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	<title>Commenti a: Lavoro, Ferrero: Serve subito sciopero generale contro manomissione articolo 18 del governo Renzi-Berlusconi</title>
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		<title>Di: nessuno</title>
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		<dc:creator>nessuno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 16:24:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[evitiamo che qualcuno possa &quot;dividere et imperare&quot;]]></description>
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		<title>Di: CENSURATE "GLI ANTI-COMUNISTI" -VERNAGHI IL FALSO DEL PRC ISCRITTO</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-56060</link>
		<dc:creator>CENSURATE "GLI ANTI-COMUNISTI" -VERNAGHI IL FALSO DEL PRC ISCRITTO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 16:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[HA VISTO L&#039;ASTA E SALUTAME L&#039;OSTE......VERNA]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>HA VISTO L&#8217;ASTA E SALUTAME L&#8217;OSTE&#8230;&#8230;VERNA</p>
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		<title>Di: Dandalo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-56033</link>
		<dc:creator>Dandalo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 21:07:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la &quot;classe&quot; è &quot;dispersa e frantumata&quot; per molti motivi, ma essenzialmente perchè da anni in Italia non esistono gruppi dirigenti politici e sindacali in grado di pensare razionalmente e programmaticamente a una strategia almeno di medio termine che sia davvero quella d&#039;una SINISTRA DI OPPOSIZIONE, libera e svincolata da qualsiasi ipotesi di governo, di desistenza, di accordo più o meno sotto banco con qualche Centro-Sinistra più o meno gaglioffo. Questa cosa qui (che è anche abbastanza semplice, peraltro) in Italia praticamente non è mai esistita nella cosiddetta Seconda Repubblica, e sembra del tutto scomparsa perfino come ipotesi nella Terza Repubblica inaugurata da Renzi. Il Prc, che in fondo era nato incarnando questa prospettiva di &quot;opposizione radicale&quot;, ha ben presto rinunciato a questo suo ruolo, portando sempre in dote al Pds-Ds-Pd i propri voti e la propria classe politica. Il risultato è stato devastante: la fine sostanziale di quel po&#039; (che poi non era nemmeno tanto poco) di Sinistra radicale che era sopravvissuto al 1989, quindi la fine di qualsiasi &quot;radicalismo&quot; effettivo, ovvero razionalmente programmatico e non estemporaneo sul piano sociale, sindacale, politico. Nel sindacato, poi, siamo ancora più indietro, e nessuno ha mai pensato in questi ultimi decenni, realmente, di costruire un vero soggetto sindacale nazionale in grado di superare la logica paleoriformista di Cgil-Cisl-Uil (che sono i maggiori responsabili della sconfitta e della pavidità odierne dei lavoratori italiani), rilanciando una presenza nuova (e per &quot;nuova&quot; intendo conflittuale) del sindacato in un mondo del lavoro precarizzato e devastato dalle ricorrenti &quot;crisi&quot; del capitalismo, che sono poi (compresa quest&#039;ultima) delle controffensive possenti della borghesia e dei ceti dominanti, che si riprendono con gli interessi quel che sono stati costretti a cedere al movimento operaio perlomeno dall&#039;Ottocento, e, infatti, la condizione del lavoratore sta tornando ad essere &quot;ottocentesca&quot;, e fra un po&#039; vedremo qualche politico &quot;riformista&quot; e magari &quot;di Sinistra&quot; che proporrà di far lavorare i bambini e le donne incinte, come avveniva nei romanzi di Dickens e come avviene tuttora nella Cina... &quot;comunista&quot; (!?).
