<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Rifondazione Comunista &#187; Documenti Direzione nazionale</title>
	<atom:link href="http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;cat=2221" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rifondazione.it/primapagina</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Sep 2025 15:52:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Bocciare in Italia e in Europa l&#8217;accordo sui dazi. Fermare il riarmo. Cacciare Meloni e Von Der Leyen. Documento approvato dalla direzione nazionale, 29 luglio 2025</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=58241</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=58241#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 13:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=58241</guid>
		<description><![CDATA[L’accordo sui dazi stipulato tra Trump e Von Der Leyen è pessimo e va bocciato. Lo chiediamo al Parlamento italiano ed a quello europeo. Chi ha accettato questa resa, la Presidente Von Der Leyen, dovrebbe essere sfiduciato e per questo avanziamo la richiesta di dimissioni. Analogo discorso vale per il governo Meloni che ha espresso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’accordo sui dazi stipulato tra Trump e Von Der Leyen è pessimo e va bocciato. Lo chiediamo al Parlamento italiano ed a quello europeo. Chi ha accettato questa resa, la Presidente Von Der Leyen, dovrebbe essere sfiduciato e per questo avanziamo la richiesta di dimissioni. Analogo discorso vale per il governo Meloni che ha espresso un giudizio positivo e ha sostenuto in Europa una linea di genuflessione di fronte alla prepotenza statunitense. I dazi al 15% non sono un compromesso ma un salasso pesantissimo per l’Europa. Cui si aggiungono gli impegni a comprare a caro prezzo energia e armi dagli USA e a favorire le Big Tech nordamericane. L&#8217;Unione europea dovrebbe acquistare ogni anno il triplo dell&#8217;energia che compra attualmente dagli Stati Uniti a costi elevatissimi. I beneficiari dell’accordo capestro – vale per il gas come per le armi -  sono i grandi colossi del capitalismo finanziario. È significativo e gravissimo che venga sostenuto da un governo pseudo sovranista e in realtà di destra neoliberista come quello Meloni. Von Der Leyen e Meloni sono nei fatti alleate in quella che è certo una capitolazione verso gli interessi USA ma anche l’accordo tra borghesie dominanti che si combattono ma sono unite nel voler rendere permanente e incontrovertibile quello che Luciano Gallino chiamò il rovesciamento della lotta di classe. Questa è la natura profonda e strutturale della UE di Maastricht. Rompere il compromesso sociale del dopoguerra e fuoriuscire dal modello sociale europeo considerato ormai insostenibile da borghesie proiettate nella globalizzazione. Ciò valeva nella fase espansiva della globalizzazione e vale ancor di più in quella dei contrasti crescenti tra i dominanti. Le borghesie europee hanno accettato i surplus esportativi tedeschi perché il modello ordoliberista consentiva loro di riprendere in toto il controllo dell&#8217;economia e della società. Analogamente ora accettano il riarmo tedesco come volano sostanziale ed effettivo delle scelte che devono far fuoriuscire la UE dal welfare verso il warfare. In questo quadro accettano il tallone di ferro di Trump per la medesima ragione di classe. Hanno scelto di perseguire la guerra con la Russia e in prospettiva la Cina come vincolo esterno alle proprie azioni. E accettano che gli USA non si presentino più come l&#8217;amico americano ma come la più forte tra le potenze dominanti che chiede oltre che fedeltà anche un oneroso tributo in denaro contante. Sopra tutti resta il capitalismo finanziario globalizzato, vero dominus. Ciò non significa che non esistano contraddizioni e conflitti. Anzi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le guerre economiche e militari confermano le previsioni più infauste del “movimento dei movimenti” come abbiamo ricordato a Genova lo scorso 20 luglio. Esse però vanno lette ed agite a partire dalle dinamiche di classe e non solo geopolitiche. Il neoliberalismo negli ultimi quarant&#8217;anni ha accresciuto la dipendenza del capitalismo europeo dagli Stati Uniti, ma dentro un modello che ha impoverito larga parte della popolazione europea e aumentato la concentrazione della ricchezza. È evidente che l&#8217;accordo sui dazi comporterà ristrutturazioni pesanti che colpiscono interi settori produttivi. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono del valore di 65 miliardi distribuiti in vari settori: dalla farmaceutica all&#8217;agroalimentare, a quello della moda, alla meccanica ecc. Va da sé che un calo delle esportazioni con i dazi al 15%, a cui va aggiunta una percentuale quasi equivalente per la svalutazione del dollaro, va messo nel conto. L&#8217;impatto dei dazi sarà in larga parte scaricato sulle spalle delle classi popolari tagliando lo stato sociale, delle lavoratrici e dei lavoratori riducendo l&#8217;occupazione, riorganizzando il lavoro, aumentando lo sfruttamento e contenendo i salari e le retribuzioni del lavoro. La risposta non può che essere la mobilitazione contro queste scelte che passa per la denuncia delle responsabilità del governo Meloni e della Commissione Europea.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si pone sempre più l’urgenza di rovesciare un modello basato sulle esportazioni e i bassi salari. La stessa risposta vale anche per la torsione verso l&#8217;economia di guerra. Oggi diventa ancora più necessario e decisivo l&#8217;intervento pubblico in economia, la crescita dei salari e delle pensioni, gli investimenti nell&#8217;istruzione, nella ricerca, nella sanità, nella cultura, nella risposta ai bisogni sociali, nella riconversione ecologica delle produzioni, nella messa in sicurezza dei territori, nel contrasto ai cambiamenti climatici. Un nuovo paradigma che basi la risposta all&#8217;inasprirsi del quadro della competizione internazionale, alla folle corsa al riarmo, sul soddisfacimento dei bisogni sociali, sulla cura del bene comune. Anche questa è economia. Un&#8217;altra economia per l&#8217;interesse dei molti contro quello dei pochi. Ma, come già accaduto con Maastricht e poi con la austerità, sarebbe illusorio confidare in una opposizione delle borghesie nazionali che tendono sempre ad adeguarsi al quadro sovradeterminato scaricando sulle classi lavoratrici le conseguenze anche delle guerre commerciali. In particolare nella UE si è realizzato un mix tra tecnocrazie e nazionalismi che è il contesto in cui la borghesia opera in modi diversi dal passato. La convergenza tra Von Der Leyen e Meloni è illuminante. Contraddizioni ci sono anche tra il piano ReArm dell’UE e l’aumento al 5% delle spese militari richiesto dalla NATO. La differenza tra i due è di 4 mila miliardi in 10 anni e, a differenza del piano UE, quello NATO non è coperto da flessibilità di bilancio. Flessibilità di bilancio che in realtà sono alla portata sostanzialmente della sola Germania che, come dice il Cancelliere Merz, vuole tornare ad essere ciò che era. Un incubo. E infatti la Germania boccia l&#8217;ipotesi di bilancio europeo maxi presentato da Von Der Leyen che vuole dare una parvenza europea al riarmo. Naturalmente un riarmo europeo è egualmente inaccettabile così come una difesa europea priva di qualsiasi requisito costituzionale. Già ora il testo votato dal Parlamento Europeo sul rapporto della Commissione in materia di sicurezza comune è ignobile. A 50 anni dalla Conferenza di Helsinki in realtà l’UE ci ha riportato a 50 anni prima di Helsinki. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Queste contraddizioni possono esplodere positivamente solo in presenza di una decisa azione di contrapposizione al warfare e all’economia di guerra. Per questo è necessario dare continuità, in Europa e in Italia, al movimento contro il riarmo. Sono importanti le scadenze già definite, dalla controCernobbio alla Marcia Perugia-Assisi alla quale parteciperemo in forze. Sono importanti iniziative come le delibere popolari negli enti locali contro i piani ReArm e NATO. Serve una prospettiva strategica che sia di scioglimento della NATO e, per l’Italia, di rivendicazione di un neutralismo attivo volto alla rifondazione di un&#8217;altra Europa. È importante il contrasto nelle scuole e nella società al militarismo ed all&#8217;autoritarismo. Fondamentale è che i sindacati, le lavoratrici e i lavoratori siano protagonisti di un contrasto attivo, di iniziative e scioperi, alle pratiche di guerra. E che venga costruita una piattaforma per il welfare e contro il warfare. Per questo la proposta della Cgil di una manifestazione nazionale sulla manovra economica entro ottobre è molto importante. Noi la appoggiamo e vogliamo contribuire a definire i contenuti di riscatto economico e sociale. Alzare i salari e abbassare le armi. Sanità e non bombe. Via il pareggio di bilancio non per le armi ma per scuole e case. La lotta contro la guerra e contro il riarmo è lotta di classe. La politica “estera” non deve essere condivisa ma diventare il punto di più chiara alternativa: pace contro guerra. Ursula Von Der Leyen non è una presidente di compromesso. È la presidente della guerra, delle multinazionali, della subalternità a Trump. È paradossale che sia stata la destra radicale a presentare una mozione di sfiducia. L&#8217;appoggio di Meloni al pessimo accordo sui dazi tra Trump e Von Der Leyen dice molta più verità dell&#8217;uscita dall&#8217;aula nel voto di sfiducia da parte di Fratelli d&#8217;Italia. Noi la sfiducia l&#8217;avremmo votata. Comunque solo il 50% dei Parlamentari Europei l’ha respinta. È ora di costruirne una da sinistra e il disastro dell&#8217;accordo con Trump lo conferma. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il genocidio a Gaza  e quanto accade in Cisgiordania, di cui l’omicidio del noto attivista Odeh Hadalin è una rappresentazione emblematica,  ci dicono che l’UE ormai ha perso ogni dignità morale. Le scuse addotte per non recedere almeno dall&#8217;accordo di cooperazione con Israele sono insostenibili istituzionalmente, politicamente, moralmente. Nel dopoguerra lo stato sociale, una democrazia che riconosceva il ruolo dei movimenti operai, la stessa decolonizzazione erano stati il frutto della vittoria sul nazifascismo e dell’impegno a costruire una società che non ripetesse mai più gli orrori della guerra e del genocidio. Lo stesso processo di integrazione europea – almeno nelle enunciazioni – si presentava come tentativo di costruire un futuro di pace e progresso nonostante le ipoteche della guerra fredda. L’Unione Europea, già nata nel segno del neoliberismo, sta perdendo anche ogni legittimazione sul piano dei diritti umani per la sua complicità con il genocidio a Gaza. L’UE si presenta sempre più, come ha dichiarato Francesca Albanese, come ““una confraternita di stati guidati più da una mentalità coloniale vassalli dell’impero statunitense”. E dentro questa UE il nostro governo pone l’Italia dalla parte dei peggiori. Il governo Meloni si schiera dalla parte abietta della Storia, continua a rifiutare non solo di sospendere la cooperazione militare e di sostenere sanzioni in sede europea, ma persino di riconoscere lo Stato di Palestina. La complicità con Netanyahu è arrivata al punto di non difendere la relatrice ONU Francesca Albanese oggetto di campagne infami da parte di Israele e di sanzioni personali da parte dell’amministrazione Trump. Il premio Italia – Israele consegnato al ministro Salvini è il simbolo del livello di abiezione che caratterizza l’ultradestra nel suo sostegno a Netanyahu mentre Gaza è stretta nella morsa della fame. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non è un caso che in questa Europa neoliberista, guerrafondaia e subalterna agli USA si affermi sempre più l’anticomunismo che è sempre stato espressione delle tendenze più reazionarie. Il silenzio da parte dei sedicenti liberali sulle norme anticomuniste approvate di recente nella Repubblica ceca è emblematico. Ribadiamo la nostra condanna e la nostra solidarietà al Partito comunista di quel paese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La lotta contro la guerra, il riarmo e il genocidio è per noi strettamente connessa a quella contro le misure autoritarie e liberticide come il decreto sicurezza, contro l’attacco alla democrazia costituzionale e con il rilancio delle lotte sociali. Da questo punto di vista alle scadenze e agli impegni già definiti nel documento approvato nell’ultima riunione del CN si aggiunge la convocazione da parte della CGIL di una manifestazione nazionale per il prossimo autunno in vista della legge di bilancio. E’ assai importante che la CGIL rilanci la mobilitazione su un’agenda sociale dopo la sconfitta referendaria connettendo il no al riarmo e all’accordo sui dazi con le questioni dei salari, delle pensioni, della precarietà, della sanità, dello stato sociale. Per le stesse ragioni esprimiamo un giudizio positivo sul manifesto “il lavoro ripudia la guerra” promosso dall’USB. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><b>LE MANI SULLA CITTA’: IL CASO MILANO QUESTIONE POLITICA</b> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’esplosione dell’inchiesta “Palazzopoli” a Milano ha posto in primo piano le contraddizioni del campo largo e del centrosinistra. L&#8217;inchiesta di Milano disvela la natura delle aree &#8220;centriste&#8221; e &#8220;riformiste&#8221; che hanno avuto l&#8217;egemonia nel centrosinistra per anni e anche il perchè del sostegno di cui godono da parte dei gruppi affaristici che hanno un enorme peso mediatico nel nostro paese.  Con orgoglio possiamo rivendicare di non esserci accomodati nel sistema Sala. Alle ultime elezioni comunali la nostra federazione cercò di costruire una coalizione alternativa a Sala proprio ponendo l&#8217;attenzione sulla vicenda urbanistica. Purtroppo Sinistra Italiana e Verdi scelsero di stare con Sala fin dal primo turno. Il nostro partito scelse invece di portare avanti la lotta con la lista Milano in Comune, con i comitati e gli urbanisti che lottavano contro l&#8217;assoggettamento delle politiche urbanistiche agli immobiliaristi, contro il consumo di suolo e lo strapotere della rendita speculativa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Gli interessi che hanno beneficiato dell&#8217;urbanistica meneghina possono contare su una destra in parlamento che potrebbe approvare il &#8220;Salva Milano&#8221; rendendo la deregulation totale regola nazionale e al tempo stesso cavalcare le inchieste per conquistare la città. Il nostro partito è impegnato a Milano, proprio sulla base della coerenza di una lunga lotta, nella costruzione di una rottura con le politiche che hanno caratterizzato la giunta Sala. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’inchiesta di Milano delinea come oggi la questione morale si pone come intreccio affari-politica nei termini di subalternità e funzionalizzazione delle scelte pubbliche agli interessi del capitale privato e della speculazione immobiliarista e di svuotamento della democrazia. La pianificazione urbanistica attraverso la partecipazione democratica e con obiettivi pubblici è stata sostituita dal via libera alla proliferazione speculativa. Il modello Milano incriminato dalla Magistratura è l’espressione più esasperata dell’urbanistica neoliberista che si andata imponendo nel nostro paese. Bisogna cogliere l’occasione dell’inchiesta milanese per porre al centro non tanto la dimensione giudiziaria ma la questione politica che è finalmente emersa. L’urbanistica messa al servizio degli immobiliaristi è uno dei capitoli della lotta di classe che in questi anni ha visto un clamoroso trasferimento di ricchezza dal basso verso l’alto. È anche una conferma della necessità di un ambientalismo antiliberista e anticapitalista come condizione per un’efficace lotta contro il consumo di suolo, per il verde pubblico, per la tutela del paesaggio, per una città vivibile. È anche la conferma che la lotta per servizi pubblici efficienti e per il diritto all’abitare pone la necessità di una rottura con l’urbanistica neoliberista. In questo quadro si pone la necessità di rilanciare anche sul piano nazionale e nelle regioni il nostro impegno sui temi dell’urbanistica. