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	<title>Commenti a: Intervista a Eleonora Forenza (Lista Tsipras): &#8220;A Gaza sono rassegnati a morire&#8221;</title>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
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		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 16:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[silenzio per gaza! ( di mahmoud darwish 1973)

si è legata l&#039;esplosivo alla vita
e si è fatta esplodere;
non si tratta di morte , non si tratta di suicidio;
è il modo in cui gaza dichiara che merita di vivere;
da quattro anni, la carne di gaza schizza schegge di granate da ogni direzione;
non si tratta di magia, non si tratta di prodigio;
è l&#039;arma con cui gaza difende il diritto a restare e snerva il nemico;
da quattro anni, il nemico esulta per aver coronato i propri sogni,
sedotto dal filtrare col tempo, eccetto a gaza;
perchè gaza è lontana di suoi cari e attaccata ai suoi nemici,
perchè gaza è un&#039;isola;
ogni volta che esplode
e non smette mai di farlo,
sfregia il volto del nemico,
spezza i suoi sogni
 e ne interrompe l&#039;idillio con il tempo;
perchè il tempo a gaza è un&#039;altra cosa,
perchè il tempo a gaza non è un elemento neutrale;
non spinge la gente alla fredda contemplazione,
ma piuttosto a esplodere e a cozzare con la realtà;
il tempo laggiù non porta i bambini
dall&#039;infanzia direttamente alla vecchiaia,
ma li rende uomini al primo incontro con il nemico;
il tempo a gaza non è relax,
ma un assalto di calura cocente;
perchè i valori a gaza sono diversi,
completamente diversi;
l&#039;unico valore di chi vive sotto occupazione
è il grado di resistenza all&#039;occupante;
questa è l&#039;unica competizione in corso laggiù;
e gaza è dedita all&#039;esercizio
di questo insigne e crudele valore
che non ha imparato dai libri
o dai corsi accelerati per corrispondenza,
nè dalle fanfare spiegate dellla propaganda
 o dalle canzoni patriottiche;
l&#039;ha imparato soltanto dall&#039;esperienza
e dal duro lavoro
che non è svolto in funzione della pubblicità
o del ritorno d&#039;immagine;
gaza non si vanta delle sue armi.
né del suo spirito rivoluzionario
né del suo bilancio; 
lei offre la sua pellaccia dura,
agisce di spontanea volontà
e offre il suo sangue;
gaza non è un fine oratore
non ha gola;
è la sua pelle a parlare
attraverso il sangue, il sudore, le fiamme;
per questo, il nemico la odia fino allla morte, 
la teme fino al punto di commettere crimini
e cerca di affogarla
nel mare, nel deserto, nel sangue;
per questo,  gli amici e i suoi cari la amano
con un pudore che sfiora quasi la gelosia
e talvolta la paura,
perchè gaza è barbara lezione
è luminoso esempio
sia per i nemici che per gli amici;
gaza non è la città più bella;
il suo litorale non è più blù di quello di altre città arabe;
le sue arance non sono le migliori del bacino del mediterraneo; 
gaza non è la città più ricca:
(pesce, arance, sabbia,
tende abbandonate al vento,
merce di contrabbando,
braccia a noleggio);
non è la città più raffinata,
né la più grande,
ma equivale alla storia di una nazione;
perchè, agli occhi dei nemici,
è la più ripugnante,
la più povera, 
la più disgraziata,
la più feroce di tutti noi;
perchè è la più abile a guastare l&#039;umore
e il riposo del nemico
ed è il suo incubo;
perchè è arance esplosive,
bambini senza infanzia,
vecchi senza vecchiaia,
donne senza desideri;
proprio perchè è tutte queste cose,
lei è la più bella,
la più pura,
la più ricca,
la più degna d&#039;amore fra tutti noi;
facciamo torto a gaza quando cerchiamo le sue poesie;
non sfiguriamone la bellezza
che risiede nel suoe essere priva di poesia:
al contrario, noi abbiamo cercato
di sconfiggere il nemico con le poesie,
abbiamo creduto in noi
e ci siamo rallegrati vedendo
che il nemico ci lasciava cantare
e noi lo lascevamo vincere;
nel mentre che le poesie
si seccavano sulle nostre labbra,
il nemicoaveva già finito
di costruire strade, città, fortificazioni;
facciamo torto a gaza
quando la trasformiamo in un mito
perchè potremmo odiarla
scoprendo che non è niente più
di una piccola e povera città
che resiste;
quando ci chiediamo cos&#039;è che l&#039;ha resa un mito,
