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	<title>Commenti a: Sciopero, Ferrero: Renzi che ne dice di queste piazze?</title>
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		<title>Di: Lupo Rosso</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57810</link>
		<dc:creator>Lupo Rosso</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 23:27:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scioperi e manifestazioni sono importanti, ma di fronte alle politiche di Renzi, Berlusconi e tutto il mondo neoliberista internazionale che va avanti come un treno e vuole imporci porcherie come il TTIP, la precarizzazione della vita, le guerre imperialiste e la terzomondizzazione del nostro territorio, queste forme di lotta non bastano più, è necessario spingersi più avanti, senza paura.

Ritengo sia necessario sostenere le forme di occupazione delle aziende che delocalizzano/chiudono, dei territori dissestati, delle scuole e università, dei palazzi vuoti (senza confondersi con gli occupatori abusivi di case popolari).

Se la gente viene derubata del futuro, questa gente deve riprenderselo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scioperi e manifestazioni sono importanti, ma di fronte alle politiche di Renzi, Berlusconi e tutto il mondo neoliberista internazionale che va avanti come un treno e vuole imporci porcherie come il TTIP, la precarizzazione della vita, le guerre imperialiste e la terzomondizzazione del nostro territorio, queste forme di lotta non bastano più, è necessario spingersi più avanti, senza paura.</p>
<p>Ritengo sia necessario sostenere le forme di occupazione delle aziende che delocalizzano/chiudono, dei territori dissestati, delle scuole e università, dei palazzi vuoti (senza confondersi con gli occupatori abusivi di case popolari).</p>
<p>Se la gente viene derubata del futuro, questa gente deve riprenderselo.</p>
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		<title>Di: Rubicante</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57792</link>
		<dc:creator>Rubicante</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 14:37:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa vuol dire &quot;antagonisti&quot;? Io mi sento &quot;antagonista&quot;. Le manifestazioni non sono fatte per lasciare bei ricordi di gente che sfila, intanto!

Sono fatte per unire gli alienati del capitale, e sono fatte per creare DISAGIO! Che non vuol dire spaccare tutto o prendersela con la polizia, ma vuol dire creare disservizio, rumore, e presenza imponente di persone che non se ne va a casa come quando uscita per una passeggiata. Persone che discutono di politica, che sedimentano legami preziosi. Ogni sciopero è una rivoluzione in miniatura, diceva Trotsky. 

In merito a questo, cosa centra la violenza? Marx aveva da dire in merito una cosa: &quot;quando la violenza dei ricchi si chiama giustizia, la giustizia del proletariato si chiama violenza&quot;.
E questo vuol dire che l&#039;uso della violenza, non individuale, ma di massa, non ha a che vedere con una valutazione etica o morale, dipende dalla natura dello scontro in campo.
Tra l&#039;altro: vaglielo a dire agli operai della AST. &quot;Mi sembrava&quot; fosse stata la polizia a caricare... a proposito di violenza. E lì da cosa dipende, se non dalla radicalità, dallo scontro in campo? Se una lotta è radicale, allora sì hai ragione di temere ritorsioni. E lì puoi avere il migliore dei servizi d&#039;ordine, ma se la polizia ti pesta, ti pesta.

