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	<title>Commenti a: Ma quante siamo e dove stiamo?</title>
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		<title>Di: Vennera alias Stipendiopertutti</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15406#comment-58513</link>
		<dc:creator>Vennera alias Stipendiopertutti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 08:56:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vorrei chiedere a Lidia Menapace se per quale motivo le donne sono di più.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei chiedere a Lidia Menapace se per quale motivo le donne sono di più.</p>
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		<title>Di: Gallovics Edoardo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15406#comment-58390</link>
		<dc:creator>Gallovics Edoardo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 20:57:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Alla compagna Lidia Menapace. Ti dono un passo del secondo capitolo di un mio libro che, spero, ti farà piacere : - “Parallelamente a Lilith (Roberto Sicuteri : “Lilith – la Luna Nera” - Astrolabio Ubaldini – Roma 1980. ) nasce Eva; il mito di lei è molto più conosciuto, anche se questa seconda donna risulterà poi “peccatrice” e la Grande Madre del genere umano. Da questa narrazione, insomma, risulta evidente e prepotentemente intuibile come l&#039;uomo costruì nel suo immaginario collettivo i simboli della femminilità, e come rese falsamente inconciliabili il corpo e la mente, l&#039;istinto e la ragione, la conoscenza e il sentimento. Egli disprezzò il risvolto femminile della vita, opponendogli il suo, patriarcale e falsamente mascolino. Mutò la natura dialogica e complementare in avversione ed inimicizia; sacrificò il proprio istintuale alle “supreme” esigenze del razionale. No pago di tanta insicurezza e incosciente negazione di sé (in quanto totalità organica), egli materializzò le sue proiezioni inconscie, fondando una ideologia del genere attraverso una scienza riduzionista (parziale, meccanica, neutra e capitalistica), una dannosissima religiosità (il monoteismo) ed un ideologismo altrettanto dannoso che denominiamo oggettivazione. Dopo migliaia e migliaia di anni passati a reprimere, a dominare, ad uccidere, a sfruttare, a violentare, ad oggettivare e a  negare uguaglianza, parità ed equità, Adamo si è “giocato a dadi” quell&#039;Eden che Lilith gli offriva in compartecipazione paritaria. Le ragioni di tanta “intelligenza” stanno tutte nella quasi totale perdita di senso di sé : il conoscitore di tanta conoscenza... non conosce se stesso; egli cerca la perfezione, ignorando che perfezione significa : relazione, dialogo. C&#039;è una vaga speranza (o possibilità) che circola nell&#039;Universo ed è quella per cui Adamo potrebbe richiamare a sé la sua indimenticata Lilith (la ribelle, la rivoluzionaria... ), vedendola e riconoscendola, alla buon&#039;ora, solamente e semplicemente : Donna.” - Un fraterno abbraccio : Gasllovics Edoardo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alla compagna Lidia Menapace. Ti dono un passo del secondo capitolo di un mio libro che, spero, ti farà piacere : &#8211; “Parallelamente a Lilith (Roberto Sicuteri : “Lilith – la Luna Nera” &#8211; Astrolabio Ubaldini – Roma 1980. ) nasce Eva; il mito di lei è molto più conosciuto, anche se questa seconda donna risulterà poi “peccatrice” e la Grande Madre del genere umano. Da questa narrazione, insomma, risulta evidente e prepotentemente intuibile come l&#8217;uomo costruì nel suo immaginario collettivo i simboli della femminilità, e come rese falsamente inconciliabili il corpo e la mente, l&#8217;istinto e la ragione, la conoscenza e il sentimento. Egli disprezzò il risvolto femminile della vita, opponendogli il suo, patriarcale e falsamente mascolino. Mutò la natura dialogica e complementare in avversione ed inimicizia; sacrificò il proprio istintuale alle “supreme” esigenze del razionale. No pago di tanta insicurezza e incosciente negazione di sé (in quanto totalità organica), egli materializzò le sue proiezioni inconscie, fondando una ideologia del genere attraverso una scienza riduzionista (parziale, meccanica, neutra e capitalistica), una dannosissima religiosità (il monoteismo) ed un ideologismo altrettanto dannoso che denominiamo oggettivazione. Dopo migliaia e migliaia di anni passati a reprimere, a dominare, ad uccidere, a sfruttare, a violentare, ad oggettivare e a  negare uguaglianza, parità ed equità, Adamo si è “giocato a dadi” quell&#8217;Eden che Lilith gli offriva in compartecipazione paritaria. Le ragioni di tanta “intelligenza” stanno tutte nella quasi totale perdita di senso di sé : il conoscitore di tanta conoscenza&#8230; non conosce se stesso; egli cerca la perfezione, ignorando che perfezione significa : relazione, dialogo. C&#8217;è una vaga speranza (o possibilità) che circola nell&#8217;Universo ed è quella per cui Adamo potrebbe richiamare a sé la sua indimenticata Lilith (la ribelle, la rivoluzionaria&#8230; ), vedendola e riconoscendola, alla buon&#8217;ora, solamente e semplicemente : Donna.” &#8211; Un fraterno abbraccio : Gasllovics Edoardo.</p>
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		<title>Di: Rubicante</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15406#comment-58377</link>
		<dc:creator>Rubicante</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 19:11:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Lidia,

