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	<title>Commenti a: &#8216;Italia, liberati dai Draghi&#8217;</title>
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		<title>Di: robertocasiraghi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1542#comment-4594</link>
		<dc:creator>robertocasiraghi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 10:58:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo me la spiegazione di Stiglitz non sta in piedi. Schematizzando a me sembra ovvio che il capitalismo, dopo aver saturato i mercati ricchi, aveva davanti a sé la prospettiva di non poter più crescere ulteriormente all&#039;interno del mondo occidentale e siccome la crescita è l&#039;elemento propulsore del capitalismo (ossia i ricchi spingono per diventare sempre più ricchi) non c&#039;è voluto molto per capire che il modo per crescere di più era quello di cambiare completamente il modello economico passando dal modello &quot;razzista&quot;, in cui l&#039;Occidente è sempre e comunque arricchito, privilegiato e difeso mentre l&#039;Oriente viene sfruttato spietatamente, ad un nuovo modello &quot;democratico&quot; in cui si fanno sviluppare a turno Occidente e Oriente e si accetta di buon grado che l&#039;Occidente, per la prima volta nella storia, possa essere reso scientemente più povero in modo da costituire uno dei due piatti della bilancia che permetteranno al capitalismo di ricostruire sempre il meccanismo della crescita, di cui ha così tanto bisogno. Come? Mettendo prima in concorrenza un Occidente ricco con un Oriente povero e poi, una volta diventato povero l&#039;Occidente e ricco l&#039;Oriente (fase in cui ci troviamo ora e che durerà, presumo, una ventina d&#039;anni) mettendo nuovamente in concorrenza un Oriente diventato ricco con un Occidente diventato povero. Ovviamente Occidente e Oriente sono termini solo metaforici, diciamo che si tratta della contrapposizione classica tra paesi sviluppati e paesi non sviluppati o in corso di sviluppo.
Ed ora poniamoci la domanda: come si poteva realizzare l&#039;arricchimento dell&#039;Oriente così importante per il capitalismo? Risposta: occorreva innanzitutto creare una nuova filosofia che permettesse a chi ne sarebbe stato danneggiato in Occidente (il tessuto produttivo interno e le popolazioni) di non accorgersi di cosa stava succedendo mentre, come preziosi alleati, si sarebbe sempre avuto al proprio fianco il regime (facilmente corruttibile per definizione), gli esportatori e gli importatori. Questa filosofia si chiamò &quot;globalizzazione&quot; e chi la progettò sapeva già a priori che avrebbe inevitabilmente condotto alla delocalizzazione e deindustrializzazione nei paesi occidentali. L&#039;avvento delle nuove tecnologie di comunicazione (cellulari, internet, teleconferenze) si sposò meravigliosamente con la nuova filosofia e consentì ai globalizzatori di lavorare in tempo reale con luoghi estremamente distanti (Cina, India ecc.) controllandoli e gestendoli senza nemmeno avere proprio personale in loco.
Quando poi si avvertirono le prime drammatiche conseguenze della delocalizzazione e deindustrializzazione (licenziamenti ma anche assenza di investimenti nei paesi occidentali visto che ormai sia gli investimenti produttivi che quelli di natura speculativo-borsistica erano molto più remunerativi nell&#039;ex-terzo mondo che da noi) si è cominciato a parlare di uno stato di crisi generalizzato dei paesi occidentali. Peccato che anziché capire il motivo della crisi e trovare dunque delle soluzioni plausibili, i padroni delle nuove ferriere abbiano preferito il giro di vite definitivo che prevede di schiacciare l&#039;acceleratore sull&#039;impoverimento delle nazioni, che fino a poco tempo prima proseguiva a un ritmo fisiologico abbastanza lento. E&#039; quanto Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo hanno già sperimentato sulla propria pelle da alcuni anni e che l&#039;Italia ha cominciato a toccare con mano da Monti in poi. 
Gli adepti del genocidio economico hanno sempre in bocca il mantra &quot;rendere i paesi dell&#039;Unione Europea più competitivi&quot;. Ma cosa significa veramente questa formula per gli economisti e i governanti che la sponsorizzano? Significa in realtà abbassare il costo del lavoro ad un tale livello che la gente rischierà di morire di fame (e quindi accetterà di lavorare orari impossibili) e, come risultato, gli esportatori o investitori esteri nei paesi dell&#039;UE potranno vendere in tutto il mondo merci e servizi a prezzi nuovamente competitivi e la bilancia dei pagamenti degli stati ritornerà in attivo, mentre il popolo regredirà in gran parte all&#039;epoca della rivoluzione industriale: povero, affamato, sfruttato e senza diritti. Ossia, indicatori economici brillanti e popolazione allo stremo. Fino a che, per il discorso dell&#039;alternanza Occidente-Oriente, ci sarà la risalita. Ma dopo quanti anni? Venti o duecento? Questo non lo sa ancora nessuno. 

