<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Renzi, Tsipras e i poliziotti di New York</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=16016" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2015 17:48:02 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Robekarat</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60297</link>
		<dc:creator>Robekarat</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 18:38:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60297</guid>
		<description><![CDATA[E&#039; un dramma che ci siano a sinistra ancora &quot;morti viventi&quot; come Astengo.
Ma poveretto, nessuno gli ha ancora detto che è morto, perciò continua a parlare a sè stesso]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un dramma che ci siano a sinistra ancora &#8220;morti viventi&#8221; come Astengo.<br />
Ma poveretto, nessuno gli ha ancora detto che è morto, perciò continua a parlare a sè stesso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L'Arte Del Pensiero</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60044</link>
		<dc:creator>L'Arte Del Pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 21:36:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60044</guid>
		<description><![CDATA[Caro compagno,
Il livello è basso, questo lo sappiamo, ma coloro che si avvinano alle lotte e possono diventare avanguardie non sono così cretini, ma purtroppo i sapientoni, hanno messo paletti nei confronti dei proletari, pare come che neanche i comunisti abbiano fiducia, si viene trattati con senso di sufficienza, sembra come che la verità sia unica, quasi assoluta, un modo di rapportarsi simile ai guru, non credi?
Se la dirigenza di un partito non ha al suo interno il proletariato che è nella produzione, non può ritenersi un partito di lavoratori, ma un partito di borghesi che crede di fare gli interessi dei lavoratori.
Il punto di vista della militanza non è mai conforme con quello della dirigenza, visto che la visione è completamente diversa, l&#039;applicazione delle teorie, deve tener conto del territorio e del contesto culturale medesimo, e questa operazione può essere fatta soltanto da quadri proletari che continuano ad esserlo e mantengono un rapporto diretto con le masse, questo era il senso del discorso, che per ragioni di spazio viene dato per scontato, ma certamente scontato non è.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno,<br />
Il livello è basso, questo lo sappiamo, ma coloro che si avvinano alle lotte e possono diventare avanguardie non sono così cretini, ma purtroppo i sapientoni, hanno messo paletti nei confronti dei proletari, pare come che neanche i comunisti abbiano fiducia, si viene trattati con senso di sufficienza, sembra come che la verità sia unica, quasi assoluta, un modo di rapportarsi simile ai guru, non credi?<br />
Se la dirigenza di un partito non ha al suo interno il proletariato che è nella produzione, non può ritenersi un partito di lavoratori, ma un partito di borghesi che crede di fare gli interessi dei lavoratori.<br />
Il punto di vista della militanza non è mai conforme con quello della dirigenza, visto che la visione è completamente diversa, l&#8217;applicazione delle teorie, deve tener conto del territorio e del contesto culturale medesimo, e questa operazione può essere fatta soltanto da quadri proletari che continuano ad esserlo e mantengono un rapporto diretto con le masse, questo era il senso del discorso, che per ragioni di spazio viene dato per scontato, ma certamente scontato non è.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60031</link>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 18:30:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60031</guid>
		<description><![CDATA[Cortese Franco &quot;Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani hanno esaurito una qualche funzione propositiva e puntano a ipotesi diverse al fine di mascherare l’ormai avanzato processo di estinzione.