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b style="font-size: medium;">LA NOSTRA PRESENZA NELLE ELEZIONI REGIONALI </b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Proprio l’inchiesta di Milano non va ridotta alla vicenda giudiziaria e conferma la necessità della rottura con le politiche portate avanti dal centrosinistra come condizione anche per costruire un’efficace opposizione e alternativa alle destre fascioleghiste e per rispondere ai bisogni del paese e delle classi popolari. Emerge la necessità, già rimarcata nell’ultimo congresso, di qualificare il nostro profilo e la nostra proposta politica sui territori in termini di contenuti dell’alternativa al neoliberismo a partire dalle questioni concrete. Questo tema si pone anche in vista delle prossime elezioni regionali. La nostra radicalità deve essere tradotta in piattaforme sui beni comuni, l’urbanistica, il consumo di suolo, la sanità, il diritto alla casa e al reddito, le privatizzazioni, l’ambiente, i servizi sociali, la corruzione e il clientelismo. Su questi contenuti vanno verificate le possibilità di conseguire risultati concreti aprendo contraddizioni in un campo largo in cui vi sono domande politiche di cambiamento reale e di contenuti di sinistra che qualifichino la lotta contro la destra e non solo i soliti gruppi dirigenti responsabili delle politiche neoliberiste che abbiamo contrastato. In vista delle elezioni regionali le nostre scelte di collocazione elettorale sono affidate all’analisi e alle decisioni che il partito assume nei territori nel rispetto dei principi democratici propri del nostro statuto. La Direzione nazionale, sulla base della linea emersa dal congresso, si attiene a questo indirizzo che corregge la precedente tendenza a calare dall’alto uno schema precostituito che spesso non corrisponde ai differenti contesti, impegnando tutte le strutture a rendere possibile ovunque la partecipazione del PRC alle elezioni ribadendo la necessità di costruire aggregazioni e liste per quanto possibile non minoritarie. La nostra credibilità e l’efficacia della nostra proposta si misurano strettamente sulla base dei contenuti programmatici, del rapporto con le dinamiche di lotta, delle risposte alle questioni sociali e ambientali, della capacità di far avanzare concretamente le rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni di vita popolari e il nostro ruolo e impegno antifascista, pacifista, antiliberista, ambientalista e femminista. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La direzione impegna il partito sui seguenti obiettivi prioritari nei mesi estivi: </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- preparazione delle elezioni regionali </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- campagna su urbanistica e caso Milano </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- campagna contro l’accordo UE-USA sui dazi </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- mobilitazione contro il genocidio a Gaza e occupazione Cisgiordania, candidatura al Premio Nobel di Francesca Albanese, boicottaggio (BDS), campagna contro partita Italia-Israele a Udine, contestazione Sea Future a La Spezia e ogni altra iniziativa di solidarietà </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- campagna contro il riarmo e sviluppo convergenza Stop Rearm Europe </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- partecipazione alla marcia Perugia Assisi e alla manifestazione autunnale della Cgil </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- iniziativa nazionale sul ruolo della NATO e per la neutralità dell&#8217;Italia </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- ripresa campagna contro il carovita e per il salario minimo </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">- rilancio del tesseramento</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=58241</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Documento approvato dalla Direzione Nazionale del PRC-S.E. il 5/6/2022 relativo ai quesiti referendari sulla giustizia</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=50818</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=50818#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 10:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=50818</guid>
		<description><![CDATA[La Direzione nazionale del PRC/SE, riunita il 5 giugno 2022, esprime un giudizio complessivamente negativo dei quesiti sottoposti a referendum il 12 giugno e delle ragioni sottese alle proposte di abolizione normativa.  Va, preliminarmente, ricordato che i temi provengono dai radicali, ma l’indizione della consultazione elettorale è dovuta all’approvazione di nove Consigli regionali guidati dalla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Direzione nazionale del PRC/SE, riunita il 5 giugno 2022, esprime un giudizio complessivamente negativo dei quesiti sottoposti a referendum il 12 giugno e delle ragioni sottese alle proposte di abolizione normativa.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Va, preliminarmente, ricordato che i temi provengono dai radicali, ma l’indizione della consultazione elettorale è dovuta all’approvazione di nove Consigli regionali guidati dalla destra, senza che i proponenti abbiano presentato alla Corte di Cassazione le firme raccolte. Ciò determina, oggettivamente, la appropriazione e lo stravolgimento della destra politica del tema in sé discutibile della giustizia giusta scippato agli stessi radicali. Questo fatto ha ulteriormente spostato la discussione sul piano di un falso garantismo, quello esclusivo appannaggio dei ricchi, e di una rivincita della politica contro la magistratura ‘politicizzata’ paralizzante i cittadini di buona volontà.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Va, inoltre, sottolineato l’utilizzo improprio dello strumento di democrazia diretta disciplinato ex art. 75 della Costituzione pensato dai costituenti non per modificare qualsiasi legge, ma per far partecipare la cittadinanza a decisioni di portata generale ovvero in materia di diritti soggettivi prevalentemente personali e personalissimi. I cinque referenda sono caratterizzati da materie iper-specifiche e iper-tecniche tanto da non essere sussumibili a una risposta binaria favorevole o contraria. Gli stessi proponenti in molte tematiche utilizzano il voto popolare più per favorire la riscrittura di norme che per abolirle tout court. Ciò alimenta la pericolosa disaffezione al voto già estesissima, specie tra i ceti sociali più in sofferenza per la crisi economica e, d’altra parte, giustifica una campagna per l’astensione volontaria e militante finalizzata a evitare il raggiungimento del quorum.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Nel merito la Direzione nazionale invita a@ propr@ militant@ e simpatizzant@ a bocciare tutti e cinque i quesiti sottoposti alla consultazione: votando NO ovvero, in via subordinata, disertando le urne per non far raggiungere il quorum. La Direzione approva le cinque schede a lettura rapida redatte dal Dipartimento Giustizia anche a seguito della riunione nazionale dell’Area Democrazia e Giustizia utili a preparare la discussione specifica attinenti i singoli temi. La scelta di bocciare i quesiti non presuppone la volontà di conservare un sistema giustizia amministrato in maniera profondamente iniqua. Non vogliamo difendere l’attaccamento al potere – politico, economico e in qualche caso anche opaco – di settori della corporazione per spingere le carriere dei singoli negli uffici direttivi di Procure, Tribunali e Corti. Queste storture, tuttavia, non sono causate da un eccesso di politica delle correnti della magistratura, ma da un deficit di politica intesa come confronto trasparente e democratico sulle idee diverse e sui mezzi con cui realizzarle. Va sottolineato che non c’è un problema nella Magistratura &#8211; con buona pace della maggioranza politica in Parlamento &#8211; del mandato elettorale di troppi suoi esponenti. Il problema è, invece, che troppi magistrati preferiscono gli uffici legislativi dei Ministeri, delle Agenzie fiscali o delle Autorità indipendenti alle aule di Giustizia. Noi siamo il partito del sistema giudiziario e penale della Costituzione e, dunque, siamo il partito del giusto processo.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’azione penale, giusta questa impostazione, deve essere obbligatoria ed esercitata da un magistrato con solidissima cultura giurisdizionale, non da un funzionario a capo della polizia giudiziaria. In questo quadro sosteniamo che: l’esecuzione penale non possa mai essere anticipata, mentre un sistema di garanzie vada possibilmente esteso riducendo al minimo il diritto penale e il carcere davvero a extrema ratio. Non può, però, sfuggire che l’Italia è un Paese in cui si finisce troppo facilmente in galera , da un lato,e, dall’altro, la corruzione e i delitti contro la p.a. sono ancora molto diffusi. Siamo, infatti, ancora il 56° Stato per corruzione percepita nella classifica di Trasparency International. Non può, in una situazione del genere, pensare di abolire il testo unico Severino. L&#8217;unico tema oggetto di voto effettivamente problematico è quello relativo all&#8217;abuso della custodia cautelare, spesso in senso classista, posto in essere attraverso l&#8217;esigenza cautelare del pericolo di reiterazione del reato. La scelta per il NO, in questo caso meno di principio, non preclude la necessità di una ridiscussione della norma.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Oggi, però, impedire tout court l&#8217;utilizzo della misura cautelare tutelerebbe meno i cittadini anche a fronte di gravi reati ambientali o alla progressione criminosa, per esempio nel delitto di atti persecutori o maltrattamenti in famiglia.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Direzione nazionale PRC/SE impegna le sue strutture: 1) a fare conoscere le sue ragioni in tema dei quesiti referendari anche convergendo e sostenendo rapporto con le associazioni di giuristi, in particolare i G.D., e di avvocati 2) a radicare sui territori gruppi di lavoro in materia di Giustizia e Costituzione, 3) a costruire iniziative di approfondimento e contrasto alle riforme Cartabia a cominciare dall&#8217;ordinamento giudiziario.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=50818</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DI FRONTE AL FALLIMENTO DI DRAGHI, COSTRUIRE L&#8217;ALTERNATIVA DI SINISTRA</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=49076</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=49076#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 21:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=49076</guid>
		<description><![CDATA[L’anno che sta cominciando si apre con la crisi della narrazione che è stata costruita intorno al governo Draghi. Siamo di fronte al palese fallimento di un esecutivo che non ha dato risposta alle emergenze sociali, non ha avviato riforme che riducessero le disuguaglianze, non ha rilanciato il ruolo del pubblico e dello stato sociale. La recrudescenza della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’anno che sta cominciando si apre con la crisi della narrazione che è stata costruita </span><span style="font-size: medium;">intorno al governo Draghi. Siamo di fronte al palese fallimento di un esecutivo che </span><span style="font-size: medium;">non ha dato risposta alle emergenze sociali, non ha avviato riforme che riducessero </span><span style="font-size: medium;">le disuguaglianze, non ha rilanciato il ruolo del pubblico e dello stato sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong> La recrudescenza della pandemia</strong> non può essere solo addebitata alla contagiosità </span><span style="font-size: medium;">della nuova variante omicron, anche perché la variante delta sta causando molte </span><span style="font-size: medium;">vittime tra cui vanno considerate anche tutte le persone che non si possono curare a </span><span style="font-size: medium;">causa del sovraffollamento ospedaliero. La responsabilità sta tutta nel Governo </span><span style="font-size: medium;">Draghi, in ciò che non ha fatto e che aveva tutto il tempo di fare, i fondi per attuarlo </span><span style="font-size: medium;">e le evidenze scientifiche per decidere. Laddove non ci sono le evidenze la politica </span><span style="font-size: medium;">deve decidere a partire dal principio di precauzione.</span><br />
<strong><span style="font-size: medium;"> Il governo ha scientemente deciso la strategia del “rischio calcolato” e del “tenere </span></strong><span style="font-size: medium;"><strong>aperta l’Italia”</strong>, con l’obiettivo della crescita del PIL e non della tutela della salute </span><span style="font-size: medium;">come priorità. La logica del profitto – non fermare le attività produttive – è stata </span><span style="font-size: medium;">anteposta al contrasto del contagio. Come hanno dimostrato paesi assai diversi, </span><span style="font-size: medium;">come per esempio Cina e Nuova Zelanda, il covid può essere controllato.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Polarizzando l’attenzione pubblica sulla costante polemica con la protesta </span><span style="font-size: medium;">nomask/novax/nogreenpass – che ha avuto costante e amplissima esposizione </span><span style="font-size: medium;">mediatica – il governo ha cercato di nascondere la mancanza di interventi essenziali </span><span style="font-size: medium;">per il rilancio della sanità pubblica e la lotta contro la pandemia. Nessuna misura </span><span style="font-size: medium;">strutturale di potenziamento della sanità o per ridurre il sovraffollamento del </span><span style="font-size: medium;">trasporto pubblico e della scuola, fine dello smart working, messaggi sbagliati dello </span><span style="font-size: medium;">stesso presidente del consiglio sui vaccini che hanno alimentato lo scetticismo tra i</span><br />
<span style="font-size: medium;"> cittadini. A tutto questo si aggiungono le scelte pasticciate che hanno sempre come </span><span style="font-size: medium;">bussola le indicazioni di Confindustria. Basti pensare all’eliminazione della </span><span style="font-size: medium;">quarantena per i vaccinati che non può che far aumentare i contagi. Se sono da </span><span style="font-size: medium;">criticare le campagne novax certo non si può tacere che l’azione del governo non </span><span style="font-size: medium;">incarna “la scienza” ma l’interesse capitalistico.</span><br />