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		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me la spiegazione di Stiglitz non sta in piedi. Schematizzando a me sembra ovvio che il capitalismo, dopo aver saturato i mercati ricchi, aveva davanti a sé la prospettiva di non poter più crescere ulteriormente all&#8217;interno del mondo occidentale e siccome la crescita è l&#8217;elemento propulsore del capitalismo (ossia i ricchi spingono per diventare sempre più ricchi) non c&#8217;è voluto molto per capire che il modo per crescere di più era quello di cambiare completamente il modello economico passando dal modello &#8220;razzista&#8221;, in cui l&#8217;Occidente è sempre e comunque arricchito, privilegiato e difeso mentre l&#8217;Oriente viene sfruttato spietatamente, ad un nuovo modello &#8220;democratico&#8221; in cui si fanno sviluppare a turno Occidente e Oriente e si accetta di buon grado che l&#8217;Occidente, per la prima volta nella storia, possa essere reso scientemente più povero in modo da costituire uno dei due piatti della bilancia che permetteranno al capitalismo di ricostruire sempre il meccanismo della crescita, di cui ha così tanto bisogno. Come? Mettendo prima in concorrenza un Occidente ricco con un Oriente povero e poi, una volta diventato povero l&#8217;Occidente e ricco l&#8217;Oriente (fase in cui ci troviamo ora e che durerà, presumo, una ventina d&#8217;anni) mettendo nuovamente in concorrenza un Oriente diventato ricco con un Occidente diventato povero. Ovviamente Occidente e Oriente sono termini solo metaforici, diciamo che si tratta della contrapposizione classica tra paesi sviluppati e paesi non sviluppati o in corso di sviluppo.<br />
Ed ora poniamoci la domanda: come si poteva realizzare l&#8217;arricchimento dell&#8217;Oriente così importante per il capitalismo? Risposta: occorreva innanzitutto creare una nuova filosofia che permettesse a chi ne sarebbe stato danneggiato in Occidente (il tessuto produttivo interno e le popolazioni) di non accorgersi di cosa stava succedendo mentre, come preziosi alleati, si sarebbe sempre avuto al proprio fianco il regime (facilmente corruttibile per definizione), gli esportatori e gli importatori. Questa filosofia si chiamò &#8220;globalizzazione&#8221; e chi la progettò sapeva già a priori che avrebbe inevitabilmente condotto alla delocalizzazione e deindustrializzazione nei paesi occidentali. L&#8217;avvento delle nuove tecnologie di comunicazione (cellulari, internet, teleconferenze) si sposò meravigliosamente con la nuova filosofia e consentì ai globalizzatori di lavorare in tempo reale con luoghi estremamente distanti (Cina, India ecc.) controllandoli e gestendoli senza nemmeno avere proprio personale in loco.<br />
Quando poi si avvertirono le prime drammatiche conseguenze della delocalizzazione e deindustrializzazione (licenziamenti ma anche assenza di investimenti nei paesi occidentali visto che ormai sia gli investimenti produttivi che quelli di natura speculativo-borsistica erano molto più remunerativi nell&#8217;ex-terzo mondo che da noi) si è cominciato a parlare di uno stato di crisi generalizzato dei paesi occidentali. Peccato che anziché capire il motivo della crisi e trovare dunque delle soluzioni plausibili, i padroni delle nuove ferriere abbiano preferito il giro di vite definitivo che prevede di schiacciare l&#8217;acceleratore sull&#8217;impoverimento delle nazioni, che fino a poco tempo prima proseguiva a un ritmo fisiologico abbastanza lento. E&#8217; quanto Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo hanno già sperimentato sulla propria pelle da alcuni anni e che l&#8217;Italia ha cominciato a toccare con mano da Monti in poi.<br />
Gli adepti del genocidio economico hanno sempre in bocca il mantra &#8220;rendere i paesi dell&#8217;Unione Europea più competitivi&#8221;. Ma cosa significa veramente questa formula per gli economisti e i governanti che la sponsorizzano? Significa in realtà abbassare il costo del lavoro ad un tale livello che la gente rischierà di morire di fame (e quindi accetterà di lavorare orari impossibili) e, come risultato, gli esportatori o investitori esteri nei paesi dell&#8217;UE potranno vendere in tutto il mondo merci e servizi a prezzi nuovamente competitivi e la bilancia dei pagamenti degli stati ritornerà in attivo, mentre il popolo regredirà in gran parte all&#8217;epoca della rivoluzione industriale: povero, affamato, sfruttato e senza diritti. Ossia, indicatori economici brillanti e popolazione allo stremo. Fino a che, per il discorso dell&#8217;alternanza Occidente-Oriente, ci sarà la risalita. Ma dopo quanti anni? Venti o duecento? Questo non lo sa ancora nessuno. </p>
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		<title>Di: Giuseppe Parascandolo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1542#comment-4590</link>
		<dc:creator>Giuseppe Parascandolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 09:34:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido, in buona sostanza, l’analisi di Stiglitz.
