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	<title>Rifondazione Comunista &#187; donne</title>
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		<title>RELAZIONE DELLA VIII ASSEMBLEA FEMMINISTA DEL FORUM EUROPEO DELLE FORZE DI SINISTRA, PROGRESSISTE E AMBIENTALISTE &#8211; BUDAPEST, 9 NOVEMBRE 2024.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 21:49:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Cristina Simó Alcaraz* &#160; 1. Sviluppo dell&#8217;Assemblea. La coordinatrice dell&#8217;Assemblea, Cristina Simó, ha spiegato lo slogan della VII Assemblea femminista. “Mai più fascismo, mai più guerre”. Purtroppo, il fascismo e l&#8217;estrema destra in tutte le sue forme sono già una minaccia reale per l&#8217;umanità. Le loro politiche reazionarie vanno contro gli interessi delle classi lavoratrici, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><b>Cristina Simó Alcaraz</b>*</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>1. Sviluppo dell&#8217;Assemblea.</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La coordinatrice dell&#8217;Assemblea, <b>Cristina Simó</b>, ha spiegato lo slogan della VII Assemblea femminista. “Mai più fascismo, mai più guerre”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Purtroppo, il fascismo e l&#8217;estrema destra in tutte le sue forme sono già una minaccia reale per l&#8217;umanità. Le loro politiche reazionarie vanno contro gli interessi delle classi lavoratrici, contro la sovranità dei popoli e soprattutto contro i diritti umani delle donne e delle persone LGBTI.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il fascismo è tornato e intende restare perché ha un piano globale che va oltre l&#8217;Europa. Il fascismo controlla i social network e i media che inondano quotidianamente di fake news. Cerca la disaffezione politica con i suoi discorsi negazionisti, nega tutto, non solo le disuguaglianze e la violenza maschile, ma lo vediamo anche con il cambiamento climatico. Usano la guerra e i conflitti come roccaforti per consolidare la loro ideologia reazionaria. Dal femminismo sappiamo che le guerre non risolvono le controversie, al contrario, le accentuano perché, inoltre, nelle guerre, noi donne, i nostri corpi continuano a essere territorio di conquista.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La violenza contro le donne si intensifica prima e dopo una guerra. Ne abbiamo visto un esempio nella guerra della NATO in Afghanistan. Quando la liberazione delle donne afghane dai Talebani è stata usata per giustificare l&#8217;invasione del Paese e, d&#8217;altra parte, il ritiro delle truppe statunitensi è avvenuto senza tener conto della situazione di estrema schiavitù subita dalle donne afghane.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le femministe capiscono che la cura è un diritto umano e sanno che non si possono realizzare i diritti umani di qualcuno violando quelli di qualcun altro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Parliamo di femminilizzazione della povertà nel mondo e gran parte di essa deriva dalle azioni imperialiste degli Stati Uniti e dal neocolonialismo dei loro satelliti europei.  Le guerre e le guerre economiche, perché dopo i conflitti bellici veniamo usate come bottino di guerra, ci vengono sottratte le nostre terre e subiamo spostamenti forzati, lasciandoci in situazioni di estrema povertà ed esclusione sociale, oppure dopo i conflitti economici alcune di noi sono costrette a emigrare e diventano facili prede delle reti di trafficanti. Tutto questo sarà aggravato dalla vittoria di Trump e dai suoi ideali misogini e LGTBI-fobici, che potrebbero significare una riduzione globale dei nostri diritti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;Assemblea si è sviluppata in una prospettiva internazionale in cui si è cercato di comprendere gli effetti dell&#8217;estrema destra, del neofascismo e del sionismo sulla vita e sui diritti delle donne, sulla base di diverse realtà concrete.