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	<title>Commenti a: Le nuove sfide della Lista Tsipras</title>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
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		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 13:05:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[e tu cosa proponi?; mi incuriosisce saperlo!]]></description>
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		<title>Di: Lorenzo</title>
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		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 21:33:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma come è possibile prospettare tutto questo vento di cambiamento con solo quell&#039;esigua percentuale al parlamento? E specie in uno scenario europeo di palese e altrettanto pericolosa transizione verso voci nazionaliste, vedi ukid, le pen? E come potrebbe agire questo soggetto rivoluzionario, una volta unificatosi, nei confronti dello status quo?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma come è possibile prospettare tutto questo vento di cambiamento con solo quell&#8217;esigua percentuale al parlamento? E specie in uno scenario europeo di palese e altrettanto pericolosa transizione verso voci nazionaliste, vedi ukid, le pen? E come potrebbe agire questo soggetto rivoluzionario, una volta unificatosi, nei confronti dello status quo?</p>
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		<title>Di: giacomo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13618#comment-54134</link>
		<dc:creator>giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 19:43:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parere sull&#039; articolo: Si e no. La lista Tsipras sarebbe sorta eccome! Comprensibile la necessità, comunque, di un gruppo verticista che indirizzi e coordini. Però c&#039; è un problema di metodo e di merito. Di metodo: i &quot;saggi&quot;, pur tenendo conto degli aspetti positivi (appunto necessità di un coordinamento centralizzato per tante anime diverse), si sono appropriati (sbagliando appunto nel metodo) della lista. Nel merito: mi pare, hanno coordinato, in buona parte, male. In pratica: non si possono perdere metà consensi di Sel, di Rifondazione, la quasi totalità dei consensi del Pdci rischiando (è bene ricordarlo, anzi 
 è necessario ricordarlo) di non raccogliere quel milione e centomila che, per un pelo hanno permesso il raggiungimento dell&#039; obiettivo. Visto che la società civile, in Italia(non facciamo raffronti con altri movimenti non frammentati che altrove cercano, altroché, rapporti, naturalmente critici con i partiti politici), latita pesantemente (si vede molto bene nei comitati territoriali, purtroppo).Sicuramente sarà necessario un apporto di competenze specifiche, purchè non pretendano, mai, di porsi obiettivi di dirigenza politica. Mettano piuttosto le specifiche competenze, indispensabili, al servizio, in maniera organica, dei milioni (lavoratori dipendenti, ceto di piccola borghesia, giovani precari, disoccupati) che soffrono enormemente in questa fase della loro vita.  
I comitati di base (provinciali o quant&#039; altro) sapranno esprimere (con regole a cui tutti potranno contribuire, anche al vertice) le forme organizzative (perché sono necessarie come il pane) necessarie. Naturalmente è bene che niente si sciolga e niente si distrugga (a tavolino), perché tutti possono contribuire (nelle loro specifiche ragioni sociali) a riempire il nuovo contenitore.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parere sull&#8217; articolo: Si e no. La lista Tsipras sarebbe sorta eccome! Comprensibile la necessità, comunque, di un gruppo verticista che indirizzi e coordini. Però c&#8217; è un problema di metodo e di merito. Di metodo: i &#8220;saggi&#8221;, pur tenendo conto degli aspetti positivi (appunto necessità di un coordinamento centralizzato per tante anime diverse), si sono appropriati (sbagliando appunto nel metodo) della lista. Nel merito: mi pare, hanno coordinato, in buona parte, male. In pratica: non si possono perdere metà consensi di Sel, di Rifondazione, la quasi totalità dei consensi del Pdci rischiando (è bene ricordarlo, anzi<br />
 è necessario ricordarlo) di non raccogliere quel milione e centomila che, per un pelo hanno permesso il raggiungimento dell&#8217; obiettivo. Visto che la società civile, in Italia(non facciamo raffronti con altri movimenti non frammentati che altrove cercano, altroché, rapporti, naturalmente critici con i partiti politici), latita pesantemente (si vede molto bene nei comitati territoriali, purtroppo).Sicuramente sarà necessario un apporto di competenze specifiche, purchè non pretendano, mai, di porsi obiettivi di dirigenza politica. Mettano piuttosto le specifiche competenze, indispensabili, al servizio, in maniera organica, dei milioni (lavoratori dipendenti, ceto di piccola borghesia, giovani precari, disoccupati) che soffrono enormemente in questa fase della loro vita.<br />
I comitati di base (provinciali o quant&#8217; altro) sapranno esprimere (con regole a cui tutti potranno contribuire, anche al vertice) le forme organizzative (perché sono necessarie come il pane) necessarie. Naturalmente è bene che niente si sciolga e niente si distrugga (a tavolino), perché tutti possono contribuire (nelle loro specifiche ragioni sociali) a riempire il nuovo contenitore.</p>
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