E&#039; chiaro perciò che in un contesto del genere, che ha &quot;(s)formato&quot; un&#039;intera generazione (chi oggi ha vent&#039;anni, ad esempio, è cresciuto in questa melma politico-culturale, in questi miasmi post-ideologici: e per &quot;opporsi&quot;, non a caso, non ha trovato di meglio che votare Grillo, e domani magari cosa voterà per &quot;opporsi&quot; al &quot;sistema&quot;? un&#039;Alba Dorata tricolore? Casapound? Forza Nuova? O qualche movimento localista-secessionista?...), la &quot;classe&quot; ha costantemente indietreggiato, e nessuno (dico nessuno) ha pensato davvero a &quot;muovere&quot; nuovamente i lavoratori, non per fargli &quot;difendere&quot; qualcosa ma per portarli ancora, come nel passato, alla conquista di quei diritti e di quei miglioramenti che gli sono stati ormai tolti definitivamente, aggiungendone di nuovi (bisogni, diritti, miglioramenti). Non &quot;difesa&quot;, dunque, ma (insisto) &quot;offensiva&quot;, capacità di rilanciare, intanto sulla base d&#039;una certezza e cioè: &quot;noi siamo una Sinistra di classe, di opposizione, e non vogliamo perciò &#039;governare&#039; in parlamento con questo o con quello, ma guidare un processo di rigenerazione d&#039;una parte specifica della società, che è un&#039;altra cosa&quot;; questa la sola speranza, la sola possibilità di uscire dall&#039;angolo, da questo cul de sac. Da qui, da questa consapevolezza cioè, vengono poi tutte le necessarie analisi, innovazioni, capacità doverose di radicarsi in ambiti sociali diversi, nuovi ed anche di fornire a un progetto politico-sindacale di questo tipo un respiro ampio, perlomeno con un carattere di stabile collegamento fra lavoratori, precari, ecc. di diversi paesi europei.
Ma se non cambiamo innanzi tutto atteggiamento, se non riprendiamo in mano la nostra vita e soprattutto i nostri &quot;interessi&quot; (di classe), beh non andremo lontano, ma staremo sempre a &quot;difendere&quot; (magari assieme a Rodotà e ad Angeletti...) qualcosa che poi ci verrà immancabilmente tolto, e finiremo per sperare non nella &quot;rivoluzione&quot;, nel &quot;comunismo&quot;, nell&#039;anticapitalismo, ma in questa o quella elezione, in questo o quel governo, in questo o quel deputato, in questo o quel sindaco, in questo o quel... giornalista, quindi in gente come Barbara Spinelli, o come Fausto Bertinotti, o magari Paolo Ferrero, quindi in qualche altro politicante più o meno tinto di rosso sbiadito.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la &#8220;classe&#8221; è &#8220;dispersa e frantumata&#8221; per molti motivi, ma essenzialmente perchè da anni in Italia non esistono gruppi dirigenti politici e sindacali in grado di pensare razionalmente e programmaticamente a una strategia almeno di medio termine che sia davvero quella d&#8217;una SINISTRA DI OPPOSIZIONE, libera e svincolata da qualsiasi ipotesi di governo, di desistenza, di accordo più o meno sotto banco con qualche Centro-Sinistra più o meno gaglioffo. Questa cosa qui (che è anche abbastanza semplice, peraltro) in Italia praticamente non è mai esistita nella cosiddetta Seconda Repubblica, e sembra del tutto scomparsa perfino come ipotesi nella Terza Repubblica inaugurata da Renzi. Il Prc, che in fondo era nato incarnando questa prospettiva di &#8220;opposizione radicale&#8221;, ha ben presto rinunciato a questo suo ruolo, portando sempre in dote al Pds-Ds-Pd i propri voti e la propria classe politica. Il risultato è stato devastante: la fine sostanziale di quel po&#8217; (che poi non era nemmeno tanto poco) di Sinistra radicale che era sopravvissuto al 1989, quindi la fine di qualsiasi &#8220;radicalismo&#8221; effettivo, ovvero razionalmente programmatico e non estemporaneo sul piano sociale, sindacale, politico. Nel sindacato, poi, siamo ancora più indietro, e nessuno ha mai pensato in questi ultimi decenni, realmente, di costruire un vero soggetto sindacale nazionale in grado di superare la logica paleoriformista di Cgil-Cisl-Uil (che sono i maggiori responsabili della sconfitta e della pavidità odierne dei lavoratori italiani), rilanciando una presenza nuova (e per &#8220;nuova&#8221; intendo conflittuale) del sindacato in un mondo del lavoro precarizzato e devastato dalle ricorrenti &#8220;crisi&#8221; del capitalismo, che sono poi (compresa quest&#8217;ultima) delle controffensive possenti della borghesia e dei ceti dominanti, che si riprendono con gli interessi quel che sono stati costretti a cedere al movimento operaio perlomeno dall&#8217;Ottocento, e, infatti, la condizione del lavoratore sta tornando ad essere &#8220;ottocentesca&#8221;, e fra un po&#8217; vedremo qualche politico &#8220;riformista&#8221; e magari &#8220;di Sinistra&#8221; che proporrà di far lavorare i bambini e le donne incinte, come avveniva nei romanzi di Dickens e come avviene tuttora nella Cina&#8230; &#8220;comunista&#8221; (!?).<br />
E&#8217; chiaro perciò che in un contesto del genere, che ha &#8220;(s)formato&#8221; un&#8217;intera generazione (chi oggi ha vent&#8217;anni, ad esempio, è cresciuto in questa melma politico-culturale, in questi miasmi post-ideologici: e per &#8220;opporsi&#8221;, non a caso, non ha trovato di meglio che votare Grillo, e domani magari cosa voterà per &#8220;opporsi&#8221; al &#8220;sistema&#8221;? un&#8217;Alba Dorata tricolore? Casapound? Forza Nuova? O qualche movimento localista-secessionista?&#8230;), la &#8220;classe&#8221; ha costantemente indietreggiato, e nessuno (dico nessuno) ha pensato davvero a &#8220;muovere&#8221; nuovamente i lavoratori, non per fargli &#8220;difendere&#8221; qualcosa ma per portarli ancora, come nel passato, alla conquista di quei diritti e di quei miglioramenti che gli sono stati ormai tolti definitivamente, aggiungendone di nuovi (bisogni, diritti, miglioramenti). Non &#8220;difesa&#8221;, dunque, ma (insisto) &#8220;offensiva&#8221;, capacità di rilanciare, intanto sulla base d&#8217;una certezza e cioè: &#8220;noi siamo una Sinistra di classe, di opposizione, e non vogliamo perciò &#8216;governare&#8217; in parlamento con questo o con quello, ma guidare un processo di rigenerazione d&#8217;una parte specifica della società, che è un&#8217;altra cosa&#8221;; questa la sola speranza, la sola possibilità di uscire dall&#8217;angolo, da questo cul de sac. Da qui, da questa consapevolezza cioè, vengono poi tutte le necessarie analisi, innovazioni, capacità doverose di radicarsi in ambiti sociali diversi, nuovi ed anche di fornire a un progetto politico-sindacale di questo tipo un respiro ampio, perlomeno con un carattere di stabile collegamento fra lavoratori, precari, ecc. di diversi paesi europei.<br />
Ma se non cambiamo innanzi tutto atteggiamento, se non riprendiamo in mano la nostra vita e soprattutto i nostri &#8220;interessi&#8221; (di classe), beh non andremo lontano, ma staremo sempre a &#8220;difendere&#8221; (magari assieme a Rodotà e ad Angeletti&#8230;) qualcosa che poi ci verrà immancabilmente tolto, e finiremo per sperare non nella &#8220;rivoluzione&#8221;, nel &#8220;comunismo&#8221;, nell&#8217;anticapitalismo, ma in questa o quella elezione, in questo o quel governo, in questo o quel deputato, in questo o quel sindaco, in questo o quel&#8230; giornalista, quindi in gente come Barbara Spinelli, o come Fausto Bertinotti, o magari Paolo Ferrero, quindi in qualche altro politicante più o meno tinto di rosso sbiadito.</p>
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		<title>Di: CENSURATE "GLI ANTI-COMUNISTI"</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-56004</link>
		<dc:creator>CENSURATE "GLI ANTI-COMUNISTI"</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 13:01:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; VERO...VERSO PER UN....  PARTITO COMUNISTA OPERAIO ITALIANO (P.C.O.I/SIN.POPOLARE-P.C)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; VERO&#8230;VERSO PER UN&#8230;.  PARTITO COMUNISTA OPERAIO ITALIANO (P.C.O.I/SIN.POPOLARE-P.C)</p>
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		<title>Di: Vernaghi-sez PRC Bergamo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55931</link>
		<dc:creator>Vernaghi-sez PRC Bergamo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 12:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cogliamo quest&#039;occasione, soffiamo sul fuoco delle divisioni interne al PD
Quelli che Renzi chiama &quot;la vecchia guardia&quot; ma io chiamo i guardiani dei diritti&quot;, stanno per ribellarsi al capo...