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dalla proiezione di un video in cui <b>Nirva Camacho</b>, vicepresidente della FDIM nella regione delle Americhe e dei Caraibi. Fondatrice della Rete di organizzazioni afro-venezuelane, del Cumbe di Donne afro-venezuelane e della Rete di donne Vargas. Componente del consiglio di amministrazione dell&#8217;Unione nazionale delle donne (UNAMUJER) del Venezuela. Nel suo intervento ha spiegato l&#8217;emancipazione e le conquiste di diritti che le donne venezuelane hanno ottenuto dopo la rivoluzione “bolivariana” e come l&#8217;estrema destra, nel suo tentativo di colpo di Stato dopo le elezioni presidenziali, abbia commesso tre femminicidi di donne leader di comunità per il semplice fatto di essere chaviste e di difendere i diritti conquistati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">È seguito l&#8217;intervento di <b>Ratebeh Alaidin</b>, dell&#8217;Unione Democratica della Palestina (FIDA). Ci ha spiegato come la situazione delle donne sia peggiorata dopo il genocidio del popolo palestinese da parte del governo sionista di Israele; la maggior parte delle vittime e delle persone scomparse sono donne e bambini. Le donne partoriscono senza assistenza medica. Dopo la guerra, le donne sono state separate dai loro figli che vivono nelle aule scolastiche e dai loro mariti in campi profughi separati. Ma la situazione di disuguaglianza dura da decenni, le donne palestinesi subiscono un apartheid perché non conoscono l&#8217;ebraico e non hanno diritto al lavoro o all&#8217;assistenza sanitaria. I muri con più di 700 checkpoint hanno reso difficile per le donne lasciare i loro villaggi. Dall&#8217;assemblea esprimiamo la nostra solidarietà alle donne palestinesi e l&#8217;urgenza del cessate il fuoco e dei necessari aiuti umanitari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo poi visto un video di <b>Cristina Romano</b>, presidente dell&#8217;organizzazione femminile Juanita Moro in Argentina. Ha spiegato le azioni del governo di ultradestra di Milei, che si oppone al diritto all&#8217;aborto e al matrimonio egualitario. È contrario a tutti i servizi pubblici come la sanità, l&#8217;istruzione e la parità di genere, considerando questi ultimi uno spreco di denaro. In un Paese dove ogni 35&#8242; c&#8217;è un femminicidio, non ci sono più progetti per la prevenzione, l&#8217;attenzione e la riparazione dalla violenza maschile e tutte le politiche pubbliche per la parità di genere sono state congelate.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Poi <b>Skevi Koukouma</b>, segretaria generale del Movimento femminile cipriota POGO, vicepresidente della FDIM per l&#8217;Europa ed ex compoente di AKEL, ha spiegato come la guerra colpisca le donne più degli uomini. Circa il 90% delle vittime della guerra sono civili, donne e bambini.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le parti coinvolte nel conflitto spesso violentano le donne impunemente, a volte utilizzando lo stupro sistematico come tattica di guerra e terrorismo, perchè è vero che è lo strumento di guerra più economico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel 2023, la percentuale di donne uccise nei conflitti armati è raddoppiata rispetto all&#8217;anno precedente, il numero di casi di violenza sessuale legata ai conflitti verificati dalle Nazioni Unite è aumentato del 50% rispetto all&#8217;anno precedente e il numero di ragazze vittime di gravi violazioni in situazioni di conflitto armato è aumentato del 35%.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gli autori e i leader che tollerano la violenza sessuale legata ai conflitti, quando non la incoraggiano, devono essere ritenuti responsabili e deve essere fatta giustizia, anche attraverso i comitati per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza e il Gruppo informale di esperti su donne, pace e sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante le campagne volte a promuovere la partecipazione delle donne alla prevenzione, alla risoluzione e alla riabilitazione dei conflitti e a difendere i loro diritti durante la guerra, gli ultimi rapporti annuali del Segretario generale delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza segnalano una stagnazione e una regressione su tutti gli indicatori chiave, con crescenti contraccolpi contro le donne I diritti umani e l&#8217;uguaglianza di genere sono un fattore chiave in questo senso.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le attuali politiche di espansione dei bilanci della difesa oltre il 2% del PIL in ogni Paese e di investimento in tecnologie militari non sono la strada per una pace duratura, ma portano a un&#8217;escalation dei conflitti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>Tina Tomsich</b> dell&#8217;Istituto 8M in Slovenia e coordinatrice della rete My Voice and My Choice. Ha parlato dell&#8217;impatto dell&#8217;estrema destra sui diritti delle donne e in particolare sul diritto all&#8217;aborto e dell&#8217;iniziativa che hanno lanciato per rendere l&#8217;Unione Europea un posto migliore per tutte. Un&#8217;Europa che protegga e rispetti i diritti fondamentali delle donne, compresi i diritti sessuali e riproduttivi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;iniziativa europea My Voice and My Choice denuncia il fatto che più di 20 milioni di donne in Europa non hanno accesso all&#8217;aborto. Che in Polonia le donne continuano a morire per questo motivo e che nei Paesi in cui non è gratuito, l&#8217;accesso all&#8217;aborto per milioni di donne dipende dalle loro condizioni economiche o che, a causa della mancanza di personale sanitario, le donne sono costrette a percorrere lunghe distanze o a cercare alternative che mettono a rischio la loro salute.