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	<title>Commenti a: Rifondazione appoggia sciopero degli autoferrotranvieri senza contratto da 7 anni!</title>
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		<title>Di: martino</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-45276</link>
		<dc:creator>martino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 20:14:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[gli autoferrotranvieri sono senza contratto ?
E lo stipendio non lo prendono ?
Credo che sia più corretto dire che non gli danno miglioramenti da 7 anni...
E ci mancherebbe pure, i redditi di artigiani e commercianti sono dimezzati, i nuovi assunti guadagnano la metà dei vecchi assunti e a questi gli dovrebbero dare un aumento ?
OOOOHHHHH ma che vi dice il cervello ?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gli autoferrotranvieri sono senza contratto ?<br />
E lo stipendio non lo prendono ?<br />
Credo che sia più corretto dire che non gli danno miglioramenti da 7 anni&#8230;<br />
E ci mancherebbe pure, i redditi di artigiani e commercianti sono dimezzati, i nuovi assunti guadagnano la metà dei vecchi assunti e a questi gli dovrebbero dare un aumento ?<br />
OOOOHHHHH ma che vi dice il cervello ?</p>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44982</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 14:33:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[democristiano vero vernaghi?, comunista non lo sei di sicuro;  è probabile che hai la doppia tessera, quella del pd e quella di sel!; gli anticomunisti  vi ci trovate bene in questi partiti tanto benvoluti dai padroni.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>democristiano vero vernaghi?, comunista non lo sei di sicuro;  è probabile che hai la doppia tessera, quella del pd e quella di sel!; gli anticomunisti  vi ci trovate bene in questi partiti tanto benvoluti dai padroni.</p>
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		<title>Di: Vernaghi-sez PRC Bergamo</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44980</link>
		<dc:creator>Vernaghi-sez PRC Bergamo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 14:16:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il tuo massimalismo non paga.
Al contrario, più Prc si allontana dalle istituzioni e dai luoghi dove può fare qualcosa per la gente e più sparisce, diminuisce , quindi questo isolamento che tu proponi già ha fatto troppi danni.
E&#039; la causa dello smarrimento , della confusione ingenerata nei nostri elettori.
Non si ragiona in questo modo per un semplice motivo : da soli valiamo ZERO.
Non potremo MAI avere voti necessari per fare qualcosa da soli, quindi le alleanze sono indiispensabili.
Si vede che di politica non te ne intendi , comunque se non lo sapessi : le alleanze si fanno con i partiti a te più vicini.
Non identici a te, come tu pretenderesti , altrimenti non sarebbero ALTRI partiti.
Un partito come il nostro non può che allearsi con SEL e PD
Inutile che apri bocca tanto per sprecare fiato.
Devi riflettere.
Se vogliamo essere utili alla gente ci dobbiamo prima far votare  (molto) poi essere decisivi per creare una maggioranza alternativa alla destra.
Chi non capisce questi elementi di logica è bane faccia qualcos&#039;altro, non politica]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il tuo massimalismo non paga.<br />
Al contrario, più Prc si allontana dalle istituzioni e dai luoghi dove può fare qualcosa per la gente e più sparisce, diminuisce , quindi questo isolamento che tu proponi già ha fatto troppi danni.<br />
E&#8217; la causa dello smarrimento , della confusione ingenerata nei nostri elettori.<br />
Non si ragiona in questo modo per un semplice motivo : da soli valiamo ZERO.<br />
Non potremo MAI avere voti necessari per fare qualcosa da soli, quindi le alleanze sono indiispensabili.<br />
Si vede che di politica non te ne intendi , comunque se non lo sapessi : le alleanze si fanno con i partiti a te più vicini.<br />
Non identici a te, come tu pretenderesti , altrimenti non sarebbero ALTRI partiti.<br />
Un partito come il nostro non può che allearsi con SEL e PD<br />
Inutile che apri bocca tanto per sprecare fiato.<br />
Devi riflettere.<br />
Se vogliamo essere utili alla gente ci dobbiamo prima far votare  (molto) poi essere decisivi per creare una maggioranza alternativa alla destra.<br />
Chi non capisce questi elementi di logica è bane faccia qualcos&#8217;altro, non politica</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stanllio e Ollio</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44881</link>
		<dc:creator>Stanllio e Ollio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 14:16:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Purtroppo siamo a un regime pre - fascista .... Ribelliamoci !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo siamo a un regime pre &#8211; fascista &#8230;. Ribelliamoci !</p>
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		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44870</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 11:29:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[non sono io ad essere debole ,ma tu ad essere reazionario, se simpatizzi per il nazisionista filosofo da quatto chiacchere!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono io ad essere debole ,ma tu ad essere reazionario, se simpatizzi per il nazisionista filosofo da quatto chiacchere!</p>
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		<title>Di: comunista</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44858</link>
		<dc:creator>comunista</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 07:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il giornale è fallito per mancanza di comunisti, che erano gli acquirenti dei giornali.
