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	<title>Commenti a: Le elezioni europee e i trattati da rifare</title>
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		<title>Di: me viè da ridere</title>
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		<dc:creator>me viè da ridere</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 21:43:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Gakkino anresti rifatto te fijo de na gran mign..otta]]></description>
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		<title>Di: giuseppe</title>
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		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 20:43:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#039;articolo che segue, mi fa pensare che siamo tornati ai tempi ante rivoluzione industriale, quando con le tasse si mettevano in ginocchio i piccoli contadini per permettere a baroni e marchesi di accaparrarsi le loro terre e loro entravano nel circolo infernale della miseria Oggi, al posto della nobiltà, vi sono le multinazionali e gli accordi sul libero commercio (come le politiche che l&#039;europa persegue) vanno in quel senso.


&quot;I piccoli contadini si avviano alla lotta

Partito Comunista di Grecia (KKE) &#124; kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

04/02/2014

«Così siamo di nuovo in strada. Con i trattori, che sono il nostro strumento di lavoro e di lotta, attuiamo i blocchi stradali, con il proposito di sopravvivere. Stiamo lottando, con le unghie e coi denti, per mantenere i nostri campi e i nostri allevamenti, per restare nei nostri villaggi e sostenere dignitosamente le nostre famiglie con il frutto del nostro lavoro.

Questa lotta per noi piccoli contadini è una scelta inevitabile. Se rinunciamo, ci scacceranno dalle nostre terre, ci getteranno nel fuoco della disoccupazione e della miseria. E&#039; una lotta giusta. Peraltro non chiediamo nulla se non di lasciarci quel poco che ci è rimasto.

I nostri accusatori compaiono appena scendiamo in piazza. Vecchie conoscenze che, ogni qualvolta che avanziamo le nostre istanze, ci &quot;vomitano addosso la loro bile&quot;. Ci dicono &quot;mendicanti&quot;, &quot;egoisti&quot; &quot;fannulloni&quot;, &quot;istigati da motivi politici&quot;. Ci insultano profondamente, chiamandoci &quot;asini&quot; e &quot;terroristi&quot;. (...)

Ora ci accusano di essere &quot;parassiti&quot; e sostengono che protestiamo perché non vogliamo pagare le tasse. Ci chiedono con ipocrisia perché, visto che abbiamo un reddito, non vogliamo contribuire, come gli operai, i lavoratori autonomi e gli imprenditori.

Rispondiamo loro, che sono miserabili bugiardi e sporchi calunniatori. A cosa diciamo no? Alla decisione del governo di coalizione, ND-PASOK [centro destra e centro sinistra], di prelevare, con una tassazione selvaggia e ingiusta, gli averi dei contadini poveri, degli operai, dei piccoli imprenditori e commercianti, per incanalarli nelle &quot;tasche avide del grande capitale&quot;».

Questi alcuni brani della dichiarazione rilasciata dai contadini della Tessaglia. Oltre un migliaio di trattori si sono riuniti nel blocco della principale arteria autostradale del paese, a Nikaia, Larissa. Hanno trovato la polizia antisommossa schierata sin dal primo momento, per sopprimere la lotta con manganelli e gas lacrimogeni.

La mobilitazione coinvolge migliaia di agricoltori in altre regioni del paese: in Macedonia, Peloponneso, a Creta, ecc.

I piccoli contadini sono stati spazzati via dalla politica agricola comune dell&#039;UE, che viene attuata, con zelo e coerenza, dal governo di coalizione di ND-PASOK, così come da tutti i governi precedenti, con il sostegno diretto o indiretto dei partiti che vedono nella UE l&#039;unica via di sviluppo. La politica agricola comune peggiorerà ancora con la revisione per il periodo 2015-2020, e saranno ulteriormente tagliati sovvenzioni e finanziamenti. Ogni anno circa 20.000 piccoli proprietari e piccoli produttori nel nostro paese sono gettati fuori della professione agricola: la terra e la produzione, concentrata in sempre meno mani.

Le grandi aziende agricole, le multinazionali, i monopoli - come accade in altri paesi UE - stanno concentrando la produzione agricola, così come quella alimentare e l&#039;abbigliamento.

