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	<title>Commenti a: Prime riflessioni sul voto</title>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
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		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 10:22:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ti invito, se non l&#039;hai ancora fatto, a sezionare l&#039;editoriale di bellotti, in www.marxismo.net, le origini e le cause della sconfitta sono delineate in tutta la semplicità letterale;da questa anaklisi bisogna partire e trarre le dovute conclusioni; i comunisti non possono indicare il pd come avversari quando poi in effetti amministrate assiem in tante realtà; per addolcire l&#039;amaro calice del massacro sociale?; la fase e difficilissima, e come dici tu il pcl non viene ricevuto dagli elettori, però l&#039;ideentità anticapitalista la rivendica e la persegue; rifo parla di antiliberismo che vuoldire tutto e niente, da cui il continuo cambiare cavallo in corsa ma sono sati cavalli tutti stanchi e si è visto come; saluti comunisti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti invito, se non l&#8217;hai ancora fatto, a sezionare l&#8217;editoriale di bellotti, in <a href="http://www.marxismo.net" rel="nofollow">http://www.marxismo.net</a>, le origini e le cause della sconfitta sono delineate in tutta la semplicità letterale;da questa anaklisi bisogna partire e trarre le dovute conclusioni; i comunisti non possono indicare il pd come avversari quando poi in effetti amministrate assiem in tante realtà; per addolcire l&#8217;amaro calice del massacro sociale?; la fase e difficilissima, e come dici tu il pcl non viene ricevuto dagli elettori, però l&#8217;ideentità anticapitalista la rivendica e la persegue; rifo parla di antiliberismo che vuoldire tutto e niente, da cui il continuo cambiare cavallo in corsa ma sono sati cavalli tutti stanchi e si è visto come; saluti comunisti.</p>
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		<title>Di: Patrizia B.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-3032</link>
		<dc:creator>Patrizia B.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 00:49:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039;un&#039;interpretazione tutta tua, o magari non mi sono spiegata bene, ma non ho mai scritto di destino cinico e baro e non intendo difendere il gruppo dirigente a tutti i costi, molto piú semplicemente trovo irragionevole tutta questa furia contro chi ci ha messo l&#039;anima per salvare il salvabile, in una situazione difficile come quella italiana. Che sia estremamente complicato dovrebbe essere chiaro a tutti, credo e non vedo cosa c&#039;entri il destino, a meno che tu non ritenga che sia la mano del fato a muoversi all&#039;interno dei seggi. Io sono molto laica, invece e ritengo che sia piuttosto un portato storico di lunga durata, ben amalgamato alla cultura egemonica della destra degli ultimi decenni. Non un fato, ma un fatto. Da cui é impossibile uscire con uno schiocco di dita ed infatti non mi pare che il Pcl se la passi tanto bene. 
Sulle lettere a Vendola do, evidentemente, un&#039;interpretazione molto diversa dalla tua. Era da Sel che venivano le peggiori accuse di settarismo, di chiusura gruppettara, addirittura di omofobia, mentre loro, a parole, perseguivano l&#039;unitá della sinistra. Bisognava smascherarli e inoltre, nel caso assai improbabile che accettassero il dialogo, si doveva lasciare una porta aperta ad un tentativo di ricomposizione, se non con Vendola almeno con i compagni di un tempo. Mi resta un mistero il fatto che questa cosa non sia stata capita e che sia stata fraintesa con un elemosinare. Ma elemosinare cosa? Non avevano niente da offrirci, né lo avevamo noi da dare a loro, a parte il giusto, anche se sofferto, tentativo di riunire la sinistra. E per sinistra non intendo certo il Pd.
C&#039;é stata confusione? Puó essere. Anche all&#039;interno del partito a volte c&#039;é, con diverse correnti che ogni tanto si azzuffano, ma Ferrero, a mio avviso, ha cercato di essere corretto con tutti e di portare avanti le politiche legate ai documenti votati nel Cpn. Ad alcuni non é piaciuto? E va bé, mica poteva seguire le direttive dei documenti non votati. Insomma, che miracolo si chiede ad un segretario? Chi lo tira di qua, chi di lá e tutti che gli saltano addosso alla prima occasione. Chi si offre come prossimo martire?
Tu proponi la fine della diaspora comunista. Evviva! Scusa, ma mi viene da dire &quot;provaci tu&quot;. Non ci si é riusciti col Pdci e Ferrando e Turigliatto non ne vogliono sapere, cosa bisognerebbe fare, acchiapparli con la forza?