&quot; Sbagliato! Non solo &quot;qualche funzione hanno esaurito&quot; ma anche la capacità  di  comunicare per anni con i propri militanti. Interi gruppi Dirigenti altezzosi, tronfi, prepotenti, semplicemente presuntuosi fino all&#039;ottusità (i cognomi di tali mascalzoni, ovvero &quot;Persona priva di scrupoli o di scarso senso morale&quot;, , su Roma gli ho ripetutamente elencati per il PRC, per il PdCI c&#039;è altro rosario di opportunisti che altri compagni conoscono di nome e per fatto. Il mio sarcasmo è verso il rischio di discussioni sul sesso degli angeli della pratica marxiana  o presunta tale NON avvedendoci che questi modi di fare ci hanno distolto (questo hanno  fatto intere dirigenze dei due Partiti) da pratiche di immediata rottura tanto nei fatti  che in riferimento a leggi che pure determinano disagio sociale. Pochi ma precisi obiettivi che si muovano sia sul piano teorico che della pratica. Intanto (tanto per dirne una) io sono contro l&#039;occupazione di abitazioni: avevano un senso anni fa (ma tanti) oggi, da anni, sono gestite dal mercato nero di delinquenti che tediano i legittimi assegnatari. Abolizione IRPEF per i proprietari relativa ai cespiti della casa affittata: oggi la quota dell&#039;IRPEF relativa all&#039;affitto gliela paga l&#039;affittuario. Ripristino di equo canone. Se la G.diF. a Roma (p.e.) paga in nero lavoratori che lavorano per lei, dovrebbe risultare chiaro che ALTRI debbano attivarsi per usare tale schifo per riaggregare proletariato vecchio e nuovo non solo intorno a slogan ma intorno a fatti. -- mi fermo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cortese Franco &#8220;Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani hanno esaurito una qualche funzione propositiva e puntano a ipotesi diverse al fine di mascherare l’ormai avanzato processo di estinzione.&#8221; Sbagliato! Non solo &#8220;qualche funzione hanno esaurito&#8221; ma anche la capacità  di  comunicare per anni con i propri militanti. Interi gruppi Dirigenti altezzosi, tronfi, prepotenti, semplicemente presuntuosi fino all&#8217;ottusità (i cognomi di tali mascalzoni, ovvero &#8220;Persona priva di scrupoli o di scarso senso morale&#8221;, , su Roma gli ho ripetutamente elencati per il PRC, per il PdCI c&#8217;è altro rosario di opportunisti che altri compagni conoscono di nome e per fatto. Il mio sarcasmo è verso il rischio di discussioni sul sesso degli angeli della pratica marxiana  o presunta tale NON avvedendoci che questi modi di fare ci hanno distolto (questo hanno  fatto intere dirigenze dei due Partiti) da pratiche di immediata rottura tanto nei fatti  che in riferimento a leggi che pure determinano disagio sociale. Pochi ma precisi obiettivi che si muovano sia sul piano teorico che della pratica. Intanto (tanto per dirne una) io sono contro l&#8217;occupazione di abitazioni: avevano un senso anni fa (ma tanti) oggi, da anni, sono gestite dal mercato nero di delinquenti che tediano i legittimi assegnatari. Abolizione IRPEF per i proprietari relativa ai cespiti della casa affittata: oggi la quota dell&#8217;IRPEF relativa all&#8217;affitto gliela paga l&#8217;affittuario. Ripristino di equo canone. Se la G.diF. a Roma (p.e.) paga in nero lavoratori che lavorano per lei, dovrebbe risultare chiaro che ALTRI debbano attivarsi per usare tale schifo per riaggregare proletariato vecchio e nuovo non solo intorno a slogan ma intorno a fatti. &#8212; mi fermo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Astengo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60020</link>
		<dc:creator>Franco Astengo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 16:15:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60020</guid>
		<description><![CDATA[Certamente è proprio questo che si deve fare: acquisire nuovva capacità e nuova forza per combattere il mostro.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente è proprio questo che si deve fare: acquisire nuovva capacità e nuova forza per combattere il mostro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60018</link>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 15:44:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60018</guid>
		<description><![CDATA[&quot;L’obiettivo è quello di riuscire a esprimerci attraverso un processo storico reale inteso quale fondamento per una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia, politica, storia e realizzando così, attraverso un processo rivoluzionario, un momento di volontà egemonica.&quot; -- Ammesso pure che io abbia capito ti dico che non ho capito e non voglio capire. Questo dire non sta ne in cielo ne in terra.   