<span style="font-size: medium;"><strong> Particolarmente grave la negligenza verso le esigenze della scuola</strong>, che &#8220;deve&#8221; </span><span style="font-size: medium;">riaprire ancora volta senza che il governo abbia provveduto, irresponsabilmente, ad </span><span style="font-size: medium;">attuare le misure necessarie per garantire il diritto allo studio, alla salute e la dignità </span><span style="font-size: medium;">del lavoro. È fondamentale la riduzione del numero degli alunni per classe, </span><span style="font-size: medium;">l’aumento degli organici, la stabilizzazione del precariato, la definizione del sistema </span><span style="font-size: medium;">di reclutamento, la dotazione di sistemi di purificazione dell’aria, il tracciamento, la </span><span style="font-size: medium;">medicina scolastica, il potenziamento del servizio trasporto, la gratuità dei tamponi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> La disorganizzazione è tale che, mentre si discute di obbligo per i novax, non </span><span style="font-size: medium;">riescono a vaccinarsi per la terza dose quelli che vorrebbero farlo.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Torniamo a rivendicare l’organizzazione del tracciamento oggi del tutto fuori </span><span style="font-size: medium;">controllo, mascherine FFP2 e tamponi molecolari gratuiti, tutte le misure </span><span style="font-size: medium;">indispensabili per la limitazione della circolazione del virus a partire dalla </span><span style="font-size: medium;">generalizzazione dello smart working. La stessa discussione sull’obbligo vaccinale </span><span style="font-size: medium;">dovrebbe essere parte di una strategia complessiva di lotta contro il virus </span><span style="font-size: medium;">nell’ambito del rispetto dell’articolo32 della Costituzione.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Costruiamo l’opposizione a questo governo, pretendendo che nella sanità, nella </span><span style="font-size: medium;">scuola, nei trasporti pubblici si faccia subito quello che non si è fatto da un anno e </span><span style="font-size: medium;">mezzo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche sul piano internazionale il governo Draghi continua a essere corresponsabile, </span><span style="font-size: medium;">con l’Unione Europea, del veto sulla richiesta di moratoria sui vaccini in sede di </span><span style="font-size: medium;">Organizzazione Mondiale del Commercio.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Il moltiplicarsi delle varianti nel sud del mondo conferma il valore della nostra </span><span style="font-size: medium;">campagna “<a title="firma iniziativa dei cittadini europei" href="https://noprofitonpandemic.eu/it/" target="_blank">Nessun profitto sulla pandemia</a>” e le gravi responsabilità dell’UE che </span><span style="font-size: medium;">continua a proteggere il monopolio di poche multinazionali. Anche in questa </span><span style="font-size: medium;">occasione è arrivato da Cuba un esempio con la ricerca e produzione pubblica dei </span><span style="font-size: medium;">vaccini, la condivisione internazionalista e una campagna vaccinale capillare. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Sul piano sociale confermiamo il nostro giudizio negativo su un governo</strong> che ha </span><span style="font-size: medium;">messo le enormi risorse del PNRR al servizio delle grandi imprese senza piani </span><span style="font-size: medium;">nazionali e industriali per i settori strategici e per l’occupazione. Il governo non ha </span><span style="font-size: medium;">posto in essere alcuna misura redistributiva e contro le disuguaglianze crescenti anzi </span><span style="font-size: medium;">contribuisce ad acuirle ulteriormente sul piano fiscale. Nessuna misura per </span><span style="font-size: medium;">rispondere al rischio povertà che riguarda complessivamente 11 milioni di persone, </span><span style="font-size: medium;">tra disoccupati e lavoratrici e lavoratori: nessuna legge per il salario minimo orario, </span><span style="font-size: medium;">nessuna norma per eliminare o ridurre precarietà, che anzi viene incentivata </span><span style="font-size: medium;">ulteriormente con le modifiche alle norme sul reddito di cittadinanza, nessun piano </span><span style="font-size: medium;">per il lavoro a partire dal rilancio del pubblico (abbiamo 1 milione di dipendenti </span><span style="font-size: medium;">pubblici meno della media europea) e di contrasto ai licenziamenti, nessuna </span><span style="font-size: medium;">estensione del reddito di cittadinanza a esclusi per condizionalità assurde, nessun </span><span style="font-size: medium;">piano per l’edilizia sociale ma solo sblocco di centomila sfratti. Questo governo è </span><span style="font-size: medium;">stato capace per la seconda volta di non finanziare l’indennità di quarantena.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sulle delocalizzazioni si è approvata una norma che rappresenta una presa in giro e </span><span style="font-size: medium;">per certi versi peggiora la situazione. Si è rilanciata la privatizzazione dei servizi </span><span style="font-size: medium;">pubblici e dell’acqua.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Le diseguaglianze territoriali non possono che aumentare con l’impostazione delle </span><span style="font-size: medium;">misure previste dal PNRR, per l’iniqua distribuzione delle risorse e per i criteri dei </span><span style="font-size: medium;">bandi, che continuano a privilegiare i territori già avvantaggiati penalizzando il </span><span style="font-size: medium;">Mezzogiorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong> Anche il profilo ambientalista del governo si è confermato essere una truffa</strong> come </span><span style="font-size: medium;">dimostra da ultimo il rilancio del nucleare e del gas da parte del ministro e la </span><span style="font-size: medium;">complicità nell’inserimento nella tassonomia europea. Governo e UE stanno usando </span><span style="font-size: medium;">la retorica della transizione ecologica per coprire una gigantesca operazione di </span><span style="font-size: medium;">rilancio con risorse pubbliche degli investimenti e delle ristrutturazioni delle imprese </span><span style="font-size: medium;">e di apertura di nuove occasioni per la finanza. L’esplosione in tutta Europa delle </span><span style="font-size: medium;">bollette di luce e gas è diretta conseguenza della fallimentare scelta di privatizzare e </span><span style="font-size: medium;">liberalizzare il settore energetico. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Il governo Draghi ha segnato un’ulteriore puntata del progressivo<strong> svuotamento della </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>democrazia costituzionale</strong> e rischia di avere come ulteriore sviluppo il passaggio a un </span><span style="font-size: medium;">semipresidenzialismo di fatto con l’elezione dell’ex-banchiere alla presidenza della </span><span style="font-size: medium;">repubblica.</span><br />
<span style="font-size: medium;"><strong> L’attuale Presidente del Consiglio</strong>, come anche per altre note ragioni il leader storico </span><span style="font-size: medium;">del centrodestra Silvio Berlusconi, manca del principale requisito per essere eletto </span><span style="font-size: medium;">alla Presidenza:<strong> non è credibile come garante della Costituzione</strong> avendo passato </span><span style="font-size: medium;">gran parte della sua carriera a perseguire esplicitamente il progetto di rottamare i </span><span style="font-size: medium;">suoi principi fondamentali e obiettivi programmatici di uguaglianza e giustizia sociale </span><span style="font-size: medium;">in nome del primato del mercato.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> L’unica strada per uscire sul piano istituzionale dalla crisi democratica che va avanti </span><span style="font-size: medium;">da anni è una nuova legge elettorale proporzionale che restituisca al parlamento il </span><span style="font-size: medium;">ruolo che gli assegna la carta costituzionale. I processi disgregativi dell’unità e </span><span style="font-size: medium;">indivisibilità del Paese sono tutt’altro che accantonati; per questo è necessario </span><span style="font-size: medium;">continuare e rinforzare l’impegno contro l’autonomia differenziata, con iniziative da </span><span style="font-size: medium;">noi promosse e all’interno dei comitati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Al sovversivismo delle classi dirigenti va contrapposta la costruzione della più larga </span><span style="font-size: medium;">opposizione, nella convergenza di soggettività sociali e politiche, lotte e movimenti, </span><span style="font-size: medium;">nella generalizzazione e nel rilancio del conflitto sociale e sindacale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il nostro partito è impegnato su questo terreno nella massima internità alle lotte e </span><span style="font-size: medium;">nel rilancio delle proprie campagne sociali e ambientali, a partire da quelle contro </span><span style="font-size: medium;">l’aumento delle bollette e contro la legge Fornero, contro la privatizzazione </span><span style="font-size: medium;">dell’acqua e il rilancio del nucleare e delle fonti fossili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Parallelamente sempre più si impone a </span><span style="font-size: medium;">tutte le soggettività della sinistra di classe, anticapitalista, antiliberista e </span><span style="font-size: medium;">ambientalista e alla sinistra sociale il compito di <strong>costruire uno schieramento di </strong></span><strong><span style="font-size: medium;">alternativa ai poli esistenti e al neoliberismo.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il ritorno dei fuoriusciti nel PD dimostra che avevamo avuto ragione nel contrastare </span><span style="font-size: medium;">la sussunzione della sinistra radicale in Italia da parte di un pezzo del gruppo </span><span style="font-size: medium;">dirigente del centrosinistra. In tutta Europa c’è una sinistra antiliberista e </span><span style="font-size: medium;">anticapitalista, rosso-verde e femminista, che fa riferimento al Partito della Sinistra </span><span style="font-size: medium;">Europea e al gruppo parlamentare “La Sinistra”, che rappresenta lo spazio politico in </span><span style="font-size: medium;">cui si colloca la nostra proposta. Dal Cile arriva l’ultimo esempio di una sinistra che </span><span style="font-size: medium;">insieme ai movimenti sociali ha rovesciato i rapporti di forza elettorali. In Italia </span><span style="font-size: medium;">viviamo la tragedia della scomparsa della sinistra mentre lo scontro politico è </span><span style="font-size: medium;">monopolizzato da partiti neoliberisti e dal potere economico mediatico. L’impianto </span><span style="font-size: medium;">programmatico del PD e la sua natura neoliberista non lo rendono credibile come </span><span style="font-size: medium;">argine alla destra con cui governa e con cui si accorda anche per il rilancio di un </span><span style="font-size: medium;">bipolarismo che ha già stravolto l’assetto costituzionale e espulso la voce della </span><span style="font-size: medium;">classe lavoratrice dalle istituzioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: medium;">Questa situazione non può essere affrontata rinchiusi nella frammentazione e non è </span></strong><span style="font-size: medium;"><strong>possibile temporeggiare</strong>. Vanno chiamate – su una base programmatica chiara – alla </span><span style="font-size: medium;">convergenza tutte le soggettività alternative al neoliberismo, alla guerra e alla </span><span style="font-size: medium;">devastazione ambientale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea </span><span style="font-size: medium;">rilancia la proposta politica che è stata al centro dell’ultimo congresso.</span><br />
<strong><span style="font-size: medium;"> Rifondazione Comunista propone di aprire e manifesta piena disponibilità ad essere </span></strong><span style="font-size: medium;"><strong>parte attiva di un percorso</strong> plurale per la costruzione di una soggettività, </span><span style="font-size: medium;">un’aggregazione che, per dimensioni e credibilità, possa rappresentare una </span><span style="font-size: medium;">alternativa ai poli politici esistenti che raccolga le idee, le energie, la passione civile </span><span style="font-size: medium;">che animano le tante esperienze di resistenza, lotta e solidarietà che ci sono nel </span><span style="font-size: medium;">nostro paese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">documento approvato dalla direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea domenica 9 gennaio </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2021/02/braghonograzie.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-45493" alt="braghonograzie" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2021/02/braghonograzie-600x600.jpg" width="600" height="600" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=49076</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una risposta di sinistra alla pandemia e alla crisi sociale</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=44330</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=44330#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 19:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=44330</guid>
		<description><![CDATA[Documento approvato dalla Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea martedì 20 ottobre con 20 voti favorevoli e 3 astensioni.  La fase politica e il dibattito pubblico continuano ad avere al centro l’emergenza sanitaria, sociale e economica determinata dalla pandemia. L’esecutivo Conte esce per il momento rafforzato dal voto amministrativo e regionale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">Documento approvato dalla Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea martedì 20 ottobre con 20 voti favorevoli e 3 astensioni. </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La fase politica e il dibattito pubblico continuano ad avere al centro l’emergenza sanitaria, sociale e economica determinata dalla pandemia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>L’esecutivo Conte</strong> esce per il momento rafforzato dal voto amministrativo e regionale e dalla vittoria referendaria ma soprattutto dalla miseria di un’opposizione di destra che ha cavalcato per mesi posizioni negazionista o di minimizzazione alla Trump. Questo non significa che non continueranno le fibrillazioni della maggioranza ma i limiti e le contraddizioni dell’azione del governo vengono occultati da un dibattito polarizzato tra il &#8220;buon senso&#8221; e chi definisce mascherine e distanziamento sociale come “dittatura sanitaria”. Il governo passa molto facilmente agli occhi dell’opinione pubblica democratica come il salvatore della patria a fronte del dilagare di discorsi irrazionali e antiscientifici. <strong>La scelta della destra</strong> di cavalcare certe posizioni è volta a egemonizzare il malcontento dei settori sociali e economici più colpiti dalle misure di contenimento del contagio e si salda con l’orientamento miope e gretto di Confindustria e del grande capitale volto a evitare restrizioni che possano danneggiare i propri interessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sul piano sociale purtroppo è evidente che la propaganda “no mask” o più in generale quella che tende a affermare il primato dell’economia sulla tutela della salute ha trovato ascolto popolare soprattutto a causa della carenza di sostegno economico a chi è colpito dalla crisi.