Non è esclusa una scissione che potrebbe coagularsi in un polo di sinistra...magari con SEl.
E noi saremo pronti.
Se c&#039;è una nuova sinistra che si configura all&#039;orizzonte, una sinistra vera e non RENZIANA, bene ....NOI CI SAREMO
HASTA LA VISTA COMPANEROS !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cogliamo quest&#8217;occasione, soffiamo sul fuoco delle divisioni interne al PD<br />
Quelli che Renzi chiama &#8220;la vecchia guardia&#8221; ma io chiamo i guardiani dei diritti&#8221;, stanno per ribellarsi al capo&#8230;<br />
Non è esclusa una scissione che potrebbe coagularsi in un polo di sinistra&#8230;magari con SEl.<br />
E noi saremo pronti.<br />
Se c&#8217;è una nuova sinistra che si configura all&#8217;orizzonte, una sinistra vera e non RENZIANA, bene &#8230;.NOI CI SAREMO<br />
HASTA LA VISTA COMPANEROS !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: solario firmamento</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55927</link>
		<dc:creator>solario firmamento</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 09:48:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sette anni di crisi hanno cancellato ogni discorso sui &quot;miracoli economico-produttivi&quot;, dal Nord-Est ai vari distretti di ultima industrializzazione. Disoccupazione ufficiale ormai al 13%,lavoro precario, sottopagato, lavoro nero, lavoro minorile,quotidiani morti sul lavoro, fallimenti, chiusure, licenziamenti: capisce anche l&#039;idiota del villaggio che l&#039;articolo 18 è soltanto un simbolo, qualcosa che attiene alla categoria dell&#039;immateriale. Perché allora tanto accanimento contro di esso, da parte della ormai unica classe detentrice di tenace coscienza di sé e dei propri interessi,la borghesia di lolliana memoria? Perché da semplice articolo di uno statuto normativo dei rapporti di lavoro dipendente, è diventato un SIMBOLO, dunque dotato della qualità di Rinviare a significati che vanno al di là del reale e dell&#039;immaginario, che ne vengono subordinati.L&#039;identità individuale, le speranze collettive, &quot;l&#039;idea&quot; di riscatto sociale o di &quot;rivoluzione&quot; si reggono tutte sulla potenza del simbolico,che è metatemporale,che mobilita, appassiona.Dunque a morte l&#039;articolo 18, dice lo sbrencio Renzi, roba vecchia, &quot;Ideologia&quot;. La Classe è stravolta, disorientata o dispersa nei marosi della crisi e scomparsa dei partiti-riferimento storici,privata della produzione di orientamento teorico/culturale da parte di gruppi dirigenti dequalificati perché rissosi,privi di idee/forza e penosamente autoreferenti. Fra le troppe emergenze vi è,drammatica, quella dell&#039;organizzazione, della ricostruzione di una struttura/rete di raccordo tra le &quot;forze&quot; rimaste in campo, capace di tessere rapporti con la &quot;classe&quot; frantumata e inerme di fronte agli attacchi sempre più distruttivi. Organizzazione non &quot;teologica&quot;,non condizionata da procedure o linguaggi iniziatici di &quot;setta&quot; o gruppo preesistenti, capace di connettere, ascoltando, linguaggi/tematiche/ rivendicazioni/esigenze disaggregati, non &quot;convenzionali&quot;,mirando a sintesi che producano &quot;senso comune&quot;,ovvero la premessa &quot;simbolica&quot; per ogni appartenenza.Da che cosa difendersi e per che cosa battersi: passa tutto da qui, non siete d&#039;accordo?