Esiste un Monopolio del Capitale in fatto di illegalità diffusa NON avversato per motu proprio dalle Autorità. Le leggi ci sono così come gli organi preposti a tale controlli, pertanto : vogliamo giocare alla guerra termonucleare? Sei disposto Franco? Siete disposti compagni a cambiare marcia sul modo di lottare e stare dentro una civiltà capitalista assai affinata? Acquisire nuova capacità, altra capacità di astrazione per combattere il mostro? E&#039; questo che si dovrebbe fare il 18 gennaio 2015 a Milano. Intanto a Roma la cena di Renzi si è potuta officiare con decine e decine di lavoratori pagati in nero, possibile che non si alzi una voce autorevole a segnalare ciò? Ho invitato la Fantozzi giorni fa a procedere in tal senso e visto che tu parli di &quot;...una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia..&quot; puoi approfittare della dritta ed adoperarti praticamente verso le autorità. Hai visto mai?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’obiettivo è quello di riuscire a esprimerci attraverso un processo storico reale inteso quale fondamento per una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia, politica, storia e realizzando così, attraverso un processo rivoluzionario, un momento di volontà egemonica.&#8221; &#8212; Ammesso pure che io abbia capito ti dico che non ho capito e non voglio capire. Questo dire non sta ne in cielo ne in terra.   Esiste un Monopolio del Capitale in fatto di illegalità diffusa NON avversato per motu proprio dalle Autorità. Le leggi ci sono così come gli organi preposti a tale controlli, pertanto : vogliamo giocare alla guerra termonucleare? Sei disposto Franco? Siete disposti compagni a cambiare marcia sul modo di lottare e stare dentro una civiltà capitalista assai affinata? Acquisire nuova capacità, altra capacità di astrazione per combattere il mostro? E&#8217; questo che si dovrebbe fare il 18 gennaio 2015 a Milano. Intanto a Roma la cena di Renzi si è potuta officiare con decine e decine di lavoratori pagati in nero, possibile che non si alzi una voce autorevole a segnalare ciò? Ho invitato la Fantozzi giorni fa a procedere in tal senso e visto che tu parli di &#8220;&#8230;una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia..&#8221; puoi approfittare della dritta ed adoperarti praticamente verso le autorità. Hai visto mai?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Astengo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60017</link>
		<dc:creator>Franco Astengo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 15:24:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-60017</guid>
		<description><![CDATA[AUTOCONVOCATI PER L’OPPOSIZIONE – MILANO 18 GENNAIO 2015
RIEDIFICARE
 La proposta di autoconvocazione per il 18 Gennaio prossimo a Milano, coltiva l’intenzione di  discutere i temi della realtà politica dei comunisti, delle forze anticapitaliste, della sinistra d’opposizione per l’alternativa in questa fase in Italia e in Europa.
Intendiamo  rappresentare, pur nelle difficoltà del momento, il punto di avvio per riedificare la realtà di una presenza politica.
La sinistra italiana posta di fronte a un enorme processo di “rivoluzione passiva” derivante da una gestione capitalistica che punta direttamente  a un processo di ulteriore innalzamento del livello di sfruttamento, d’impoverimento generale, di restrizione delle libertà democratica ha smarrito da molti anni una capacità di contrasto e di proposta d’alternativa adeguata al livello concreto dello scontro in atto.
Scomparsa da tempo ogni possibilità di presenza a livello parlamentare  e incapace di collegare la domanda d’insorgenza sociale che pure, in varie forme, percorre la realtà quotidiana la sinistra italiana è priva di un progetto coerente di sintesi, proposta, aggregazione politica.
 Ciò che ne è rimasto sul piano dell’organizzazione politica ha assunto i modelli dell’avversario rendendosi così subalterna e residuale.
 Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani hanno esaurito una qualche funzione propositiva e puntano  a ipotesi diverse al fine di mascherare l’ormai avanzato processo di estinzione.
Altri soggetti che pur hanno cercato di mantenere un dato di coerenza con l’identità di classe e il livello di conflittualità che questa richiede non paiono riuscire a incidere nella grande massa di rifiuto dell’impegno politico diretto che, appunto, la crisi complessiva della sinistra italiana ha contribuito, naturalmente assieme ad altri fattori sociali, politici, culturali, a creare.
In questa situazione, descritta  in estrema sintesi, la sinistra italiana appare muoversi su linee separate sostanzialmente non in grado di proporre  una propria espressione autonoma sul piano teorico , dell’azione e dell’organizzazione politica.
