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	<title>Commenti a: Crisi del capitalismo e rifondazione del comunismo</title>
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		<title>Di: domenico</title>
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		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 13:36:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[va bene così Luca..]]></description>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58749</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 19:27:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Domenico

Cosa proponi tu io non l&#039;ho capito. Se fossimo in una fase dove la descrizione &quot;fisica&quot; del capitalismo riesce semplice, forse non staremmo dove stiamo. Perlomeno noi comunisti. Perchè è proprio la presa d&#039;atto della rottura di quel rapporto che implica una presa di posizione politica STRATEGICA che a te sfugge, e non poco. Posizione strategica che il partito, ovvero Rifondazione Comunista, NON riesce culturalmente a costituire: quella DI CLASSE!

Se fosse chiara questa impostazione, e non una generica &quot;trasformazione socialmente desiderabile&quot;, ci sarebbe più di qualcuno che smetterebbe di prendersela con le cariatidi incapaci di costruzione politica, perchè a sua volta legato a quei dirigenti dal complicato/astruso politichese! Non mi è sembrato infatti che tu ti sa così lamentato sulle modalità di &quot;costruzione&quot; e sulle proposte politiche di &quot;unità&quot; che il partito propone!

E non ci vorrebbe molto per capire che l&#039;analisi del debito da sola parla riguardo a quell&#039;&quot;entropia&quot; che il sistema capitalista da solo ha creato, al quale neanche i &quot;comunisti&quot; sembrano abbiano chiarezza su che soluzione adottare: pagarlo? Non pagarlo? &quot;Virtualizzarlo&quot;??!

E su una cosa la Fantozzi ha ragione: la crisi è stata raccontata da coloro che l&#039;hanno prodotta. Non sei d&#039;accordo? E&#039; la verità! Io però aggiungo che le soluzioni a sinistra vengono proposte da coloro che, cresciuti culturalmente nella concertazione e abituati alla &quot;somma politica&quot; di gruppi dirigenti, contribuiscono a rafforzare l&#039;assenza di una risposta di classe nel nostro paese. E prendono a prestito modelli di altri paesi (Syriza, Podemos...) che poggiano su condizioni sociali diversissime. Tu vuoi continuare a prendere a prestito quei modelli? Fai pure... ma non è meno politichese del politichese contro cui ti arrabbi. Amen]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Domenico</p>
<p>Cosa proponi tu io non l&#8217;ho capito. Se fossimo in una fase dove la descrizione &#8220;fisica&#8221; del capitalismo riesce semplice, forse non staremmo dove stiamo. Perlomeno noi comunisti. Perchè è proprio la presa d&#8217;atto della rottura di quel rapporto che implica una presa di posizione politica STRATEGICA che a te sfugge, e non poco. Posizione strategica che il partito, ovvero Rifondazione Comunista, NON riesce culturalmente a costituire: quella DI CLASSE!</p>
<p>Se fosse chiara questa impostazione, e non una generica &#8220;trasformazione socialmente desiderabile&#8221;, ci sarebbe più di qualcuno che smetterebbe di prendersela con le cariatidi incapaci di costruzione politica, perchè a sua volta legato a quei dirigenti dal complicato/astruso politichese! Non mi è sembrato infatti che tu ti sa così lamentato sulle modalità di &#8220;costruzione&#8221; e sulle proposte politiche di &#8220;unità&#8221; che il partito propone!</p>
<p>E non ci vorrebbe molto per capire che l&#8217;analisi del debito da sola parla riguardo a quell&#8217;&#8221;entropia&#8221; che il sistema capitalista da solo ha creato, al quale neanche i &#8220;comunisti&#8221; sembrano abbiano chiarezza su che soluzione adottare: pagarlo? Non pagarlo? &#8220;Virtualizzarlo&#8221;??!</p>