Questa la verità cruda.
Se l&#039;ambizione e l&#039;egoismo di 6 o 7 segretari e dirigenti di altrettanti fantomatici partiti comunisti avessero avuto il coraggio e l&#039;intelligenza di unificarsi e portare avanti un progetto comunista forse non sarebbe finita così.
Per adesso rimangono i volantini 50.000 a 50 euro, che il pcl tramite i suoi attivisti distribuisce, con qualche slogan che nemmeno i ragazzi stessi capiscono, e che finiscono nelle fogne con la pioggia senza che nessuno li abbia letti.
Prendiamocela con tutti coloro che si sono rifiutati di fare un solo gruppo.
Ferrero Ferrando, Rizzo, Diliberto, Turigliatto  GRAZIE di aver fatto sparire il comunismo dasll&#039;italia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il giornale è fallito per mancanza di comunisti, che erano gli acquirenti dei giornali.<br />
Questa la verità cruda.<br />
Se l&#8217;ambizione e l&#8217;egoismo di 6 o 7 segretari e dirigenti di altrettanti fantomatici partiti comunisti avessero avuto il coraggio e l&#8217;intelligenza di unificarsi e portare avanti un progetto comunista forse non sarebbe finita così.<br />
Per adesso rimangono i volantini 50.000 a 50 euro, che il pcl tramite i suoi attivisti distribuisce, con qualche slogan che nemmeno i ragazzi stessi capiscono, e che finiscono nelle fogne con la pioggia senza che nessuno li abbia letti.<br />
Prendiamocela con tutti coloro che si sono rifiutati di fare un solo gruppo.<br />
Ferrero Ferrando, Rizzo, Diliberto, Turigliatto  GRAZIE di aver fatto sparire il comunismo dasll&#8217;italia</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Dream</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44849</link>
		<dc:creator>Dream</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 00:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non sarai un pò debole nelle sfumature?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sarai un pò debole nelle sfumature?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la congiura degli eguali</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44844</link>
		<dc:creator>la congiura degli eguali</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 22:34:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[bernard-henri levy, il filosofo fallito e reazionario, l&#039;amico dei nazisti ukraini e dei nazisionisti, è uno degli esseri più spregevoli mai apparsi sulla terra!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bernard-henri levy, il filosofo fallito e reazionario, l&#8217;amico dei nazisti ukraini e dei nazisionisti, è uno degli esseri più spregevoli mai apparsi sulla terra!</p>
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		<title>Di: Dream</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44794</link>
		<dc:creator>Dream</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 07:37:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le ragioni sono spiegate qui:
&quot;The God That Failed: &#039;Left in Dark Times&#039; by Bernard-Henri Levy&quot;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le ragioni sono spiegate qui:<br />
&#8220;The God That Failed: &#8216;Left in Dark Times&#8217; by Bernard-Henri Levy&#8221;</p>
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		<title>Di: Attila</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=11439#comment-44784</link>
		<dc:creator>Attila</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 23:24:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il comunicato del direttore
pubblicata alle ore:19/03/20 - Care lettrici, cari lettori, ho sperato fino all&#039;ultimo di non dover scrivere queste righe. L&#039;ho sperato perché ritenevo (e ritengo) che un partito comunista, che tra i suoi compiti ha quello della formazione di una coscienza di classe, non possa fare a meno di uno strumento di comunicazione/informazione non solo come veicolo per la diffusione di idee e programmi, ma anche come mezzo per lo sviluppo della stessa attività politica. Ora che la parola fine è stata messa nero su bianco, sembra che non resti altro da fare che prenderne atto. Si poteva evitare questo epilogo? Forse no. Ci si poteva arrivare in un altro