Rivoluzione civile é stato l&#039;ennesimo tentativo, messo in piedi in due mesi, in cui comunque il Prc non si é annullato, al contrario ha cercato di essere trainante nei temi, pur lasciando quello spazio ai movimenti che molti chiedevano. Non ha funzionato e magari non funzionerá, oppure col tempo sí. Non lo so, ma bisogna pur cercare di uscire dalla palude. Limitarsi a ripetere che siamo comunisti abbiamo giá visto che non basta.
Comunque, proposte in questi post ne ho viste poche, insulti, critiche a casaccio e rabbia, tanta. 
Dov&#039;é la razionalitá del materialismo marxista?
  
Ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;un&#8217;interpretazione tutta tua, o magari non mi sono spiegata bene, ma non ho mai scritto di destino cinico e baro e non intendo difendere il gruppo dirigente a tutti i costi, molto piú semplicemente trovo irragionevole tutta questa furia contro chi ci ha messo l&#8217;anima per salvare il salvabile, in una situazione difficile come quella italiana. Che sia estremamente complicato dovrebbe essere chiaro a tutti, credo e non vedo cosa c&#8217;entri il destino, a meno che tu non ritenga che sia la mano del fato a muoversi all&#8217;interno dei seggi. Io sono molto laica, invece e ritengo che sia piuttosto un portato storico di lunga durata, ben amalgamato alla cultura egemonica della destra degli ultimi decenni. Non un fato, ma un fatto. Da cui é impossibile uscire con uno schiocco di dita ed infatti non mi pare che il Pcl se la passi tanto bene.<br />
Sulle lettere a Vendola do, evidentemente, un&#8217;interpretazione molto diversa dalla tua. Era da Sel che venivano le peggiori accuse di settarismo, di chiusura gruppettara, addirittura di omofobia, mentre loro, a parole, perseguivano l&#8217;unitá della sinistra. Bisognava smascherarli e inoltre, nel caso assai improbabile che accettassero il dialogo, si doveva lasciare una porta aperta ad un tentativo di ricomposizione, se non con Vendola almeno con i compagni di un tempo. Mi resta un mistero il fatto che questa cosa non sia stata capita e che sia stata fraintesa con un elemosinare. Ma elemosinare cosa? Non avevano niente da offrirci, né lo avevamo noi da dare a loro, a parte il giusto, anche se sofferto, tentativo di riunire la sinistra. E per sinistra non intendo certo il Pd.<br />
C&#8217;é stata confusione? Puó essere. Anche all&#8217;interno del partito a volte c&#8217;é, con diverse correnti che ogni tanto si azzuffano, ma Ferrero, a mio avviso, ha cercato di essere corretto con tutti e di portare avanti le politiche legate ai documenti votati nel Cpn. Ad alcuni non é piaciuto? E va bé, mica poteva seguire le direttive dei documenti non votati. Insomma, che miracolo si chiede ad un segretario? Chi lo tira di qua, chi di lá e tutti che gli saltano addosso alla prima occasione. Chi si offre come prossimo martire?<br />
Tu proponi la fine della diaspora comunista. Evviva! Scusa, ma mi viene da dire &#8220;provaci tu&#8221;. Non ci si é riusciti col Pdci e Ferrando e Turigliatto non ne vogliono sapere, cosa bisognerebbe fare, acchiapparli con la forza?<br />
Rivoluzione civile é stato l&#8217;ennesimo tentativo, messo in piedi in due mesi, in cui comunque il Prc non si é annullato, al contrario ha cercato di essere trainante nei temi, pur lasciando quello spazio ai movimenti che molti chiedevano. Non ha funzionato e magari non funzionerá, oppure col tempo sí. Non lo so, ma bisogna pur cercare di uscire dalla palude. Limitarsi a ripetere che siamo comunisti abbiamo giá visto che non basta.<br />
Comunque, proposte in questi post ne ho viste poche, insulti, critiche a casaccio e rabbia, tanta.<br />
Dov&#8217;é la razionalitá del materialismo marxista?</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: rino malinconico</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2976</link>
		<dc:creator>rino malinconico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 20:17:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2976</guid>
		<description><![CDATA[IL  POCO  CHE  HO  DA  DIRE

di Rino Malinconico 



Ci sono momenti in cui il noi deve cedere il posto all’io. 