<p>E su una cosa la Fantozzi ha ragione: la crisi è stata raccontata da coloro che l&#8217;hanno prodotta. Non sei d&#8217;accordo? E&#8217; la verità! Io però aggiungo che le soluzioni a sinistra vengono proposte da coloro che, cresciuti culturalmente nella concertazione e abituati alla &#8220;somma politica&#8221; di gruppi dirigenti, contribuiscono a rafforzare l&#8217;assenza di una risposta di classe nel nostro paese. E prendono a prestito modelli di altri paesi (Syriza, Podemos&#8230;) che poggiano su condizioni sociali diversissime. Tu vuoi continuare a prendere a prestito quei modelli? Fai pure&#8230; ma non è meno politichese del politichese contro cui ti arrabbi. Amen</p>
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		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58711</link>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 18:46:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[-Questa è la trascrizione dei primi sei minuti dell&#039;intervento della Fantozzi per quei compagni che (possono sempre verificarla di persona) nei commenti &quot; tra una rottura del rapporto di valore.. con concentrazione del calore (ma guarda te, sempre e solo)..da poche parti..&quot; (Luca), con Acerbo che mi dichiara che &quot;da venti anni abbiamo abbandonato l&#039;orizzonte comunista&quot; (chi ci votava anno dopo anno se n&#039;è accorto..), con Giacomo che propone di &quot;organizzare la povertà&quot;(questa mi mancava... anche se non privo di buona volontà vorrà sentire, come molti di noi , cosa si sono detti).- Il mio è un piccolo aiutino alla meditazione e riflessione sulle cose che si dicono in riferimento alle cose che dice (e non fa) per esempio il responsabile del lavoro Fantozzi. E&#039; un banale esempio di quanta rincorsa occorre prendere per riprenderci. Dove sono gli errori? Dove i...&quot;buchi neri?&quot; (cari compagni fisici datevi da fare..)- Quando c&#039;è l&#039;asterisco siamo al minuto 19,30. Le cose scritte hanno altro sapore, non ho aggiunto nulla se non inevitabili correzioni alla grammatica parlata. -- la parola alla Fantozzi. &quot;&quot;Mi scuso preliminarmente perchè affrontiamo questioni con una densità rilevante a fronte di inadeguatezze soggettive, densità rilevanti che riguardano sia nodi teorici che ricostruzione storica nel mondo e in Italia.  Tale discussione non dovrebbe essere una tantum ma l&#039;avvio di un percorso sui cui temi  strutturare dibattito e formazione  in termini assai meno teorici di quanto abbiamo fatto. (in riferimento alla crisi) C&#039;è una egemonia di chi la crisi l&#039;ha prodotta. La precarizzazione spinta si è registrata dal governo Letta e poi da Renzi ( non era già forte prima? nota mia). Queste politiche nel nostro paese si sono sviluppate nell&#039;assenza di una risposta in termini di organizzazione del conflitto sociale, è una situazione negativa rispetto al resto d&#039;Europa con frammentazione in Italia della sinistra politica. La ripresa di questo conflitto è decisiva ed è su questa che puntiamo in questo inizio di autunno. E&#039; evidente che i processi di soggettivazione avvengono sempre nell&#039;incrocio fra saperi critici e processi di ripresa del conflitto sociale, questi processi di soggettivazione sono indispensabili perchè a sette anni (?, mia nota) dalla grande crisi esiste una egemonia nella descrizione della crisi. Egemonia di chi la crisi l&#039;ha prodotta. Gli elementi di sofferenza sociale non si tramutano in soggettività consapevole, ma individuano altri obiettivi, altri avversari. E&#039; una situazione di grande spaesamento sociale.  Con l&#039;iniziativa di oggi ci attrezziamo rispetto a ciò. Il segretario Ferrero in un comunicato si riferisce ai &quot;pensieri lunghi&quot;, quindi 
necessità di strutturare a fondo una analisi della crisi capitalistica. La vittoria degli altri sta anche nella incapacità di riattualizzare (da parte nostra) una prospettiva della trasformazione tale da renderla socialmente desiderabile e di ricostruire un immaginario della trasformazione. -
-*- Superamento del sistema è una necessità perchè non è una crisi di mancanza, tutt&#039;altro, la scarsità  serve a tutelare,  a preservare i rapporti sociali di produzione per produrre squilibri, per produrre scarsità per riprodurre le relazioni sociali capitalistiche. -- Le ultime battute sono da caciara in riferimento alla molteplicità di richiesta di interesse da parte del PRC. 