Si passa, infatti, da un “sentore socialdemocratico” dei residuali componenti della Lista Italiana per Tsipras che dovranno scontrarsi con lo “scoglio” delle elezioni regionali, alla riproposizione di un fascinoso e strutturalmente rassicurante PCI, fosse anche in forma di “enclave” identitaria.
Entrambe queste ipotesi  non tengono  conto però  del complessivo spostamento d’asse avvenuto nel sistema politico italiano sul terreno della formazione di un regime autoritario, quale passaggio di una più complessiva sperimentazione europea.
La proposta che sarà avanzata a livello nazionale, con l’autoconvocazione del 18 gennaio 2015 a Milano presenta invece almeno quattro  caratteristiche del tutto originali e innovative:
1)      Prima di tutto si tratta di un progetto “autonomo” sul piano delle dinamiche politiche: s’intende cioè esprimere una possibilità di aggregazione politica posta in diretta relazione con l’opposizione sociale senza proporsi di muoversi nell’immediato in un’ottica di un sistema di relazioni oggettivamente subalterno.
2)      In secondo luogo, pur non trascurando i soggetti politici organizzati presenti all’interno del sistema della sinistra d’alternativa in Italia e anzi cercando di coinvolgerli tutti con il massimo possibile della tensione unitaria, si rivolge prioritariamente a tutti quei soggetti, con riferimento ai giovani e alle istanze di lotta che costituiscono la grande riserva politica accumulatasi in questi anni di difficoltà nella militanza e nella partecipazione politica;
3)      Il nostro obiettivo, certamente misurato nel tempo e con la piena consapevolezza dell’asperità della strada da percorrere, non è quello di una qualche banale replica di forme associazionistiche già presenti in gran numero nel nostro panorama politico e sociale. L’obiettivo è quello di un nuovo soggetto politico organizzato della sinistra italiana, comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa;
4)      Il nostro punto di partenza è quello dell’opposizione: un’opposizione rivolta insieme all’attualità della condizione materiale di lotta nella quale ci troviamo e che è già stata abbondantemente descritta e a un’ipotesi di “alternativa di sistema” condotta all’insegna delle idee di uguaglianza che hanno attraversato il ‘900 con esiti complessi e drammatici ma dai quali intendiamo trarre, attraverso un attento lavoro di ricerca, il meglio di quanto è stato indicato sul piano del riscatto sociale, della critica all’esistente, della prospettiva concreta di una società alternativa da far nascere attraverso il marxiano “abolizione dello stato di cose presenti”.
E’ proprio perché stiamo pensando a una nuova soggettività che avviamo la nostra ipotesi di lavoro politico attraverso l’autoconvocazione: una novità sul piano del metodo politico se si pensa che, almeno in Italia, l’autoconvocazione è stata adottata in passato come strumento di riconoscibilità di idee e di aggregazione all’interno di soggetti formati fossero questi partiti o sindacati ma che adesso proponiamo come metodo di partenza per la costruzione-appunto-di una nuova, diversa, autonoma soggettività della sinistra italiana.
Attraverso l’autoconvocazione intesa come metodo di partenza cui seguiranno naturalmente proposte di procedura e strutturazione politica sarà possibile sfuggire a quella logica da “intergruppi” che fin qui ha rappresentato il limite più serio per la ricostruzione in Italia di una soggettività politica d’alternativa e di opposizione.
L’autoconvocazione  per affrontare  così in forma collettiva i diversi temi della capacità progettuale, della  forma politica e del necessario intreccio da realizzare tra questa e le lotte sociali in atto.
L’articolazione del nostro “Che Fare?” nei suoi contenuti e indicazioni programmatiche e di riferimento politico dovrà però essere preceduta da un’operazione molto importante sul piano culturale: l’abbandono di quel “pensiero debole” che ha prodotto la superficialità e il disarmo etico all’interno del quale ci troviamo.
Si tratta allora di individuare, prima di tutto, una ripresa del “pensiero forte”: un filone di razionalità concreta e di critico realismo storicista.
