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	<title>Commenti a: Rivoluzione Civile, oltre le elezioni</title>
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		<title>Di: Giamta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=118#comment-50</link>
		<dc:creator>Giamta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 23:10:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ ivanquarta

Leggi :
http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/

Dubito che il 90 % degli elettori italiani non sia rappresentato politicamente, scrivere cio&#039; significa illudersi e pensare che gli italiani siano diversi da come sono ......
In questo paese bene o male ci sono sempre state rappresentanze di tutte le ideologie politiche ........]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ ivanquarta</p>
<p>Leggi :<br />
<a href="http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/" rel="nofollow">http://www.rivoluzionecivile.it/sintesi-del-programma-di-rivoluzione-civile/</a></p>
<p>Dubito che il 90 % degli elettori italiani non sia rappresentato politicamente, scrivere cio&#8217; significa illudersi e pensare che gli italiani siano diversi da come sono &#8230;&#8230;<br />
In questo paese bene o male ci sono sempre state rappresentanze di tutte le ideologie politiche &#8230;&#8230;..</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=118#comment-46</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 20:10:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Sì a un’Europa dei cittadini, alla rinegoziazione del debito pubblico e delle normative europee al riguardo attraverso una alleanza dei Paesi mediterranei oggi devastati dalla crisi e a un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia in grado di rilanciare l’occupazione con migliaia di piccole opere di evidente e immediata utilità collettiva. No all’Europa delle banche e dei banchieri e delle politiche recessive in atto.

2. Sì a un grande progetto di riconversione ecologica dell’economia e di riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi per garantire la sicurezza dei cittadini e la riduzione del consumo di suoli agricoli. No alle grandi opere (dal Tav Torino-Lione al Ponte sullo stretto e al proliferare di autostrade e raccordi) inutili, dannose all’ambiente e alla salute ed economicamente insostenibili.

3. No a contrazione del lavoro e al precariato e alla riduzione di fatto dei salari e delle pensioni. Sì al ripristino delle tutele del lavoro e dei lavoratori cancellate dai Governi Berlusconi e Monti (anche con sostegno ai referendum) e alla sperimentazione di modalità di creazione diretta di occupazione, anche in ambito locale, all’introduzione di un reddito di cittadinanza, al potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato sociale (nella prospettiva di un welfare dei diritti e non di forme di assistenzialismo caritatevole).

4. No agli attuali costi fuori controllo della politica e alla rappresentanza come mestiere. Sì alla autonomizzazione della politica dal denaro, all’abbattimento dei relativi costi, alla previsione di un tetto massimo per i compensi pubblici e privati, all’azzeramento delle indennità aggiuntive della retribuzione per ogni titolare di funzioni pubbliche.

5. Si a un’imposizione fiscale più incisiva sui redditi elevati, sui patrimoni e sulle rendite finanziarie (con estensione alle proprietà ecclesiastiche). No ad aumenti delle imposte indirette e a inasprimenti della fiscalità nei confronti dei redditi medio-bassi.

6. Sì a un’azione di ripristino della legalità, di contrasto della criminalità organizzata, dell’evasione fiscale e della corruzione con recupero di risorse da destinare a un welfare potenziato e risanato dal clientelismo. No alle politiche dei condoni e alle leggi ad personam.

7. No a tutte le operazioni di guerra e drastica riduzione delle spese militari. Sì alla destinazione dei corrispondenti risparmi e di risorse adeguate a sanità, scuola pubblica, ricerca e innovazione (nella convinzione che sapere e istruzione sono prerequisito della democrazia e intervento strategico).

8. Sì a politiche di valorizzazione dei beni comuni e a forme di sostegno e promozione delle esperienze di economie di cooperazione e solidarietà. No allo svuotamento di fatto dei referendum del 2011 e alla vendita ai privati dei servizi pubblici locali.

9. No ad ogni forma di discriminazione e di razzismo (e alle leggi che ne sono espressione, a cominciare dalla Bossi-Fini). Sì al pieno riconoscimento dei diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere dal genere, a una cultura delle differenze, a politiche migratorie accoglienti e all’accesso alla cittadinanza per tutti i nati in Italia.