Parlo perciò di me, di quello che posso fare, che reputo abbia ancora senso fare, e dunque, in certo qual modo, di ciò che vorrei effettivamente fare. Scelgo così in partenza di non aggiungermi alla schiera numerosa di coloro che continueranno a parlare in prima persona plurale, magari dicendo ora ciò che avremmo dovuto fare ieri (e può essere pure che si tratti di opinioni davvero espresse a tempo debito, ma la cosa è del tutto insignificante nell’attuale contesto di macerie), ovvero che insisteranno a muoversi sul presupposto che questo nostro soggetto politico collettivo - Partito della Rifondazione Comunista o Rivoluzione Civile, tanto l’essenziale non cambia - possa continuare ad esistere anche dopo l’ennesima, brutale sconfitta elettorale, a beneficio delle prossime amministrative, delle prossime europee, o di un possibile voto politico anticipato dopo il quadro uscito dalle urne (certamente complicato, ma non impossibile da governare). 

Il fatto è che ci sono sconfitte e sconfitte. Questa del febbraio 2013, terribilmente impietosa nei numeri, arriva dopo quella delle politiche del 2008, dopo quella delle europee del 2009, dopo quella delle regionali del 2010; e arriva, inoltre, dopo la pesantissima scissione del 2009 da parte dei compagni di “Sinistra, ecologia e libertà”, e dopo il vero e proprio stillicidio di abbandoni che ci ha accompagnato in questi anni, e dopo il fallimento plateale del tentativo di “federare” la sinistra. Una sconfitta pesantissima come quella di oggi, che ci colpisce dopo tutte queste vicende, sancisce anche - e lo sancisce, a mio avviso, con solare evidenza, per tutta una fase di medio periodo - che davvero non esistono condizioni praticabili per un soggetto politico anticapitalista con connotati di massa. O, almeno, non esistono in Italia. 

Cosa proverò a fare allora? 
Anzitutto proverò ad elaborare il senso di questa perdita. Il che significa, tra l’altro, sottrarsi senza rimpianti alla discussione sulle “ragioni specifiche” del disastro di oggi. Non ritengo, infatti, che noi abbiamo perso perché abbiamo sbagliato la tattica, o le parole d&#039;ordine, o le persone da candidare, o perché siamo stati poco attivi. Può essere senz’altro che ci siano stati tutti questi errori, e anche molti altri, o che l&#039;impegno sia stato al di sotto delle necessità; ma, dal mio punto di vista, non cambia per nulla la sostanza. E l’essenziale della vicenda è che la nostra specifica esperienza politico-organizzativa è venuta progressivamente e realmente consumandosi. 
D’altronde, questo giudizio è stato largamente e implicitamente condiviso, tanto che abbiamo scelto di dar vita al raggruppamento di Rivoluzione civile, consapevoli della nostra assoluta insufficienza. 

Il punto è che se una cosa, anche una determinata formazione politica, è poi realmente consumata, non serve neppure metterla assieme ad altri soggetti organizzati, peraltro anch’essi tutti più o meno inutilizzabili e “vecchi dentro”, pure quando s’affaticano a sembrare innovativi (come gli “arancioni” o “cambiare si può”). Le cose che hanno fatto il loro tempo non possono produrre dinamiche vitali. 
Noi eravamo già consumati prima di queste elezioni e non ce ne siamo accorti, o non abbiamo voluto ammetterlo. Occorre adesso - e lo dico per me, ma forse anche per molti “come me” - provare a recuperare l&#039;esercizio del silenzio e dell&#039;umiltà. L&#039;elaborazione di una perdita importante ha almeno questo di buono: che ci costringe a vedere, senza orpelli e senza veli, ciò che davvero siamo...

