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	<title>Commenti a: Il problema non è il Teatro Valle ma il sindaco Marino</title>
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		<title>Di: MELS</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13263#comment-52915</link>
		<dc:creator>MELS</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 18:10:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la colpa e&#039; anche la nostra dopo 23 anni ci si puo&#039; ancora essere alleati politicamente con il pd,con  o senza RENZI ?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la colpa e&#8217; anche la nostra dopo 23 anni ci si puo&#8217; ancora essere alleati politicamente con il pd,con  o senza RENZI ?</p>
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		<title>Di: filipponio</title>
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		<dc:creator>filipponio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 16:22:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ma possibile che non vi rendiate conto che gli occupanti del valle hanno, non solo stuprato la cultura e vilipeso la libera concorrenza, ma addirittura distrutto un teatro del 600, patrimonio dell&#039;umanità, solo spargendo in giro la voce, palesemente falsa di un tentativo di trasformazione in ristorante..
per tutti gli addetti ai lavori con un curriculum che giustifichi le loro opinioni durante i tre anni di occupazione, non è stato creato ne ospitato niente di teatralmente rilevante, anzi la programmazione di oggi del teatro Argentina insegna loro cosa sia la fusione tra teatro tradzionale, di ricerca e giovane, esponendo, questa volta con cognizione di causa, svariati nomi e compagnie degne di nota.
quello che si sostiene in questo articolo fomenta un comportamento fuori dalla legge, fuori dalle consuetudini teatrali e totalmente fuori da qualsiasi logica.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma possibile che non vi rendiate conto che gli occupanti del valle hanno, non solo stuprato la cultura e vilipeso la libera concorrenza, ma addirittura distrutto un teatro del 600, patrimonio dell&#8217;umanità, solo spargendo in giro la voce, palesemente falsa di un tentativo di trasformazione in ristorante..<br />
per tutti gli addetti ai lavori con un curriculum che giustifichi le loro opinioni durante i tre anni di occupazione, non è stato creato ne ospitato niente di teatralmente rilevante, anzi la programmazione di oggi del teatro Argentina insegna loro cosa sia la fusione tra teatro tradzionale, di ricerca e giovane, esponendo, questa volta con cognizione di causa, svariati nomi e compagnie degne di nota.<br />
quello che si sostiene in questo articolo fomenta un comportamento fuori dalla legge, fuori dalle consuetudini teatrali e totalmente fuori da qualsiasi logica.</p>
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		<title>Di: Rosamunda</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13263#comment-52768</link>
		<dc:creator>Rosamunda</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 11:25:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buon articolo di Sandro Medici e buon intervento di Benedetta Buccellato su una tematica culturale comunque importante. Apprezzo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buon articolo di Sandro Medici e buon intervento di Benedetta Buccellato su una tematica culturale comunque importante. Apprezzo.</p>
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		<title>Di: benedetta buccellato</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=13263#comment-52765</link>
		<dc:creator>benedetta buccellato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 10:43:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La critica di Medici sulla gestione della cultura, specificamente quella teatrale, nella capitale e nel paese è totalmente condivisibile.
Ma se vogliamo aprire una pacata discussione, all&#039;interno della Sinistra, sul significato dell&#039;occupazione del teatro Valle, non ci si può ridurre ad un aut aut. O bisogni o interessi, o legalità di &quot;regime&quot; o illegalità &quot;creativa&quot;.
E, soprattutto, la storia va raccontata per quello che è, senza inventare, ad esempio, che il teatro Valle rischiava (subito prima dell&#039;occupazione) di diventare un parcheggio o la sede di Eataly.
Non è vero.Nel passaggio dal Ministero dei Beni culturali al Comune di Roma, il teatro è stato occupato da un gruppo di persone che hanno poi creato una Fondazione privata. Un bene pubblico (malgestito? mortificato da una politica provinciale e asfittica? certamente) si è di fatto trasformato in un bene comune. Comune ai &quot;comunardi&quot;, come gli occupanti e i soci della Fondazione si sono autodefiniti.Il sindaco Alemanno ha taciuto. Il sindaco Marino chiede lo sgombero.Al di là di come andrà a finire, credo che sia importante tenere ferma la barra del timone della democrazia e della tutela della cultura come bene pubblico e primario. Vorremmo che il Valle tornasse un teatro effettivamente pubblico e vorremmo che la sua nuova gestione non fosse spartita tra le conventicole del sottobosco partitico. Vorremmo, finalmente, una gestione degna della storia e della funzione dell&#039;antica sala romana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La critica di Medici sulla gestione della cultura, specificamente quella teatrale, nella capitale e nel paese è totalmente condivisibile.<br />
Ma se vogliamo aprire una pacata discussione, all&#8217;interno della Sinistra, sul significato dell&#8217;occupazione del teatro Valle, non ci si può ridurre ad un aut aut. O bisogni o interessi, o legalità di &#8220;regime&#8221; o illegalità &#8220;creativa&#8221;.<br />
E, soprattutto, la storia va raccontata per quello che è, senza inventare, ad esempio, che il teatro Valle rischiava (subito prima dell&#8217;occupazione) di diventare un parcheggio o la sede di Eataly.<br />
Non è vero.Nel passaggio dal Ministero dei Beni culturali al Comune di Roma, il teatro è stato occupato da un gruppo di persone che hanno poi creato una Fondazione privata. Un bene pubblico (malgestito? mortificato da una politica provinciale e asfittica? certamente) si è di fatto trasformato in un bene comune. Comune ai &#8220;comunardi&#8221;, come gli occupanti e i soci della Fondazione si sono autodefiniti.Il sindaco Alemanno ha taciuto. Il sindaco Marino chiede lo sgombero.Al di là di come andrà a finire, credo che sia importante tenere ferma la barra del timone della democrazia e della tutela della cultura come bene pubblico e primario. Vorremmo che il Valle tornasse un teatro effettivamente pubblico e vorremmo che la sua nuova gestione non fosse spartita tra le conventicole del sottobosco partitico. Vorremmo, finalmente, una gestione degna della storia e della funzione dell&#8217;antica sala romana.</p>
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