I contadini poveri della Grecia sono in strada per resistere alla linea politica della UE e del governo, attuata per soverchiarli. Lottano anche per un diverso modello di sviluppo agricolo, che utilizzi tutti i vantaggi produttivi del nostro paese, metta in opera vitali progetti infrastrutturali, basandosi sulle cooperative di produttori e la pianificazione centrale dell&#039;economia. Ciò richiede la socializzazione dei principali mezzi di produzione del paese. E&#039; un modello economico che non opererà sulla base del profitto capitalista, salvaguarderà la soddisfazione dei bisogni contemporanei delle persone, fornirà agli operai e agli agricoltori un reddito soddisfacente, prodotti di qualità per il fabbisogno alimentare e materie prime per l&#039;industria manifatturiera. Un&#039;economia che richiede la rottura con l&#039;unione capitalista interstatale, la UE, e il corrispondente rovesciamento a livello di potere.&quot;]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo che segue, mi fa pensare che siamo tornati ai tempi ante rivoluzione industriale, quando con le tasse si mettevano in ginocchio i piccoli contadini per permettere a baroni e marchesi di accaparrarsi le loro terre e loro entravano nel circolo infernale della miseria Oggi, al posto della nobiltà, vi sono le multinazionali e gli accordi sul libero commercio (come le politiche che l&#8217;europa persegue) vanno in quel senso.</p>
<p>&#8220;I piccoli contadini si avviano alla lotta</p>
<p>Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr<br />
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare</p>
<p>04/02/2014</p>
<p>«Così siamo di nuovo in strada. Con i trattori, che sono il nostro strumento di lavoro e di lotta, attuiamo i blocchi stradali, con il proposito di sopravvivere. Stiamo lottando, con le unghie e coi denti, per mantenere i nostri campi e i nostri allevamenti, per restare nei nostri villaggi e sostenere dignitosamente le nostre famiglie con il frutto del nostro lavoro.</p>
<p>Questa lotta per noi piccoli contadini è una scelta inevitabile. Se rinunciamo, ci scacceranno dalle nostre terre, ci getteranno nel fuoco della disoccupazione e della miseria. E&#8217; una lotta giusta. Peraltro non chiediamo nulla se non di lasciarci quel poco che ci è rimasto.</p>
<p>I nostri accusatori compaiono appena scendiamo in piazza. Vecchie conoscenze che, ogni qualvolta che avanziamo le nostre istanze, ci &#8220;vomitano addosso la loro bile&#8221;. Ci dicono &#8220;mendicanti&#8221;, &#8220;egoisti&#8221; &#8220;fannulloni&#8221;, &#8220;istigati da motivi politici&#8221;. Ci insultano profondamente, chiamandoci &#8220;asini&#8221; e &#8220;terroristi&#8221;. (&#8230;)</p>
<p>Ora ci accusano di essere &#8220;parassiti&#8221; e sostengono che protestiamo perché non vogliamo pagare le tasse. Ci chiedono con ipocrisia perché, visto che abbiamo un reddito, non vogliamo contribuire, come gli operai, i lavoratori autonomi e gli imprenditori.</p>
<p>Rispondiamo loro, che sono miserabili bugiardi e sporchi calunniatori. A cosa diciamo no? Alla decisione del governo di coalizione, ND-PASOK [centro destra e centro sinistra], di prelevare, con una tassazione selvaggia e ingiusta, gli averi dei contadini poveri, degli operai, dei piccoli imprenditori e commercianti, per incanalarli nelle &#8220;tasche avide del grande capitale&#8221;».</p>
<p>Questi alcuni brani della dichiarazione rilasciata dai contadini della Tessaglia. Oltre un migliaio di trattori si sono riuniti nel blocco della principale arteria autostradale del paese, a Nikaia, Larissa. Hanno trovato la polizia antisommossa schierata sin dal primo momento, per sopprimere la lotta con manganelli e gas lacrimogeni.</p>
<p>La mobilitazione coinvolge migliaia di agricoltori in altre regioni del paese: in Macedonia, Peloponneso, a Creta, ecc.</p>
<p>I piccoli contadini sono stati spazzati via dalla politica agricola comune dell&#8217;UE, che viene attuata, con zelo e coerenza, dal governo di coalizione di ND-PASOK, così come da tutti i governi precedenti, con il sostegno diretto o indiretto dei partiti che vedono nella UE l&#8217;unica via di sviluppo. La politica agricola comune peggiorerà ancora con la revisione per il periodo 2015-2020, e saranno ulteriormente tagliati sovvenzioni e finanziamenti. Ogni anno circa 20.000 piccoli proprietari e piccoli produttori nel nostro paese sono gettati fuori della professione agricola: la terra e la produzione, concentrata in sempre meno mani.</p>
<p>Le grandi aziende agricole, le multinazionali, i monopoli &#8211; come accade in altri paesi UE &#8211; stanno concentrando la produzione agricola, così come quella alimentare e l&#8217;abbigliamento.</p>
<p>I contadini poveri della Grecia sono in strada per resistere alla linea politica della UE e del governo, attuata per soverchiarli. Lottano anche per un diverso modello di sviluppo agricolo, che utilizzi tutti i vantaggi produttivi del nostro paese, metta in opera vitali progetti infrastrutturali, basandosi sulle cooperative di produttori e la pianificazione centrale dell&#8217;economia. Ciò richiede la socializzazione dei principali mezzi di produzione del paese. E&#8217; un modello economico che non opererà sulla base del profitto capitalista, salvaguarderà la soddisfazione dei bisogni contemporanei delle persone, fornirà agli operai e agli agricoltori un reddito soddisfacente, prodotti di qualità per il fabbisogno alimentare e materie prime per l&#8217;industria manifatturiera. Un&#8217;economia che richiede la rottura con l&#8217;unione capitalista interstatale, la UE, e il corrispondente rovesciamento a livello di potere.&#8221;</p>
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		<title>Di: Luca F.</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=10763#comment-41504</link>
		<dc:creator>Luca F.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 23:19:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È curioso perché Gallino è spesso criticato su questo sito. Fa parte degli odiati &quot;professori&quot;.
Ora Gallino lavora in quanto sociologo da 40 anni sul mondo del lavoro e ha pubblicato testi fondamentali per chi s&#039;interessa alle sorti dei lavoratori. Mi sono sempre chiesto se chi lo criticava, conoscesse veramente chi è Luciano Gallino.
L&#039;assenza di commenti (a parte Muriel beninteso) ad un intervento interessante e chiaro, mi pare un po una conferma.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È curioso perché Gallino è spesso criticato su questo sito. Fa parte degli odiati &#8220;professori&#8221;.<br />
Ora Gallino lavora in quanto sociologo da 40 anni sul mondo del lavoro e ha pubblicato testi fondamentali per chi s&#8217;interessa alle sorti dei lavoratori. Mi sono sempre chiesto se chi lo criticava, conoscesse veramente chi è Luciano Gallino.<br />
L&#8217;assenza di commenti (a parte Muriel beninteso) ad un intervento interessante e chiaro, mi pare un po una conferma.</p>
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		<title>Di: muriel</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=10763#comment-41484</link>
		<dc:creator>muriel</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 20:27:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie per l articolo, conferma quello che pensavo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per l articolo, conferma quello che pensavo.</p>
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