modo? Certamente sì. Conosciamo, e non da oggi, la straordinaria e drammatica condizione economica in cui si dibatte il nostro partito e, di conseguenza, la società editrice di Liberazione. E conosciamo le importanti risorse finanziarie che il Prc ha impiegato negli anni passati per salvare il giornale, ridurre i debiti e non far fallire la Mrc, pur in una condizione generale di crisi. Conosciamo tutto questo talmente bene che non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di fare sforzi, personali e collettivi, per tenere in vita il giornale che, vale forse la pena ricordarlo, accompagna la storia del Prc da oltre vent&#039;anni. Con caparbietà abbiamo messo in campo tutte le iniziative possibili, specie dopo la fine delle pubblicazioni del giornale cartaceo (ormai nel lontano dicembre 2011) sempre e solo con l&#039;intento di essere utili prima di tutto al partito, pur nella dimensione sempre più risettimanale divenne quotidiano, nell&#039;entusiasmo generale. Non è questo il punto. Sul tavolo esiste un ampio ventaglio di proposte e altre ancora se ne possono avanzare. Così come non è in discussione la gravità della situazione finanziaria. Si chiedeva (e si chiede) di manifestare una volontà; di mostrare coerenza tra le cose che si dicono e quelle che si fanno. Insomma, di mettere in campo un percorso che ci permettesse di guardare avanti, di superare la difficilissima fase in cui ci troviamo, come giornale e come partito, creando le basi per un rilancio organizzativo di tutto il comparto della nostra comunicazione politica. Invece, arriviamo ad un traguardo oltre il quale non c&#039;è nulla, tranne la chiara volontà di chiudere Liberazione per salvare il partito. Come se le due cose non stessero insieme. Come se, al contrario, la chiusura della testata storica del partito non rischi di essere un colpo mortale al partito stesso, per di più alla vigilia di un passaggio cruciale come quello delle elezioni europee. C&#039;è stata, a nostro avviso, una sottovalutazione grave della dimensione politica della questione, lasciando dotta in termini di risorse umane e finanziarie. Uno sforzo che il più delle volte è sembrato cadere nel vuoto e nel disinteresse, non tanto del corpo militante del partito, quanto dei suoi dirigenti. Eppure non ci siamo scoraggiati: prima con un sito web &quot;clandestino&quot; (il settimanale Ombrerosse, ospitato su Controlacrisi), poi con Liberazione.it, sempre rispettando lealmente le decisioni assunte dal Prc. Una cosa sola chiedevamo in cambio: l&#039;impegno del partito a non disperdere questo lavoro e a dare una prospettiva politica a questo sforzo. Questo impegno, oggettivamente, non c&#039;è stato. Non solo in termini di abbonamenti (che pure erano di vitale importanza, come si vede), ma soprattutto di costruzione di un percorso che permettesse di non arrivare alla morte più o meno annunciata di Liberazione circondati dal vuoto assoluto: vuoto di proposte; vuoto di progetti; vuoto di programmazione. Che idea ha il partito della propria comunicazione? Di che strumenti ha bisogno? Di un sito? Di due? Di tre? Di nessuno? L&#039;attuale proliferare di pagine web è fonte di ricchezza o di confusione? Serve un house organ oppure no? E in che forme? Gratuito? A pagamento? Basta una rassegna stampa? S i noti che di tempo ce n&#039;è stato per affrontare questi temi, ma ogni volta c&#039;era qualcosa di più urgente. Fino ad arrivare all&#039;inesorabile. Nessuno di noi ha mai pensato, nelle condizioni date, di riproporre &quot;una vecchia&quot; Liberazione, se non altro perché le forme stesse della comunicazione sono radicalmente cambiate da quando, nel 1996, Liberazione che la discussione vertesse solo sulla dimensione economica. Che, infatti, lascia completamente aperto l&#039;interrogativo sul &quot;che fare ora&quot;, cui può dare una risposta solo un chiaro progetto politico. Ai lettori, agli abbonati va il nostro ringraziamento: ci hanno sostenuto, gratificato, criticato, sollecitato. E le nostre scuse per non sapere &quot;cosa dire&quot;, per non sapere indicare se e quando saremo mai in grado di tornare ad essere la voce del Partito della Rifondazione comunista; la voce dei comunisti. 
