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	<title>Commenti a: Globale e locale. La lotta di classe oggi</title>
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		<title>Di: zosimo</title>
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		<dc:creator>zosimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 12:48:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Formenti trovo la tua analisi molto valida e stimolante, convincente in quasi tutte le sue conclusioni. Condivido lo scetticismo verso l&#039;immanenza o, peggio, la trascendenza (mi fa pensare alla critica di Marx verso la filosofia hegeliana). Non condivido invece la rinuncia aprioristica ad una prospettiva internazionalista. Pur condividendo che oggi il terreno principale della lotta al capitale globale è il territorio, cioè la dimensione locale, mi sembra che tu abbandona improvvisamente e inopinatamente l&#039;analisi marxiana con una visione dogmatica e astorica dei conflitti culturali e razziali, non credo sia così e la storia stessa dimostra quanto siano stati mutabili questi conflitti, mai eterni e cristallizzati, perché lo dovrebbero diventare proprio in questa fase in cui comunque il capitalismo globalizzante ci mette contraddittoriamente a disposizione strumenti nuovi ed enormemente più potenti di prima per riuscire a connettere le lotte (necessariamente) locali in una prospettiva internazionale che rappresenti una coscienza di classe globale!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Formenti trovo la tua analisi molto valida e stimolante, convincente in quasi tutte le sue conclusioni. Condivido lo scetticismo verso l&#8217;immanenza o, peggio, la trascendenza (mi fa pensare alla critica di Marx verso la filosofia hegeliana). Non condivido invece la rinuncia aprioristica ad una prospettiva internazionalista. Pur condividendo che oggi il terreno principale della lotta al capitale globale è il territorio, cioè la dimensione locale, mi sembra che tu abbandona improvvisamente e inopinatamente l&#8217;analisi marxiana con una visione dogmatica e astorica dei conflitti culturali e razziali, non credo sia così e la storia stessa dimostra quanto siano stati mutabili questi conflitti, mai eterni e cristallizzati, perché lo dovrebbero diventare proprio in questa fase in cui comunque il capitalismo globalizzante ci mette contraddittoriamente a disposizione strumenti nuovi ed enormemente più potenti di prima per riuscire a connettere le lotte (necessariamente) locali in una prospettiva internazionale che rappresenti una coscienza di classe globale!</p>
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