Occorre sviluppare una concezione dell’agire politico che non nasca da una teoria della dittatura o da una visione meramente contrattualistica della democrazia rappresentativa.
Deve essere nuovamente introdotta, nella storia del complesso percorso della sinistra italiana, una concezione della soggettività politica intesa come collettivo e non come somma degli individualismi, puntando alla ricostruzione del “blocco storico” da realizzarsi proprio attraverso una riunificazione delle categorie d’uso della politica.
L’obiettivo è quello di riuscire a esprimerci attraverso un processo storico reale inteso quale fondamento per una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia, politica, storia e realizzando così, attraverso un processo rivoluzionario, un momento di volontà egemonica.
Un programma ambizioso il cui livello di difficoltà d’espressione corrisponde alla dinamica dei tempi: occorre esserne all’altezza per quanto possibile.
Rinunciarci e scendere al livello del comune politicismo sarebbe scegliere di far mancare la voce dell’opposizione e dell’alternativa verso questo sistema ingiusto, prevaricatore, di sfruttamento condotto dai gestori del capitalismo a un punto di assoluta non sopportabilità.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AUTOCONVOCATI PER L’OPPOSIZIONE – MILANO 18 GENNAIO 2015<br />
RIEDIFICARE<br />
 La proposta di autoconvocazione per il 18 Gennaio prossimo a Milano, coltiva l’intenzione di  discutere i temi della realtà politica dei comunisti, delle forze anticapitaliste, della sinistra d’opposizione per l’alternativa in questa fase in Italia e in Europa.<br />
Intendiamo  rappresentare, pur nelle difficoltà del momento, il punto di avvio per riedificare la realtà di una presenza politica.<br />
La sinistra italiana posta di fronte a un enorme processo di “rivoluzione passiva” derivante da una gestione capitalistica che punta direttamente  a un processo di ulteriore innalzamento del livello di sfruttamento, d’impoverimento generale, di restrizione delle libertà democratica ha smarrito da molti anni una capacità di contrasto e di proposta d’alternativa adeguata al livello concreto dello scontro in atto.<br />
Scomparsa da tempo ogni possibilità di presenza a livello parlamentare  e incapace di collegare la domanda d’insorgenza sociale che pure, in varie forme, percorre la realtà quotidiana la sinistra italiana è priva di un progetto coerente di sintesi, proposta, aggregazione politica.<br />
 Ciò che ne è rimasto sul piano dell’organizzazione politica ha assunto i modelli dell’avversario rendendosi così subalterna e residuale.<br />
 Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani hanno esaurito una qualche funzione propositiva e puntano  a ipotesi diverse al fine di mascherare l’ormai avanzato processo di estinzione.<br />
Altri soggetti che pur hanno cercato di mantenere un dato di coerenza con l’identità di classe e il livello di conflittualità che questa richiede non paiono riuscire a incidere nella grande massa di rifiuto dell’impegno politico diretto che, appunto, la crisi complessiva della sinistra italiana ha contribuito, naturalmente assieme ad altri fattori sociali, politici, culturali, a creare.<br />
In questa situazione, descritta  in estrema sintesi, la sinistra italiana appare muoversi su linee separate sostanzialmente non in grado di proporre  una propria espressione autonoma sul piano teorico , dell’azione e dell’organizzazione politica.<br />
Si passa, infatti, da un “sentore socialdemocratico” dei residuali componenti della Lista Italiana per Tsipras che dovranno scontrarsi con lo “scoglio” delle elezioni regionali, alla riproposizione di un fascinoso e strutturalmente rassicurante PCI, fosse anche in forma di “enclave” identitaria.<br />
Entrambe queste ipotesi  non tengono  conto però  del complessivo spostamento d’asse avvenuto nel sistema politico italiano sul terreno della formazione di un regime autoritario, quale passaggio di una più complessiva sperimentazione europea.<br />
La proposta che sarà avanzata a livello nazionale, con l’autoconvocazione del 18 gennaio 2015 a Milano presenta invece almeno quattro  caratteristiche del tutto originali e innovative:<br />