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La nuova impennata del contagio conferma le critiche che abbiamo avanzato nei mesi scorsi alla gestione dell’emergenza covid da parte di governo e Regioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come abbiamo ripetutamente sottolineato il modello neoliberista dell’ultimo trentennio ha dimostrato con la pandemia il suo fallimento sul piano planetario. E non fa eccezione certo il nostro paese. Siamo di fronte nelle ultime settimane a un’ulteriore conferma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>La sanità regionalizzata non riesce a garantire nemmeno il tracciamento</strong> che dovrebbe essere alla base di qualsiasi strategia di contenimento per carenza di tamponi e di un software e un formulario nazionale per la raccolta dei dati, per non parlare delle code per fare il tampone, della mancanza di organizzazione della medicina territoriale, della insufficiente disponibilità persino di vaccini antinfluenzali, della mancata realizzazione entro settembre dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva programmati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il sovraffollamento del trasporto pubblico locale</strong> è un disastro che mostra non solo incapacità di governo e regioni che fin da marzo avrebbero dovuto pianificare misure per la ripresa dell’anno scolastico ma anche le conseguenze disastrose della politica di taglio dei trasferimenti, liberalizzazione, chiusura degli stabilimenti che producevano bus, priorità alle grandi opere negli investimenti. In cinque mesi a livello nazionale è stato realizzato solo il 30% dei posti aggiuntivi previsti per settembre per i reparti di terapia intensiva; in Lombardia solo il 21%.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il governo punta a scaricare sulla responsabilità di cittadine/i</strong> glissando su quella ben più rilevante delle istituzioni. La pur giusta polemica contro le tesi negazioniste non cancella il deficit di iniziativa, pianificazione, coraggio già riscontrato nella vicenda della mancata zona rossa nel bergamasco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A fronte dell’offensiva mediatica contro ogni ipotesi di nuovo “lockdown”, che sarebbe stato reso non necessario se solo negli ultimi mesi non avesse prevalso la logica dell’individualismo neoliberista e della priorità al profitto, si continua a negare e oscurare il fatto che il virus si diffonde anche e forse principalmente in <strong>ambiente lavorativo</strong> e sui mezzi di trasporto utilizzati per recarvisi e da lì poi arriva e si trasmette in ambiente familiare. Eppure <strong>non sono state attivate rigide misure di vigilanza e di sorveglianza sanitaria</strong> per verificare che nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di precauzione, limitandosi a mandare alle aziende dei questionari a cui rispondono le stesse imprese. Nulla è stato fatto per potenziare i servizi di medicina del lavoro delle ASL /Ats e aumentare il numero delle ispezioni. E nulla si è fatto per potenziare i servizi del trasporto pubblico. </span><span style="font-size: medium;">Una latitanza istituzionale che coinvolge le Regioni e il governo. Il ministro Speranza si è ben guardato dall’inviare ispettori centrali a verificare la situazione negli ambienti di lavoro più a rischio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda la risposta sanitaria è vergognoso che invece di procedere a assunzioni di medici, infermieri e oss si proceda con contratti precari e persino con il ricorso alle agenzie di “somministrazione” consentendo di fare affari sulla pelle di chi rischia di ammalarsi in prima linea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche se le <strong>elezioni regionali e amministrative</strong> hanno mostrato la presa del bipolarismo sull’elettorato e la difficoltà enorme che incontra il nostro progetto politico – anche solo a presentarsi nella competizione elettorale &#8211; non viene meno la necessità di una risposta di sinistra alla crisi che stiamo attraversando. Il dato di fatto della sconfitta delle proposte di sinistra coerentemente antiliberiste, ambientaliste e antirazziste e per questa ragione alternative non solo alla destra ma anche al PD e al M5S fa il paio con la debolezza e l’insignificanza anche di quella parte di sinistra che ha scelto la strada dell’alleanza subalterna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’offensiva portata avanti dai vertici di <strong>Confindustria</strong>, di cui la rottura della trattativa da parte di Federmeccanica è una delle articolazioni, mostra che il capitale intende utilizzare la crisi per indebolire ulteriormente il potere contrattuale di lavoratrici e lavoratori, precarizzare ulteriormente e scaricare il peso della crisi sulle classi popolari. Mai come oggi emerge il bisogno politico di una sinistra di classe che contrapponga un altro punto di vista e un’altra piattaforma a quella di un padronato socialmente irresponsabile. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La crisi del COVID e la connessa crisi della globalizzazione hanno spinto le classi dirigenti europee a modificare la <strong>governance dell&#8217;UE</strong>. Al fine di evitare una recessione europea ingestibile anche per la Germania, per ora hanno deciso di cambiare le politiche di bilancio fornendo denaro a basso costo non solo a banche ed imprese ma anche agli stati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per la prima volta da 30 anni invece di insistere sul ritornello dell&#8217;austerità e del rigore hanno stanziato denaro, in parte da non restituire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Noi riteniamo che le cifre non siano sufficienti e che queste risorse andrebbero tutte stanziate senza vincolo di restituzione. In ogni caso oggi occorre spendere bene le risorse che ci sono, anche per far fronte al fatto che l’emergenza COVID è tutt’altro che finita e i dati di questi giorni ci parlano di un aumento esponenziale dei contagi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questa situazione il governo non solo non ha utilizzato questi mesi per affrontare sul serio le criticità del sistema sanitario nazionale e della prevenzione, ma non ha nessun piano utile al paese per spendere le risorse che ci sono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da un lato tiene una posizione prona di fronte alle richieste di assistenzialismo solo per milionari e imprese di cui si fa portatrice Confindustria e dall’altra pare non essere in grado di utilizzare il complesso del denaro stanziato dall’Unione Europea. Circa metà dell’ammontare complessivo non andrebbe a coprire nuovi investimenti ma semplicemente la ricontrattazione dei debiti precedentemente contratti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Siamo di fronte ad una follia destinata ad aggravare pesantemente la crisi del paese. Per questo noi riteniamo necessario che non solo tutti i soldi stanziati dall’Unione Europea –  ovviamente senza prendere in considerazione la trappola del MES –, ma anche quelli derivanti dall’istituzione di una indifferibile tassa sulle grandi ricchezze &#8211; siano utilizzati per mettere in sicurezza il popolo italiano sul piano sanitario e sociale e fare una grande riconversione ambientale delle produzioni:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">1) <b>Immediata attuazione del sistema delle tre T</b>: tracciare, testare e trattare. Occorre fare un piano di tamponi per tutti, basando sulla prevenzione la lotta contro la recrudescenza delle infezioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">2) <b>Immediata attuazione di un piano di mobilità pubblica sostenibile</b> che parta dal potenziamento del trasporto pubblico locale con mezzi a impatto zero e dall’utilizzo coattivo del complesso dei mezzi di trasporto collettivi presenti nel paese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">3) <b>Immediato potenziamento della sanità pubblica con assunzioni stabili</b> per il raggiungimento di standard tedeschi nell’organico, rafforzamento della medicina territoriale, aumento significativo  dei posti letto a partire dalle terapie intensive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">4)  <b>Immediato finanziamento della scuola pubblica per la riduzione del numero degli alunni per classe</b> e conseguente assunzione del personale necessario, immissione in ruolo dei precari con concorso a titoli, piano per l&#8217;edilizia scolastica, estensione del tempo pieno, generalizzazione della scuola per l&#8217;infanzia pubblica;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">5) <b>Blocco dei licenziamenti per tutte le imprese e blocco degli</b> <strong>sfratti per tutto il 2021</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">6) <b>Estensione cassa integrazione a tutto il 2021</b> con semplificazione procedure specie cassa in deroga contro i rimpalli stato – regioni e con forte aumento dei controlli contro gli imprenditori truffaldini, sostegno alle piccole imprese, artigianato e lavoro autonomo colpiti dalle misure restrittive e dalla pandemia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">7) <b>Reddito di base per tutte e tutti</b> quelli che non hanno reddito o con un reddito insufficiente per vivere estendendo l’attuale reddito di cittadinanza ed eliminando le condizionalità che ne limitano la platea e lo trasformano in uno strumento per altro fallimentare di “workfare”;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">8) <b>Abolizione della Legge Fornero</b> contro ogni tentativo di allungare la vita lavorativa sottraendo lavoro a giovani: invece di cancellare a già striminzita quota 100 bisognerebbe garantire almeno la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età o 40 di contributi! Con annualità di vantaggio per le donne come riconoscimento del lavoro di cura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">9) <b>Piano per il lavoro</b> che, oltre al potenziamento della sanità e dell’istruzione pubblica con assunzioni che ci riportano nel pubblico entro le medie europee, preveda;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">a) riassetto idrogeologico del territorio, messa a norma ed efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">b) piano straordinario casa con recupero del patrimonio pubblico dismesso e inutilizzato compatibile con la residenza e sua assegnazione all’edilizia popolare;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">10) piano rafforzamento strutturale del paese per la riconversione ambientale delle produzioni, l’efficientamento energetico, l’agricoltura e allevamento sostenibili, la crescita di filiere produttive della mobilità sostenibile, rilocalizzazione di produzioni di farmaci, apparati e dispositivi sanitari. Intervento diretto del pubblico con l’assunzione del controllo di settori strategici quali le rete dell’energia, la rete unica delle telecomunicazioni e la siderurgia, la creazione di un polo finanziario pubblico e l’investimento per un forte sistema pubblico della ricerca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">11) <b>Taglio delle spese militari</b> e stop alla richiesta di utilizzo di 30 miliardi del Recovery Fund per programmi di riarmo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Direzione nazionale impegna il partito nello sviluppo – pur nei limiti determinati dall’emergenza covid – dell’iniziativa politica e sociale su queste parole d’ordine, a lavorare in tutte le campagne unitarie come, tra le altre, quella con le associazioni e i movimenti aderenti all’appello “La società della cura” e quelle per la sanità pubblica promosse con Medicina Democratica e altre soggettività politiche e sociali, nel sostegno alle mobilitazioni sindacali e sociali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> <a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus-volantino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-44331" alt="coronavirus volantino" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus-volantino.jpg" width="680" height="960" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2020/10/Tesseramento-2020.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-44332" alt="Tesseramento-2020" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2020/10/Tesseramento-2020.jpg" width="560" height="800" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=44330</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;proporzionale puro&#8221; ci salverà?</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=39247</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=39247#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 10:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena]]></category>
		<category><![CDATA[proporzionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=39247</guid>
		<description><![CDATA[Alba Vastano* Viviamo tempi bui per la democrazia e non si intravede che una fioca luce in fondo al tunnel. I governi si avvicendano con capitomboli strumentali e rimpasti opportunisti che non producono di certo quella buona politica finalizzata a rappresentare i bisogni e la volontà popolare. Una politica che riconosca i diritti di tutti, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alba Vastano*</strong></p>
<p>Viviamo tempi bui per la democrazia e non si intravede che una fioca luce in fondo al tunnel. I governi si avvicendano con capitomboli strumentali e rimpasti opportunisti che non producono di certo quella buona politica finalizzata a rappresentare i bisogni e la volontà popolare. Una politica che riconosca i diritti di tutti, mai decollata in questo nostro Paese tanto straordinario, quanto sofferente di diritti mancati e mai conforme ai principi fondamentali della Costituzione. Governi che si formano con accordicchi e governi che seguono di risulta alle tracotanze estive di un borioso, quanto sovversivo ministro. Intanto lo Stato sociale è sotto una mannaia.<br />
Sparisce il Pd, riappare il Pd. Accuse di poltronismo a profusione urlate dai social dal leader leghista, ormai ex ministro dell’Interno, auto-sfrattatosi dal governo e ora all’opposizione più cruenta. Calano nei sondaggi i 5s, poi sembrano riprendere quota, appena liberati dall’ex alleato. Ci si allea con tutti, ci si oppone a tutti. Dal ministro dell’odio ai ministri delle banche e del mercato libero sovranazionale. Governi borderline che si costituiscono per caso, alzando toni, colpendo l’avversario con j’accuse e minacce e scommettendo sul bottino, come nelle bische più trucide.<br />
In palio c’è lo scranno del più potente, ma anche i seggi minori fanno gola. E intanto l’attuazione dei principi costituzionali diventa sempre più un miraggio. <strong>Paolo Maddalena</strong>, costituzionalista, presidente emerito della Corte costituzionale, si esprime sulle cause dell’attuale fase della politica italiana e sui governi bislacchi delle ultime legislature<br />
<strong>Professore, la domanda è quella che più si confà ai tempi: quali le sue opinioni sugli eventi repentini che si sono avvicendati nel giro di pochi giorni e che hanno portato al crollo del governo giallo verde? Salvini stratega nel chiedere elezioni o il suo un gaglioffo tentativo per prendersi tutto il bottino elettorale, forte dei consensi ottenuti?</strong></p>
<p><b>«</b> <em>A mio avviso, l’evento repentino è stato causato dall’arroganza di Salvini, il quale ha voluto “incassare” i consensi dimostrati dai sondaggi con una azione ingiustificata dal punto di vista governativo, e dalla spregiudicata, ma acutamente intelligente, piroetta di Renzi, il quale ha cambiato le carte in tavola contro ogni ragionevole previsione. In tal modo, con l’aiuto di Conte, i due partiti in perdita di consensi, il PD e Cinque stelle, sono diventati padroni della scena politica e sono riusciti a formare il governo, dimenticando in un attimo tutte le ingiurie che si erano scambiate sino a poco prima».</em></p>
<p><strong>Il neonato governo giallo rosso, che porta in sé tutti i germi del liberismo e del populismo, a suo parere farà qualcosa di sinistra, provando così a giungere al termine dell’attuale legislatura e riuscire a smontare nel frattempo i molti consensi che ha ancora la Lega, che attualmente si posiziona nei sondaggi come primo partito?</strong></p>
<p><strong></strong><em>«Ritengo che il nuovo governo si allinei, come i precedenti, alla volontà delle multinazionali e della finanza che dominano in Europa e nel mondo. Con tale forza alle spalle è probabile che il sovranismo di Salvini (che, lo si ricordi, non ha fatto nulla contro le multinazionali e la finanza) decresca nei consensi, specie se l’Europa si mostrerà più morbida nei nostri confronti»</em></p>
