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	<title>Commenti a: Ferrero: «Renzi reprime il dissenso. Vogliamo lavoro, non manganelli»</title>
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		<title>Di: salvatore</title>
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		<dc:creator>salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 12:36:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Penso che c&#039;è un sistema semplice ed economico per evitare i manganelli.
Rimanere a casa e non rompere le scatole per strada ...al prossimo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che c&#8217;è un sistema semplice ed economico per evitare i manganelli.<br />
Rimanere a casa e non rompere le scatole per strada &#8230;al prossimo</p>
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		<title>Di: Rubicante</title>
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		<dc:creator>Rubicante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 08:26:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se sei qui a scrivere min.chiate sarà perchè al Bunga-Bunga del Boy-Scout di Licio Gelli non c&#039;era più posto. Mi dispiace, si vede che ti impegni tanto e che il tuo impegno non viene riconosciuto dai tuoi capi-partito! Speriamo per la prossima volta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei qui a scrivere min.chiate sarà perchè al Bunga-Bunga del Boy-Scout di Licio Gelli non c&#8217;era più posto. Mi dispiace, si vede che ti impegni tanto e che il tuo impegno non viene riconosciuto dai tuoi capi-partito! Speriamo per la prossima volta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Isabella</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15623#comment-58845</link>
		<dc:creator>Isabella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 16:37:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come al solito i più ostili alle riforme innovative e portatrici di progresso sono le varie sinistre radicali/comuniste/ideologiche e PSEUDO-progressiste.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito i più ostili alle riforme innovative e portatrici di progresso sono le varie sinistre radicali/comuniste/ideologiche e PSEUDO-progressiste.</p>
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		<title>Di: Attila</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15623#comment-58833</link>
		<dc:creator>Attila</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 13:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido il compagno Franco Astengo e la sua proposta finale : dobbiamo incrementare la lotta di classe.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido il compagno Franco Astengo e la sua proposta finale : dobbiamo incrementare la lotta di classe.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Franco Astengo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15623#comment-58819</link>
		<dc:creator>Franco Astengo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 05:50:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MANGANELLATE E CORRUZIONE
di Patrizia Turchi e Franco Astengo

La giornata del 3 Dicembre resterà memorabile nell’ambito di quella crisi
della democrazia italiana che si sta trascinando ormai da molto tempo.

Due fatti hanno dominato la scena:

- l’emergere,per opera della Magistratura, di una gigantesca connessione
criminale tra mafia, malavita comune e politica che ha gestito buona parte
delle attività più delicate del Comune di Roma (il fedele Orfini, per altro
uno dei massimi esponenti che proviene proprio da quelle stesse fila, è
stato chiamato da Renzi a commissariare il PD romano ...);

- il selvaggio manganellamento delle cittadine e dei cittadini che
protestavano contro il cosiddetto “job act” in discussione al Senato e sul
quale il Governo, in maniera del tutto odiosa, è arrivato a porre la
questione di fiducia, a cui ovviamente il PD ha risposto in modo compatto.


Siamo giunti a un punto di grave criticità: siamo di fronte alla
rappresentazione reale della vera e propria rottura nel rapporto tra la
politica, le istituzioni, la realtà sociale e un minimo di residuo e
larvato concetto di moralità pubblica.


Non elenchiamo, ancora una volta, gli effetti drammatici che questa
concezione degenerata e perversa della politica ha scatenato sulla realtà
della vita quotidiana:

impoverimento generale, crescita della disoccupazione, innalzamento della
curva delle diseguaglianze, dissolvimento dello stato socialesono gli
elementi caratterizzanti di questa situazione alla quale si risponde con
isolate insorgenze sociali subito represse, l’allontanamento dalla politica
anche nella forma *semplice* dell’espressione di voto, il rischio di una
caduta da una parte verso le derive del ribellismo inefficace e dall&#039;altra
del corporativismo alimentato da forze politiche che pescano volutamente
nel torbido.


Il PD ha responsabilità enormi nella determinazione di questo drammatico
stato di cose avendo alimentato quel modello personalistico, di riduzione
del rapporto tra politica e società che aveva caratterizzato il cosiddetto
“ventennio berlusconiano” (inteso come momento di vera e propria caduta nel
rapporto tra cultura e politica).


Un modello, quello del cosiddetto “ventennio”, assunto a paradigma
vincente, a modello da imitare e perfezionare nella logica di un
decisionismo che, più che dell’apparire - come si sarebbe potuto anche
affermare - appare orientato decisamente in una sola direzione: quella di
accrescere il potere di chi già lo detiene schiacciando tutto ciò che
potrebbe opporsi e alimentandosi, come nel caso romano ma anche di tanti
altri casi, a piene mani nella corruzione più sfacciata.


