milano 18 Gennaio 2015
DIMISSIONI DI NAPOLITANO: PRESIDENZIALISMO COME? – di Franco Astengo -
L’ufficialità delle dimissioni di Giorgio Napolitano apre una fase molto complessa della vita politico – istituzionale del nostro Paese.
E’ il caso di tracciare un primo bilancio di questi nove anni di Presidenza rivolgendo l’attenzione a un particolare aspetto dell’itinerario compiuto.
Si è, infatti, affermato che, in questo periodo, si sono accentuati i meccanismi, già presenti nel recente passato, del decisionismo intrecciato alla personalizzazione della politica: nella sostanza ci si è avviati verso il presidenzialismo (trascurando la molteplicità degli aspetti che questa specifica forma di governo ha assunto in diverse situazioni sul piano internazionale) superando “de facto” la Costituzione Repubblicana, in particolare laddove vi si disegna una Repubblica di tipo parlamentare.
Questo fatto è in realtà avvenuto compiendo un vero e proprio “strappo” nel percorso di mutamento di ruolo assunto dal Capo dello Stato nel corso degli anni superando quello di puro e semplice “notaio” com’era avvenuto in passato.
Erano stati due i settennati messi sotto osservazione da questo punto di vista: quello retto da Pertini e quello retto da Scalfaro.
In entrambi i casi però le cose stavano in maniera ben diversa da come poi si sono assestate durante i nove del magistero di Giorgio Napolitano.
Pertini, infatti, pose l’accento sul presenzialismo e la capacità d’esternazione rispettando però rigorosamente soprattutto il ruolo dei partiti e dei gruppi parlamentari; Scalfaro intervenne pesantemente sulle dinamiche del quadro politico, in maniera addirittura “border line” rispetto alle prerogative costituzionali del Presidente (pensiamo alla sostituzione di Berlusconi con Dini nel gennaio 1995) ma non fece assumere alla Presidenza della Repubblica il ruolo di “generatore” dei governi.
Napolitano, invece, si è mosso diversamente e durante questi nove anni ha fatto assumere alla più alta magistratura dello Stato una funzione di tipo “pivotale” rispetto all’intero sistema politico che, almeno a partire dalla scelta del governo Monti (una scelta formalmente interna al quadro costituzionale, ma molto discutibile nella forma e nella dinamica) per poi proseguire con quello Letta può essere identificata come direttamente mallevadrice di un rapporto diverso tra Governo e Parlamento rispetto a quello disegnato dalla Costituzione.
Per svolgere un esempio molto chiaro sotto questo aspetto si può ricordare il diniego all’incarico rivolto a Bersani, negando la possibilità di sperimentare direttamente una maggioranza che avrebbe potuto nascere direttamente all’interno del Parlamento.
Il colpo di mano attuato dalla maggioranza del PD nel promuovere la formazione del governo Renzi ha modificato questo stato di cose inaugurando una sorta di “diarchia” e/o di consolato: una surrettizia forma di governo che ormai da un anno regge il Paese in un processo di forte accentuazione di quei meccanismi personalistici di decisionismo presidenzialista cui si faceva cenno all’inizio.
La posta in gioco della prossima elezione presidenziale sarà proprio questa: un rinnovo della diarchia, oppure uno spostarsi dell’asse di riferimento nel governo del Paese verso il premierato o cancellierato che dir si voglia?
Insomma: quale scelta si verificherà intorno al nodo della conduzione autoritaria della vicenda politica italiana e del definitivo superamento della centralità parlamentare?
Come si configurerà la prevedibile nuova ondata presidenzialista?
Le incognite sono tante e non certo risolvibili a questo punto: ciò che appare sicuro è rappresentato dalla necessità e dall’urgenza di mettere in piedi un’opposizione che nettamente ponga al centro della propria azione istituzionale il ruolo del Parlamento, il pluralismo politico, l’effettivo bilanciamento dei poteri, la lotta alla sindrome personalistica.