forse era il caso di farsi suggerire, a questo punto, proprio dagli uomini qualche parola in più. Perchè dico questo? Beh, forse è il caso di capire che gli uomini non sono culturalmente e psicologicamente meno disagiati della maggioranza che rappresenti. 

Io sono un uomo, e non ho rimediato con nessuna &quot;guerra totale&quot;, salvo che quella al capitalismo che ci opprime e non importa se uomini o donne!

La guerra e lo sport che gli uomini prediligono, (se li prediligono!) sono il ripiego a quel peso di &quot;guardiani del sistema&quot; e della famiglia tradizionale di cui il capitalismo fa di tutto per continuare ad investirli. Dalla competizione a &quot;chi ce lo ha più lungo&quot; ai modelli di virilità che provano a standardizzare &quot;l&#039;uomo perfetto&quot; alla stregua dei classici 90-60-90 femminili. E per impartire attraverso &quot;il buon padre di famiglia&quot; un modello educativo sui figli spesso tutt&#039;altro che aperto alla multiculturalità.

Poi la tragedia. Si uccidono perchè guarda caso non si sentono abbastanza uomini se corrono il rischio che da padri si trasformano in persone che necessitano di un aiuto materiale perchè senza un lavoro e senza poter riuscire a badare ai propri figli. E tutto questo li rende spesso meno ricettivi al disagio di voi donne certamente, ma praticamente incapaci ad ascoltare ed esprimere(!) il LORO, di disagio! 

Non è un mondo da buttare. E&#039; solo un mondo individualizzato, ognuno con le sue paure. Grandi e piccole. Che affondano anche nelle condizioni materiali e a cui la lotta per il socialismo dovrà dare delle risposte. 
(Questo sì, alla giornata mondiale delle donne andrebbe detto!)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Lidia,</p>
<p>forse era il caso di farsi suggerire, a questo punto, proprio dagli uomini qualche parola in più. Perchè dico questo? Beh, forse è il caso di capire che gli uomini non sono culturalmente e psicologicamente meno disagiati della maggioranza che rappresenti. </p>
<p>Io sono un uomo, e non ho rimediato con nessuna &#8220;guerra totale&#8221;, salvo che quella al capitalismo che ci opprime e non importa se uomini o donne!</p>
<p>La guerra e lo sport che gli uomini prediligono, (se li prediligono!) sono il ripiego a quel peso di &#8220;guardiani del sistema&#8221; e della famiglia tradizionale di cui il capitalismo fa di tutto per continuare ad investirli. Dalla competizione a &#8220;chi ce lo ha più lungo&#8221; ai modelli di virilità che provano a standardizzare &#8220;l&#8217;uomo perfetto&#8221; alla stregua dei classici 90-60-90 femminili. E per impartire attraverso &#8220;il buon padre di famiglia&#8221; un modello educativo sui figli spesso tutt&#8217;altro che aperto alla multiculturalità.</p>
<p>Poi la tragedia. Si uccidono perchè guarda caso non si sentono abbastanza uomini se corrono il rischio che da padri si trasformano in persone che necessitano di un aiuto materiale perchè senza un lavoro e senza poter riuscire a badare ai propri figli. E tutto questo li rende spesso meno ricettivi al disagio di voi donne certamente, ma praticamente incapaci ad ascoltare ed esprimere(!) il LORO, di disagio! </p>
<p>Non è un mondo da buttare. E&#8217; solo un mondo individualizzato, ognuno con le sue paure. Grandi e piccole. Che affondano anche nelle condizioni materiali e a cui la lotta per il socialismo dovrà dare delle risposte.<br />
(Questo sì, alla giornata mondiale delle donne andrebbe detto!)</p>
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