Infine, in virtù delle cose dette, l&#039;obiettivo centrale della FIOM NON è un servizio d&#039;ordine entro cui rinchiudere uno striscione e della gente incazzata, quasi a volerla isolare da tutto il resto. Perchè in questo Stato di incazzati è proprio tutto il resto, ad esclusione di Renzi e dei suoi poliziotti, da cui trarre forza e solidarietà.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa vuol dire &#8220;antagonisti&#8221;? Io mi sento &#8220;antagonista&#8221;. Le manifestazioni non sono fatte per lasciare bei ricordi di gente che sfila, intanto!</p>
<p>Sono fatte per unire gli alienati del capitale, e sono fatte per creare DISAGIO! Che non vuol dire spaccare tutto o prendersela con la polizia, ma vuol dire creare disservizio, rumore, e presenza imponente di persone che non se ne va a casa come quando uscita per una passeggiata. Persone che discutono di politica, che sedimentano legami preziosi. Ogni sciopero è una rivoluzione in miniatura, diceva Trotsky. </p>
<p>In merito a questo, cosa centra la violenza? Marx aveva da dire in merito una cosa: &#8220;quando la violenza dei ricchi si chiama giustizia, la giustizia del proletariato si chiama violenza&#8221;.<br />
E questo vuol dire che l&#8217;uso della violenza, non individuale, ma di massa, non ha a che vedere con una valutazione etica o morale, dipende dalla natura dello scontro in campo.<br />
Tra l&#8217;altro: vaglielo a dire agli operai della AST. &#8220;Mi sembrava&#8221; fosse stata la polizia a caricare&#8230; a proposito di violenza. E lì da cosa dipende, se non dalla radicalità, dallo scontro in campo? Se una lotta è radicale, allora sì hai ragione di temere ritorsioni. E lì puoi avere il migliore dei servizi d&#8217;ordine, ma se la polizia ti pesta, ti pesta.</p>
<p>Infine, in virtù delle cose dette, l&#8217;obiettivo centrale della FIOM NON è un servizio d&#8217;ordine entro cui rinchiudere uno striscione e della gente incazzata, quasi a volerla isolare da tutto il resto. Perchè in questo Stato di incazzati è proprio tutto il resto, ad esclusione di Renzi e dei suoi poliziotti, da cui trarre forza e solidarietà.</p>
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		<title>Di: alessio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57776</link>
		<dc:creator>alessio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 09:49:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[in questo periodo si sta denotando lo stato di crisi che sta passando il nostro paese.la gente non ne puo più, e scende nelle piazze per manifestare il proprio dissenso contro il governo renzi,e le sue politiche sociali.con la riforma del lavoro secondo me si va incontro ha un ulteriore precariato.non è possibile che l&#039;economia si risolva levando i diritti ai lavoratori.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in questo periodo si sta denotando lo stato di crisi che sta passando il nostro paese.la gente non ne puo più, e scende nelle piazze per manifestare il proprio dissenso contro il governo renzi,e le sue politiche sociali.con la riforma del lavoro secondo me si va incontro ha un ulteriore precariato.non è possibile che l&#8217;economia si risolva levando i diritti ai lavoratori.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dandalo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57764</link>
		<dc:creator>Dandalo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 17:10:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sei proprio una pena, &quot;Vernaghi&quot;: &quot;un appello a tutti i rifondaroli&quot;... detto da uno del Prc! ahahahahahahahahahahahahah! Ma ormai hai perso il senso del ridicolo, davvero, specie dopo che la stessa Federazione (non &quot;Sezione&quot;, pezzo di scemo! Manco internet sai consultare! Che troll cretino che sei, mamma mia!) del Prc di Bergamo ti ha sbugiardato solennemente, dicendo per filo e per segno che &quot;non esiste alcun compagno Vernaghi a Bergamo&quot;...
Come mai, &quot;Vernaghi&quot;? Come te lo spieghi tu questo fatto?...
E questi tuoi &quot;appelli&quot;, poi, da dove vengono? Dalla questura di Bergamo, o di quale altra città?
Mamma mia quanto sei triste! Che poveraccio che sei, &quot;Vernaghi&quot;!
Ma vai a lavorare un po&#039;, idiota che non sei altro, invece di perdere tempo!

p.s.: ma poi, scusa, tu faresti anche parte del servizio d&#039;ordine della Fiom, da quello che blateri in questo e in altri tuoi commenti? Ma allora sei un metalmeccanico? E in quale fabbrica lavori, in quale sede della Fiom sei iscritto, &quot;Vernaghi&quot; il bergamasco? Dai Vernaghi, su, raccontacelo, diccelo, facci ridere!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei proprio una pena, &#8220;Vernaghi&#8221;: &#8220;un appello a tutti i rifondaroli&#8221;&#8230; detto da uno del Prc! ahahahahahahahahahahahahah! Ma ormai hai perso il senso del ridicolo, davvero, specie dopo che la stessa Federazione (non &#8220;Sezione&#8221;, pezzo di scemo! Manco internet sai consultare! Che troll cretino che sei, mamma mia!) del Prc di Bergamo ti ha sbugiardato solennemente, dicendo per filo e per segno che &#8220;non esiste alcun compagno Vernaghi a Bergamo&#8221;&#8230;<br />
Come mai, &#8220;Vernaghi&#8221;? Come te lo spieghi tu questo fatto?&#8230;<br />
E questi tuoi &#8220;appelli&#8221;, poi, da dove vengono? Dalla questura di Bergamo, o di quale altra città?<br />
Mamma mia quanto sei triste! Che poveraccio che sei, &#8220;Vernaghi&#8221;!<br />
Ma vai a lavorare un po&#8217;, idiota che non sei altro, invece di perdere tempo!</p>
<p>p.s.: ma poi, scusa, tu faresti anche parte del servizio d&#8217;ordine della Fiom, da quello che blateri in questo e in altri tuoi commenti? Ma allora sei un metalmeccanico? E in quale fabbrica lavori, in quale sede della Fiom sei iscritto, &#8220;Vernaghi&#8221; il bergamasco? Dai Vernaghi, su, raccontacelo, diccelo, facci ridere!</p>
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		<title>Di: Vernaghi-sez PRC Bergamo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57753</link>
		<dc:creator>Vernaghi-sez PRC Bergamo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 13:26:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un appello a tutti i rifondaroli:
Andatevi ad iscrivere, (gli under50, sportivi, dinamici) al servizio d&#039;ordine della  FIOM/CGIL
Ieri è stato importantissimo.