<p><strong>Il Pd, partito delle banche e delle riforme che hanno devastato il Paese, torna a governare per un bizzarro caso e gioco delle parti. Eliminato il pericolo di una deriva reazionaria, in cui il Paese stava scivolando con la tracotanza fascistoide da bullo dell’ex ministro degli Interni, non s’insedia oggi di nuovo il pericolo di sfrenate riforme liberiste, così come è avvenuto ai tempi di Renzi?</strong></p>
<p>«<em>Il programma di governo, ricalcato sui 26 punti indicati da Di Maio, è favorevole alle multinazionali e alla finanza. Sintomatico è il fatto che in un primo momento Di Maio aveva proposto 20 punti, che comprendevano anche la distinzione tra banche commerciali e banche di investimento, mentre nella successiva riformulazione dei 26 punti, questa distinzione è sparita. Si tratta già di un primo favore alla finanza cosiddetta creativa, che crea danaro dal nulla e fa pagare i conti alla collettività»</em></p>
<p><strong>Siamo in piena crisi della democrazia e la Costituzione repubblicana è più che mai soggetta a svilimento, a partire dai principi fondamentali. In particolari per gli articoli 1, 5 e 3. A chi sono da addebitare le responsabilità maggiori di questa débacle dei principi fondamentali? Ai rappresentanti dei partiti parlamentari tesi alla conservazione delle cadreghe? O agli elettori confusi perché è cambiata la visione della società e si affidano al leader demagogo che dai media sa cogliere il pensiero dominante e lo condivide strumentalmente, sponsorizzandosi tramite i media?</strong></p>
<p>«<em>I governi che si sono succeduti dopo l’assassinio di Aldo Moro hanno trasformato il ”sistema economico produttivo” di stampo keynesiano in un “sistema economico predatorio” di stampo neoliberista, divenuto dominante in tutto il mondo occidentale. Sicché, usando un linguaggio politicamente menzognero, essi hanno ingannato e reso indifferenti milioni di italiani, facendo passare come provvedimenti favorevoli al Popolo, provvedimenti che hanno distrutto il “territorio” e tutte le “fonti di produzione” che il territorio contiene, cedendoli a faccendieri privati e a multinazionali, che hanno perseguito i loro personali interessi facendo addirittura dimenticare che il “territorio” e le “fonti di produzione di ricchezza nazionale” che esso contiene sono “proprietà collettiva demaniale”. Sono cioè “elementi costitutivi della struttura della Comunità politica”, cioè della “Repubblica” e come tali sono “inalienabili”, in usucapibili” e “in espropriabili”. Si tratta di quei beni demaniali che oggi si preferisce denominare “beni comuni”»</em></p>
<p><strong>Nei punti del programma proposti dai 5stelle e approvati strumentalmente dal Pd sembra esserci molto di “sinistra” .Conversione catartica dei 5s dopo aver acconsentito ai reazionari decreti salviniani o strategia per tornare impuniti alle poltrone e fare risalire nei sondaggi il movimento, preparandosi così a possibili nuove elezioni, affermandosi di nuovo come primo partito e dettare tutte le condizioni in un nuovo accordo di governo?</strong></p>
<p>«<em>Nei 26 punti di Di Maio c’è molto di sinistra, ma non si indicano gli strumenti finanziari per attuarli. I mezzi finanziari vanno creati facendo tornare lo Stato “protagonista” (il che è possibile anche con i vigenti Trattati europei) dell’economia e facendo rientrare nella “proprietà pubblica” del popolo le fonti di produzione di ricchezza nazionale illegittimamente ceduti a privati (come le rotte aeree, le autostrade, le ferrovie, le vie marittime, le frequenze televisive, le industrie strategiche, i servizi pubblici essenziali, ecc.). I fatti hanno dimostrato che il “privato” è peggiore del “pubblico” e chiede aiuti a quest’ultimo, privatizzando i guadagni e socializzando le perdite. Il problema è affidare le nostre risorse a manager competenti, prevedendo sanzioni severissime per chi sbaglia specie dolosamente. Ѐ stato un grave errore gettare l’acqua sporca con il bambino»</em></p>
<p><strong>Viviamo un storia politica fatta più che altro di menzogne. L’informazione mainstream è artefatta ad hoc ed è manipolante e mistificante. La disintermediazione, favorita da una tecnologia invasiva, ha favorito tutto ciò?</strong></p>
<p><strong></strong><em>«Il pensiero unico dominante neoliberista ha monopolizzato l’informazione e fa credere agli italiani, con apposite tecniche psicologiche, ciò che vuole. Perciò oggi gli Italiani ignorano in quale disastro economico si trovano».</em></p>
<p><strong>Anche l’economia globale ha le sue responsabilità nel crollo dell’idea di uno Stato di diritto che risponda ai principi costituzionali?</strong></p>
<p>«<em>La globalizzazione dei trasporti e delle informazioni hanno enormemente favorito il diffondersi del pensiero predatorio neoliberista che favorisce i ricchi e danneggia i poveri. Ma ad esso non è seguito una federazione di Stati, per cui non è il concetto di Stato che è stato superato, ma è avvenuto che gli Stati forti (anche all’interno dell’Unione Europea) dominano gli Stati deboli, acquistando a poco prezzo le loro fonti produttive di ricchezza. L’Italia è stata comprata dalla Francia per il settore alimentare, della moda e della finanza, e dalla Germania per il settore industriale. Se non si provvede con le nazionalizzazioni e il blocco delle privatizzazioni, la nostra fine è segnata».</em></p>
<p><strong>Tornando al governo che sta per insediarsi, lei pensa che questa neo formazione, a cui ha dato l’ok finale qualche migliaio di click provenienti da un piattaforma digitale, nella procedura con cui si è formato sia coerente ai dettami della Costituzione? O si è messa in atto una nuova abiura dell’impianto costituzionale?</strong></p>
<p>«<em>Un governo che non si difende (almeno) dalla fagocità del mercato libero sovranazionale e ammette le privatizzazioni, le svendite, le delocalizzazioni (che Francia e Germania vietano) è contro la Costituzione, perché contrasta con tutte le norme del Titolo terzo della Parte prima della Costituzione stessa».</em></p>
<p><strong>Professore, a suo parere, qual è la madre di tutti mali della politica italiana? Possiamo pensare che una riforma della legge elettorale che ci riporti ad un proporzionale puro possa realmente ridare la parola agli elettori, eliminando queste alleanze spurie e tossiche per la democrazia rappresentativa?</strong></p>
<p>«<em>Causa di tutti i mali è il pensiero unico dominante del neoliberismo, che vuole l’accentramento della ricchezza nelle mani di pochi, a differenza del pensiero keynesiano che vuole la distribuzione della ricchezza alla base della piramide sociale. Il proporzionale è conforme alla Costituzione. Il maggioritario, con premio di maggioranza e sbarramento è contro la Costituzione, il cui articolo 48 vuole che il voto sia “personale e eguale, libero e segreto”. Il sistema maggioritario rende i voti diseguali».</em></p>
<p><strong>Fra i 26 punti del programma del neo governo c’è la questione spinosa delle autonomie differenziate. Una proposta a trazione leghista, ma condivisa anche dai 5s.Se verrà attuata si realizzerà la “secessione dei ricchi” , a discapito delle regioni più povere, in particolare quelle del Sud. Essendo questa delle autonomie una possibilità prevista proprio dalla Costituzione con la modifica del titolo quinto nel 2001 e recitata nel dettaglio negli art. 116 e 117, come si dirime la questione ?</strong></p>
<p>«<em>Le autonomie differenziate sono una sciagura per l’unità d’Italia e per l’eguaglianza economica e sociale dei cittadini (artt 1, 3, 5 Cost.). Si tratta di una norma costituzionale che urta contro i “Principi fondamentali” della Costituzione. Pertanto, pur essendo scritta in Costituzione, si tratta di una norma recessiva rispetto ai “Principi fondamentali” che su di essa prevalgono».</em></p>
<p><strong>Secondo lei è possibile un riscatto politico per il Pd, partito che ha contribuito ampliamente a devastare lo Stato sociale e che ha sferrato uno dei peggiori e più vasti attacchi alla Costituzione, tentando di eliminare ben 47 articoli? Lei vede la possibilità che si apra, con questo nuovo governo, oggi anche a trazione Pd, una rinnovata stagione per la democrazia, per i beni comuni e per i diritti di tutte le persone?</strong></p>
<p>«<em>Il punto centrale è che bisogna battere il predominio della finanza e delle multinazionali, le quali sono potenti perché hanno ottenuto dai governi leggi incostituzionali che le hanno favorite. Tali leggi devono essere annullate dalla Corte costituzionale e sono i cittadini che, lesi da tali leggi, devono portare la questione di legittimità costituzionale davanti la Corte costituzionale».</em></p>
<p>*Lavoro e Salute <a href="http://www.lavoroesalute.org/">www.lavoroesalute.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=39247</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Documento approvato alla Direzione Nazionale del PRC-SE del 13/10/2018</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=35952</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=35952#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 16:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[potere al popolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=35952</guid>
		<description><![CDATA[La direzione nazionale chiama il partito ad un impegno straordinario di mobilitazione contro le politiche portate avanti dal governo recuperando il nesso tra il piano della battaglia democratica, antifascista, antirazzista e il piano della lotta per i diritti sociali e del lavoro. In assenza di una politica che ponga al centro le domande di giustizia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La direzione nazionale chiama il partito ad un impegno straordinario di mobilitazione contro le politiche portate avanti dal governo recuperando il nesso tra il piano della battaglia democratica, antifascista, antirazzista e il piano della lotta per i diritti sociali e del lavoro. In assenza di una politica che ponga al centro le domande di giustizia sociale e i bisogni dei settori maggiormente colpiti dal liberismo economico, crescono spauracchi, chiusure, xenofobie, frustrazioni securitarie, trova alimento la politica della paura. Una politica, funzionale ai poteri e agli interessi dominanti, utile a distogliere il dibattito pubblico dall’urgenza di un cambiamento sociale radicale o ad alimentarne un simulacro di destra. Basti pensare all’allarmismo e alle politiche brutali, fascistoidi in tema di migranti. Bisogna infrangere gli specchietti per le allodole. Per farlo occorre ritrovare la capacità di parlare ai ceti popolari impoveriti, di esserci sul terreno materiale delle condizioni di esistenza. La manovra economica in corso di definizione e approvazione da parte del governo solo in apparenza risulta in controtendenza con il passato ma ha una capacità inedita di parlare ai ceti popolari. In realtà col taglio della spesa sociale, l’ennesimo mega regalo ai grandi evasori e ai ricchi la manovra è destinata a non ridurre ma ad ampliare la forbice delle disuguaglianze e a peggiorare la condizione sociale in un Paese in cui il 20% più ricco ha 740 volte la ricchezza del 20% più povero. Anche in occasione del dibattito sulla manovra emerge che l’attuale opposizione parlamentare &#8211; rappresentata da forze che hanno l’indubbia responsabilità del peggioramento delle condizioni di vita dei settori popolari – costituisce il miglior alleato del governo. Occorre adoperarsi per costruire la più ampia mobilitazione contro le politiche di austerità vecchie e nuove, con una critica da sinistra al governo.  A tal fine la direzione si impegna a predisporre una campagna sociale e di controinformazione da condurre su scala nazionale nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nei quartieri in cui mettere al centro l’abrogazione della Legge Fornero, il reddito minimo ai disoccupati, la tassazione alle grandi ricchezze, la lotta alle disuguaglianze. Impegna altresì il partito a partecipare a tutti i momenti di mobilitazione promossi da forze sociali, sindacali, di movimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La direzione nazionale  del Prc-Se unitamente alla costruzione dell’opposizione sociale  ribadisce il proprio impegno per la ricostruzione di un campo di forze antiliberiste, anticapitaliste, antagoniste, di sinistra, ambientaliste. Lo abbiamo fatto in Potere al Popolo che è apparso in questi mesi uno dei punti di riattivazione di energie e di protagonismo. Lo abbiamo fatto con l’idea di mantenere l’impegno originario di apertura, di sviluppare un modello inclusivo, partecipativo, democratico, plurale contro ipotesi autoreferenziali, di chiusura, di poter bastare a se stessi e trasformare quello che doveva essere un movimento politico sociale unitario in un partito. Ex Opg, Eurostop e altri hanno perseguito l’archiviazione di fatto del manifesto fondativo di Potere al popolo imponendo un’assurda consultazione su due statuti contrapposti, del tutto priva di garanzie democratiche e di confronto paritario, a cominciare dalla censura operata nei confronti dei materiali di presentazione dello “Statuto per tutte e tutti”. Di fronte a violazioni palesi delle più elementari regole di correttezza, la nostra delegazione nel coordinamento nazionale – unitamente a compagne/i indipendenti – ha chiesto di sospendere e rinviare le votazioni on line e di indire una riunione per chiarire la situazione. Al rifiuto è seguita la dolorosa decisione di ritirare la proposta di statuto e l’invito a non partecipare al voto. Anche in questo caso la risposta è stata all’insegna della prepotenza lasciando sulla piattaforma in votazione una proposta ritirata dai proponenti. Il risultato è stato una sonora bocciatura di queste forzature: ha votato solo una minoranza degli aventi diritto al voto (4041 su 9.091) e solo poco più di un terzo a favore dello statuto n. 1 (3.332). Neanche questi dati inequivocabili hanno spinto al riconoscimento di un deficit di democrazia e consenso. Senza nemmeno consultare il coordinamento si è proceduto immediatamente a dichiarare approvato lo statuto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In qualità di soggetto cofondatore di Potere al popolo! che ha sempre proposto la democratizzazione del percorso attraverso la partecipazione diretta, non riconosciamo la legittimità di tale statuto che non riteniamo essere stato approvato dalle/dagli aderenti di Potere al popolo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La DN del PRC, nel prendere atto delle palesi irregolarità compiute dalla maggioranza del coordinamento provvisorio di Pap in sede di votazione dello Statuto, non riconosce l&#8217;esito di questa consultazione falsata. Tali forzature antidemocratiche se non azzerate, rappresentano una palese violazione dello spirito con cui è nato il progetto di Potere al Popolo. Riteniamo pertanto necessario aprire una fase di forte dialettizzazione politica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non viene meno il nostro impegno a costruire in Italia uno schieramento di sinistra e popolare alternativo a tutti i poli esistenti di cui ogni giorno di più emerge l’urgenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ribadiamo la nostra indisponibilità per riproposizioni del vecchio centrosinistra liberista e la necessità di una proposta politica di rottura con le politiche e le classi dirigenti degli ultimi 25 anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">È doveroso e indispensabile che le soggettività politiche, sociali e civiche che in questi anni hanno resistito e difeso diritti e beni comuni lavorino per costruire un&#8217;alternativa a questo governo e a un&#8217;opposizione delegittimata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per questo insistiamo sulla costruzione di un progetto che parli a milioni di persone