Questo è il quadro che ci ritroviamo di fronte al riguardo del quale esiste,
dal nostro punto di vista, soltanto una via:

quella di una forte risposta sul piano del conflitto sociale che coincida
con un’opposizione strutturata dal punto di vista politico, concretamente
orientata, riconoscibile perchè produce e induce identità di classe,
recuperando così il ruolo perduto della rappresentanza politica,
dell’aggregazione, della progettualità alternativa.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MANGANELLATE E CORRUZIONE<br />
di Patrizia Turchi e Franco Astengo</p>
<p>La giornata del 3 Dicembre resterà memorabile nell’ambito di quella crisi<br />
della democrazia italiana che si sta trascinando ormai da molto tempo.</p>
<p>Due fatti hanno dominato la scena:</p>
<p>- l’emergere,per opera della Magistratura, di una gigantesca connessione<br />
criminale tra mafia, malavita comune e politica che ha gestito buona parte<br />
delle attività più delicate del Comune di Roma (il fedele Orfini, per altro<br />
uno dei massimi esponenti che proviene proprio da quelle stesse fila, è<br />
stato chiamato da Renzi a commissariare il PD romano &#8230;);</p>
<p>- il selvaggio manganellamento delle cittadine e dei cittadini che<br />
protestavano contro il cosiddetto “job act” in discussione al Senato e sul<br />
quale il Governo, in maniera del tutto odiosa, è arrivato a porre la<br />
questione di fiducia, a cui ovviamente il PD ha risposto in modo compatto.</p>
<p>Siamo giunti a un punto di grave criticità: siamo di fronte alla<br />
rappresentazione reale della vera e propria rottura nel rapporto tra la<br />
politica, le istituzioni, la realtà sociale e un minimo di residuo e<br />
larvato concetto di moralità pubblica.</p>
<p>Non elenchiamo, ancora una volta, gli effetti drammatici che questa<br />
concezione degenerata e perversa della politica ha scatenato sulla realtà<br />
della vita quotidiana:</p>
<p>impoverimento generale, crescita della disoccupazione, innalzamento della<br />
curva delle diseguaglianze, dissolvimento dello stato socialesono gli<br />
elementi caratterizzanti di questa situazione alla quale si risponde con<br />
isolate insorgenze sociali subito represse, l’allontanamento dalla politica<br />
anche nella forma *semplice* dell’espressione di voto, il rischio di una<br />
caduta da una parte verso le derive del ribellismo inefficace e dall&#8217;altra<br />
del corporativismo alimentato da forze politiche che pescano volutamente<br />
nel torbido.</p>
<p>Il PD ha responsabilità enormi nella determinazione di questo drammatico<br />
stato di cose avendo alimentato quel modello personalistico, di riduzione<br />
del rapporto tra politica e società che aveva caratterizzato il cosiddetto<br />
“ventennio berlusconiano” (inteso come momento di vera e propria caduta nel<br />
rapporto tra cultura e politica).</p>
<p>Un modello, quello del cosiddetto “ventennio”, assunto a paradigma<br />
vincente, a modello da imitare e perfezionare nella logica di un<br />
decisionismo che, più che dell’apparire &#8211; come si sarebbe potuto anche<br />
affermare &#8211; appare orientato decisamente in una sola direzione: quella di<br />
accrescere il potere di chi già lo detiene schiacciando tutto ciò che<br />
potrebbe opporsi e alimentandosi, come nel caso romano ma anche di tanti<br />
altri casi, a piene mani nella corruzione più sfacciata.</p>
<p>Questo è il quadro che ci ritroviamo di fronte al riguardo del quale esiste,<br />
dal nostro punto di vista, soltanto una via:</p>
<p>quella di una forte risposta sul piano del conflitto sociale che coincida<br />
con un’opposizione strutturata dal punto di vista politico, concretamente<br />
orientata, riconoscibile perchè produce e induce identità di classe,<br />
recuperando così il ruolo perduto della rappresentanza politica,<br />
dell’aggregazione, della progettualità alternativa.</p>
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		<title>Di: wrenzi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15623#comment-58814</link>
		<dc:creator>wrenzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 20:51:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Renzi Travaglio 4 a ZER0 !!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Renzi Travaglio 4 a ZER0 !!</p>
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		<title>Di: wrenzi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15623#comment-58813</link>
		<dc:creator>wrenzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 20:50:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ragazzi, Madonna bona, Renzi sta facendo nero il Travaglio sulla 7 !!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, Madonna bona, Renzi sta facendo nero il Travaglio sulla 7 !!</p>
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