dovremmo mandare in pezzi tutti i nostri specchi
e piangere
se avessimo un pò di dignità,
o dovremmo maledirla
se rifiutassimo di ribellarci contro noi stessi;
faremmo torto a gaza
se la glorificassimo;
perchè la nostra fascinazione per lei ci porterà ad aspetatrla;
ma gaza non verrà da noi,
non ci libererà;
non ha cavalleria,
néaeronautica,
nébacchetta magica,
né uffici di rappresentanza nelle capitali straniere;
in un colpo solo, gaza si scrolla di dosso i nostri attributi,
la nostra lingua e i suoi invasori;
se la incontrassimo in sogno
forse non ci riconoscerebbe,
perchè lei ha natali di fuoco
e noi natali d&#039;attesa
e di pianti per le case perdute;
vero, gaza ha circostanze particolari
e tradizioni rivoluzionarie particolari;
(diciamo cosi non per giustificarci, ma per liberarcene);
ma il suo segreto non è un mistero:
la sua coesa resistenza popolare sa benissimo cosa vuole
(vuole scrollarsi il nemico di dosso);
a gaza il rapporto della resistenza con le masse
è lo stesso della pelle con l&#039;osso
e no quello dell&#039;insegnate con gli allievi;
la resistenza a gaza non si è trasformata in una professione;
la resistenza a gaza non si è trasformata in un&#039;istituzione;
non ha accettato ordini da nessuno,
non ha affidato il proprio destino alla firma
né al marchio di nessuno;
non le importa affatto se ne conosciamo o meno il nome,
l&#039;immagine, l&#039;eloquenza;
non ha mai creduto di essere fotogenica,
né tantomeno di essere un evento mediatico;
non si è mai messa in posa davanti alle telecamere
sfoderando un sorriso stampato;
lei non vuole questo,
noi nemmeno;
la ferita di gaza non è stata trasformata in pulpito per le prediche;
la cosa bella di gaza è che noi non ne parliamo molto,
né incensiamo i suoi sogni
con la fragranza femminile delle nostre canzoni;
per questo gaza sarà un pessimo affare per gli allibratori;
per questo, sarà un tesoro etico e morale
inestimabile per tutti gli arabi;
la cosa bella di gaza è che le nostre voci non la raggiungono,
niente la distoglie;
niente allontana il suo pugno dalla faccia del nemico;
né il modo di spartire le poltrone del consiglio nazionale,
 né la forma di governo palestinese
che fonderemo dalla parte est della luna
o nella parte ovest di marte,
quando sarà completamente esplorato;
niente la distoglie.
è dedita al dissenso:
fame e dissenso,
sete e dissenso,
diaspora e dissenso,
tortura e dissenso,
assedio e dissenso,
morte e dissenso;

i nemici possono avere la meglio su gaza;
(il mare grosso può avere la meglio su una piccola isola);
possono tagliare tutti gli alberi;
possono spezzare le ossa;
possono piantare carri armati
nelle budella delle sue donne e dei suoi bambini;
possono gettarla a mare, nella sabbia o nel sangue;

ma lei:
non ripeterà le bugìe;
non dirà sì agli invasori;
continuerà a farsi esplodere; 
non si tratta di morte;
non si tratta di suicidio;

ma è il modo in cui gaza dichiara che merita di vivere.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>silenzio per gaza! ( di mahmoud darwish 1973)</p>
<p>si è legata l&#8217;esplosivo alla vita<br />
e si è fatta esplodere;<br />
non si tratta di morte , non si tratta di suicidio;<br />
è il modo in cui gaza dichiara che merita di vivere;<br />
da quattro anni, la carne di gaza schizza schegge di granate da ogni direzione;<br />
non si tratta di magia, non si tratta di prodigio;<br />
è l&#8217;arma con cui gaza difende il diritto a restare e snerva il nemico;<br />
da quattro anni, il nemico esulta per aver coronato i propri sogni,<br />
sedotto dal filtrare col tempo, eccetto a gaza;<br />
perchè gaza è lontana di suoi cari e attaccata ai suoi nemici,<br />
perchè gaza è un&#8217;isola;<br />
ogni volta che esplode<br />
e non smette mai di farlo,<br />
sfregia il volto del nemico,<br />
spezza i suoi sogni<br />
 e ne interrompe l&#8217;idillio con il tempo;<br />
perchè il tempo a gaza è un&#8217;altra cosa,<br />
perchè il tempo a gaza non è un elemento neutrale;<br />
non spinge la gente alla fredda contemplazione,<br />
ma piuttosto a esplodere e a cozzare con la realtà;<br />
il tempo laggiù non porta i bambini<br />
dall&#8217;infanzia direttamente alla vecchiaia,<br />
ma li rende uomini al primo incontro con il nemico;<br />