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo si chiede che l&#8217;UE agisca nell&#8217;ambito delle sue competenze per garantire un aborto sicuro, libero e accessibile a tutte. Approvare una legislazione che istituisca un meccanismo finanziario per sostenere gli Stati membri che scelgono di aderire volontariamente a questa politica, al fine di fornire l&#8217;accesso all&#8217;aborto sicuro e gratuito a chi non ce l&#8217;ha.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;assemblea si è impegnata a promuovere l&#8217;iniziativa per raggiungere le 1.000.000 di firme necessarie come iniziativa dei cittadini europei.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">È poi intervenuta <b>Anna Camposampiero,</b> componente della direzione di Rifondazione Comunista e del Comitato esecutivo del partito della Sinistra Europea, spiegando che Giorgia Meloni rappresenta una conquista “delle” donne, ma non “per” le donne. Meloni fa politica degli uomini, con gli uomini e per gli uomini. Questo ci è chiaro. Quello che non è chiaro è la battuta d&#8217;arresto e la difficoltà che crea a tutto il movimento femminista. Nella nostra Europa, abbiamo tre donne in posizioni di leadership: Ursula Von der Leyn, Kaja Kallas, Roberta Metzola. Ripetere il femminile non è femminista, non è sufficiente e non è compreso. La nostra riflessione deve partire da qui: come riportare il femminismo in politica? Perché solo così possiamo contribuire alla pace e contro il fascismo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Infine, <b>Cristina Noé</b>, componente del Partito Comunista Ungherese, ha chiuso gli interventi denunciando le politiche patriarcali del governo di destra ungherese. Anche l&#8217;ultima, che mira a criminalizzare le donne che vogliono interrompere volontariamente la gravidanza, facendo loro ascoltare il battito cardiaco del feto prima di abortire.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>2 Proposte.</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Proponiamo che la prospettiva femminista sia un criterio trasversale per le politiche economiche, ecologiche e sociali dell&#8217;UE, nonché per la sanità, l&#8217;assistenza, l&#8217;istruzione e la cultura. per avviare una transizione femminista a livello europeo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Difendiamo i diritti sessuali e riproduttivi per tutte le donne in Europa e i diritti matrimoniali di base per tutte le coppie. Il riconoscimento legale gratuito delle identità LGBTQ+I deve essere incluso nei motivi per la concessione dell&#8217;asilo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Sosteniamo e promuoviamo l&#8217;iniziativa europea My Voice and My Choice per il diritto all&#8217;aborto libero e sicuro per tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Insieme ai movimenti femministi vogliamo spingere per l&#8217;inclusione del diritto di decidere del proprio corpo e della maternità nella Carta europea dei diritti fondamentali e per il riconoscimento dell&#8217;apartheid di genere nel diritto internazionale, in modo che le donne e le persone LGBTQI che subiscono l&#8217;apartheid di genere come in Afghanistan siano accolte come rifugiati e protette in Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Siamo solidali con le donne vittime di tutti i conflitti bellici, come la guerra in Ucraina e il genocidio in Palestina. Siamo inoltre solidali con le donne costrette a vivere nei campi profughi, come il popolo Saharawi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Siamo solidali con le donne che subiscono le conseguenze dei blocchi economici promossi dagli Stati Uniti e dai loro satelliti europei, come a Cuba e in Venezuela.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Di fronte all&#8217;avanzata dei discorsi negazionisti sulla disuguaglianza di genere e sulla violenza, dobbiamo lavorare per rompere il discorso fascista che vuole avvolgerci in una guerra dei sessi. Non è una lotta tra uomini e donne. È una lotta tra chi di noi vuole l&#8217;uguaglianza, chi mette la vita al centro delle proprie politiche e chi vuole la PACE.