Ma deve migliorare.
Una buona manifestazione è quella che lascia il ricordo di tanta gente con striscioni, slogan e cartelli ma senza violenze e scontri.
Deve passare bene il messaggio principale: il proletariato ed i lavoratori uniti si ribellano al Jobs act !
PUNTO
Se ci saranno scontri e tafferugli sarà totalmente rovesciato il messaggio: i lavoratori sono violenti durante le manifestazioni e non si distinguono dagli antagonisti..
Ieri è stato faticoso tenere distinte le due posizioni, in quanto FIOM ed antagonisti sono mondi diversi ed opposti.
Le sberle ieri si sono sprecate, le botte che abbiamo dovuto (nostro malgrado) dare agli infiltrati sono state tante. E nonostante tutto, la sera i tg ci accomunavano.
SERVE come il pane un servizio d&#039;ordine come quello di una volta con il PCI
NOI NON SIAMO VIOLENTI NE&#039; DELINQUENTI
Tutti con Landini per far rimangiare il Jobs Act a Renzi.
Ma servono, come il pane, per il 5 Dicembre 3000 volontari muscolosi e coraggiosi per il servizio d&#039;ordine.
Un cordone sanitario per evitare infiltrazione di violenti.
Presentatevi in ogni sezione/circolo FIOM e date la vs. disponibilità
Al 5 Dicembre compagni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un appello a tutti i rifondaroli:<br />
Andatevi ad iscrivere, (gli under50, sportivi, dinamici) al servizio d&#8217;ordine della  FIOM/CGIL<br />
Ieri è stato importantissimo.<br />
Ma deve migliorare.<br />
Una buona manifestazione è quella che lascia il ricordo di tanta gente con striscioni, slogan e cartelli ma senza violenze e scontri.<br />
Deve passare bene il messaggio principale: il proletariato ed i lavoratori uniti si ribellano al Jobs act !<br />
PUNTO<br />
Se ci saranno scontri e tafferugli sarà totalmente rovesciato il messaggio: i lavoratori sono violenti durante le manifestazioni e non si distinguono dagli antagonisti..<br />
Ieri è stato faticoso tenere distinte le due posizioni, in quanto FIOM ed antagonisti sono mondi diversi ed opposti.<br />
Le sberle ieri si sono sprecate, le botte che abbiamo dovuto (nostro malgrado) dare agli infiltrati sono state tante. E nonostante tutto, la sera i tg ci accomunavano.<br />
SERVE come il pane un servizio d&#8217;ordine come quello di una volta con il PCI<br />
NOI NON SIAMO VIOLENTI NE&#8217; DELINQUENTI<br />
Tutti con Landini per far rimangiare il Jobs Act a Renzi.<br />
Ma servono, come il pane, per il 5 Dicembre 3000 volontari muscolosi e coraggiosi per il servizio d&#8217;ordine.<br />
Un cordone sanitario per evitare infiltrazione di violenti.<br />
Presentatevi in ogni sezione/circolo FIOM e date la vs. disponibilità<br />
Al 5 Dicembre compagni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Astengo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57746</link>
		<dc:creator>Franco Astengo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 03:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SCIOPERO DEL 14 NOVEMBRE: TENSIONI SOCIALI E PROSPETTIVE POLITICHE di Franco Astengo
La giornata del 14 Novembre contrassegnata dal cosiddetto “sciopero sociale” e dalla mobilitazione, al Nord, della FIOM ha confermato alcuni elementi di analisi e di prospettiva che si stanno portando avanti da tempo ma che non trovano ancora sufficiente corrispondenza nei luoghi politici cui sono destinati.
Si riprende quindi il filo rosso mai interrotto di un discorso nell’auspicio di non annoiare più di tanto.