il tempo a gaza non è relax,<br />
ma un assalto di calura cocente;<br />
perchè i valori a gaza sono diversi,<br />
completamente diversi;<br />
l&#8217;unico valore di chi vive sotto occupazione<br />
è il grado di resistenza all&#8217;occupante;<br />
questa è l&#8217;unica competizione in corso laggiù;<br />
e gaza è dedita all&#8217;esercizio<br />
di questo insigne e crudele valore<br />
che non ha imparato dai libri<br />
o dai corsi accelerati per corrispondenza,<br />
nè dalle fanfare spiegate dellla propaganda<br />
 o dalle canzoni patriottiche;<br />
l&#8217;ha imparato soltanto dall&#8217;esperienza<br />
e dal duro lavoro<br />
che non è svolto in funzione della pubblicità<br />
o del ritorno d&#8217;immagine;<br />
gaza non si vanta delle sue armi.<br />
né del suo spirito rivoluzionario<br />
né del suo bilancio;<br />
lei offre la sua pellaccia dura,<br />
agisce di spontanea volontà<br />
e offre il suo sangue;<br />
gaza non è un fine oratore<br />
non ha gola;<br />
è la sua pelle a parlare<br />
attraverso il sangue, il sudore, le fiamme;<br />
per questo, il nemico la odia fino allla morte,<br />
la teme fino al punto di commettere crimini<br />
e cerca di affogarla<br />
nel mare, nel deserto, nel sangue;<br />
per questo,  gli amici e i suoi cari la amano<br />
con un pudore che sfiora quasi la gelosia<br />
e talvolta la paura,<br />
perchè gaza è barbara lezione<br />
è luminoso esempio<br />
sia per i nemici che per gli amici;<br />
gaza non è la città più bella;<br />
il suo litorale non è più blù di quello di altre città arabe;<br />
le sue arance non sono le migliori del bacino del mediterraneo;<br />
gaza non è la città più ricca:<br />
(pesce, arance, sabbia,<br />
tende abbandonate al vento,<br />
merce di contrabbando,<br />
braccia a noleggio);<br />
non è la città più raffinata,<br />
né la più grande,<br />
ma equivale alla storia di una nazione;<br />
perchè, agli occhi dei nemici,<br />
è la più ripugnante,<br />
la più povera,<br />
la più disgraziata,<br />
la più feroce di tutti noi;<br />
perchè è la più abile a guastare l&#8217;umore<br />
e il riposo del nemico<br />
ed è il suo incubo;<br />
perchè è arance esplosive,<br />
bambini senza infanzia,<br />
vecchi senza vecchiaia,<br />
donne senza desideri;<br />
proprio perchè è tutte queste cose,<br />
lei è la più bella,<br />
la più pura,<br />
la più ricca,<br />
la più degna d&#8217;amore fra tutti noi;<br />
facciamo torto a gaza quando cerchiamo le sue poesie;<br />
non sfiguriamone la bellezza<br />
che risiede nel suoe essere priva di poesia:<br />
al contrario, noi abbiamo cercato<br />
di sconfiggere il nemico con le poesie,<br />
abbiamo creduto in noi<br />
e ci siamo rallegrati vedendo<br />
che il nemico ci lasciava cantare<br />
e noi lo lascevamo vincere;<br />
nel mentre che le poesie<br />
si seccavano sulle nostre labbra,<br />
il nemicoaveva già finito<br />
di costruire strade, città, fortificazioni;<br />
facciamo torto a gaza<br />
quando la trasformiamo in un mito<br />
perchè potremmo odiarla<br />
scoprendo che non è niente più<br />
di una piccola e povera città<br />
che resiste;<br />
quando ci chiediamo cos&#8217;è che l&#8217;ha resa un mito,<br />
dovremmo mandare in pezzi tutti i nostri specchi<br />
e piangere<br />
se avessimo un pò di dignità,<br />
o dovremmo maledirla<br />
se rifiutassimo di ribellarci contro noi stessi;<br />
faremmo torto a gaza<br />
se la glorificassimo;<br />
perchè la nostra fascinazione per lei ci porterà ad aspetatrla;<br />
ma gaza non verrà da noi,<br />
non ci libererà;<br />
non ha cavalleria,<br />
néaeronautica,<br />
nébacchetta magica,<br />
né uffici di rappresentanza nelle capitali straniere;<br />
in un colpo solo, gaza si scrolla di dosso i nostri attributi,<br />
la nostra lingua e i suoi invasori;<br />
se la incontrassimo in sogno<br />
forse non ci riconoscerebbe,<br />
perchè lei ha natali di fuoco<br />
e noi natali d&#8217;attesa<br />
e di pianti per le case perdute;<br />
vero, gaza ha circostanze particolari<br />
e tradizioni rivoluzionarie particolari;<br />
(diciamo cosi non per giustificarci, ma per liberarcene);<br />
ma il suo segreto non è un mistero:<br />