Detto questo, io vorrei provare a fare, se ne avrò la forza e se ci saranno le condizioni, le seguenti tre cose: 
1)	Partecipare, in modo pacato e assolutamente “non stressante”, alla ineludibile discussione sul compiersi del destino del Partito di cui faccio parte, per dare una mano a consegnare, nel miglior modo possibile, l’insieme di questa esperienza alla storia. Penso sia un dovere morale portare a conclusione tutti assieme, con stile e dignità, quello che è stato indubbiamente un tentativo di grande generosità, attraversato da momenti coinvolgenti e addirittura esaltanti, e che tuttavia ha già dato tutto quello che poteva dare; e che non ha più alcuna possibilità storica, per una fase più o meno lunga, di far valere le sue ragioni costitutive, ovvero di vivere come polo autonomo anticapitalista con connotati di massa. Lo dico con grande tristezza, ma anche con tutta la chiarezza necessaria. Slogan del tipo “rifondare Rifondazione” o “rilanciare Rivoluzione civile”, o cose analoghe, oggi avrei serie difficoltà, non dico a condividerli, ma anche semplicemente a capirli…
2)	La seconda cosa che vorrei provare a fare è di dar vita, assieme ad altri, a un luogo di riflessione teorica che metta a tema il capitalismo e le sue contraddizioni, e che contribuisca a ricostruire un&#039;idea del comunismo all&#039;altezza di questi tempi così complessi, ma anche così pieni di nuove possibilità per gli esseri umani. Una rivista? Una struttura stabile di lavoro seminariale? Non so bene cosa sia più opportuno e davvero possibile…
3)	La terza cosa che vorrei provare a fare è quella di agire insieme alle compagne e ai compagni con i quali ho più immediata consuetudine di discussione e facilità di relazioni (se non altro, per condivisione di territorio o di ambito di lavoro). Vorrei contribuire a mantenere aperta - in forme associative e non partitiche, con una modalità agile e senza appesantimenti formali - una iniziativa concertata di resistenza sull&#039;insieme dei diritti di cittadinanza umana, dal lavoro all&#039;ambiente, dai servizi di cura al sapere critico, dalla denuncia dell&#039;ingiustizia e del malaffare alle battaglie generali sui temi della pace, del disarmo e della fratellanza tra i popoli. Immagino un reticolo associativo aperto alla collaborazione paritaria di tutte le esperienze similari, che scelga il piano dell&#039;azione territoriale, dotandosi degli strumenti di comunicazione più appropriati, e che metta da parte, per tutta una fase (che io ritengo di medio periodo), le forzature di tipo partitico ed elettorale…                
(febbraio 2013)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL  POCO  CHE  HO  DA  DIRE</p>
<p>di Rino Malinconico </p>
<p>Ci sono momenti in cui il noi deve cedere il posto all’io.<br />
Parlo perciò di me, di quello che posso fare, che reputo abbia ancora senso fare, e dunque, in certo qual modo, di ciò che vorrei effettivamente fare. Scelgo così in partenza di non aggiungermi alla schiera numerosa di coloro che continueranno a parlare in prima persona plurale, magari dicendo ora ciò che avremmo dovuto fare ieri (e può essere pure che si tratti di opinioni davvero espresse a tempo debito, ma la cosa è del tutto insignificante nell’attuale contesto di macerie), ovvero che insisteranno a muoversi sul presupposto che questo nostro soggetto politico collettivo &#8211; Partito della Rifondazione Comunista o Rivoluzione Civile, tanto l’essenziale non cambia &#8211; possa continuare ad esistere anche dopo l’ennesima, brutale sconfitta elettorale, a beneficio delle prossime amministrative, delle prossime europee, o di un possibile voto politico anticipato dopo il quadro uscito dalle urne (certamente complicato, ma non impossibile da governare). </p>
<p>Il fatto è che ci sono sconfitte e sconfitte. Questa del febbraio 2013, terribilmente impietosa nei numeri, arriva dopo quella delle politiche del 2008, dopo quella delle europee del 2009, dopo quella delle regionali del 2010; e arriva, inoltre, dopo la pesantissima scissione del 2009 da parte dei compagni di “Sinistra, ecologia e libertà”, e dopo il vero e proprio stillicidio di abbandoni che ci ha accompagnato in questi anni, e dopo il fallimento plateale del tentativo di “federare” la sinistra. Una sconfitta pesantissima come quella di oggi, che ci colpisce dopo tutte queste vicende, sancisce anche &#8211; e lo sancisce, a mio avviso, con solare evidenza, per tutta una fase di medio periodo &#8211; che davvero non esistono condizioni praticabili per un soggetto politico anticapitalista con connotati di massa. O, almeno, non esistono in Italia. </p>
<p>Cosa proverò a fare allora?<br />