di Romina Velchi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il comunicato del direttore<br />
pubblicata alle ore:19/03/20 &#8211; Care lettrici, cari lettori, ho sperato fino all&#8217;ultimo di non dover scrivere queste righe. L&#8217;ho sperato perché ritenevo (e ritengo) che un partito comunista, che tra i suoi compiti ha quello della formazione di una coscienza di classe, non possa fare a meno di uno strumento di comunicazione/informazione non solo come veicolo per la diffusione di idee e programmi, ma anche come mezzo per lo sviluppo della stessa attività politica. Ora che la parola fine è stata messa nero su bianco, sembra che non resti altro da fare che prenderne atto. Si poteva evitare questo epilogo? Forse no. Ci si poteva arrivare in un altro modo? Certamente sì. Conosciamo, e non da oggi, la straordinaria e drammatica condizione economica in cui si dibatte il nostro partito e, di conseguenza, la società editrice di Liberazione. E conosciamo le importanti risorse finanziarie che il Prc ha impiegato negli anni passati per salvare il giornale, ridurre i debiti e non far fallire la Mrc, pur in una condizione generale di crisi. Conosciamo tutto questo talmente bene che non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di fare sforzi, personali e collettivi, per tenere in vita il giornale che, vale forse la pena ricordarlo, accompagna la storia del Prc da oltre vent&#8217;anni. Con caparbietà abbiamo messo in campo tutte le iniziative possibili, specie dopo la fine delle pubblicazioni del giornale cartaceo (ormai nel lontano dicembre 2011) sempre e solo con l&#8217;intento di essere utili prima di tutto al partito, pur nella dimensione sempre più risettimanale divenne quotidiano, nell&#8217;entusiasmo generale. Non è questo il punto. Sul tavolo esiste un ampio ventaglio di proposte e altre ancora se ne possono avanzare. Così come non è in discussione la gravità della situazione finanziaria. Si chiedeva (e si chiede) di manifestare una volontà; di mostrare coerenza tra le cose che si dicono e quelle che si fanno. Insomma, di mettere in campo un percorso che ci permettesse di guardare avanti, di superare la difficilissima fase in cui ci troviamo, come giornale e come partito, creando le basi per un rilancio organizzativo di tutto il comparto della nostra comunicazione politica. Invece, arriviamo ad un traguardo oltre il quale non c&#8217;è nulla, tranne la chiara volontà di chiudere Liberazione per salvare il partito. Come se le due cose non stessero insieme. Come se, al contrario, la chiusura della testata storica del partito non rischi di essere un colpo mortale al partito stesso, per di più alla vigilia di un passaggio cruciale come quello delle elezioni europee. C&#8217;è stata, a nostro avviso, una sottovalutazione grave della dimensione politica della questione, lasciando dotta in termini di risorse umane e finanziarie. Uno sforzo che il più delle volte è sembrato cadere nel vuoto e nel disinteresse, non tanto del corpo militante del partito, quanto dei suoi dirigenti. Eppure non ci siamo scoraggiati: prima con un sito web &#8220;clandestino&#8221; (il settimanale Ombrerosse, ospitato su Controlacrisi), poi con Liberazione.it, sempre rispettando lealmente le decisioni assunte dal Prc. Una cosa sola chiedevamo in cambio: l&#8217;impegno del partito a non disperdere questo lavoro e a dare una prospettiva politica a questo sforzo. Questo impegno, oggettivamente, non c&#8217;è stato. Non solo in termini di abbonamenti (che pure erano di vitale importanza, come si vede), ma soprattutto di costruzione di un percorso che permettesse di non arrivare alla morte più o meno annunciata di Liberazione circondati dal vuoto assoluto: vuoto di proposte; vuoto di progetti; vuoto di programmazione. Che idea ha il partito della propria comunicazione? Di che strumenti ha bisogno? Di un sito? Di due? Di tre? Di nessuno? L&#8217;attuale proliferare di pagine web è fonte di ricchezza o di confusione? Serve un house organ oppure no? E in che forme? Gratuito? A pagamento? Basta una rassegna stampa? S i noti che di tempo ce n&#8217;è stato per affrontare questi temi, ma ogni volta c&#8217;era qualcosa di più urgente. Fino ad arrivare all&#8217;inesorabile. Nessuno di noi ha mai pensato, nelle condizioni date, di riproporre &#8220;una vecchia&#8221; Liberazione, se non altro perché le forme stesse della comunicazione sono radicalmente cambiate da quando, nel 1996, Liberazione che la discussione vertesse solo sulla dimensione economica. Che, infatti, lascia completamente aperto l&#8217;interrogativo sul &#8220;che fare ora&#8221;, cui può dare una risposta solo un chiaro progetto politico. Ai lettori, agli abbonati va il nostro ringraziamento: ci hanno sostenuto, gratificato, criticato, sollecitato. E le nostre scuse per non sapere &#8220;cosa dire&#8221;, per non sapere indicare se e quando saremo mai in grado di tornare ad essere la voce del Partito della Rifondazione comunista; la voce dei comunisti.<br />
di Romina Velchi</p>
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