10. Sì a una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi l’attuale subordinazione al potere economico-finanziario. No al conflitto di interessi e alla concentrazione dell’informazione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. Sì a un’Europa dei cittadini, alla rinegoziazione del debito pubblico e delle normative europee al riguardo attraverso una alleanza dei Paesi mediterranei oggi devastati dalla crisi e a un progetto di riconversione di ampi settori dell’economia in grado di rilanciare l’occupazione con migliaia di piccole opere di evidente e immediata utilità collettiva. No all’Europa delle banche e dei banchieri e delle politiche recessive in atto.</p>
<p>2. Sì a un grande progetto di riconversione ecologica dell’economia e di riassetto del territorio nazionale e dei suoi usi per garantire la sicurezza dei cittadini e la riduzione del consumo di suoli agricoli. No alle grandi opere (dal Tav Torino-Lione al Ponte sullo stretto e al proliferare di autostrade e raccordi) inutili, dannose all’ambiente e alla salute ed economicamente insostenibili.</p>
<p>3. No a contrazione del lavoro e al precariato e alla riduzione di fatto dei salari e delle pensioni. Sì al ripristino delle tutele del lavoro e dei lavoratori cancellate dai Governi Berlusconi e Monti (anche con sostegno ai referendum) e alla sperimentazione di modalità di creazione diretta di occupazione, anche in ambito locale, all’introduzione di un reddito di cittadinanza, al potenziamento degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dei presidi dello stato sociale (nella prospettiva di un welfare dei diritti e non di forme di assistenzialismo caritatevole).</p>
<p>4. No agli attuali costi fuori controllo della politica e alla rappresentanza come mestiere. Sì alla autonomizzazione della politica dal denaro, all’abbattimento dei relativi costi, alla previsione di un tetto massimo per i compensi pubblici e privati, all’azzeramento delle indennità aggiuntive della retribuzione per ogni titolare di funzioni pubbliche.</p>
<p>5. Si a un’imposizione fiscale più incisiva sui redditi elevati, sui patrimoni e sulle rendite finanziarie (con estensione alle proprietà ecclesiastiche). No ad aumenti delle imposte indirette e a inasprimenti della fiscalità nei confronti dei redditi medio-bassi.</p>
<p>6. Sì a un’azione di ripristino della legalità, di contrasto della criminalità organizzata, dell’evasione fiscale e della corruzione con recupero di risorse da destinare a un welfare potenziato e risanato dal clientelismo. No alle politiche dei condoni e alle leggi ad personam.</p>
<p>7. No a tutte le operazioni di guerra e drastica riduzione delle spese militari. Sì alla destinazione dei corrispondenti risparmi e di risorse adeguate a sanità, scuola pubblica, ricerca e innovazione (nella convinzione che sapere e istruzione sono prerequisito della democrazia e intervento strategico).</p>
<p>8. Sì a politiche di valorizzazione dei beni comuni e a forme di sostegno e promozione delle esperienze di economie di cooperazione e solidarietà. No allo svuotamento di fatto dei referendum del 2011 e alla vendita ai privati dei servizi pubblici locali.</p>
<p>9. No ad ogni forma di discriminazione e di razzismo (e alle leggi che ne sono espressione, a cominciare dalla Bossi-Fini). Sì al pieno riconoscimento dei diritti civili degli individui e delle coppie a prescindere dal genere, a una cultura delle differenze, a politiche migratorie accoglienti e all’accesso alla cittadinanza per tutti i nati in Italia.</p>
<p>10. Sì a una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi l’attuale subordinazione al potere economico-finanziario. No al conflitto di interessi e alla concentrazione dell’informazione.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=118#comment-45</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 20:01:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Andrea, io non crederei molto ai sondaggi. Vedo che alle assemblee di RCivile oltre a RifondazioneComunista sono rappresenatti anche in molti della società civile, gente che altrimenti si sarebbe persa per strada. Io credo che RC raggiungerà una cifra molto più alta, basta crederci e darsi da fare perchè questo avvenga, cominciando ad aprire gli occhi alla gente che non sa cosa siano il Fiscal Compact e il MES e cosa essi significhino in termini di diritti, reddito e servizi sociali. Non perdiamo tempo sulle illazioni stimolate e diamoci invece da fare.
giuseppe]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, io non crederei molto ai sondaggi. Vedo che alle assemblee di RCivile oltre a RifondazioneComunista sono rappresenatti anche in molti della società civile, gente che altrimenti si sarebbe persa per strada. Io credo che RC raggiungerà una cifra molto più alta, basta crederci e darsi da fare perchè questo avvenga, cominciando ad aprire gli occhi alla gente che non sa cosa siano il Fiscal Compact e il MES e cosa essi significhino in termini di diritti, reddito e servizi sociali. Non perdiamo tempo sulle illazioni stimolate e diamoci invece da fare.<br />
giuseppe</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=118#comment-38</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 18:19:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sondaggio EMG Srl del 3/12/2012,Italia dei Valori: 1.5% - Federazione della Sinistra: 2.5% - Ecologisti, Verdi e reti civiche: 1.3% ; Totale 5.3%; Sondaggi odierni per Rivoluzione Civile: +/- 4.5%; qual&#039;è il valore aggiunto d&#039;Ingroia? Mettere insieme i litigiosi duri e puri (fino al giorno dopo le elezioni) che, non avendo trovato ospitalità (candidati in numero adeguato alle loro aspettative) nel PD, ora individuano in PD e SEL i nemici del popolo. Le speranze sono quelle di uscire dalle catacombe piuttosto che rappresentare quel 90% (sic!)privo di rappresentanza politica.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sondaggio EMG Srl del 3/12/2012,Italia dei Valori: 1.5% &#8211; Federazione della Sinistra: 2.5% &#8211; Ecologisti, Verdi e reti civiche: 1.3% ; Totale 5.3%; Sondaggi odierni per Rivoluzione Civile: +/- 4.5%; qual&#8217;è il valore aggiunto d&#8217;Ingroia? Mettere insieme i litigiosi duri e puri (fino al giorno dopo le elezioni) che, non avendo trovato ospitalità (candidati in numero adeguato alle loro aspettative) nel PD, ora individuano in PD e SEL i nemici del popolo. Le speranze sono quelle di uscire dalle catacombe piuttosto che rappresentare quel 90% (sic!)privo di rappresentanza politica.</p>
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	<item>
		<title>Di: ivanquarta</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=118#comment-31</link>
		<dc:creator>ivanquarta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 14:34:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[mi piacerebbe leggere i 10 punti programmatici di rivoluzione civile.....mi chiedo come mai-ècosì difficile trovarli....se non vi disturba potreste inviarmeli...grazie...hasta siempre...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piacerebbe leggere i 10 punti programmatici di rivoluzione civile&#8230;..mi chiedo come mai-ècosì difficile trovarli&#8230;.se non vi disturba potreste inviarmeli&#8230;grazie&#8230;hasta siempre&#8230;</p>
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