&quot;se facciamo un volantino per gli statali  altri ci rimproverano...&quot;. (Ma davvero? nota mia).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>-Questa è la trascrizione dei primi sei minuti dell&#8217;intervento della Fantozzi per quei compagni che (possono sempre verificarla di persona) nei commenti &#8221; tra una rottura del rapporto di valore.. con concentrazione del calore (ma guarda te, sempre e solo)..da poche parti..&#8221; (Luca), con Acerbo che mi dichiara che &#8220;da venti anni abbiamo abbandonato l&#8217;orizzonte comunista&#8221; (chi ci votava anno dopo anno se n&#8217;è accorto..), con Giacomo che propone di &#8220;organizzare la povertà&#8221;(questa mi mancava&#8230; anche se non privo di buona volontà vorrà sentire, come molti di noi , cosa si sono detti).- Il mio è un piccolo aiutino alla meditazione e riflessione sulle cose che si dicono in riferimento alle cose che dice (e non fa) per esempio il responsabile del lavoro Fantozzi. E&#8217; un banale esempio di quanta rincorsa occorre prendere per riprenderci. Dove sono gli errori? Dove i&#8230;&#8221;buchi neri?&#8221; (cari compagni fisici datevi da fare..)- Quando c&#8217;è l&#8217;asterisco siamo al minuto 19,30. Le cose scritte hanno altro sapore, non ho aggiunto nulla se non inevitabili correzioni alla grammatica parlata. &#8212; la parola alla Fantozzi. &#8220;&#8221;Mi scuso preliminarmente perchè affrontiamo questioni con una densità rilevante a fronte di inadeguatezze soggettive, densità rilevanti che riguardano sia nodi teorici che ricostruzione storica nel mondo e in Italia.  Tale discussione non dovrebbe essere una tantum ma l&#8217;avvio di un percorso sui cui temi  strutturare dibattito e formazione  in termini assai meno teorici di quanto abbiamo fatto. (in riferimento alla crisi) C&#8217;è una egemonia di chi la crisi l&#8217;ha prodotta. La precarizzazione spinta si è registrata dal governo Letta e poi da Renzi ( non era già forte prima? nota mia). Queste politiche nel nostro paese si sono sviluppate nell&#8217;assenza di una risposta in termini di organizzazione del conflitto sociale, è una situazione negativa rispetto al resto d&#8217;Europa con frammentazione in Italia della sinistra politica. La ripresa di questo conflitto è decisiva ed è su questa che puntiamo in questo inizio di autunno. E&#8217; evidente che i processi di soggettivazione avvengono sempre nell&#8217;incrocio fra saperi critici e processi di ripresa del conflitto sociale, questi processi di soggettivazione sono indispensabili perchè a sette anni (?, mia nota) dalla grande crisi esiste una egemonia nella descrizione della crisi. Egemonia di chi la crisi l&#8217;ha prodotta. Gli elementi di sofferenza sociale non si tramutano in soggettività consapevole, ma individuano altri obiettivi, altri avversari. E&#8217; una situazione di grande spaesamento sociale.  Con l&#8217;iniziativa di oggi ci attrezziamo rispetto a ciò. Il segretario Ferrero in un comunicato si riferisce ai &#8220;pensieri lunghi&#8221;, quindi<br />
necessità di strutturare a fondo una analisi della crisi capitalistica. La vittoria degli altri sta anche nella incapacità di riattualizzare (da parte nostra) una prospettiva della trasformazione tale da renderla socialmente desiderabile e di ricostruire un immaginario della trasformazione. -<br />
-*- Superamento del sistema è una necessità perchè non è una crisi di mancanza, tutt&#8217;altro, la scarsità  serve a tutelare,  a preservare i rapporti sociali di produzione per produrre squilibri, per produrre scarsità per riprodurre le relazioni sociali capitalistiche. &#8212; Le ultime battute sono da caciara in riferimento alla molteplicità di richiesta di interesse da parte del PRC.<br />
&#8220;se facciamo un volantino per gli statali  altri ci rimproverano&#8230;&#8221;. (Ma davvero? nota mia).</p>