e che sul piano europeo si collochi in alternativa tanto a nazionalisti e razzisti quanto ai trattati UE e alla governance neoliberista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il Partito della Rifondazione Comunista è uno strumento al servizio della lotta per la trasformazione della società e la difesa delle condizioni di vita delle classi lavoratrici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Respingiamo ogni caricatura volta a presentare la nostra esistenza come ostacolo alla costruzione di soggettività di sinistra più forti. Le esperienze europee dimostrano il contrario, come per esempio nel caso di Unidos Podemos. Sono semmai il settarismo da un lato e l’opportunismo dall’altro che in questi anni hanno impedito un’auspicabile ricomposizione di un’area politico-sociale-culturale frammentata e lo sviluppo di un discorso politico nuovo e egemone. Ribadiamo l’impegno alla costruzione del partito come fatto materiale, a rafforzare il nostro tessuto militante, il senso di appartenenza, l’impegno all’autofinanziamento, la presenza politica, le pratiche sociali. Va in tale direzione la convocazione dell&#8217;assemblea nazionale delle compagne e dei compagni del partito della rifondazione comunista impegnati sul diritto all&#8217;abitare. Che questa possibilità ci sia lo dimostrano alcuni indicatori non di poco conto. Le 50.597 mila sottoscrizioni al 2Xmille a favore di Rifondazione Comunista e la riuscita delle molte feste di Rifondazione Comunista. Dati significativi che parlano di una potenzialità, di un possibile salto in avanti che va accompagnato a una maggiore capacità di comunicare e raccontare quello che proponiamo e le cose che facciamo. Su tutto questo e altro ancora siamo impegnati a dare corso alla traccia di lavoro contenuta nel documento uscito dalla discussione di Spoleto sul rilancio del partito. In particolare la direzione nazionale impegna i gruppi dirigenti territoriali alla convocazione dei comitati federali e regionali con all’ordine del giorno la fase politica e il completamento della campagna di tesseramento 2018 contattando e coinvolgendo compagne e compagni vecchi e nuovi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Direzione nazionale, su proposta del segretario, convoca il Comitato Politico Nazionale per il 27 e 28 ottobre. </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=35952</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per il rilancio organizzativo del Partito. Documento approvato all&#8217;unanimità dalla Direzione Nazionale del 25 maggio 2018</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=34223</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=34223#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 13:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[prc]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=34223</guid>
		<description><![CDATA[La tre giorni di discussione Spoleto ha messo a fuoco alcuni nodi fondamentali per la riflessione sulla funzione storica e il ruolo del Partito della rifondazione comunista. Il comunismo è rifondazione: siamo dunque impegnate/i come partito a ripensare le forme efficaci di organizzazione del conflitto, di ricomposizione della classe e del blocco storico all’altezza di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La tre giorni di discussione Spoleto ha messo a fuoco alcuni nodi fondamentali per la riflessione sulla funzione storica e il ruolo del Partito della rifondazione comunista. Il comunismo è rifondazione: siamo dunque impegnate/i come partito a ripensare le forme efficaci di organizzazione del conflitto, di ricomposizione della classe e del blocco storico all’altezza di questa fase del capitalismo. La lotta al neoliberismo come forma distruttiva del capitale – che sfrutta l’intera sfera della vita, mettendo a profitto produzione e riproduzione, e allo stesso tempo disgrega e gerarchizza una classe sempre meno autocosciente della propria condizione – richiede una rifondazione del nostro modo di essere partito, a partire dalla necessità di assumere come prospettiva politica l’intersezionalità fra le attuali forme di dominio (di classe, di genere, di razza, eteronormative) e, quindi, il posizionamento femminista come necessario nella ricomposizione di una lotta di classe efficace; di radicarci nel movimento reale della forza lavoro migrante; di lavorare alla organizzazione di forme del conflitto efficaci nella modificazione degli attuali rapporti di potere, stante lo svuotamento delle forme rappresentative della democrazia agite dalla governance neoliberista; di assumere il fare società come forma del fare politica necessaria nel neoliberismo, e, dunque, il mutualismo come pratica politica connotativa del nostro modo di essere partito comunista.</p>
<p>Il Comitato Politico nazionale di Rifondazione Comunista, dunque, a conclusione della tre giorni di discussione di Spoleto, impegna tutte le articolazioni del Partito ad un lavoro di riorganizzazione politica con l’obiettivo di segnare un salto di qualità per quanto riguarda la capacità di proposta politica, di proiezione esterna, di iniziativa sociale e culturale, di apertura.</p>
<p>Non siamo da tempo un partito che vive di riflesso rispetto ai processi istituzionali, con le risorse che questi processi garantivano in termini di visibilità, di finanziamento pubblico. In questa situazione di difficoltà, ma dentro un contesto di crisi sociale e di forti domande di cambiamento, siamo chiamati a “contare sulle nostre forze e lottare con tenacia”. A tal fine il Cpn individua le seguenti priorità operative e organizzative:</p>
<p>1<b>)         Il tesseramento.</b> L’impegno a costruire un movimento popolare per un’alternativa di società ha come aspetto fondamentale, decisivo, contestuale, il rafforzamento del nostro partito. La campagna del tesseramento lungi dall&#8217;essere un fatto burocratico è l&#8217;occasione per discutere e confrontarsi con le iscritte e gli iscritti. Va rivolta, oltre alle iscritte e agli iscritti degli anni precedenti, anche all’esterno, alle tante persone che abbiamo incontrato in questi mesi di assemblee, iniziative, raccolta firme. Bisogna recuperare i non pochi ritardi che ci sono in diverse realtà alla conduzione della campagna di tesseramento 2018 con l&#8217;obiettivo di pubblicizzare i dati reali entro l&#8217;estate, previa verifica con i territori e aumentare gli iscritti 2018 del 10% rispetto al 2017.</p>
<p>2)             <b>L’autofinanziamento.</b> Il sostentamento di Rifondazione Comunista necessita di un forte impegno nella campagna per la scelta del 2Xmille 2018. L’obiettivo proposto è di arrivare a 100 mila indicazioni &#8220;L19&#8243;in favore del PRC. Poniamo inoltre l&#8217;obiettivo del raddoppio dei RID, rivolgendosi all&#8217;esterno, a tutti i soggetti e singole/i con cui condividiamo iniziative e lotte.</p>
<p>Si impegna la Direzione Nazionale a definire un gruppo di lavoro sull’autofinanziamento per individuare possibili nuove forme di autofinanziamento.</p>
<p>Attraverso specifici incontri regionali/o di area territoriale si darà vita a piani economico/finanziari in accordo con la tesoreria nazionale con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;autonomia finanziaria e il rientro dalle situazioni debitorie territoriali.</p>
<p>3)          <b>Formazione.</b> Gran parte delle nostre difficoltà nascono per un problema di direzione politica, di formazione quadri e di ricambio generazionale. Investire sulla formazione e il rinnovamento di quadri capaci di direzione politica del partito significa investire sull’elemento prioritario di coesione politica del partito stesso. Un quadro di rifondazione comunista deve essere consapevole oggi più che mai della connessione fra il dare un volantino e l’internità a un movimento complessivo di trasformazione e con una concezione del mondo, di risignificare le tante buone pratiche concrete che mettiamo in atto come partito nella costruzione di una consapevolezza condivisa. Troppe volte le tante e generose iniziative che mettiamo in campo non diventano racconto e coscienza condivisa del nostro modo di essere partito, della nostra diversità comunista. Allo stesso tempo, un quadro di rifondazione comunista deve essere in grado di tradurre quella concezione del mondo nella organizzazione di pratiche efficaci nel contesto concreto. Da qui in avanti l’attività di formazione deve diventare una priorità. Le attività formative possono essere occasione di iniziativa esterna, coinvolgimento di competenze, costruzione di relazioni, valorizzazione e arricchimento anche della nostra militanza. A questo riguardo si assume l’impegno a dotarsi di una rivista telematica e costituire un gruppo di lavoro.</p>
<p>4)<b>         </b><b>Informazione, comunicazioni interne e partecipazione</b><b>. </b>Necessitiamo di un miglioramento dei nostri strumenti di collegamento, di informazione e di attivazione politica, a cominciare dalla raccolta, aggiornamento, informatizzazione degli indirizzari degli iscritti e simpatizzanti, da un invio più largo della nostra newsletter, dalla produzione di video e ogni altra cosa utile a dare risalto alle nostre iniziative. Ma questo non basta ancora. A fronte dello spezzettamento della nostra presenza occorre stabilire un legame tra lavoro locale e nazionale. Utile il bollettino “dire fare Rifondazione”. Ma ancor più serve uno strumento anche cartaceo di orientamento, di attivazione delle compagne e dei compagni del partito con modalità cui diamo mandato alla segreteria di verificare.</p>
<p>5)       <b>Comunicazione.</b> Pensiamo che, a partire dalla formazione che abbiamo avviato a Spoleto sull’uso delle piattaforme nella partecipazione politica e la social media intelligence, che oggi sia più che mai necessario costruire in maniera diffusa sui territori, anche attraverso momenti di formazione, una alfabetizzazione delle compagne e dei compagni sull’uso della comunicazione-organizzazione attraverso la rete. Allo stesso tempo vanno pensati usi delle piattaforme web per agevolare la partecipazione delle compagne e dei compagni.</p>
<p>Dobbiamo rendere il sito più fruibile, rendendolo responsive (ossia facendo sì che sia facilmente visionabile da cellulari e tablet), ed integrando in modo più proficuo la comunicazione istituzionale con quella social.</p>
<p>6) <b>            La nostra attività politica, le nostre sedi. </b>Organizzare le nostre forze non significa in alcun modo scadere in una idea separata e autoreferenziale del partito organizzazione. Occorre ricostruire un contesto di confronto culturale, associativo, partecipativo che dia la possibilità di entrare in rapporto con diversi ambiti di impegno, con contributi di partecipazione esterna. Allo stesso tempo, oltre al conflitto, è necessario ricostruire relazioni e forme partecipative che contengano una critica vissuta al sistema delle disuguaglianze e al sistema di potere vigente e rispondano, per quanto attiene alla nostra presenza, ad una domanda di utilità sociale e politica. In questo senso le sedi di Rifondazione Comunista – e tali devono rimanere a tutti gli effetti – devono essere riorganizzate in maniera tale da attivare una circolarità politica, da rappresentare le nuove e diverse sfaccettature dell’impegno sociale e politico. Le sedi del Prc, dunque, devono essere aperte, come già in molti casi sono, secondo le regole già in adozione definite con l&#8217;approvazione dei bilanci dalla Direzione Nazionale, alla costruzione di case del popolo, momenti di autorganizzazione, di costruzione della confederalità sociale, punto di riferimento delle iniziative politico/sociali sul territorio.</p>
<p>7)  <b>Mutualismo.</b> Sui  temi riguardanti l&#8217;azione mutualistica come pratica politica che qualifica il nostro modo di essere partito è importante portare a termine l&#8217;inchiesta attraverso la compilazione e l&#8217;invio alla mail organizzazione.prc@rifondazione.it del questionario inviato alle federazioni. Un &#8216;inchiesta che ci offre la possibilità di avere una mappa reale del nostro impegno al fine di costruire una rete di valorizzazione piena del lavoro del partito sociale, di socializzare le pratiche. Il Partito della Rifondazione Comunista convocherà dal 6 all’8 luglio a Capaccio/Paestum in provincia di  Salerno una tre giorni di discussione e proposta politica.</p>
<p>8)   <b>Un partito in movimento</b>. È del tutto evidente che per recuperare difficoltà e ritardi occorre fare i conti con la realtà di un partito che non ha la dimensione di un partito di massa. Per questo bisogna cominciare a ragionare e a sperimentare un’organizzazione del partito meno ingessata. Un’organizzazione che valorizzi il lavoro dei territori, e  le assemblee delle iscritte e degli iscritti, realizzi sinergie tra aree provinciali e accorpamenti per aree omogenee. Occorre prevedere un ruolo maggiore dei comitati regionali che consenta di intervenire nei territori dove si registrano maggiori difficoltà e l’articolazione/promozione delle campagne ed iniziative del partito, con compiti di coordinamento e direzione politica territoriali prevedendo appuntamenti programmatici periodici. Un’organizzazione sperimentale &#8211; la riorganizzazione del partito in strutture e funzioni per macroaree con sinergie e accorpamenti laddove necessario tra aree provinciali &#8211; in grado di intervenire e di ricostruire presenza in situazioni mal funzionanti o, là dove la presenza è venuta meno, riprendendo, in questo, proposte che vengono dai territori (vedi proposte emerse in occasione negli ultimi Congressi regionali della Sicilia e dell’Abruzzo che vanno recepite dalla Direzione Nazionale). Sperimentare nuclei territoriali che garantiscano l&#8217;insediamento e l&#8217;iniziativa diffusa, rilanciando anche la presenza nei luoghi di lavoro. Vanno valorizzare le competenze e le esperienze presenti nel partito attraverso lo sviluppo di un modello di partito a rete che le connetta sul piano regionale e nazionale. In una parola occorre rendere il partito più aderente alla presenza reale nei diversi territori. Occorre altresì andare ad uno snellimento, rinnovamento degli organismi dirigenti in maniera tale da rispondere con maggiore efficacia e tempestività all’idea di un partito in movimento. Coerentemente a questo processo di riorganizzazione occorrerà mettere mano ad una proposta di revisione/semplificazione dello Statuto del Partito attualmente in vigore.</p>
<p>9)             <b>Il partito e i territori.</b> Occorre garantire un più puntuale rapporto con i territori a tutti i livelli, dalle istanze superiori alle istanze inferiori, in termini di costante flusso di proposte, di interscambio, di verifica del lavoro svolto. Un lavoro di relazione che deve diventare una costante anche per sopperire alla carenza di strumenti di orientamento politico. Importante è convocare incontri periodici con i segretari regionali e di federazione.</p>
<p>10)             <b>Le Feste di Rifondazione. </b>In questi ultimi anni il numero delle feste in diversa forma – feste tradizionali o anche solo di uno o due giorni in occasione di ricorrenze varie &#8211; è andato aumentando. Al di là di essere una delle principali fonti di autofinanziamento a livello territoriale, le feste sono uno dei più importanti momenti di comunicazione e rapporto di massa che il partito è in grado di mettere in campo. È importante adoperarsi per estendere e qualificare lo svolgimento di queste feste mettendo a disposizione materiali di propaganda e ogni materiale utile a qualificare le feste stesse. Là dove non ci sono feste locali si faccia almeno una festa regionale. Al fine di favorire questo salto di qualità si assume l’impegno alla designazione di un responsabile nazionale feste e di un gruppo di lavoro.</p>