Andando per ordine: questa giornata ha dimostrato come sia presente una forza di contrasto alle attuali politiche del potere. Una forza di contrasto dotata ormai di una massa critica sufficiente a porre con forza la questione di un’opposizione complessiva a queste politiche e a queste forme di governo sia sul piano europeo, sia su quello interno.
Certamente c’è ancora tutto (o quasi) da costruire ma il dato di fondo dell’emergere di una possibilità di presenza concreta di una forma di continuità importante della lotta sociale e di costruzione di una soggettività politica anticapitalista e d’opposizione per l’alternativa pare esistere nella realtà.
L’esito della giornata di lotta del 14 Novembre fornisce almeno due importanti elementi di riflessione:
a)	L’elevato grado di disagio sociale che percorre il paese attraverso il quale, da più parti, si reclama un’iniziativa di lotta non settoriale né corporativa e neppure di confronto/scontro generazionale ma complessiva, in grado di porre i temi di un’alternativa radicale;
b)	Appare evidente che la crescita delle diseguaglianze economiche e sociali verificatasi nel corso degli ultimi anni ha portato a una spaccatura evidente sul piano delle gerarchie di reddito, di “status”, di concezione del mondo (ed anche della politica).
Ad esempio il complessivamente arrogante ceto politico che dirige il PD, imperniato su espressioni di giovanilismo arditesco di cui si sono fatte interpreti soprattutto le donne appartenenti a quel ceto, è proprio frutto di questa crescita delle diseguaglianze economiche, sociali, culturali. Questi soggetti fanno parte di ceti privilegiati  che non hanno conosciuto il lavoro, hanno vissuto di privilegi e considerato la politica il mezzo per la loro personale scalata sociale. Una sorta di “notabilato professionale per diritto di nascita”, parafrasando Max Weber.
Un altro esempio si potrebbe fare analizzando la realtà del ceto imprenditoriale all’interno del quale sono emersi elementi molto pericolosi di vero e proprio disprezzo per il lavoro e di concezione dello sfruttamento come fattore quasi naturale della propria affermazione economica e sociale.
Entrambi questi soggetti, il gruppo dirigente del PD e quello “padronale” (fuori e dentro la Confindustria) hanno un comune obiettivo: quello dello stravolgere definitivamente i rapporti di forza a tutti i livelli considerando veri e propri “nemici” i sindacati e i soggetti d’opposizione di sinistra puntando a togliere loro qualsiasi possibile capacità di rappresentanza politica.
Questa situazione è stata intuita prima dalla base sociale che non dai gruppi dirigenti sindacali e politici, confederali e di base, nostalgici del centrosinistra oppure orientati verso l’opposizione di sistema.
Tutti questi gruppi dirigenti sono apparsi in ritardo sull’analisi e sulla capacità di impostare una prospettiva.
Intendiamoci bene su questo punto: nel caso non c’è nessuna intensione di contrapporre una “base buona” a “vertici cattivi”.
Piuttosto l’insistenza è a trovare la strada per un ricompattamento sul piano dell’analisi e dell’iniziativa politica: difficilmente ciò potrà avvenire senza la costruzione, in entrambi i campi, sindacale e politico di autonome soggettività in grado di produrre conflitto, aggregazione, sintesi e proposta.
La giornata del 14 Novembre ci dice che in mezzo alle grandi masse di lavoratrici e lavoratori, disoccupati, precari, esodati, pensionati non compare nulla sul piano politico: così le forti tensioni sociali non trovano sbocco in una sintesi di iniziativa continua e penetrante sull’insieme dei delicati equilibri che reggono il Paese e il confronto tra questo e l’Europa e crescono i rischi dell’alimentarsi davvero della “guerra tra poveri” e della crescita di un corporativismo dalle venature razziste.