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		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58695</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 16:17:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il precedente intervento  è chiaramente monco- - La possibilità di presentare lavori all&#039;ultimo momento è ragionevole. Peccato che nei congressi di rinnovo degli incarichi (per esempio nella due giorni del congresso del PRC del Lazio del 2012) non si permise, &quot;lo dice il regolamento&quot;, di inserire documento compilato da compagni tesserati che si incontrarono domenica  perchè di sabato lavoravano. Alla comm.ne elettorale blindata dava fastidio il contenuto del documento.. ma questo è il passato.) Alcuni dei presenti allora sono presenti in questa occasione . Ricordo questo episodio come dirimente di chi dovrebbe portare al rilancio il Partito rispetto alla catastrofe costruita dalla dabbenaggine di buona parte dei partecipanti a questo incontro. Si continua a parlare, speciosamente ed astrusamente, di cose  che NON si riferiscono minimamente al &quot;come fare&quot; e al &quot;come dire&quot; nei territori. La signora Fraleone parla di &quot;egemonia&quot; (era lei il segretario regionale del PRC del Lazio uscente e poi rientrante palesandosi per esemplare incapacità di ascolto e di altro)- Parla di &quot;società alternativa al capitalismo e di dialettizzare con i movimenti&quot;. Persone, individui incapaci di organizzare PRESENZA nei territori, presenti e visibili nonostante l&#039;affaticamento per tenersi i titoli come quello di segretario regionale del PRC del Lazio, solo in questi o altri rari incontri tra vecchi compagni d&#039;arme.  - In incontri come questi certamente non 
mancano riflessioni interessanti ma (ritengo) NON essere questo il nocciolo del problema che il PRC deve affrontare. La realtà è che l&#039;intero gruppo dirigente NON 
SE LA SENTE di affrontare di petto lo scontro che la gran parte dei proletari invece affronta quotidianamente. &quot;Fase epocale, rischio barbarie, peggioramento delle condizioni di vita..&quot;Basta,basta. Lo sguardo di alcuni dei partecipanti non è volto  né verso il dito, né verso la luna: lo sguardo è ormai perso e vaga tra i bagliori  della volta stellare. Bambini oramai smarriti per sempre. I nostri Padri culturali (Marx, Gramsci) in bocca a queste persone sono diventati specie aliena staccata dalla realtà che pure è servita a costruire la teoria. La religione serve a lenire lo spirito quando la mente vuole che il secchiello contenga l&#039;acqua del mare. Qui abbiamo la stessa scena, identica riproposizione rispetto alla incapacità di fare 
politica. Abbiamo assistito ad una messa per giunta non cantata con la differenza che la messa anche se cantata dura di meno e se il coro è bravo diventa pure 
interessante. Amen.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il precedente intervento  è chiaramente monco- &#8211; La possibilità di presentare lavori all&#8217;ultimo momento è ragionevole. Peccato che nei congressi di rinnovo degli incarichi (per esempio nella due giorni del congresso del PRC del Lazio del 2012) non si permise, &#8220;lo dice il regolamento&#8221;, di inserire documento compilato da compagni tesserati che si incontrarono domenica  perchè di sabato lavoravano. Alla comm.ne elettorale blindata dava fastidio il contenuto del documento.. ma questo è il passato.) Alcuni dei presenti allora sono presenti in questa occasione . Ricordo questo episodio come dirimente di chi dovrebbe portare al rilancio il Partito rispetto alla catastrofe costruita dalla dabbenaggine di buona parte dei partecipanti a questo incontro. Si continua a parlare, speciosamente ed astrusamente, di cose  che NON si riferiscono minimamente al &#8220;come fare&#8221; e al &#8220;come dire&#8221; nei territori. La signora Fraleone parla di &#8220;egemonia&#8221; (era lei il segretario regionale del PRC del Lazio uscente e poi rientrante palesandosi per esemplare incapacità di ascolto e di altro)- Parla di &#8220;società alternativa al capitalismo e di dialettizzare con i movimenti&#8221;. Persone, individui incapaci di organizzare PRESENZA nei territori, presenti e visibili nonostante l&#8217;affaticamento per tenersi i titoli come quello di segretario regionale del PRC del Lazio, solo in questi o altri rari incontri tra vecchi compagni d&#8217;arme.  &#8211; In incontri come questi certamente non<br />
mancano riflessioni interessanti ma (ritengo) NON essere questo il nocciolo del problema che il PRC deve affrontare. La realtà è che l&#8217;intero gruppo dirigente NON<br />
SE LA SENTE di affrontare di petto lo scontro che la gran parte dei proletari invece affronta quotidianamente. &#8220;Fase epocale, rischio barbarie, peggioramento delle condizioni di vita..&#8221;Basta,basta. Lo sguardo di alcuni dei partecipanti non è volto  né verso il dito, né verso la luna: lo sguardo è ormai perso e vaga tra i bagliori  della volta stellare. Bambini oramai smarriti per sempre. I nostri Padri culturali (Marx, Gramsci) in bocca a queste persone sono diventati specie aliena staccata dalla realtà che pure è servita a costruire la teoria. La religione serve a lenire lo spirito quando la mente vuole che il secchiello contenga l&#8217;acqua del mare. Qui abbiamo la stessa scena, identica riproposizione rispetto alla incapacità di fare<br />
politica. Abbiamo assistito ad una messa per giunta non cantata con la differenza che la messa anche se cantata dura di meno e se il coro è bravo diventa pure<br />
interessante. Amen.</p>
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		<title>Di: domenico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58693</link>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 16:12:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcuni dei presenti allora sono presenti in questa occasione . Ricordo questo episodio come dirimente di chi dovrebbe portare al rilancio il Partito rispetto alla catastrofe costruita dalla dabbenaggine di buona parte dei partecipanti a questo incontro. Si continua a parlare, speciosamente ed astrusamente, di cose  che NON si riferiscono minimamente al &quot;come fare&quot; e al &quot;come dire&quot; nei territori. La signora Fraleone parla di &quot;egemonia&quot; (era lei il segretario regionale del PRC del Lazio uscente e poi rientrante palesandosi per esemplare incapacità di ascolto e di altro)- Parla di &quot;società alternativa al capitalismo e di dialettizzare con i movimenti&quot;. Persone, individui incapaci di organizzare PRESENZA nei territori, 
presenti e visibili, nonostante l&#039;affaticamento per tenersi i titoli come quello di segretario regionale del PRC del Lazio, solo in questi o altri rari incontri tra vecchi compagni d&#039;arme.  - In incontri come questi certamente non mancano riflessioni interessanti ma (ritengo) NON essere questo il nocciolo del problema che il PRC deve affrontare. La realtà è che l&#039;intero gruppo dirigente NON SE LA SENTE di affrontare di petto lo scontro che la gran parte dei proletari invece affronta quotidianamente. &quot;Fase epocale, rischio barbarie, peggioramento delle condizioni di vita..&quot;Basta,basta. Lo sguardo di alcuni dei partecipanti non è volto né verso il dito, né verso la luna: lo sguardo è ormai perso e vaga tra i bagliori della volta stellare. Bambini oramai smarriti per sempre. I nostri Padri culturali (Marx, Gramsci) in bocca a queste persone sono diventati specie aliena staccata dalla realtà che pure è servita loro a costruire la teoria. La religione serve a lenire lo spirito quando la mente vuole che il secchiello contenga l&#039;acqua del mare. Qui abbiamo la stessa scena, identica riproposizione rispetto alla incapacità di fare politica. Abbiamo assistito ad una messa per giunta non 
