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	<title>Commenti a: AST di Terni: fallita la trattativa, riprende la lotta</title>
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		<title>Di: Rubicante</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14504#comment-56528</link>
		<dc:creator>Rubicante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 23:02:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La presa di coscienza sulle problematiche reali e di prima persona di un pugno di lavoratori avanzati è qualcosa che lascia sul terreno esperienze preziose, a maggior ragione per come allo stato attuale la classe risulta dispersa e disorganizzata.

Ma storicamente è sempre stato così, indipendentemente da come vanno a finire le lotte, quello che è importante è ciò che sedimentano! Non c&#039;è solo la dimensione dell&#039;immediatezza.
Guai a dimenticarlo, dal mio punto di vista.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La presa di coscienza sulle problematiche reali e di prima persona di un pugno di lavoratori avanzati è qualcosa che lascia sul terreno esperienze preziose, a maggior ragione per come allo stato attuale la classe risulta dispersa e disorganizzata.</p>
<p>Ma storicamente è sempre stato così, indipendentemente da come vanno a finire le lotte, quello che è importante è ciò che sedimentano! Non c&#8217;è solo la dimensione dell&#8217;immediatezza.<br />
Guai a dimenticarlo, dal mio punto di vista.</p>
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		<title>Di: L'Arte Del Pensiero</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14504#comment-56527</link>
		<dc:creator>L'Arte Del Pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 22:51:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’unica speranza per il movimento operaio, è quella di ritrovarsi nella propria organizzazione e dirigere le proprie lotte in prima persona.
Naturalmente con una struttura dedicata che nasce dal basso.
Ormai si può parlare apertamente di sindacati gialli, con riguardo a tutte le tre confederazioni.
Nel momento in cui si accetta il sistema di sviluppo capitalistico, non c’è via d’uscita è il cane che si morde la coda.
Quello che conquisti oggi lo perdi domani al variare del rapporto di forza e alla finezza di guidare, quel senso comune incerto, al quale corrisponde una regia unica.
Seppur con certe variabili, ma tutte rientranti nella difesa della proprietà privata dei beni e dei mezzi di produzione.
La storia ci ha dato molte opportunità,ma le varie dirigenze operaie borghesi non sono state in grado di cogliere, vuoi per limiti, vuoi per l’illusione riformista, vuoi per il tradimento nudo e crudo.
Il proletariato sta pagando un prezzo altissimo, per gli errori e le infamità dei suoi dirigenti, che non hanno un minimo di vergogna altrimenti si farebbero da parte.
La discesa sarà lenta e sempre più dura, soltanto unità e sintesi, può riunire le fila degli sfruttati, bisogna smascherare i traditori, in questo gli eventi e dunque la storia ci da dando una mano.
Quando si raschiano anche le briciole, si vede chiaramente chi è con il proletariato e chi è contro.
La drammaticità di questa crisi, è che è diversa da tutte le altre crisi, non è ristrutturazione capitalistica, non è una crisi finanziaria come ci vogliono far credere, per la verità non è neanche un crisi.
I capitali nel tempo si sono spostati ad oriente ed anche in altri paesi fiorenti con costi bassissimi sia di manodopera che di approvvigionamento delle materie prime.
La manifattura non può competere e dunque crolla, e lo fa e continuerà a farlo, fino a quando le società occidentali non si adegueranno ai sistemi capitalistici orientali, sarà un percorso lento e tutto in discesa.
Il problema ed anche la paura, sarà nel momento in cui noi ci avvicineremo ai sistemi orientali che i problemi aumenteranno ancor più, visto che la loro alternativa sarà scendere ancora.
Forse quello sarà il punto di non ritorno del capitalismo e probabilmente la crisi diverrà rivoluzionaria, come lo è stata durante le rivoluzioni borghesi che erano inevitabili, par come , non sia molto la volontà dell’uomo a determinare eventi di grande portata, nonostante ne siano artefici.
Ci saranno nuovi appuntamenti e i comunisti si devono presentare uniti e preparati.
Non credete a questi fanfaroni, che continuano a dire i tempi sono cambiati, e che si deve andare avanti con il riformismo, il marxismo leninismo, non è mai stato così attuale, l’effetto di proletarizzazione continua nonostante la tecnologia, ci sono si dei cambiamenti nei rapporti di classe, specialmente in occidente, ma nella restante parte del mondo la proletarizzazione continua, è quindi cari signori borghesi, revisionisti e reazionari, la partita è aperta, ci vorrà ancora del tempo, ma cominciate a tremare, lo spettro del comunismo riprenderà forma e sarà la vostra maledizione per sempre.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’unica speranza per il movimento operaio, è quella di ritrovarsi nella propria organizzazione e dirigere le proprie lotte in prima persona.<br />
Naturalmente con una struttura dedicata che nasce dal basso.<br />
Ormai si può parlare apertamente di sindacati gialli, con riguardo a tutte le tre confederazioni.<br />
Nel momento in cui si accetta il sistema di sviluppo capitalistico, non c’è via d’uscita è il cane che si morde la coda.<br />
Quello che conquisti oggi lo perdi domani al variare del rapporto di forza e alla finezza di guidare, quel senso comune incerto, al quale corrisponde una regia unica.<br />
Seppur con certe variabili, ma tutte rientranti nella difesa della proprietà privata dei beni e dei mezzi di produzione.<br />
La storia ci ha dato molte opportunità,ma le varie dirigenze operaie borghesi non sono state in grado di cogliere, vuoi per limiti, vuoi per l’illusione riformista, vuoi per il tradimento nudo e crudo.<br />
Il proletariato sta pagando un prezzo altissimo, per gli errori e le infamità dei suoi dirigenti, che non hanno un minimo di vergogna altrimenti si farebbero da parte.<br />
La discesa sarà lenta e sempre più dura, soltanto unità e sintesi, può riunire le fila degli sfruttati, bisogna smascherare i traditori, in questo gli eventi e dunque la storia ci da dando una mano.<br />
Quando si raschiano anche le briciole, si vede chiaramente chi è con il proletariato e chi è contro.<br />
La drammaticità di questa crisi, è che è diversa da tutte le altre crisi, non è ristrutturazione capitalistica, non è una crisi finanziaria come ci vogliono far credere, per la verità non è neanche un crisi.<br />
I capitali nel tempo si sono spostati ad oriente ed anche in altri paesi fiorenti con costi bassissimi sia di manodopera che di approvvigionamento delle materie prime.<br />
La manifattura non può competere e dunque crolla, e lo fa e continuerà a farlo, fino a quando le società occidentali non si adegueranno ai sistemi capitalistici orientali, sarà un percorso lento e tutto in discesa.<br />
Il problema ed anche la paura, sarà nel momento in cui noi ci avvicineremo ai sistemi orientali che i problemi aumenteranno ancor più, visto che la loro alternativa sarà scendere ancora.<br />
Forse quello sarà il punto di non ritorno del capitalismo e probabilmente la crisi diverrà rivoluzionaria, come lo è stata durante le rivoluzioni borghesi che erano inevitabili, par come , non sia molto la volontà dell’uomo a determinare eventi di grande portata, nonostante ne siano artefici.<br />
Ci saranno nuovi appuntamenti e i comunisti si devono presentare uniti e preparati.<br />
Non credete a questi fanfaroni, che continuano a dire i tempi sono cambiati, e che si deve andare avanti con il riformismo, il marxismo leninismo, non è mai stato così attuale, l’effetto di proletarizzazione continua nonostante la tecnologia, ci sono si dei cambiamenti nei rapporti di classe, specialmente in occidente, ma nella restante parte del mondo la proletarizzazione continua, è quindi cari signori borghesi, revisionisti e reazionari, la partita è aperta, ci vorrà ancora del tempo, ma cominciate a tremare, lo spettro del comunismo riprenderà forma e sarà la vostra maledizione per sempre.</p>
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		<title>Di: Rossi Beniamino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14504#comment-56520</link>
		<dc:creator>Rossi Beniamino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 07:37:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[per puntualizzare vorrei dire a Rubicante che se è vero che si può cominciare a produrre SENZA padrone è anche vero che è molto difficile continuare a farlo in un mondo dove i potenti, sempre pronti ad azzannarsi tra loro quando nessuno disturba i loro interessi, sono ancora più pronti ad unirsi per fronteggiare il pericolo costituito da lavoratori padroni del loro destino. La politica e per estensione i governi nulla possono perché è la Thyssen che comanda e la gente vota per Merkel, Renzi e company che sono la lunga mano dei potenti.
Beniamino]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per puntualizzare vorrei dire a Rubicante che se è vero che si può cominciare a produrre SENZA padrone è anche vero che è molto difficile continuare a farlo in un mondo dove i potenti, sempre pronti ad azzannarsi tra loro quando nessuno disturba i loro interessi, sono ancora più pronti ad unirsi per fronteggiare il pericolo costituito da lavoratori padroni del loro destino. La politica e per estensione i governi nulla possono perché è la Thyssen che comanda e la gente vota per Merkel, Renzi e company che sono la lunga mano dei potenti.<br />
Beniamino</p>
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	<item>
		<title>Di: Rubicante</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14504#comment-56505</link>
		<dc:creator>Rubicante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 18:53:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Però i premi per fuoriuscita volontaria dal lavoro li tirano fuori sempre!