Pero&#039;, noto che massifica UE e BCE o perchè gli fa comodo da statunitense in quanto preferisce, secondo un nazionalismo molto piu&#039; forte che  altrove, coprire le contraddizioni che vive la politica economica USA, nel senso che anche il potere politico americano, vive una sudditanza nei  rapporti di forza verso la sua FED che ha un potere molto piu&#039; elevato della stessa BCE qui in Europa. E mi spiego: Obama, un po&#039; di anni fa, proponeva una riforma dei mercati finanziari e proprio Mario Draghi era un punto di riferimento di una commissione internazionale, sotto la guida politica soprattutto degli USA.
Poi, in seguito, è scomparso tutto e sembra prendere piede, la relativa giovane teoria della MMT che non sarebbe altro che, una mediazione sul piano teoretico, tra i Monetaristi di Milton Friedman e il Trattato sulla Moneta  del 1930 in Keynes!!!
Senza voler difendere la posizione neoclassica Europea, ma la crisi che viviamo in Europa checché ne dicano Stiglitz o Krugman, deriva dalla loro,loro  potere politico USA, INCAPACITA&#039; di riformare, proprio come proponeva Obama, il sistema Finanziario globale!!!
Con la politica monetaria della FED gli USA hanno trovato quella mediazione forte, che li rende vincenti sul piano globale, in quanto generando INFLAZIONE con l&#039;aumento della circolazione monetaria, riducono, cosi&#039;, anche i loro deficit reali nei confronti di paesi creditori come la Cina, che subira&#039; queste manovre inflazionistiche perché impotente sul piano militare!!!
La Germania, invece, che detta leggi in Europa, avendo crediti nella sua bilancia dei pagamenti, non digerisce questo tipo di intervento e lo si nota, con le conflittualita&#039;o che vive spesso con la stessa BCE di Draghi, che viene dalla scuola di Caffe&#039; in Italia e di Modigliani o Robert Solow negli USA quindi un vero Keynesiano o perché, sanamente vincente, al momento della unificazione delle due Germanie, avendo imposto sacrifici ai tedeschi dell&#039;ovest per risolvere la loro questione meridionale. Ora, se l’Europa aveva delle velleita’ di indipendenza e di autonomia ha sbagliato
Nel non essere stata capace di darsi una struttura politica forte, come se fosse stata un super-stato,
con tutte le difficolta’ oggettive e come ha sempre detto una parte importante della vecchia sinistra, invece, in nome di una superficialita’ tutta all’interno del pensiero dominante durante Maastricht, ne paghiamo le gravissime conseguenze.
Percio&#039; Stiglitz, in questo intervento,secondo me, appiattisce e non va fino in fondo.
Dimostra, cosi’, soltanto il suo forte nazionalismo, pur rispettabile, ma poco scientifico e per giunta
Omissivo per spiegare la realta’ globale.
In Italia, poi, non ne parliamo proprio, siamo al pollaio piu’ becero, da molti lustri.