cantata con la differenza che la messa anche se cantata dura di meno e se il coro è bravo diventa pure interessante. Amen.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni dei presenti allora sono presenti in questa occasione . Ricordo questo episodio come dirimente di chi dovrebbe portare al rilancio il Partito rispetto alla catastrofe costruita dalla dabbenaggine di buona parte dei partecipanti a questo incontro. Si continua a parlare, speciosamente ed astrusamente, di cose  che NON si riferiscono minimamente al &#8220;come fare&#8221; e al &#8220;come dire&#8221; nei territori. La signora Fraleone parla di &#8220;egemonia&#8221; (era lei il segretario regionale del PRC del Lazio uscente e poi rientrante palesandosi per esemplare incapacità di ascolto e di altro)- Parla di &#8220;società alternativa al capitalismo e di dialettizzare con i movimenti&#8221;. Persone, individui incapaci di organizzare PRESENZA nei territori,<br />
presenti e visibili, nonostante l&#8217;affaticamento per tenersi i titoli come quello di segretario regionale del PRC del Lazio, solo in questi o altri rari incontri tra vecchi compagni d&#8217;arme.  &#8211; In incontri come questi certamente non mancano riflessioni interessanti ma (ritengo) NON essere questo il nocciolo del problema che il PRC deve affrontare. La realtà è che l&#8217;intero gruppo dirigente NON SE LA SENTE di affrontare di petto lo scontro che la gran parte dei proletari invece affronta quotidianamente. &#8220;Fase epocale, rischio barbarie, peggioramento delle condizioni di vita..&#8221;Basta,basta. Lo sguardo di alcuni dei partecipanti non è volto né verso il dito, né verso la luna: lo sguardo è ormai perso e vaga tra i bagliori della volta stellare. Bambini oramai smarriti per sempre. I nostri Padri culturali (Marx, Gramsci) in bocca a queste persone sono diventati specie aliena staccata dalla realtà che pure è servita loro a costruire la teoria. La religione serve a lenire lo spirito quando la mente vuole che il secchiello contenga l&#8217;acqua del mare. Qui abbiamo la stessa scena, identica riproposizione rispetto alla incapacità di fare politica. Abbiamo assistito ad una messa per giunta non<br />
cantata con la differenza che la messa anche se cantata dura di meno e se il coro è bravo diventa pure interessante. Amen.</p>
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		<title>Di: Francesco Andreini</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58635</link>
		<dc:creator>Francesco Andreini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 18:49:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Interessante! mi piacerebbe scambiare qualche pensiero con te, ho insegnato fisica per 30 anni...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante! mi piacerebbe scambiare qualche pensiero con te, ho insegnato fisica per 30 anni&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58601</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 11:33:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Voglio dire che l&#039;intervento di Mazzetti merita analisi approfondite, per citare la sua citazione.
La rottura del rapporto di valore significa oggi andare oltre lo Stato... almeno nel senso di Stato Sociale / assistenziale.
 
Io penso così alla rottura del moltiplicatore: in fisica c&#039;è il concetto di entropia, che misura la capacità di un sistema di creare lavoro. Più aumenta l&#039;entropia, più diminuisce quella capacità. E in un sistema chiuso c&#039;è un limite critico, e l&#039;economia in fondo può essere pensato come un sistema dinamico di scambio dove il calore è espresso dal capitale, e la merce è un tramite affinchè vi sia scambio di calore. Il sistema, inoltre, tende a concentrare in alcuni punti quel calore.