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sette anni di crisi hanno cancellato ogni discorso sui &#8220;miracoli economico-produttivi&#8221;, dal Nord-Est ai vari distretti di ultima industrializzazione. Disoccupazione ufficiale ormai al 13%,lavoro precario, sottopagato, lavoro nero, lavoro minorile,quotidiani morti sul lavoro, fallimenti, chiusure, licenziamenti: capisce anche l&#8217;idiota del villaggio che l&#8217;articolo 18 è soltanto un simbolo, qualcosa che attiene alla categoria dell&#8217;immateriale. Perché allora tanto accanimento contro di esso, da parte della ormai unica classe detentrice di tenace coscienza di sé e dei propri interessi,la borghesia di lolliana memoria? Perché da semplice articolo di uno statuto normativo dei rapporti di lavoro dipendente, è diventato un SIMBOLO, dunque dotato della qualità di Rinviare a significati che vanno al di là del reale e dell&#8217;immaginario, che ne vengono subordinati.L&#8217;identità individuale, le speranze collettive, &#8220;l&#8217;idea&#8221; di riscatto sociale o di &#8220;rivoluzione&#8221; si reggono tutte sulla potenza del simbolico,che è metatemporale,che mobilita, appassiona.Dunque a morte l&#8217;articolo 18, dice lo sbrencio Renzi, roba vecchia, &#8220;Ideologia&#8221;. La Classe è stravolta, disorientata o dispersa nei marosi della crisi e scomparsa dei partiti-riferimento storici,privata della produzione di orientamento teorico/culturale da parte di gruppi dirigenti dequalificati perché rissosi,privi di idee/forza e penosamente autoreferenti. Fra le troppe emergenze vi è,drammatica, quella dell&#8217;organizzazione, della ricostruzione di una struttura/rete di raccordo tra le &#8220;forze&#8221; rimaste in campo, capace di tessere rapporti con la &#8220;classe&#8221; frantumata e inerme di fronte agli attacchi sempre più distruttivi. Organizzazione non &#8220;teologica&#8221;,non condizionata da procedure o linguaggi iniziatici di &#8220;setta&#8221; o gruppo preesistenti, capace di connettere, ascoltando, linguaggi/tematiche/ rivendicazioni/esigenze disaggregati, non &#8220;convenzionali&#8221;,mirando a sintesi che producano &#8220;senso comune&#8221;,ovvero la premessa &#8220;simbolica&#8221; per ogni appartenenza.Da che cosa difendersi e per che cosa battersi: passa tutto da qui, non siete d&#8217;accordo?</p>
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	<item>
		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55925</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 19:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[un segnale, un segnale significativo, che affermi davvero la volontà del prc di lottare veramnete contro il governo della pdue; l&#039;uscita del prc da tutte le amministrazioni locali  che lo vedono governare con il pd; se questo segnale non arriva tutti i proclami &quot;anti renzichenecchi&quot; sono ipocrisia; curioso di sapere se alle imminenti elezioni regionali in emila romagna il prc farà comunella con il pd; vedremo se prevarranno gli interessi dei lavoratori o l&#039;interesse della poltrona istituizonale, per soddisfare le brame di qualche burocrate di professione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un segnale, un segnale significativo, che affermi davvero la volontà del prc di lottare veramnete contro il governo della pdue; l&#8217;uscita del prc da tutte le amministrazioni locali  che lo vedono governare con il pd; se questo segnale non arriva tutti i proclami &#8220;anti renzichenecchi&#8221; sono ipocrisia; curioso di sapere se alle imminenti elezioni regionali in emila romagna il prc farà comunella con il pd; vedremo se prevarranno gli interessi dei lavoratori o l&#8217;interesse della poltrona istituizonale, per soddisfare le brame di qualche burocrate di professione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L'Arte Del Pensiero</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55923</link>
		<dc:creator>L'Arte Del Pensiero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 18:59:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti compagni si disorientano, realizzano dopo qualche decennio e con palesi controprove, quello che i rivoluzionari dicevano  da un cinquantennio.