Accanto e insieme ai grandi temi internazionali, della lotta allo sfruttamento e delle battaglie sociali la “questione democratica” deve assumere una centralità di assoluto rilievo nel delineare l’azione di fondo di una “opposizione per l’alternativa”.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AUTOCONVOCATI PER L&#8217;OPPOSIZIONE &#8211; Milano 18 Gennaio 2015<br />
DIMISSIONI DI NAPOLITANO: PRESIDENZIALISMO COME? – di Franco Astengo -<br />
L’ufficialità delle dimissioni di Giorgio Napolitano apre una fase molto complessa della vita politico – istituzionale del nostro Paese.<br />
E’ il caso di tracciare un primo bilancio di questi nove anni di Presidenza rivolgendo l’attenzione a un particolare aspetto dell’itinerario compiuto.<br />
Si è, infatti, affermato che, in questo periodo, si sono accentuati i meccanismi, già presenti nel recente passato, del decisionismo intrecciato alla personalizzazione della politica: nella sostanza ci si è avviati verso il presidenzialismo (trascurando la molteplicità degli aspetti che questa specifica forma di governo ha assunto in diverse situazioni sul piano internazionale) superando “de facto” la Costituzione Repubblicana, in particolare laddove vi si disegna una Repubblica di tipo parlamentare.<br />
Questo fatto è in realtà avvenuto compiendo un vero e proprio “strappo” nel percorso di mutamento di ruolo assunto dal Capo dello Stato nel corso degli anni superando quello di puro e semplice “notaio” com’era avvenuto in passato.<br />
Erano stati due i settennati messi sotto osservazione da questo punto di vista: quello retto da Pertini e quello retto da Scalfaro.<br />
In entrambi i casi però le cose stavano in maniera ben diversa da come poi si sono assestate durante i nove del magistero di Giorgio Napolitano.<br />
Pertini, infatti, pose l’accento sul presenzialismo e la capacità d’esternazione rispettando però rigorosamente soprattutto il ruolo dei partiti e dei gruppi parlamentari; Scalfaro intervenne pesantemente sulle dinamiche del quadro politico, in maniera addirittura “border line” rispetto alle prerogative costituzionali del Presidente (pensiamo alla sostituzione di Berlusconi con Dini nel gennaio 1995) ma non fece assumere alla Presidenza della Repubblica il ruolo di “generatore” dei governi.<br />
Napolitano, invece, si è mosso diversamente e durante questi nove anni ha fatto assumere alla più alta magistratura dello Stato una funzione di tipo “pivotale” rispetto all’intero sistema politico che, almeno a partire dalla scelta del governo Monti (una scelta formalmente interna al quadro costituzionale, ma molto discutibile nella forma e nella dinamica) per poi proseguire con quello Letta può essere identificata come direttamente mallevadrice di un rapporto diverso tra Governo e Parlamento rispetto a quello disegnato dalla Costituzione.<br />
Per svolgere un esempio molto chiaro sotto questo aspetto si può ricordare il diniego all’incarico rivolto a Bersani, negando la possibilità di sperimentare direttamente una maggioranza che avrebbe potuto nascere direttamente all’interno del Parlamento.<br />
Il colpo di mano attuato dalla maggioranza del PD nel promuovere la formazione del governo Renzi ha modificato questo stato di cose inaugurando una sorta di “diarchia” e/o di consolato: una surrettizia forma di governo che ormai da un anno regge il Paese in un processo di forte accentuazione di quei meccanismi personalistici di decisionismo presidenzialista cui si faceva cenno all’inizio.<br />
La posta in gioco della prossima elezione presidenziale sarà proprio questa: un rinnovo della diarchia, oppure uno spostarsi dell’asse di riferimento nel governo del Paese verso il premierato o cancellierato che dir si voglia?<br />
Insomma: quale scelta si verificherà intorno al nodo della conduzione autoritaria della vicenda politica italiana e del definitivo superamento della centralità parlamentare?<br />
Come si configurerà la prevedibile nuova ondata presidenzialista?<br />
Le incognite sono tante e non certo risolvibili a questo punto: ciò che appare sicuro è rappresentato dalla necessità e dall’urgenza di mettere in piedi un’opposizione che nettamente ponga al centro della propria azione istituzionale il ruolo del Parlamento, il pluralismo politico, l’effettivo bilanciamento dei poteri, la lotta alla sindrome personalistica.<br />
Accanto e insieme ai grandi temi internazionali, della lotta allo sfruttamento e delle battaglie sociali la “questione democratica” deve assumere una centralità di assoluto rilievo nel delineare l’azione di fondo di una “opposizione per l’alternativa”.</p>
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	<item>
		<title>Di: L'arte del pensiero</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60586</link>
		<dc:creator>L'arte del pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 23:15:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un lungo caldo ed affettuoso applauso ha salutato oggi il più grande dei presidenti della repubblica italiana.