Anzitutto proverò ad elaborare il senso di questa perdita. Il che significa, tra l’altro, sottrarsi senza rimpianti alla discussione sulle “ragioni specifiche” del disastro di oggi. Non ritengo, infatti, che noi abbiamo perso perché abbiamo sbagliato la tattica, o le parole d&#8217;ordine, o le persone da candidare, o perché siamo stati poco attivi. Può essere senz’altro che ci siano stati tutti questi errori, e anche molti altri, o che l&#8217;impegno sia stato al di sotto delle necessità; ma, dal mio punto di vista, non cambia per nulla la sostanza. E l’essenziale della vicenda è che la nostra specifica esperienza politico-organizzativa è venuta progressivamente e realmente consumandosi.<br />
D’altronde, questo giudizio è stato largamente e implicitamente condiviso, tanto che abbiamo scelto di dar vita al raggruppamento di Rivoluzione civile, consapevoli della nostra assoluta insufficienza. </p>
<p>Il punto è che se una cosa, anche una determinata formazione politica, è poi realmente consumata, non serve neppure metterla assieme ad altri soggetti organizzati, peraltro anch’essi tutti più o meno inutilizzabili e “vecchi dentro”, pure quando s’affaticano a sembrare innovativi (come gli “arancioni” o “cambiare si può”). Le cose che hanno fatto il loro tempo non possono produrre dinamiche vitali.<br />
Noi eravamo già consumati prima di queste elezioni e non ce ne siamo accorti, o non abbiamo voluto ammetterlo. Occorre adesso &#8211; e lo dico per me, ma forse anche per molti “come me” &#8211; provare a recuperare l&#8217;esercizio del silenzio e dell&#8217;umiltà. L&#8217;elaborazione di una perdita importante ha almeno questo di buono: che ci costringe a vedere, senza orpelli e senza veli, ciò che davvero siamo&#8230;</p>
<p>Detto questo, io vorrei provare a fare, se ne avrò la forza e se ci saranno le condizioni, le seguenti tre cose:<br />
1)	Partecipare, in modo pacato e assolutamente “non stressante”, alla ineludibile discussione sul compiersi del destino del Partito di cui faccio parte, per dare una mano a consegnare, nel miglior modo possibile, l’insieme di questa esperienza alla storia. Penso sia un dovere morale portare a conclusione tutti assieme, con stile e dignità, quello che è stato indubbiamente un tentativo di grande generosità, attraversato da momenti coinvolgenti e addirittura esaltanti, e che tuttavia ha già dato tutto quello che poteva dare; e che non ha più alcuna possibilità storica, per una fase più o meno lunga, di far valere le sue ragioni costitutive, ovvero di vivere come polo autonomo anticapitalista con connotati di massa. Lo dico con grande tristezza, ma anche con tutta la chiarezza necessaria. Slogan del tipo “rifondare Rifondazione” o “rilanciare Rivoluzione civile”, o cose analoghe, oggi avrei serie difficoltà, non dico a condividerli, ma anche semplicemente a capirli…<br />
2)	La seconda cosa che vorrei provare a fare è di dar vita, assieme ad altri, a un luogo di riflessione teorica che metta a tema il capitalismo e le sue contraddizioni, e che contribuisca a ricostruire un&#8217;idea del comunismo all&#8217;altezza di questi tempi così complessi, ma anche così pieni di nuove possibilità per gli esseri umani. Una rivista? Una struttura stabile di lavoro seminariale? Non so bene cosa sia più opportuno e davvero possibile…<br />
3)	La terza cosa che vorrei provare a fare è quella di agire insieme alle compagne e ai compagni con i quali ho più immediata consuetudine di discussione e facilità di relazioni (se non altro, per condivisione di territorio o di ambito di lavoro). Vorrei contribuire a mantenere aperta &#8211; in forme associative e non partitiche, con una modalità agile e senza appesantimenti formali &#8211; una iniziativa concertata di resistenza sull&#8217;insieme dei diritti di cittadinanza umana, dal lavoro all&#8217;ambiente, dai servizi di cura al sapere critico, dalla denuncia dell&#8217;ingiustizia e del malaffare alle battaglie generali sui temi della pace, del disarmo e della fratellanza tra i popoli. Immagino un reticolo associativo aperto alla collaborazione paritaria di tutte le esperienze similari, che scelga il piano dell&#8217;azione territoriale, dotandosi degli strumenti di comunicazione più appropriati, e che metta da parte, per tutta una fase (che io ritengo di medio periodo), le forzature di tipo partitico ed elettorale…<br />
(febbraio 2013)</p>
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	<item>
		<title>Di: compagno marcos</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2947</link>