<p>11)             <b>Le Conferenze.</b> Al fine di un suo maggiore radicamento nella società e nei luoghi di lavoro, nei luoghi del conflitto sociale, il Partito si impegna a convocare le conferenze delle lavoratrici e dei lavoratori, delle amministratrici e degli amministratori locali. A fronte di un partito ancora troppo segnato dal dominio e da pratichi maschili e patriarcali, il Partito ritiene utile convocare una conferenza degli uomini. Le compagne si autoconvocheranno in assemblea con le modalità che autonomamente  decideranno.</p>
<p>I tempi, la programmazione e le modalità di convocazione verranno definite dalla Direzione Nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=34223</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un piano di lavoro e alcuni obiettivi per l&#8217;autofinanziamento del Prc-Se</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33570</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33570#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 10:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33570</guid>
		<description><![CDATA[La Direzione Nazionale del PRC-SE dell&#8217;8/4/2018,ha affrontato,analizzando i dati nel dettaglio, la situazione economico-finanziaria del nostro Partito. Sono state avanzate proposte su cui è necessario e possibile agire per proseguire l&#8217;azione di risanamento e garantire l’azione politica del PRC-SE. Sono obiettivi che andranno implementati con idee e proposte che,con un lavoro collettivo che il nostro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Nazionale del PRC-SE dell&#8217;8/4/2018,ha affrontato,analizzando i dati nel dettaglio, la situazione economico-finanziaria del nostro Partito.</p>
<p>Sono state avanzate proposte su cui è necessario e possibile agire per proseguire l&#8217;azione di risanamento e garantire l’azione politica del PRC-SE.</p>
<p>Sono obiettivi che andranno implementati con idee e proposte che,con un lavoro collettivo che il nostro Partito vorrà attivare già a partire dalla”tre giorni sul Partito”del 4,5 e 6 maggio,richiedono l’impegno di tutte/i noi.</p>
<p>Sono punti su cui già è in corso una attivazione ,ad esempio sul Tesseramento oppure sugli incontri regionali  come quello svolto il 9/4 in Sicilia,su cui è necessario impegnarsi collettivamente da subito.</p>
<p>Buon lavoro a tutte/i noi.</p>
<p>Marco Gelmini</p>
<p>Tesoriere nazionale PRC-SE</p>
<p>1- propagandare &#8220;L19&#8243;-2X1000 con l&#8217;obiettivo per il 2018 della sottoscrizione di 100.000 scelte in favore del PRC-SE(l’ultimo dato è stato di 62.000 ca);</p>
<p>2 -raddoppiare i RID (oggi circa 300) rivolgendo la proposta di sottoscrizione anche a singoli soggetti esterni;</p>
<p>3-aumentare la valorizzazione degli immobili attraverso le procedure definite in Direzione Nazionale(pagamento delle tasse relative agli immobili da parte degli utilizzatori,ospitalita&#8217;di soggetti affini,autorizzati e paganti nelle nostre sedi,attivita&#8217;sociali che portino a sostenere l&#8217;uso delle sedi stesse);proseguire nella razionalizzazione(vendita, valorizzazione e sistemazione)del patrimonio immobiliare;</p>
<p>4 -dare piena applicazione alla norma statutaria relativa all&#8217;approvazione puntuale dei bilanci a tutti i livelli prevedendo incontri regionali con il Tesoriere/Segreteria nazionale per definire piani finanziari che portino alla piena autonomia finanziaria delle varie strutture del Partito;</p>
<p>5-dare corso al Tesseramento sia per il PRC che per i GC prevedendo piani con obiettivi specifici da verificare periodicamente a cura dell&#8217;Organizzazione nazionale dando pubblicita&#8217;ai dati stessi e sollecitando le strutture alla realizzazione degli obiettivi;</p>
<p>6-prevedere e valutare sempre anche l’aspetto economico-finanziario ed i riflessi sul Partito, nelle scelte politico-amministrative che vengono assunte.</p>
<p>Su ognuno di questi punti la Direzione Nazionale si impegna ed impegna la Segreteria alla realizzazione in raccordo stretto con la Tesoreria nazionale.</p>
<p>Per quanto riguarda gli incontri specifici previsti al punto 4,potete contattare direttamente il Tesoriere nazionale per una programmazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=33570</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I nostri compiti. Documento approvato dalla Direzione Nazionale dell&#8217;8 aprile 2018</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33557</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33557#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 15:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[anticapitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[antiliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[GUE]]></category>
		<category><![CDATA[Lula]]></category>
		<category><![CDATA[potere al popolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33557</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;arresto del compagno Lula rappresenta la continuazione del golpe mediatico-giudiziario che ha portato alla destituzione della legittima presidente Dilma Rousseff. Nel paese che ha dato vita al Foro Sociale Mondiale da cui si diffuse in tutto il pianeta l&#8217;urgenza di un altro mondo possibile si consuma un ennesimo passaggio dell&#8217;attacco del capitalismo neoliberista alla democrazia e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arresto del compagno Lula rappresenta la continuazione del golpe mediatico-giudiziario che ha portato alla destituzione della legittima presidente Dilma Rousseff. Nel paese che ha dato vita al Foro Sociale Mondiale da cui si diffuse in tutto il pianeta l&#8217;urgenza di un altro mondo possibile si consuma un ennesimo passaggio dell&#8217;attacco del capitalismo neoliberista alla democrazia e alle conquiste popolari.</p>
<p>In Medio Oriente Erdogan e Netanyahu, con la complicità della comunità internazionale, massacrano curdi e palestinesi.</p>
<p>In Europa gli scioperi francesi contro la privatizzazione delle ferrovie e dei servizi pubblici rappresentano il momento più alto di resistenza e opposizione sociale alle politiche neoliberiste condivise dalle classi dirigenti pur delegittimate dei paesi UE.</p>
<p>In questo quadro occorre lavorare per il rafforzamento della sinistra antiliberista e anticapitalista che in Europa si oppone alle politiche di austerity, ai trattati UE, alla NATO, alle logiche neocoloniali e di guerra.</p>
<p>La crisi di legittimazione delle classi dirigenti che hanno condiviso e condividono l&#8217;agenda neoliberista in Europa, l&#8217;ossessiva riproposizione di politiche che accrescono le disuguaglianze, l&#8217;avanzata di destre xenofobe e razziste che si presentano come antisistemiche, la bancarotta dei partiti ex-socialdemocratici, pongono alle sinistre radicali e popolari la responsabilità di costruire un&#8217;alternativa e una proposta unitaria nei singoli paesi e sul piano continentale alla scelta tra &#8216;peste e colera&#8217;. Il Partito della Sinistra Europea e il GUE-NGL  hanno sempre avuto un profilo plurale e questo è un patrimonio da non dissipare. La recente dichiarazione congiunta dei portavoce di <i>Unidos Podemos</i> rappresenta un segnale positivo e un esempio concreto. In vista delle elezioni europee lavoriamo in Italia e in Europa per la costruzione di un forte schieramento <span style="color: #000000;">unitario</span> di sinistra e popolare.</p>
<p>Il risultato delle elezioni politiche in Italia ci consegna un quadro confuso e il proseguimento di un clima da campagna elettorale. Un clima pericoloso perché può dare spazio a nuove spinte autoritarie e iper-maggioritarie e alla riproposizione del tema della “governabilità” come centrale anche se con attori in parte nuovi e con rapporti di forza diversi nel sistema politico. La sconfitta dei partiti che hanno impersonato le larghe intese e le politiche antipopolari è un fatto positivo. <span style="color: #000000;">Le nostre critiche e la nostra distanza da M5S e ancor più dalla Lega sono di natura assai diverse da quelle del PD renziano.</span> La posizione del PD appare del tutto strumentale e priva di qualsiasi senso di responsabilità verso il paese: il partito delle larghe intese con Berlusconi e Verdini rifiuta a priori il confronto programmatico e critica. Mentre dall’UE, dalla finanza, da Confindustria, dal Fondo Monetario Internazionale giungono moniti a non abbandonare la linea dell’austerity e delle “riforme”, <span style="color: #000000;">noi da sinistra dobbiamo costruire un’opposizione che chieda coerenza con gli impegni assunti in campagna elettorale rispetto a temi come la legge Fornero, l’articolo 18, il “reddito di cittadinanza”, e ne evidenzi invece la contraddizione tanto con parole d’ordine come la Flat-Tax o comunque l’ulteriore riduzione della progressività fiscale, quanto con le dichiarazioni di fedeltà alla UE e alla NATO di Di Maio.  Un’opposizione che sia dunque in connessione con le aspettative popolari, e che insieme faccia valere il conflitto “basso contro alto”. </span><span style="color: #38761d;"> </span></p>
<p>Nella crisi sociale e politica italiana c’è bisogno di un punto di vista di sinistra che rimetta al centro gli interessi delle classi popolari e la lotta per l’attuazione della Costituzione. Lo stillicidio di morti sul lavoro e i dati sulla enorme crescita della ricchezza di poche famiglie nell&#8217;ultimo decennio (+72% per le 10 famiglie più ricche) in questi ultimi giorni hanno reso evidente quanto l’emergenza immigrazione sia stato un fattore di distrazione di massa rispetto ai processi reali che hanno prodotto aumento delle disuguaglianze e impoverimento di larghi settori della società italiana.</p>
<p>Le forze che sono uscite rafforzate dal voto non vanno criticate da destra come fa il PD in nome della fedeltà ai vincoli europei, <span style="color: #38761d;">ma chiedendo conto</span> da sinistra<span style="text-decoration: line-through;"> </span>sul piano dei contenuti e degli impegni assunti.</p>
<div>
<div style="display: inline !important;">
<p style="display: inline !important;">Oggi più che mai è fondamentale che nel paese la ricostruzione di una sinistra radicale, popolare, antiliberista e anticapitalista alternativa rispetto a tutti i poli esistenti. Per questo va proseguito il percorso di Potere al popolo come movimento politico e sociale, soggettività politica aperta che, in forme democratiche e partecipate, sappia valorizzare pienamente tutte le esperienze di militanza e impegno che si pongono sul terreno dell’alternativa e ne sappia attrarre e sviluppare di nuove. Un processo che deve essere basato sulla partecipazione diretta di chi aderisce, che si definisca a partire dai punti fondamentali su cui abbiamo svolto la campagna elettorale e che sia costitutivamente plurale e democratico e quindi rispettoso delle diverse appartenenze politiche, sociali e culturali. Le campagne di raccolta firme che sosteniamo come <span style="color: #000000;">Rifondazione Comunista</span> e Potere al popolo – LIP scuola e abrogazione pareggio di bilancio articolo 81 – costituiscono un primo terreno di iniziativa politica di massa nel mentre si discute la concreta strutturazione del movimento.</p>
</div>
</div>
<div>
<p><span style="color: #000000;">Rifondazione Comunista persegue l’obiettivo della</span> costruzione di un quarto polo di sinistra e popolare. <span style="color: #000000;">In questa direzione</span> bisogna coinvolgere tanti compagni e compagne così come altre soggettività della sinistra a partire dall’Altra Europa, dalle Città in Comune e dalle liste e esperienze locali che non hanno preso parte direttamente a Potere al Popolo, ma che sono interessate alla costruzione di un’alternativa ai poli esistenti e ad una prospettiva comune anche in chiave europea. Dentro il processo pur rapidissimo di Potere al Popolo abbiamo dimostrato che su una base politico-programmatica chiara e con metodo democratico è possibile unire le forze della sinistra, le stesse formazioni comuniste con esperienze di lotta, conflitto, mutualismo.</p>
<p>In vista delle prossime elezioni amministrative operiamo per presentare liste <span style="color: #000000;">di alternativa</span> che non potranno essere contrassegnate da un unico simbolo imposto ovunque su base nazionale ma – situazione per situazione sulla base delle diverse esperienze – ci poniamo l’obiettivo di aggregare il complesso delle forze antiliberiste presenti sul territorio. In tale contesto vanno valorizzate le esperienze delle Città in comune e dei diversi percorsi che hanno caratterizzato la costruzione di alternativa di sinistra aperte a forze politiche, sociali e di movimento. Questa apertura non è da intendersi in antitesi con lo sviluppo del progetto di Potere al popolo ma come prosecuzione della medesima ispirazione a riaggregare le forze disponibili nella direzione indicata dallo stesso “manifesto” della lista. <span style="color: #000000;">In questo senso, la presentazione del simbolo di Potere al popolo è utile e auspicabile, ma non può essere imposta in presenza di progetti locali che condividendo la medesima ispirazione programmatica riescono a allargare la base di partecipazione e coinvolgimento.</span></p>
<p>E’ dentro questo contesto e avendo presenti i giganteschi compiti che ci attendono che l’ultimo Comitato Politico Nazionale ha indicato nel rilancio del PRC un obiettivo su cui impegnare i gruppi dirigenti in un lavoro non solo relativo all&#8217;organizzazione e all&#8217;autofinanziamento ma anche di elaborazione collettiva.</p>
<p>La stessa campagna per il tesseramento e quella per l’autofinanziamento – 2&#215;1000 e rid – rappresentano occasione di mobilitazione di tutto il partito e debbono occasioni di discussione e orientamento.</p>
<p>Non si tratta soltanto di avviare un lavoro di manutenzione organizzativa pur indispensabile ma contemporaneamente un percorso di riflessione collettiva.</p>
<p>Il bicentenario della nascita di Karl Marx e il cinquantennale del 1968 ci offrono l’occasione per lo sviluppo di iniziative in tutto il paese e di una riflessione politico-teorica sui “fondamentali” sviluppando l’elaborazione già sviluppata nell’ultimo congresso.</p>
<p>La costruzione di soggetti unitari come Potere al Popolo non implica il venir meno del ruolo di un partito impegnato nel progetto della rifondazione comunista, anzi possiamo affermare con orgoglio che con tutti i nostri limiti la nostra resistenza controcorrente ha consentito di tenere aperta la prospettiva della ricostruzione di una sinistra di alternativa.</p>
<p>Si pone però la necessità – come sottolineato nell’ultimo CPN – di ridefinire il ruolo storico di un partito comunista nel nostro paese, di farlo concretamente nel contesto che ci consegnano le elezioni e della nostra partecipazione a Potere al popolo e ad altre esperienze unitarie, di rivisitare le forme e le modalità della nostra organizzazione per razionalizzarne il funzionamento e potenziarne l’efficacia politica nelle condizioni date.</p>
<p>La Direzione Nazionale costituisce gruppi di lavoro coordinati da componenti della segreteria nazionale su rivisitazione organizzativa/pratiche e riflessione politico-teorica.</p>
<p>Entro l’estate – indicativamente <span style="color: #000000;">dal 4 al 6 maggio</span> – lavoriamo a una Tre giorni di Rifondazione che riunisca non solo il CPN ma anche i gruppi dirigenti territoriali, strutturata in sessioni, workshop di autoformazione, forum intrecciando riflessione teorico-politica, programmatiche, proposte di riorganizzazione e condivisione di pratiche.</p>
<p>La Direzione Nazionale impegna tutto il partito:</p>
<p><strong>- nelle iniziative di solidarietà con la sinistra brasiliana e il compagno Lula, con i popoli curdo e palestinese;</strong></p>
<p><strong>- nella campagna del tesseramento 2018 e nella campagna di autofinanziamento mediante 2&#215;1000 e di sottoscrizione RID;</strong></p>