la sua coesa resistenza popolare sa benissimo cosa vuole<br />
(vuole scrollarsi il nemico di dosso);<br />
a gaza il rapporto della resistenza con le masse<br />
è lo stesso della pelle con l&#8217;osso<br />
e no quello dell&#8217;insegnate con gli allievi;<br />
la resistenza a gaza non si è trasformata in una professione;<br />
la resistenza a gaza non si è trasformata in un&#8217;istituzione;<br />
non ha accettato ordini da nessuno,<br />
non ha affidato il proprio destino alla firma<br />
né al marchio di nessuno;<br />
non le importa affatto se ne conosciamo o meno il nome,<br />
l&#8217;immagine, l&#8217;eloquenza;<br />
non ha mai creduto di essere fotogenica,<br />
né tantomeno di essere un evento mediatico;<br />
non si è mai messa in posa davanti alle telecamere<br />
sfoderando un sorriso stampato;<br />
lei non vuole questo,<br />
noi nemmeno;<br />
la ferita di gaza non è stata trasformata in pulpito per le prediche;<br />
la cosa bella di gaza è che noi non ne parliamo molto,<br />
né incensiamo i suoi sogni<br />
con la fragranza femminile delle nostre canzoni;<br />
per questo gaza sarà un pessimo affare per gli allibratori;<br />
per questo, sarà un tesoro etico e morale<br />
inestimabile per tutti gli arabi;<br />
la cosa bella di gaza è che le nostre voci non la raggiungono,<br />
niente la distoglie;<br />
niente allontana il suo pugno dalla faccia del nemico;<br />
né il modo di spartire le poltrone del consiglio nazionale,<br />
 né la forma di governo palestinese<br />
che fonderemo dalla parte est della luna<br />
o nella parte ovest di marte,<br />
quando sarà completamente esplorato;<br />
niente la distoglie.<br />
è dedita al dissenso:<br />
fame e dissenso,<br />
sete e dissenso,<br />
diaspora e dissenso,<br />
tortura e dissenso,<br />
assedio e dissenso,<br />
morte e dissenso;</p>
<p>i nemici possono avere la meglio su gaza;<br />
(il mare grosso può avere la meglio su una piccola isola);<br />
possono tagliare tutti gli alberi;<br />
possono spezzare le ossa;<br />
possono piantare carri armati<br />
nelle budella delle sue donne e dei suoi bambini;<br />
possono gettarla a mare, nella sabbia o nel sangue;</p>
<p>ma lei:<br />
non ripeterà le bugìe;<br />
non dirà sì agli invasori;<br />
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non si tratta di morte;<br />
non si tratta di suicidio;</p>
<p>ma è il modo in cui gaza dichiara che merita di vivere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13754#comment-54482</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:02:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13754#comment-54482</guid>
		<description><![CDATA[Tsahal, l&#039;esercito dello Stato omicida di Israele: un branco di smidollati vigliacchi che fa la guerra ai bambini: 423 uccisi nel mese di luglio:

http://www.infopal.it/la-guerra-disraele-contro-i-bambini-palestinesi-423-uccisi-nel-mese-di-luglio/

Un giorno i nostri nipoti ci chiederanno dove eravamo...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tsahal, l&#8217;esercito dello Stato omicida di Israele: un branco di smidollati vigliacchi che fa la guerra ai bambini: 423 uccisi nel mese di luglio:</p>
<p><a href="http://www.infopal.it/la-guerra-disraele-contro-i-bambini-palestinesi-423-uccisi-nel-mese-di-luglio/" rel="nofollow">http://www.infopal.it/la-guerra-disraele-contro-i-bambini-palestinesi-423-uccisi-nel-mese-di-luglio/</a></p>
<p>Un giorno i nostri nipoti ci chiederanno dove eravamo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13754#comment-54472</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2014 23:39:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13754#comment-54472</guid>
		<description><![CDATA[Finchè c&#039;è da ammazzare civili indifesi o ragazzini che tirano pietre  Tzahal è l&#039;esercito più forte del mondo, ma quando si trovano davanti combattenti determinati si dimostrano per quello che sono: degli aguzzini vigliacchi. Hanno subito un sacco di perdite e se la sono data a gambe raccontando al mondo, per salvarsi la faccia, che hanno raggiunto gli obiettivi prefissi. Ma è una bugia. Hamas è vivo e vegeto, i razzi intatti e la rete di tunnels pure. Fu così anche contro Hezbollah nel 2006.