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">- Chiediamo la pace come asse trasversale di tutte le nostre lotte in tutti i paesi, che ci uniamo sotto l&#8217;ombrello della difesa della pace di fronte a questo 25N o 8M e per questo dobbiamo iniziare a tessere reti che convergano nell&#8217;Iniziativa della Conferenza di Pace della Sinistra Europea perché sia un incontro massiccio organizzato da diverse articolazioni, essendo questa assemblea uno degli assi principali che guideranno la conferenza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>*Coordinatrice dell&#8217;Assemblea Femminista del Forum Europeo delle Forze di Sinistra, Progressiste e Ambientaliste</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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		<title>DICHIARAZIONE DELLA VIII ASSEMBLEA DEL FORUM EUROPEO DELLE FORZE DI SINISTRA.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 21:42:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Al fine di costruire un&#8217;Europa progressista e socialmente avanzata, noi siamo per una distribuzione equa della ricchezza, servizi pubblici universali e di qualità, e la proprietà pubblica dei beni comuni, al fine di realizzare una società più giusta, partecipativa e democraticamente pianificata. L&#8217;accesso a un alloggio dignitoso, accessibile e adeguato al clima deve essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><b>1. Al fine di costruire un&#8217;Europa progressista e socialmente avanzata, noi</b> <b>siamo per una distribuzione equa della ricchezza,</b> <b>servizi pubblici universali e di qualità, e la proprietà pubblica dei beni comuni, al fine di realizzare una società più giusta, partecipativa e democraticamente pianificata.</b> <b>L&#8217;accesso</b> <b>a un alloggio dignitoso, accessibile e adeguato al clima deve essere un diritto, non un lusso, la copertura della sicurezza sociale in termini di salute, pensioni e disoccupazione deve essere universale, cioè un diritto per tutti in Europa. Questo implica un diverso uso del denaro da parte delle imprese, delle banche e della BCE.</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il diritto a condizioni di lavoro dignitose, a un impiego sicuro e a una formazione permanente ben retribuita sono fondamentali, il rafforzamento dei diritti sindacali, le clausole sociali nei contratti pubblici, l&#8217;aumento dei salari e dei diritti sociali, colmare il divario occupazionale e migliorare l&#8217;ambiente e le condizioni di lavoro. Vogliamo</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">posti di lavoro di qualità e il diritto a una pensione dignitosa a partire dai 60 anni, erogata da enti pubblici efficienti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Difendiamo l&#8217;accesso libero e universale all&#8217;assistenza sanitaria e il rafforzamento dei sistemi sanitari pubblici, al fine di ridurre le disuguaglianze sociali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vogliamo servizi pubblici moderni con personale sufficiente, senza burocrazia, con una gestione partecipata e che rispondano alle esigenze delle persone che ne usufruiscono.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una delle questioni fondamentali della nostra società è garantire a tutta la popolazione un&#8217;istruzione di alto livello, libera, gratuita, egualitaria, liberatoria ed emancipatrice, libera da pressioni religiose, oscurantiste o del mercato economico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La carenza di alloggi sociali di qualità ed economicamente accessibili rappresenta una crisi urgente in tutta Europa che richiede un&#8217;azione immediata e decisiva. È necessario adottare misure e iniziative a livello europeo, per utilizzare le risorse finanziarie in base alle esigenze di ogni singolo individuo piuttosto che agli interessi finanziari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chiediamo l&#8217;istituzione di un programma europeo per l&#8217;edilizia sociale, sostenuto da politiche economiche e sociali che rafforzino gli investimenti pubblici nell&#8217;edilizia senza scopo di lucro. Chiediamo una regolamentazione transnazionale della speculazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Affrontare la crisi sociale deve essere una priorità assoluta.