1)      Prima di tutto si tratta di un progetto “autonomo” sul piano delle dinamiche politiche: s’intende cioè esprimere una possibilità di aggregazione politica posta in diretta relazione con l’opposizione sociale senza proporsi di muoversi nell’immediato in un’ottica di un sistema di relazioni oggettivamente subalterno.<br />
2)      In secondo luogo, pur non trascurando i soggetti politici organizzati presenti all’interno del sistema della sinistra d’alternativa in Italia e anzi cercando di coinvolgerli tutti con il massimo possibile della tensione unitaria, si rivolge prioritariamente a tutti quei soggetti, con riferimento ai giovani e alle istanze di lotta che costituiscono la grande riserva politica accumulatasi in questi anni di difficoltà nella militanza e nella partecipazione politica;<br />
3)      Il nostro obiettivo, certamente misurato nel tempo e con la piena consapevolezza dell’asperità della strada da percorrere, non è quello di una qualche banale replica di forme associazionistiche già presenti in gran numero nel nostro panorama politico e sociale. L’obiettivo è quello di un nuovo soggetto politico organizzato della sinistra italiana, comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa;<br />
4)      Il nostro punto di partenza è quello dell’opposizione: un’opposizione rivolta insieme all’attualità della condizione materiale di lotta nella quale ci troviamo e che è già stata abbondantemente descritta e a un’ipotesi di “alternativa di sistema” condotta all’insegna delle idee di uguaglianza che hanno attraversato il ‘900 con esiti complessi e drammatici ma dai quali intendiamo trarre, attraverso un attento lavoro di ricerca, il meglio di quanto è stato indicato sul piano del riscatto sociale, della critica all’esistente, della prospettiva concreta di una società alternativa da far nascere attraverso il marxiano “abolizione dello stato di cose presenti”.<br />
E’ proprio perché stiamo pensando a una nuova soggettività che avviamo la nostra ipotesi di lavoro politico attraverso l’autoconvocazione: una novità sul piano del metodo politico se si pensa che, almeno in Italia, l’autoconvocazione è stata adottata in passato come strumento di riconoscibilità di idee e di aggregazione all’interno di soggetti formati fossero questi partiti o sindacati ma che adesso proponiamo come metodo di partenza per la costruzione-appunto-di una nuova, diversa, autonoma soggettività della sinistra italiana.<br />
Attraverso l’autoconvocazione intesa come metodo di partenza cui seguiranno naturalmente proposte di procedura e strutturazione politica sarà possibile sfuggire a quella logica da “intergruppi” che fin qui ha rappresentato il limite più serio per la ricostruzione in Italia di una soggettività politica d’alternativa e di opposizione.<br />
L’autoconvocazione  per affrontare  così in forma collettiva i diversi temi della capacità progettuale, della  forma politica e del necessario intreccio da realizzare tra questa e le lotte sociali in atto.<br />
L’articolazione del nostro “Che Fare?” nei suoi contenuti e indicazioni programmatiche e di riferimento politico dovrà però essere preceduta da un’operazione molto importante sul piano culturale: l’abbandono di quel “pensiero debole” che ha prodotto la superficialità e il disarmo etico all’interno del quale ci troviamo.<br />
Si tratta allora di individuare, prima di tutto, una ripresa del “pensiero forte”: un filone di razionalità concreta e di critico realismo storicista.<br />
Occorre sviluppare una concezione dell’agire politico che non nasca da una teoria della dittatura o da una visione meramente contrattualistica della democrazia rappresentativa.<br />
Deve essere nuovamente introdotta, nella storia del complesso percorso della sinistra italiana, una concezione della soggettività politica intesa come collettivo e non come somma degli individualismi, puntando alla ricostruzione del “blocco storico” da realizzarsi proprio attraverso una riunificazione delle categorie d’uso della politica.<br />
L’obiettivo è quello di riuscire a esprimerci attraverso un processo storico reale inteso quale fondamento per una soluzione non semplicisticamente speculativa del rapporto di implicazione tra economia, politica, storia e realizzando così, attraverso un processo rivoluzionario, un momento di volontà egemonica.<br />