Questo è quanto appare in tutto l’apparato partitico che va da destra a, diciamo, sinistra fluida
O meglio, evanescente, tranne poche individualita’, come puo’ essere l’economista Brancaccio,
a cui si dovrebbe dare molto piu’ spazio a sinistra evitandogli contaminazioni che, per la verita’
lui stesso cerca di preservarsi come studioso serio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido, in buona sostanza, l’analisi di Stiglitz.<br />
Pero&#8217;, noto che massifica UE e BCE o perchè gli fa comodo da statunitense in quanto preferisce, secondo un nazionalismo molto piu&#8217; forte che  altrove, coprire le contraddizioni che vive la politica economica USA, nel senso che anche il potere politico americano, vive una sudditanza nei  rapporti di forza verso la sua FED che ha un potere molto piu&#8217; elevato della stessa BCE qui in Europa. E mi spiego: Obama, un po&#8217; di anni fa, proponeva una riforma dei mercati finanziari e proprio Mario Draghi era un punto di riferimento di una commissione internazionale, sotto la guida politica soprattutto degli USA.<br />
Poi, in seguito, è scomparso tutto e sembra prendere piede, la relativa giovane teoria della MMT che non sarebbe altro che, una mediazione sul piano teoretico, tra i Monetaristi di Milton Friedman e il Trattato sulla Moneta  del 1930 in Keynes!!!<br />
Senza voler difendere la posizione neoclassica Europea, ma la crisi che viviamo in Europa checché ne dicano Stiglitz o Krugman, deriva dalla loro,loro  potere politico USA, INCAPACITA&#8217; di riformare, proprio come proponeva Obama, il sistema Finanziario globale!!!<br />
Con la politica monetaria della FED gli USA hanno trovato quella mediazione forte, che li rende vincenti sul piano globale, in quanto generando INFLAZIONE con l&#8217;aumento della circolazione monetaria, riducono, cosi&#8217;, anche i loro deficit reali nei confronti di paesi creditori come la Cina, che subira&#8217; queste manovre inflazionistiche perché impotente sul piano militare!!!<br />
La Germania, invece, che detta leggi in Europa, avendo crediti nella sua bilancia dei pagamenti, non digerisce questo tipo di intervento e lo si nota, con le conflittualita&#8217;o che vive spesso con la stessa BCE di Draghi, che viene dalla scuola di Caffe&#8217; in Italia e di Modigliani o Robert Solow negli USA quindi un vero Keynesiano o perché, sanamente vincente, al momento della unificazione delle due Germanie, avendo imposto sacrifici ai tedeschi dell&#8217;ovest per risolvere la loro questione meridionale. Ora, se l’Europa aveva delle velleita’ di indipendenza e di autonomia ha sbagliato<br />
Nel non essere stata capace di darsi una struttura politica forte, come se fosse stata un super-stato,<br />
con tutte le difficolta’ oggettive e come ha sempre detto una parte importante della vecchia sinistra, invece, in nome di una superficialita’ tutta all’interno del pensiero dominante durante Maastricht, ne paghiamo le gravissime conseguenze.<br />
Percio&#8217; Stiglitz, in questo intervento,secondo me, appiattisce e non va fino in fondo.<br />
Dimostra, cosi’, soltanto il suo forte nazionalismo, pur rispettabile, ma poco scientifico e per giunta<br />
Omissivo per spiegare la realta’ globale.<br />
In Italia, poi, non ne parliamo proprio, siamo al pollaio piu’ becero, da molti lustri.<br />
Questo è quanto appare in tutto l’apparato partitico che va da destra a, diciamo, sinistra fluida<br />
O meglio, evanescente, tranne poche individualita’, come puo’ essere l’economista Brancaccio,<br />
a cui si dovrebbe dare molto piu’ spazio a sinistra evitandogli contaminazioni che, per la verita’<br />
lui stesso cerca di preservarsi come studioso serio.</p>
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		<title>Di: danilo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1542#comment-4583</link>
		<dc:creator>danilo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 08:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esiste una forza politica capace di certe analisi ed agire di conseguenza?Ci sono solo etichette senza contenuto di sostanza.RIVOLUZIONE CIVILE può raccoglire queste idee e metterle in pratica.Ma ci vuole forza nuova.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una forza politica capace di certe analisi ed agire di conseguenza?Ci sono solo etichette senza contenuto di sostanza.RIVOLUZIONE CIVILE può raccoglire queste idee e metterle in pratica.Ma ci vuole forza nuova.</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco Draghi</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1542#comment-4517</link>
		<dc:creator>Francesco Draghi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 17:37:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prego distinguere fra Draghi e Draghi.
Francesco Draghi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prego distinguere fra Draghi e Draghi.<br />
Francesco Draghi</p>
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