Mentre prima esisteva una timida opposizione, quindi c’erano i margini per mascherare un tradimento.
Adesso mascherare è molto difficile, la storia sta mettendo alle corde i traditori, non c’è più spazio di manovra, diritti calpestati con l’assenso della sinistra, ricambio politico azzerato con il consociativismo.
Mentre prima il gioco delle parti faceva comodo al potere, nella misura cosciente nel vedere un movimento operaio forte e determinato, dunque questi traditori non servivano a far altro che immagazzinare la protesta, concedendo qualche contentino.
Ma la globalizzazione sta mettendo il proletariato mondiale tutto sullo stesso livello, gli Stati borghesi europei non possono più permettersi uno Stato sociale degno di una civiltà.
La concorrenza è tremenda, un terremoto economico inarrestabile, che si fa pagare alle popolazioni Europee, molti compagni, ingenui pensano che uscire dall’Europa  possa essere una soluzione, ma non è così sarebbe una catastrofe per le masse popolari, sarebbe come spostarsi da un terreno piovoso verso una tempesta.
Ormai la politica la fa la finanza internazionale insieme ai massoni e nessuno si può tirar fuori con il ricatto del debito.
Non ci sono soluzioni se non di carattere rivoluzionario, quando penso all’altra Europa e a Grillo mi scompiscio dalle risate, una stupidità politica ed economica che non ha pari.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molti compagni si disorientano, realizzano dopo qualche decennio e con palesi controprove, quello che i rivoluzionari dicevano  da un cinquantennio.<br />
Mentre prima esisteva una timida opposizione, quindi c’erano i margini per mascherare un tradimento.<br />
Adesso mascherare è molto difficile, la storia sta mettendo alle corde i traditori, non c’è più spazio di manovra, diritti calpestati con l’assenso della sinistra, ricambio politico azzerato con il consociativismo.<br />
Mentre prima il gioco delle parti faceva comodo al potere, nella misura cosciente nel vedere un movimento operaio forte e determinato, dunque questi traditori non servivano a far altro che immagazzinare la protesta, concedendo qualche contentino.<br />
Ma la globalizzazione sta mettendo il proletariato mondiale tutto sullo stesso livello, gli Stati borghesi europei non possono più permettersi uno Stato sociale degno di una civiltà.<br />
La concorrenza è tremenda, un terremoto economico inarrestabile, che si fa pagare alle popolazioni Europee, molti compagni, ingenui pensano che uscire dall’Europa  possa essere una soluzione, ma non è così sarebbe una catastrofe per le masse popolari, sarebbe come spostarsi da un terreno piovoso verso una tempesta.<br />
Ormai la politica la fa la finanza internazionale insieme ai massoni e nessuno si può tirar fuori con il ricatto del debito.<br />
Non ci sono soluzioni se non di carattere rivoluzionario, quando penso all’altra Europa e a Grillo mi scompiscio dalle risate, una stupidità politica ed economica che non ha pari.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: VENANZIO</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55920</link>
		<dc:creator>VENANZIO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 18:14:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[i veri comunisti sono estinti.
Quelli che rimangono sono sognatori...o stupi.di.
Passiamo alla politica e parliamone.
Rifo deve fare la sinistra, non il comunista pierino della situazione.
Perchè ci devi far ridere dietro ?