		<dc:creator>compagno marcos</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 18:39:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ai compagni che dicono che il motivo della sconfitta è  dovuto alla mancanza della falce e il martello vorrei ricordare che prima di costituirsi RIVOLUZIONE CIVILE i sondaggi dicevano che noi,come federazione della sinistra ,eravamo intorno al 2 % nelle preferenze di voto.Secondo me,un errore della campagna elettorale è stato quello di parlare quasi esclusivamente del problema della legalità e su come risolverlo.Certo che la questione morale e la legalità sono fondamentali per riuscire nel difficile compito di costruire una società più giusta, pero forze in questo momento storico per gli italiani non è prioritario essendoci altri problemi da risolvere(per esempio come creare lavoro).Peraltro gli italiani, tristemente , si sono abituati a vivere nella illegalità.Io ritengo che il progetto di rivoluzione civile sia ancora un progetto valido che deve continuare nella lotta per la giustizia sociale.Ingroia si è dimostrato un validissimo candidato e considero che bisognerebbe continuare ad appoggiarlo.Ho sostenuto, e continuerò a farlo,la partecipazione di PRC a Rivoluzione civile secondo la mia opinione l&#039;unica via possibile.Chiaramente la nostra segreteria nazionale dovrà farsi carico degli errori commessi negli ultimi anni.Oggi più che mai abbiamo bisogno di restare uniti e sicuramente dalla debolezza di rifondazione e dei comunisti italiani dovrebbe nascere finalmente l&#039;unione in un unico partito dei comunisti.Forza compagni!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ai compagni che dicono che il motivo della sconfitta è  dovuto alla mancanza della falce e il martello vorrei ricordare che prima di costituirsi RIVOLUZIONE CIVILE i sondaggi dicevano che noi,come federazione della sinistra ,eravamo intorno al 2 % nelle preferenze di voto.Secondo me,un errore della campagna elettorale è stato quello di parlare quasi esclusivamente del problema della legalità e su come risolverlo.Certo che la questione morale e la legalità sono fondamentali per riuscire nel difficile compito di costruire una società più giusta, pero forze in questo momento storico per gli italiani non è prioritario essendoci altri problemi da risolvere(per esempio come creare lavoro).Peraltro gli italiani, tristemente , si sono abituati a vivere nella illegalità.Io ritengo che il progetto di rivoluzione civile sia ancora un progetto valido che deve continuare nella lotta per la giustizia sociale.Ingroia si è dimostrato un validissimo candidato e considero che bisognerebbe continuare ad appoggiarlo.Ho sostenuto, e continuerò a farlo,la partecipazione di PRC a Rivoluzione civile secondo la mia opinione l&#8217;unica via possibile.Chiaramente la nostra segreteria nazionale dovrà farsi carico degli errori commessi negli ultimi anni.Oggi più che mai abbiamo bisogno di restare uniti e sicuramente dalla debolezza di rifondazione e dei comunisti italiani dovrebbe nascere finalmente l&#8217;unione in un unico partito dei comunisti.Forza compagni!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2944</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 18:25:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@patrizia b: ho letto i tuoi interventi e non mi convincono affatto; che tu voglia difendere il gruppo dirigente è un tuo diritto; ma da quello che dici sembra sentire giuseppe saragat sul destino cinico e baro; io ho votato pcl,pur nonn condividendo del tutto le teorie politiche soprattutto sulle questioni internazionali; e ritengo che anche il pcl è fin troppo autoreferenziale; e cos&#039; non si costruisce un partito non dico di massa ma con migliai di  quadri dirigenti; io speravo che dopo chianciano 2009 rifondazione avrebbe intrapreso la strada della indipendenza e della alternativa al pd; invece così non è stato anzi per troppo tempo avete quasi implorato con lettere aperte vendola; la confusione in voi è stata molto grande proponendo di volta bin volta modelli di altri paesi; non avete avuto un ruolo egemonico gramsciano, ossessionati dal rientro nelle istituzioni; le elezioni siciliane sono state il preludio per rivoluzione civile; ma la sommatoria di sigle non per forza porte risulati positivi; oggi come in sicilia lo scorso ottobre e come nel 2008; cosa propongo io sempre  spero nella fine della diaspora comunista, e voi per primi dovreste tentare un approcci di dialogo; invece preferite guardare alla vostra destra ed i risultati elettorali sono sotto gli occhi di tutti; se fossi ancora in rifondazione  farei mie le analisi politiche dei compagni di falce e martello, che hanno visto giusto nel criticare  a fondo la scelta di rivoluzione civile