Un programma ambizioso il cui livello di difficoltà d’espressione corrisponde alla dinamica dei tempi: occorre esserne all’altezza per quanto possibile.<br />
Rinunciarci e scendere al livello del comune politicismo sarebbe scegliere di far mancare la voce dell’opposizione e dell’alternativa verso questo sistema ingiusto, prevaricatore, di sfruttamento condotto dai gestori del capitalismo a un punto di assoluta non sopportabilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GIANNI</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-59987</link>
		<dc:creator>GIANNI</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 07:37:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-59987</guid>
		<description><![CDATA[Concordo con molto del commento di &quot; L&#039;Arte del Pensiero &quot; compreso il richiamo 
interno ai dirigenti di scendere  dal piedistallo e di abbandonare l&#039;intelletua
lismo in quanto c&#039;è solo da rimboccarsi le maniche e andare in mezzo ai poveri 
(siammo/siete in noptevole ritardo). Non condivido invece che si debba ancora
(dopo 70 anni dall&#039;ultima guerra) comprendere l&#039;esercito ( il popolo) perchè
a forza di comprendere questo non maturerà mai. Purtroppo ha un fondato dubbio
che questo popolo (di cui molti giovani) non voglia comprendere e preferisca 
l&#039;illusione della ricchezza a &quot; qualsiasi prezzo &quot; e intanto sprofonda nella 
miseria e nella povertà.Sono disoccupati,cassintegrati,senza lavoro,con pensio
ne da fame ma votano PD/RENZI,peggio di cosi ! Morale, non vanno compresi ma
richiamati rigorosamente a guardare la realtà in faccia e ad assumersi le loro
responsabilità sociali.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con molto del commento di &#8221; L&#8217;Arte del Pensiero &#8221; compreso il richiamo<br />
interno ai dirigenti di scendere  dal piedistallo e di abbandonare l&#8217;intelletua<br />
lismo in quanto c&#8217;è solo da rimboccarsi le maniche e andare in mezzo ai poveri<br />
(siammo/siete in noptevole ritardo). Non condivido invece che si debba ancora<br />
(dopo 70 anni dall&#8217;ultima guerra) comprendere l&#8217;esercito ( il popolo) perchè<br />
a forza di comprendere questo non maturerà mai. Purtroppo ha un fondato dubbio<br />
che questo popolo (di cui molti giovani) non voglia comprendere e preferisca<br />
l&#8217;illusione della ricchezza a &#8221; qualsiasi prezzo &#8221; e intanto sprofonda nella<br />
miseria e nella povertà.Sono disoccupati,cassintegrati,senza lavoro,con pensio<br />
ne da fame ma votano PD/RENZI,peggio di cosi ! Morale, non vanno compresi ma<br />
richiamati rigorosamente a guardare la realtà in faccia e ad assumersi le loro<br />
responsabilità sociali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L'Arte Del Pensiero</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-59976</link>
		<dc:creator>L'Arte Del Pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 23:51:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=16016#comment-59976</guid>
		<description><![CDATA[Se un povero stupido, che conosce la lezione a memoria, è riuscito a portare il proletariato indietro di quasi un secolo.
Dobbiamo riflettere e non parlare per slogan, la situazione è tragica, siamo stati risucchiati da un vortice, e non c’è verso di risalire, la storia ci rema contro, abbiamo contro di noi la cultura, il senso comune, la globalizzazione, il tradimento degli intellettuali di sinistra, di alcuni comunisti, potrei continuare, ma ci basta questo per capire in che situazione ci troviamo.
Purtroppo con le vecchie strategie non ne usciamo fuori, siamo assolutamente perdenti.
Serve un vento di rinnovamento, vedere oltre il proprio orticello, individuare il principale nemico.
Tu parli di coscienza di classe antiliberista, ma i tuoi alleati non la pensano allo stesso modo.
Poi le nuove classi  non sono affatto definibili,  ci sono ormai milioni di uomini nel nostro paese che vivono in povertà assoluta.
Non sono sottoproletari e neanche proletari visto che non gli è consesso il privilegio di essere sfruttati, ma lo sono ugualmente, con modo e mezzi diversi.