FAI LA SINISTRA ITALIANA INSIEME a sel ! Perbaccolina !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i veri comunisti sono estinti.<br />
Quelli che rimangono sono sognatori&#8230;o stupi.di.<br />
Passiamo alla politica e parliamone.<br />
Rifo deve fare la sinistra, non il comunista pierino della situazione.<br />
Perchè ci devi far ridere dietro ?</p>
<p>FAI LA SINISTRA ITALIANA INSIEME a sel ! Perbaccolina !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dandalo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=14195#comment-55917</link>
		<dc:creator>Dandalo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 13:56:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[appunto, Domenico, si riprende lena e vigore lottando, lottando e ancora lottando, e se il Prc od altri non lo fanno o lo fanno male, in modo contraddittorio (cosa sulla quale personalmente concordo), si deve costruire un soggetto politico e sindacale nuovo, diverso, che faccia tesoro di tali errori e di tali contraddizioni, e che riprenda a viso aperto una battaglia seria, intransigente, su questi temi. Su questo piano siamo senz&#039;altro molto in ritardo in Italia, ma, appunto, una mobilitazione a difesa dell&#039;art. 18 (che comunque ci sarà) e per la sua radicale estensione a quei settori lavorativi precari e semischiavistici che ancora non godono di tale fondamentale diritto, una mobilitazione di questo tipo può e deve essere l&#039;occasione   per riannodare i fili di un discorso anticapitalista autentico, di cui questo paese ha bisogno come il pane a mio avviso. Ribaltare completamente l&#039;&quot;agenda&quot; del governo Renzi, insomma, e non limitarsi a &quot;difendere&quot; l&#039;esistente (come senz&#039;altro farà la Cgil e le altre burocrazie sindacali), ma anzi rilanciare radicalmente e lottare per una immediata estensione dell&#039;art. 18 (e di altri diritti annessi e connessi: pensionistici, sanitari, ecc.) all&#039;intero mondo del lavoro. Non accettare il terreno di scontro privilegiato dal nemico di classe, insomma, ma combattere con il proprio programma politico-sindacale e con le proprie, autonome proposte. Questo andrà fatto nei prossimi giorni e le forze anticapitaliste italiane dovranno essere presenti nelle piazze e in queste lotte appunto per diventare egemoni in tal senso, imprimendo alla lotta questo segno distintivo. Altrimenti, sono d&#039;accordo con te, finiremo per l&#039;ennesima volta per &quot;muovere&quot; i lavoratori a difesa dell&#039;esistente (che non va bene per niente!) e per tutt&#039;altri fini (elettoralistici, burocratici, ecc.) rispetto a quelli che sono i loro interessi di classe.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>appunto, Domenico, si riprende lena e vigore lottando, lottando e ancora lottando, e se il Prc od altri non lo fanno o lo fanno male, in modo contraddittorio (cosa sulla quale personalmente concordo), si deve costruire un soggetto politico e sindacale nuovo, diverso, che faccia tesoro di tali errori e di tali contraddizioni, e che riprenda a viso aperto una battaglia seria, intransigente, su questi temi. Su questo piano siamo senz&#8217;altro molto in ritardo in Italia, ma, appunto, una mobilitazione a difesa dell&#8217;art. 18 (che comunque ci sarà) e per la sua radicale estensione a quei settori lavorativi precari e semischiavistici che ancora non godono di tale fondamentale diritto, una mobilitazione di questo tipo può e deve essere l&#8217;occasione   per riannodare i fili di un discorso anticapitalista autentico, di cui questo paese ha bisogno come il pane a mio avviso. Ribaltare completamente l&#8217;&#8221;agenda&#8221; del governo Renzi, insomma, e non limitarsi a &#8220;difendere&#8221; l&#8217;esistente (come senz&#8217;altro farà la Cgil e le altre burocrazie sindacali), ma anzi rilanciare radicalmente e lottare per una immediata estensione dell&#8217;art. 18 (e di altri diritti annessi e connessi: pensionistici, sanitari, ecc.) all&#8217;intero mondo del lavoro. Non accettare il terreno di scontro privilegiato dal nemico di classe, insomma, ma combattere con il proprio programma politico-sindacale e con le proprie, autonome proposte. Questo andrà fatto nei prossimi giorni e le forze anticapitaliste italiane dovranno essere presenti nelle piazze e in queste lotte appunto per diventare egemoni in tal senso, imprimendo alla lotta questo segno distintivo. Altrimenti, sono d&#8217;accordo con te, finiremo per l&#8217;ennesima volta per &#8220;muovere&#8221; i lavoratori a difesa dell&#8217;esistente (che non va bene per niente!) e per tutt&#8217;altri fini (elettoralistici, burocratici, ecc.) rispetto a quelli che sono i loro interessi di classe.</p>
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