L&#039;unico proveniente dal PCI, ma anche perchè nel PCI aveva sempre rappresentato l&#039;ala democratica e moderata.
In pratica Napolitano aveva anticipato i tempi odierni, era un comunista &quot;soft&quot;, democratico, liberal, un grande insomma.
I veltroni, i Renzi, hanno copiato RE GIORGIO in pratica.
E&#039; stato l&#039;antesignano delle larghe intese, un politico a tutto tondo.
UN FUORICLASSE.
Ha lasciato il segno e di lui sentiremo parlare ancora. 
Il prossimo presidente ? Veltroni o Amato]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un lungo caldo ed affettuoso applauso ha salutato oggi il più grande dei presidenti della repubblica italiana.<br />
L&#8217;unico proveniente dal PCI, ma anche perchè nel PCI aveva sempre rappresentato l&#8217;ala democratica e moderata.<br />
In pratica Napolitano aveva anticipato i tempi odierni, era un comunista &#8220;soft&#8221;, democratico, liberal, un grande insomma.<br />
I veltroni, i Renzi, hanno copiato RE GIORGIO in pratica.<br />
E&#8217; stato l&#8217;antesignano delle larghe intese, un politico a tutto tondo.<br />
UN FUORICLASSE.<br />
Ha lasciato il segno e di lui sentiremo parlare ancora.<br />
Il prossimo presidente ? Veltroni o Amato</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60581</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 22:25:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[.............. provo a indovinare :  ..... Ogni sette anni cambia maestà .....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. provo a indovinare :  &#8230;.. Ogni sette anni cambia maestà &#8230;..</p>
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	<item>
		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60580</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 22:12:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bella quella dei puntini, così non c&#039;è bisogno della censura ..............]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella quella dei puntini, così non c&#8217;è bisogno della censura &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: eraldo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60572</link>
		<dc:creator>eraldo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 19:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il peggior presidente avuto nel dopoguerra. garante della partitocrazia e dei poteri forti che hanno buttato nel baratro questo paese..non ha difeso la costituzione  soprattutto  nelle parti fondamnetali  che tutelano il cittadino e i lavoratori..finalmente se n&#039;è andato!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il peggior presidente avuto nel dopoguerra. garante della partitocrazia e dei poteri forti che hanno buttato nel baratro questo paese..non ha difeso la costituzione  soprattutto  nelle parti fondamnetali  che tutelano il cittadino e i lavoratori..finalmente se n&#8217;è andato!!</p>
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		<title>Di: renato sala</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16250#comment-60553</link>
		<dc:creator>renato sala</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 13:15:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certo che se questa &quot;arte del pensiero&quot; è &quot;la sinistra&quot;, dove si pensa di andare? Forse si potranno vincere delle elezioni, ma non certo muoversi in un processo di emancipazione. E allora la parabola storica della cosiddetta &quot;sinistra progressista e democratica&quot; si chiude. Ite missa est!
Rimane in campo, volenti o nolenti, il &quot;socialismo o barbarie&quot; (slogan nondisinistra!)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che se questa &#8220;arte del pensiero&#8221; è &#8220;la sinistra&#8221;, dove si pensa di andare? Forse si potranno vincere delle elezioni, ma non certo muoversi in un processo di emancipazione. E allora la parabola storica della cosiddetta &#8220;sinistra progressista e democratica&#8221; si chiude. Ite missa est!<br />
Rimane in campo, volenti o nolenti, il &#8220;socialismo o barbarie&#8221; (slogan nondisinistra!)</p>
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