Sono d&#039;accordo con chi scrive: oggi fare sindacato significa rilanciare, a partire dai lavoratori che lavorano nel settore, delle controproposte che spiegano COSA e COME produrre. E spingere affinchè si possano aprire dei percorsi che permettano investimenti pubblici per la salvaguardia dell&#039;occupazione e che, indipendentemente dalla proprietà, consentano un rilancio dei settori in crisi. E che possano farlo attraverso esperienze maturate, e legami che devono rafforzarsi tra i lavoratori. Perchè anche in lotte come all&#039;Alcoa, ma non solo, si è vista una classe che ha numeri ed esperienza per poter produrre SENZA il padrone.

Ma questo non può farlo la sola FIOM, strategicamente disorientata.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però i premi per fuoriuscita volontaria dal lavoro li tirano fuori sempre!</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con chi scrive: oggi fare sindacato significa rilanciare, a partire dai lavoratori che lavorano nel settore, delle controproposte che spiegano COSA e COME produrre. E spingere affinchè si possano aprire dei percorsi che permettano investimenti pubblici per la salvaguardia dell&#8217;occupazione e che, indipendentemente dalla proprietà, consentano un rilancio dei settori in crisi. E che possano farlo attraverso esperienze maturate, e legami che devono rafforzarsi tra i lavoratori. Perchè anche in lotte come all&#8217;Alcoa, ma non solo, si è vista una classe che ha numeri ed esperienza per poter produrre SENZA il padrone.</p>
<p>Ma questo non può farlo la sola FIOM, strategicamente disorientata.</p>
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