Di fatto, in questo modo, esaurita la spinta delle lotte rimaste fine a se stesse ci sarà il definitivo  via libera al nuovo autoritarismo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SCIOPERO DEL 14 NOVEMBRE: TENSIONI SOCIALI E PROSPETTIVE POLITICHE di Franco Astengo<br />
La giornata del 14 Novembre contrassegnata dal cosiddetto “sciopero sociale” e dalla mobilitazione, al Nord, della FIOM ha confermato alcuni elementi di analisi e di prospettiva che si stanno portando avanti da tempo ma che non trovano ancora sufficiente corrispondenza nei luoghi politici cui sono destinati.<br />
Si riprende quindi il filo rosso mai interrotto di un discorso nell’auspicio di non annoiare più di tanto.<br />
Andando per ordine: questa giornata ha dimostrato come sia presente una forza di contrasto alle attuali politiche del potere. Una forza di contrasto dotata ormai di una massa critica sufficiente a porre con forza la questione di un’opposizione complessiva a queste politiche e a queste forme di governo sia sul piano europeo, sia su quello interno.<br />
Certamente c’è ancora tutto (o quasi) da costruire ma il dato di fondo dell’emergere di una possibilità di presenza concreta di una forma di continuità importante della lotta sociale e di costruzione di una soggettività politica anticapitalista e d’opposizione per l’alternativa pare esistere nella realtà.<br />
L’esito della giornata di lotta del 14 Novembre fornisce almeno due importanti elementi di riflessione:<br />
a)	L’elevato grado di disagio sociale che percorre il paese attraverso il quale, da più parti, si reclama un’iniziativa di lotta non settoriale né corporativa e neppure di confronto/scontro generazionale ma complessiva, in grado di porre i temi di un’alternativa radicale;<br />
b)	Appare evidente che la crescita delle diseguaglianze economiche e sociali verificatasi nel corso degli ultimi anni ha portato a una spaccatura evidente sul piano delle gerarchie di reddito, di “status”, di concezione del mondo (ed anche della politica).<br />
Ad esempio il complessivamente arrogante ceto politico che dirige il PD, imperniato su espressioni di giovanilismo arditesco di cui si sono fatte interpreti soprattutto le donne appartenenti a quel ceto, è proprio frutto di questa crescita delle diseguaglianze economiche, sociali, culturali. Questi soggetti fanno parte di ceti privilegiati  che non hanno conosciuto il lavoro, hanno vissuto di privilegi e considerato la politica il mezzo per la loro personale scalata sociale. Una sorta di “notabilato professionale per diritto di nascita”, parafrasando Max Weber.<br />
Un altro esempio si potrebbe fare analizzando la realtà del ceto imprenditoriale all’interno del quale sono emersi elementi molto pericolosi di vero e proprio disprezzo per il lavoro e di concezione dello sfruttamento come fattore quasi naturale della propria affermazione economica e sociale.<br />
Entrambi questi soggetti, il gruppo dirigente del PD e quello “padronale” (fuori e dentro la Confindustria) hanno un comune obiettivo: quello dello stravolgere definitivamente i rapporti di forza a tutti i livelli considerando veri e propri “nemici” i sindacati e i soggetti d’opposizione di sinistra puntando a togliere loro qualsiasi possibile capacità di rappresentanza politica.<br />
Questa situazione è stata intuita prima dalla base sociale che non dai gruppi dirigenti sindacali e politici, confederali e di base, nostalgici del centrosinistra oppure orientati verso l’opposizione di sistema.<br />
Tutti questi gruppi dirigenti sono apparsi in ritardo sull’analisi e sulla capacità di impostare una prospettiva.<br />
Intendiamoci bene su questo punto: nel caso non c’è nessuna intensione di contrapporre una “base buona” a “vertici cattivi”.<br />
Piuttosto l’insistenza è a trovare la strada per un ricompattamento sul piano dell’analisi e dell’iniziativa politica: difficilmente ciò potrà avvenire senza la costruzione, in entrambi i campi, sindacale e politico di autonome soggettività in grado di produrre conflitto, aggregazione, sintesi e proposta.<br />
La giornata del 14 Novembre ci dice che in mezzo alle grandi masse di lavoratrici e lavoratori, disoccupati, precari, esodati, pensionati non compare nulla sul piano politico: così le forti tensioni sociali non trovano sbocco in una sintesi di iniziativa continua e penetrante sull’insieme dei delicati equilibri che reggono il Paese e il confronto tra questo e l’Europa e crescono i rischi dell’alimentarsi davvero della “guerra tra poveri” e della crescita di un corporativismo dalle venature razziste.<br />
Di fatto, in questo modo, esaurita la spinta delle lotte rimaste fine a se stesse ci sarà il definitivo  via libera al nuovo autoritarismo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=15008#comment-57730</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 17:18:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ferrero tutti i governi reazionari mal sopportano le lotte delle masse popolari, e il  governo renzie è un governo fasciopduista violento e criminale come il governo tambroni del 1960; ma come allora la lotta dei lavoratori e dei giovani sarà determinata, e determinante per riconquistare tutti i diritti sociali che ci sono stati rubati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ferrero tutti i governi reazionari mal sopportano le lotte delle masse popolari, e il  governo renzie è un governo fasciopduista violento e criminale come il governo tambroni del 1960; ma come allora la lotta dei lavoratori e dei giovani sarà determinata, e determinante per riconquistare tutti i diritti sociali che ci sono stati rubati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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