dove avete sciolto la vostra identità  o quanto meno non si è vista come identita culturalmente trainante; infine i compagni che sono incavolati non necessariamente debbono essere sottovalutati come incapaci di capire la fase attuale della società italiana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@patrizia b: ho letto i tuoi interventi e non mi convincono affatto; che tu voglia difendere il gruppo dirigente è un tuo diritto; ma da quello che dici sembra sentire giuseppe saragat sul destino cinico e baro; io ho votato pcl,pur nonn condividendo del tutto le teorie politiche soprattutto sulle questioni internazionali; e ritengo che anche il pcl è fin troppo autoreferenziale; e cos&#8217; non si costruisce un partito non dico di massa ma con migliai di  quadri dirigenti; io speravo che dopo chianciano 2009 rifondazione avrebbe intrapreso la strada della indipendenza e della alternativa al pd; invece così non è stato anzi per troppo tempo avete quasi implorato con lettere aperte vendola; la confusione in voi è stata molto grande proponendo di volta bin volta modelli di altri paesi; non avete avuto un ruolo egemonico gramsciano, ossessionati dal rientro nelle istituzioni; le elezioni siciliane sono state il preludio per rivoluzione civile; ma la sommatoria di sigle non per forza porte risulati positivi; oggi come in sicilia lo scorso ottobre e come nel 2008; cosa propongo io sempre  spero nella fine della diaspora comunista, e voi per primi dovreste tentare un approcci di dialogo; invece preferite guardare alla vostra destra ed i risultati elettorali sono sotto gli occhi di tutti; se fossi ancora in rifondazione  farei mie le analisi politiche dei compagni di falce e martello, che hanno visto giusto nel criticare  a fondo la scelta di rivoluzione civile dove avete sciolto la vostra identità  o quanto meno non si è vista come identita culturalmente trainante; infine i compagni che sono incavolati non necessariamente debbono essere sottovalutati come incapaci di capire la fase attuale della società italiana.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Branco Selvaggio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2875</link>
		<dc:creator>Il Branco Selvaggio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:24:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[io lo sto dicendo da giorni che Ferrero non poteva fare altra scelta che entrare in Rivoluzione Civile, un progetto secondo me serio ma organizzato in fretta e in furia nella peggiore campagna elettorale della storia repubblicana.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io lo sto dicendo da giorni che Ferrero non poteva fare altra scelta che entrare in Rivoluzione Civile, un progetto secondo me serio ma organizzato in fretta e in furia nella peggiore campagna elettorale della storia repubblicana.</p>
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		<title>Di: Il Branco Selvaggio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2870</link>
		<dc:creator>Il Branco Selvaggio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la soluzione alla rinascita di rifondazione non c&#039;è oggi nè domani. l&#039;Italia ha paura della sinistra in generale. è un problema di mentalità legata a valori insiti nella società italiana per colpa di un ventennio berlusconiano.  l&#039;Italia si è rituffata tra la braccia di Berlusconi e ha dato forza ad un movimento che è guidato da un comico, lasciando il Pd e Vendola in una situazione davvero difficile. io comunque ci sarò sempre a lottare nelle sfide elettorali, anche in un momento di illusione (io in rivoluzione civile ci credevo e forse ci credo ancora) e poi di disillusione come questo. il problema è che il Pd è il primo partito del centro-sinistra e rifondazione non ha le possibilità di dialogare con esso, tantomeno in un immediato futuro in cui si prospetta la figura di Renzi alla guida. rifondazione e i comunisti italiani troveranno sempre la porta chiusa. purtroppo il Pd dal 2008 è vissuto con l&#039;obiettivo di distruggere la sinistra radicale, nel tentativo di inseguire il modello Berlusconi e gli industrialotti. Credevo che almeno Bersani fosse stato un po&#039; più aperto verso Ingroia e invece... tutto questo a vantaggio di chi? di Berlusconi naturalmente. aggiungo che mi sembrerebbe inutile e dannoso alla sopravvivenza di rifondazione la ricerca a tutti i costi di un dialogo col Movimento 5 stelle guidato da un personaggio capace solo di usare toni offensivi. oltre a ciò sono sicuro che i parlamentari grillini verranno comprati piano piano da qualcuno (Berlusconi è il re della compravendita di parlamentari). io non parlo da vittima, ma da persona che ragiona e che conosce tutti i difetti della società italiana.tra di noi serve unione e non le solite risse. dobbiamo renderci conto che siamo rimasti pochi rispetto agli sbarramenti elettorali; e anche se alcuni di voi dicono che si può fare politica in piazza, a in fondo al cuore sono sicuro che dispiace a tutti non essere entrati in parlamento per la seconda volta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la soluzione alla rinascita di rifondazione non c&#8217;è oggi nè domani. l&#8217;Italia ha paura della sinistra in generale. è un problema di mentalità legata a valori insiti nella società italiana per colpa di un ventennio berlusconiano.  