Cos&#039;è quell&#039;entropia, per uno Stato che si regola, come ogni Stato, attraverso quel rapporto? Il suo debito ne farà parte, ma è tutto?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio dire che l&#8217;intervento di Mazzetti merita analisi approfondite, per citare la sua citazione.<br />
La rottura del rapporto di valore significa oggi andare oltre lo Stato&#8230; almeno nel senso di Stato Sociale / assistenziale.</p>
<p>Io penso così alla rottura del moltiplicatore: in fisica c&#8217;è il concetto di entropia, che misura la capacità di un sistema di creare lavoro. Più aumenta l&#8217;entropia, più diminuisce quella capacità. E in un sistema chiuso c&#8217;è un limite critico, e l&#8217;economia in fondo può essere pensato come un sistema dinamico di scambio dove il calore è espresso dal capitale, e la merce è un tramite affinchè vi sia scambio di calore. Il sistema, inoltre, tende a concentrare in alcuni punti quel calore.</p>
<p>Cos&#8217;è quell&#8217;entropia, per uno Stato che si regola, come ogni Stato, attraverso quel rapporto? Il suo debito ne farà parte, ma è tutto?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gallovics Edoardo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58588</link>
		<dc:creator>Gallovics Edoardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 20:41:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Maurizio Acerbo : sono bellissime e veritiere le parole dell&#039;ultima frase del tuo commento delle ore 11. 14 ; dobbiamo darci, ancora e nuovamente, quell&#039;orizzonte comunista, altrimenti, che sinistra sarebbe?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Maurizio Acerbo : sono bellissime e veritiere le parole dell&#8217;ultima frase del tuo commento delle ore 11. 14 ; dobbiamo darci, ancora e nuovamente, quell&#8217;orizzonte comunista, altrimenti, che sinistra sarebbe?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58563</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 12:37:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; fondamentale organizzare la povertà. Questo viene prima di tutto. Però, purtroppo, alcuni decenni di degrado a sinistra hanno portato, anche a sinistra, a forme di populismo e peggio di nuovismo modaiolo. Quindi: organizzare la povertà e gli sfruttati è il compito primo, assoluto. Ma, fatto questo, bisognerà pure avere una visione di società e quindi di economia realizzabile che possa rendere, realmente, sostenibile il cambiamento che auspichiamo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; fondamentale organizzare la povertà. Questo viene prima di tutto. Però, purtroppo, alcuni decenni di degrado a sinistra hanno portato, anche a sinistra, a forme di populismo e peggio di nuovismo modaiolo. Quindi: organizzare la povertà e gli sfruttati è il compito primo, assoluto. Ma, fatto questo, bisognerà pure avere una visione di società e quindi di economia realizzabile che possa rendere, realmente, sostenibile il cambiamento che auspichiamo.</p>
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		<title>Di: Maurizio Acerbo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15521#comment-58555</link>
		<dc:creator>Maurizio Acerbo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 10:14:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Gianni, le due cose non sono in contraddizione. Infatti Rifondazione sarà oggi in piazza alla manifestazione indetta dall&#039;Altra Europa con Tsipras. 
Siamo l&#039;unico partito ad aver dato la propria disponibilità alla costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista alternativo rispetto al PD.
Però dovrei convenire che da venti anni l&#039;abbandono dell&quot;orizzonte&quot; comunista, per usare l&#039;espressione di Ingrao, non ha giovato neanche alla causa della sinistra in generale.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianni, le due cose non sono in contraddizione. Infatti Rifondazione sarà oggi in piazza alla manifestazione indetta dall&#8217;Altra Europa con Tsipras.<br />
Siamo l&#8217;unico partito ad aver dato la propria disponibilità alla costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista alternativo rispetto al PD.<br />
Però dovrei convenire che da venti anni l&#8217;abbandono dell&#8221;orizzonte&#8221; comunista, per usare l&#8217;espressione di Ingrao, non ha giovato neanche alla causa della sinistra in generale.</p>
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