Del resto si sa che chi ha dalla sua parte la ragione e lotta per la vita centuplica le forze mentre i criminali prepotenti si demoralizzano in fretta. Onore quindi al popolo martire di Palestina ed ai suoi valorosi combattenti ed anche alle milizie antifasciste del Dobass che stanno letteralmente sgretolando le orde golpiste nazistoidi euroatlantiche.

Pavel Gubarjov, del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donestk: 
&quot;abbiamo fiducia, ci avviciniamo alla vittoria. L’esercito ucraino scompare, tutti si arrendono, fuggono nella Federazione Russa, non essendo più disposti a combattere. La mobilitazione non funziona e lo spirito combattivo sparisce; perciò posso certamente prevedere che non solo raggiungeremo Kiev, ma anche Lvov, e strangoleremo questa gentaglia in modo che gli ucraini dimentichino Bandera, Shukhevich e il nazionalismo integralista ucraino per altri 3 o 4 secoli.
Devo sottolineare che non combattiamo ucraini, combattiamo nazisti. Costoro hanno mentalità molto diverse, ecco perché ci appelliamo agli ucraini che hanno la cattiva sorte di ritrovarsi nell’esercito ucraino, o sono stati forzatamente mobilitati. Arrendetevi e vi tratteremo con buona volontà, altrimenti disertate. Questo è il modo migliore per uscirsene. Ai nazisti ucraini che, con i loro seguaci, urlarono a Majdan “Heil agli eroi!”, la suddetta feccia fascista, non saranno risparmiati! D’ora in poi non faremo altro che scacciare tali bastardi. Non permetteremo che il Donbas diventi un campo per il fracking delle aziende occidentali. Non lasceremo che il Donbas diventi un deserto saccheggiato. Vogliamo vedere la nostra regione verde, rigogliosa e ricca. É per questo che combattiamo&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finchè c&#8217;è da ammazzare civili indifesi o ragazzini che tirano pietre  Tzahal è l&#8217;esercito più forte del mondo, ma quando si trovano davanti combattenti determinati si dimostrano per quello che sono: degli aguzzini vigliacchi. Hanno subito un sacco di perdite e se la sono data a gambe raccontando al mondo, per salvarsi la faccia, che hanno raggiunto gli obiettivi prefissi. Ma è una bugia. Hamas è vivo e vegeto, i razzi intatti e la rete di tunnels pure. Fu così anche contro Hezbollah nel 2006.<br />
Del resto si sa che chi ha dalla sua parte la ragione e lotta per la vita centuplica le forze mentre i criminali prepotenti si demoralizzano in fretta. Onore quindi al popolo martire di Palestina ed ai suoi valorosi combattenti ed anche alle milizie antifasciste del Dobass che stanno letteralmente sgretolando le orde golpiste nazistoidi euroatlantiche.</p>
<p>Pavel Gubarjov, del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donestk:<br />
&#8220;abbiamo fiducia, ci avviciniamo alla vittoria. L’esercito ucraino scompare, tutti si arrendono, fuggono nella Federazione Russa, non essendo più disposti a combattere. La mobilitazione non funziona e lo spirito combattivo sparisce; perciò posso certamente prevedere che non solo raggiungeremo Kiev, ma anche Lvov, e strangoleremo questa gentaglia in modo che gli ucraini dimentichino Bandera, Shukhevich e il nazionalismo integralista ucraino per altri 3 o 4 secoli.<br />
Devo sottolineare che non combattiamo ucraini, combattiamo nazisti. Costoro hanno mentalità molto diverse, ecco perché ci appelliamo agli ucraini che hanno la cattiva sorte di ritrovarsi nell’esercito ucraino, o sono stati forzatamente mobilitati. Arrendetevi e vi tratteremo con buona volontà, altrimenti disertate. Questo è il modo migliore per uscirsene. Ai nazisti ucraini che, con i loro seguaci, urlarono a Majdan “Heil agli eroi!”, la suddetta feccia fascista, non saranno risparmiati! D’ora in poi non faremo altro che scacciare tali bastardi. Non permetteremo che il Donbas diventi un campo per il fracking delle aziende occidentali. Non lasceremo che il Donbas diventi un deserto saccheggiato. Vogliamo vedere la nostra regione verde, rigogliosa e ricca. É per questo che combattiamo&#8221;.</p>
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	</item>
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