l&#8217;Italia si è rituffata tra la braccia di Berlusconi e ha dato forza ad un movimento che è guidato da un comico, lasciando il Pd e Vendola in una situazione davvero difficile. io comunque ci sarò sempre a lottare nelle sfide elettorali, anche in un momento di illusione (io in rivoluzione civile ci credevo e forse ci credo ancora) e poi di disillusione come questo. il problema è che il Pd è il primo partito del centro-sinistra e rifondazione non ha le possibilità di dialogare con esso, tantomeno in un immediato futuro in cui si prospetta la figura di Renzi alla guida. rifondazione e i comunisti italiani troveranno sempre la porta chiusa. purtroppo il Pd dal 2008 è vissuto con l&#8217;obiettivo di distruggere la sinistra radicale, nel tentativo di inseguire il modello Berlusconi e gli industrialotti. Credevo che almeno Bersani fosse stato un po&#8217; più aperto verso Ingroia e invece&#8230; tutto questo a vantaggio di chi? di Berlusconi naturalmente. aggiungo che mi sembrerebbe inutile e dannoso alla sopravvivenza di rifondazione la ricerca a tutti i costi di un dialogo col Movimento 5 stelle guidato da un personaggio capace solo di usare toni offensivi. oltre a ciò sono sicuro che i parlamentari grillini verranno comprati piano piano da qualcuno (Berlusconi è il re della compravendita di parlamentari). io non parlo da vittima, ma da persona che ragiona e che conosce tutti i difetti della società italiana.tra di noi serve unione e non le solite risse. dobbiamo renderci conto che siamo rimasti pochi rispetto agli sbarramenti elettorali; e anche se alcuni di voi dicono che si può fare politica in piazza, a in fondo al cuore sono sicuro che dispiace a tutti non essere entrati in parlamento per la seconda volta.</p>
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		<title>Di: Articoli da leggere &#124; Scandicci - Cerca News</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2863</link>
		<dc:creator>Articoli da leggere &#124; Scandicci - Cerca News</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:02:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] Prime riflessioni sul voto                         di Paolo Ferrero [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Prime riflessioni sul voto                         di Paolo Ferrero [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Casartelli</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2848</link>
		<dc:creator>Luca Casartelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 15:31:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giusto.
&lt;b&gt;ANTICAPITALISMO &lt;/b&gt;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto.<br />
<b>ANTICAPITALISMO </b></p>
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	<item>
		<title>Di: Erminio Liguori</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=1260#comment-2847</link>
		<dc:creator>Erminio Liguori</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 15:31:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Compagni, organizziamoci dal basso ed in Rifo: chi avesse lasciato la tessera la riprenda, interveniamo, costringiamo la dirigenza ad indire un congresso straordinario con una costituente comunista. FUORI DALLE PALLE I SOCIALDEMOCRATICI!! Solo dopo fatta chiarezza e scelta UNA linea tattica e strategica si potra&#039; parlare di alleanze e di contenitori piu&#039; ampi ( ma sempre di sinistra radicale, niente brodini)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compagni, organizziamoci dal basso ed in Rifo: chi avesse lasciato la tessera la riprenda, interveniamo, costringiamo la dirigenza ad indire un congresso straordinario con una costituente comunista. FUORI DALLE PALLE I SOCIALDEMOCRATICI!! Solo dopo fatta chiarezza e scelta UNA linea tattica e strategica si potra&#8217; parlare di alleanze e di contenitori piu&#8217; ampi ( ma sempre di sinistra radicale, niente brodini)</p>
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