<p><strong>- nelle campagne per le leggi di iniziativa popolare sulla scuola, l’articolo 81, e per una legge elettorale proporzionale. Nel sostegno alla petizione sull&#8217;antifascismo;</strong></p>
<p><strong>- costruzione liste per elezioni amministrative;</strong></p>
<p><strong>- sviluppo sui territori del progetto di <i>Potere al popolo;</i></strong></p>
<p><strong>- rafforzamento dell&#8217;iniziativa del partito sul lavoro a partire dal coordinamento delle esperienze sindacali e di lotta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=33557</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Massimo impegno nella campagna elettorale per Potere al popolo e per il rilancio del Prc</title>
		<link>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33021</link>
		<comments>http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33021#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 13:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti Direzione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[potere al popolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=33021</guid>
		<description><![CDATA[Il documento approvato all&#8217;unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea: La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista riunita il 25 febbraio 2018 impegna tutto il partito nel massimo sforzo per il successo della lista Potere al popolo nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo e in quelle regionali delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><em><span style="font-size: medium;">Il documento approvato all&#8217;unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea:</span></em></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-size: medium;">La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista riunita il 25 febbraio 2018 impegna tutto il partito nel massimo sforzo per il successo della lista </span><i style="font-size: medium;">Potere al popolo</i><span style="font-size: medium;"> nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo e in quelle regionali delle liste </span><a title="vai sul sito " href="https://sinistraperlalombardia2018.wordpress.com/" target="_blank"><i style="font-size: medium;">Sinistra per la Lombardia</i></a><span style="font-size: medium;"> e </span><i style="font-size: medium;">Potere al popolo</i><span style="font-size: medium;"> in Lazio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un impegno che dovrà andare avanti anche dopo le elezioni parallelamente al lavoro politico e organizzativo per il rilancio di Rifondazione Comunista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>L’agenda della campagna elettorale</strong> è stata dettata dalle forze di destra. Il dibattito sui media è interamente monopolizzato da forze diversamente liberiste che accettano i trattati europei. L’opposizione antisistema sarebbe rappresentata da formazioni di destra che fanno dei migranti il capro espiatorio per tutti i disagi del paese e propagandano apertamente xenofobia e razzismo e dal M5S che sempre più contraddice la sua immagine di rottura rassicurando i poteri economici e finanziari e facendo campagne vergognose come quella “sbarchi zero”. Questa dialettica tra liberisti allude anche al futuro governo del paese che – data la legge elettorale fortemente voluta dal PD – determinerà una situazione favorevole alla costruzione di un governo di unità nazionale in cui “moderati”, “responsabili”, “europeisti” si ritroveranno insieme per una nuova stagione di “riforme” antipopolari. Nel corso della campagna si è confermato che LeU non ha il profilo di una sinistra radicale e antiliberista sia nei programmi e sia rispetto alla relazione col PD e le aperture sulla possibilità di un “governo del presidente” non danno garanzie di quale uso sarà fatto del voto che riceverà da una parte dell’elettorato di sinistra. L’alleanza col PD alla Regione Lazio segnala inequivocabilmente il carattere di centrosinistra di LeU. E’ proprio questa ambiguità di collocazione politica che ha condizionato e determinato la crisi del percorso del Brancaccio e impedito lo sviluppo di una proposta autonoma e unitaria che facesse riferimento al GUE/NGL e alla Sinistra Europea. Il gruppo dirigente di LeU ingloba esponenti rilevanti della stagione social-liberista in Italia e in Europa, responsabili del Pareggio di Bilancio in Costituzione così come delle riforme Fornero e della pessima scuola di Renzi. Non a caso tutti i parlamentari europei che fanno riferimento a LeU sono collocati nel gruppo socialista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo contesto abbiamo assistito ad un <strong>vergognoso oscuramento mediatico della lista <i>Potere al popolo</i></strong>. Questo oscuramento lungi dall’essere un incidente di percorso costituisce una precisa scelta politica dei media di regime: la scelta di cancellare la sinistra di classe dalla dialettica politica e culturale del paese al fine di ricostruire un nuovo bipolarismo tra forze liberiste e destra fascio-razzista. La folle e pericolosissima scommessa delle forze liberiste è quella – per questa via – di riuscire ad avere una maggioranza che nel suo carattere variegato sia comunque in condizioni di applicare le politiche decise in sede europea. L’unica sinistra deve essere quella che rientra nell’orbita del centrosinistra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’oscuramento di <i>Potere al popolo</i> e lo sdoganamento delle formazioni fasciste è quindi una scelta scientemente compiuta dal blocco dominante al fine di determinare il quadro politico più favorevole alla perpetuazione delle politiche liberiste. Come apprendisti stregoni si scelgono l’opposizione più funzionale a non far emergere il conflitto di classe e un’alternativa alle politiche economiche e al modello sociale che ha prodotto impoverimento e precarizzazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La lotta contro il liberismo che ha caratterizzato la nostra azione di questi anni ha sempre incorporato anche la lotta contro la risorgente ideologia fascista che propagandando ed organizzando la guerra tra i poveri si caratterizza come un barbarico strumento funzionale alla divisione delle classi popolari e quindi per la perpetuazione delle politiche liberiste. E’ da lungo tempo che lanciamo l’allarme e chiediamo lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se il contesto generale in cui ci muoviamo registra quindi un deciso spostamento a destra dell’asse politico culturale del paese, è da addebitarsi anche al fatto che il nostro è l’unico paese dell’Europa occidentale in cui un’alternativa di sinistra radicale non è presente da tempo sul piano della rappresentanza e della rappresentazione mediatica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Risponde a questa esigenza la scelta di dare vita a <i>Potere al Popolo</i>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nonostante le immense difficoltà dobbiamo registrare <strong>tre fatti assolutamente positivi</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A chi ci ha ripetuto mille volte che lo scioglimento di Rifondazione Comunista sarebbe la condizione per ricostruire la sinistra possiamo con orgoglio rispondere che senza la nostra organizzazione e la tenacia delle sue e dei suoi militanti non ci sarebbe oggi una lista della sinistra alternativa presente su tutto il territorio nazionale. Rifondazione Comunista è stata decisiva per la possibilità di presentare le liste di <i>Potere al popolo</i> e per la costruzione di una campagna elettorale dal basso sui temi fondamentali del lavoro, della giustizia sociale e della difesa dei beni comuni. La struttura organizzativa, il tessuto militante e la cultura politica di Rifondazione Comunista si sono confermati, pur con tutti i nostri limiti, come strumento fondamentale per la costruzione di una proposta politica antiliberista e anticapitalista nel paese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In secondo luogo il processo di costruzione della lista di <i>Potere al Popolo</i> e successivamente la campagna elettorale, pur nella sua brevità, ha visto un significativo allargamento del tessuto militante impegnato nella lotta politica. Si tratta di un allargamento non solo quantitativo ma qualitativo perché ha coinvolto in modo significativo giovani alla prima esperienza politica e perché ha permesso un primo lavoro comune tra militanti di diverse organizzazioni e formatisi in diversi percorsi di conflitto e mutualismo. La stessa manifestazione di Macerata, sia per il  percorso che ha permesso la sua convocazione che nel suo dispiegarsi concretamente, ne è testimonianza viva. La nostra positiva risposta alla proposta lanciata a novembre dalle compagne e dai compagni <i>dell’Ex Opg Occupato–Je so pazzo</i> ha consentito di aprire un processo che ha suscitato energia e entusiasmo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La costruzione di un ampio schieramento, di un polo della sinistra antiliberista e anticapitalista unitario e plurale fondato sulla partecipazione diretta e il coinvolgimento anche di chi non è iscritto a partiti e realtà organizzate<i>,</i> è parte integrante del progetto di <i>Potere al popolo</i>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong><i>Potere al popolo</i> si sta già materialmente costituendo non solo come lista</strong>, ma anche come concreta possibilità di costruire uno spazio politico a partire dalla connessione di energie militanti che troppo spesso agivano in maniera disgregata e di diverse forme del fare politica oggi, a partire dall’unità delle lotte, dei movimenti, dei centri sociali, delle pratiche mutualistiche e dei partiti: trasformando tante resistenze al dominio neoliberista in un progetto. Rifondazione Comunista ha proposto, come abbiamo sempre fatto, fin dall’inizio che non si trattasse di un “cartello” elettorale ma di un processo in cui si decideva dal basso e questa impostazione è diventata un tratto distintivo del progetto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi positivi elementi che abbiamo verificato nel corso della campagna elettorale, realizzando al meglio le premesse insite nella nascita della lista, non devono andare dispersi dopo il voto e costituiscono il terreno su cui lavorare portando avanti <strong>l’impegno contenuto nel “manifesto” della lista</strong> di costruire </span><span style="font-size: medium;">“<strong>un movimento popolare che lavori per un’alternativa di società ben oltre le elezioni</strong>”: “Noi vogliamo unire la sinistra reale, quella invisibile ai media, che vive nei conflitti sociali, nella resistenza sui luoghi di lavoro, nelle lotte, nei movimenti contro il razzismo, per la democrazia, i beni comuni, la giustizia sociale, la solidarietà e la pace (…) Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La “confluenza” che ha dato vita alla lista rappresenta un patrimonio che può dare i suoi frutti se dal giorno dopo le elezioni <i>Potere al popolo</i> diventa un motore di lotte, campagne, vertenze, mutualismo, autorganizzazione, opposizione sociale e politica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il moltiplicarsi degli appelli collettivi e delle singole adesioni di dirigenti, delegati e militanti di base di CGIL, USB, sindacati di base a <i>Potere al Popolo</i> esprime la necessità di un progetto politico, al di fuori e in alternativa al tradizionale schieramento di centrosinistra, che sia <strong>al servizio delle lotte reali di lavoratrici e lavoratori</strong>. Il progetto di <i>Potere al popolo</i> per noi va sviluppato proprio per dare più forza a chi, quotidianamente, fa le lotte e connettere al di là delle sigle i settori sindacali più combattivi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per questo riteniamo necessario che il passaggio elettorale del 4 marzo sia assunto come una tappa per rilanciare con forza il progetto politico e sociale di una sinistra radicale, popolare, antiliberista e anticapitalista alternativa rispetto a tutti i poli esistenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>L’esperienza di <i>Potere al Popolo</i> deve proseguire il proprio percorso dopo le elezioni</strong>, anche superando i limiti che si sono rilevati in questa campagna elettorale, come processo ampio, democratico e plurale che a partire da coloro che sono stati protagonisti sui territori della campagna elettorale, aggreghi il complesso delle forze antiliberiste e anticapitaliste presenti nel paese in un processo unitario di costruzione di un polo politico-sociale. Un processo di aggregazione basato sulla partecipazione diretta di chi aderisce, che si definisca a partire dai punti fondamentali su cui abbiamo svolto la campagna elettorale e che sia costitutivamente plurale e democratico e quindi rispettoso delle diverse appartenenze politiche, sociali e culturali.  In questo progetto e su queste basi, è possibile inoltre coinvolgere altre forze, soggettività della sinistra a partire dall’Altra Europa e dalle liste e esperienze locali che non hanno preso parte direttamente a <i>Potere al Popolo</i>, ma che sono interessate alla costruzione di un’alternativa ai poli esistenti e ad una prospettiva comune  anche in chiave europea. Dentro il processo pur rapidissimo di <i>Potere al popolo</i> abbiamo dimostrato che su una base politico-programmatica chiara e con metodo democratico è possibile unire le forze della sinistra, le stesse formazioni comuniste con esperienze di lotta, conflitto, mutualismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche questa esperienza ha riconfermato il valore di <strong>una soggettività comunista radicale ma non settaria</strong> che si pone il tema del partito sociale e della internità ai movimenti. Ne deriva l’impegno a insistere nel lavoro di rafforzamento del Partito della Rifondazione Comunista sul piano politico e formativo come su quello finanziario e organizzativo anche incoraggiati dal risultato del 2&#215;1000. Il progetto politico della rifondazione comunista vive all’interno della concretezza delle lotte e della costruzione di un’ampio schieramento sociale e politico, di un polo della sinistra antiliberista e anticapitalista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Direzione Nazionale del PRC-SE invita tutte le compagne e i compagni al <strong>massimo impegno nella fase finale della campagna elettorale per le elezioni regionali e politiche.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il voto a <i>Potere al popolo</i> è un voto per un programma coerentemente antiliberista, ambientalista e pacifista, di rottura con i trattati europei e di attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le nostre parole d’ordine &#8211; piano per il lavoro, riduzione dell&#8217;orario di lavoro, abolizione della legge Fornero, del Jobs Act, della “Buona scuola” e delle altre cattive riforme che l’hanno preceduta, ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, introduzione del reddito minimo garantito, ripudio della guerra e drastica riduzione delle spese militari, difesa della sanità e della scuola pubblica, stop al consumo di suolo e alle grandi opere inutili, rifiuto di tutte le discriminazioni, ecc. &#8211; corrispondono agli interessi della maggioranza delle cittadine e dei cittadini del nostro paese e rappresentano <strong>un’alternativa alla barbarie e alla crescita delle disuguaglianze</strong>.</span></p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2018/02/Banner-prc-vota-pap-640x170.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-33026" alt="Banner-prc-vota-pap-640x170" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2018/02/Banner-prc-vota-pap-640x170.jpg" width="640" height="170" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rifondazione.it/primapagina/?feed=rss2&#038;p=33021</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