L’occidente cambia a ritmo incessante, ha inserito la retromarcia e accelera sempre più, mi spiego per l’emancipazione dei proletari si è arrivati ad un certo livello, diciamo fino agli anni ’70, ma ci sono voluti secoli, poi una leggera discesa che è continuata fino alla fine del secolo scorso, poi una continua accelerazione, adesso siamo in caduta libera.
Non so quando ci fermeremo, anche se so che da li inizierà la risalita, dobbiamo allargare la nostra visione d’insieme, non lasciamo che i disperati diventino un bacino per i neo fascisti o per i ciarlatani.
Uniamoci compagni altrimenti siamo finiti.
In questa partita ci giochiamo tutto, che i dirigenti e le persone più in vista, mettano le proprie energie per la comprensione e l’adesione ad un ampio programma di classe che tenga maggior conto della povertà relativa e assoluta.
Fuori c’è un esercito che bisogna comprendere, non sono loro a comprendere noi, non ci riusciranno mai!
Siamo noi a doverli comprendere ed aiutarli a partecipare, dobbiamo parlare con la loro voce, in modo sintetico e intuitivo.
Scendete dal vostro piedistallo e provate ad imparare da chi ha ricevuto le lezioni dalla vita, lasciate stare l’intellettualismo, anzi mettiamolo al bando, e parliamo con parole semplici, solo così possiamo pensare di riavvicinarci agli ultimi e concludere qualcosa di buono.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se un povero stupido, che conosce la lezione a memoria, è riuscito a portare il proletariato indietro di quasi un secolo.<br />
Dobbiamo riflettere e non parlare per slogan, la situazione è tragica, siamo stati risucchiati da un vortice, e non c’è verso di risalire, la storia ci rema contro, abbiamo contro di noi la cultura, il senso comune, la globalizzazione, il tradimento degli intellettuali di sinistra, di alcuni comunisti, potrei continuare, ma ci basta questo per capire in che situazione ci troviamo.<br />
Purtroppo con le vecchie strategie non ne usciamo fuori, siamo assolutamente perdenti.<br />
Serve un vento di rinnovamento, vedere oltre il proprio orticello, individuare il principale nemico.<br />
Tu parli di coscienza di classe antiliberista, ma i tuoi alleati non la pensano allo stesso modo.<br />
Poi le nuove classi  non sono affatto definibili,  ci sono ormai milioni di uomini nel nostro paese che vivono in povertà assoluta.<br />
Non sono sottoproletari e neanche proletari visto che non gli è consesso il privilegio di essere sfruttati, ma lo sono ugualmente, con modo e mezzi diversi.<br />
L’occidente cambia a ritmo incessante, ha inserito la retromarcia e accelera sempre più, mi spiego per l’emancipazione dei proletari si è arrivati ad un certo livello, diciamo fino agli anni ’70, ma ci sono voluti secoli, poi una leggera discesa che è continuata fino alla fine del secolo scorso, poi una continua accelerazione, adesso siamo in caduta libera.<br />
Non so quando ci fermeremo, anche se so che da li inizierà la risalita, dobbiamo allargare la nostra visione d’insieme, non lasciamo che i disperati diventino un bacino per i neo fascisti o per i ciarlatani.<br />
Uniamoci compagni altrimenti siamo finiti.<br />
In questa partita ci giochiamo tutto, che i dirigenti e le persone più in vista, mettano le proprie energie per la comprensione e l’adesione ad un ampio programma di classe che tenga maggior conto della povertà relativa e assoluta.<br />
Fuori c’è un esercito che bisogna comprendere, non sono loro a comprendere noi, non ci riusciranno mai!<br />
Siamo noi a doverli comprendere ed aiutarli a partecipare, dobbiamo parlare con la loro voce, in modo sintetico e intuitivo.<br />
Scendete dal vostro piedistallo e provate ad imparare da chi ha ricevuto le lezioni dalla vita, lasciate stare l’intellettualismo, anzi mettiamolo al bando, e parliamo con parole semplici, solo così possiamo pensare di riavvicinarci agli ultimi e concludere qualcosa di buono.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