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo motivo ci opponiamo a un ritorno alla politica di austerità liberale, così come pretesa dalla Commissione europea, che si concretizza da un lato in misure liberali che favoriscono le classi dirigenti e tagliano i diritti umani e di cittadinanza, economici e sociali dei popoli europei mentre dall&#8217;altro aumentano le spese militari a scapito dei fondi che dovrebbero essere spesi per la spesa sociale, l&#8217;uguaglianza e creazione di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vogliamo acquisire potere sul denaro, sviluppare servizi pubblici, cooperazione, servizi efficienti, occupazione efficiente e di qualitá nelle aziende, e rifiutare il libero e rifiutare la concorrenza libera e non distorta.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo vale sia all&#8217;interno dell&#8217;UE che con il resto del mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vogliamo la sovranità popolare sul denaro per altri obiettivi sociali, a differenza dell&#8217;attuale UE, che risponde alle esigenze del capitale. Un modo per farlo sarebbe quello di creare un Fondo europeo per finanziare i servizi pubblici attraverso prestiti ai governi a tasso zero, finanziati dalla BCE.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>2. Consideriamo la crisi climatica come un&#8217;emergenza che richiede una risposta globale basata su una trasformazione ecologica, energetica e industriale. L&#8217;Unione europea deve agire senza indugio di fronte all&#8217;emergenza climatica e sociale.</strong> È essenziale abbandonare il modello che fondato sull’energia basata sul carbonio, garantendo al contempo la creazione di posti di lavoro. Questo implica una trasformazione sociale dei modelli di produzione e di consumo per raggiungere la neutralità climatica entro il 2040, e soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Abbiamo bisogno di obiettivi ambientali più ambiziosi e una pianificazione verde per garantire una giusta transizione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> 3. <strong>Ci battiamo per un&#8217;Europa di pace e solidarietà, con una prospettiva pacifista che affronta i conflitti attraverso il dialogo e le soluzioni diplomatiche.</strong> Un&#8217;Europa che propone un approccio alternativo al modello di sicurezza a partire da una nuova visione basata sul riconoscimento che nessuno Stato può essere veramente sicuro se gli altri non condividono lo stesso livello di sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Condanniamo fermamente le politiche europee contro migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo: il diritto di asilo e la libertà di movimento devono diventare il fondamento dell&#8217;Europa che vogliamo, e ci batteremo contro le politiche proposte dal Patto sull&#8217;Immigrazione e l&#8217;Asilo di Ursula von der Leyen che mirano a vietarli. Questo significa affrontare le cause alla radice della migrazione e sviluppare una nuova politica di co-sviluppo con i Paesi interessati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non vogliamo che l&#8217;Europa faccia parte della nuova guerra fredda, né che diventi un campo di battaglia su cui questa infuria.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ci opponiamo alla dominazione militarista della NATO sull&#8217;UE e sui suoi Stati membri,  all&#8217;aumento dei bilanci militari e di guerra a scapito della spesa sociale, alla rapida militarizzazione della politica, dell&#8217;economia e delle menti, invece vogliamo vedere l&#8217;Europa emancipata dai mandati degli USA e della NATO, libera dai mandati di potenze esterne.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Guerre e conflitti servono gli interessi del capitale finanziario che ne trae profitto. Finché queste guerre dureranno, sempre più civili innocenti moriranno ogni giorno. Per questo chiediamo che si ponga fine alla violenza attraverso negoziati per portare una pace duratura in Ucraina, nel quadro delle Nazioni Unite.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Allo stesso modo, chiediamo soluzioni eque e negoziate ai conflitti armati che si stanno diffondendo in varie parti del mondo, Somalia, Yemen, Siria, Sahara occidentale, ecc.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;ulteriore sviluppo delle armi nucleari e il fatto che il loro utilizzo è apertamente considerato dalle potenze nucleari, rende il disarmo una necessità di prim&#8217;ordine per la sopravvivenza dell&#8217;umanità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;attacco di Hamas del 7 ottobre, che condanniamo fermamente, non giustifica la guerra condotta da Israele. Chiediamo un immediato cessate il fuoco in Medio Oriente e la fine dell&#8217;aggressione israeliana in Palestina. Chiediamo il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e i prigionieri politici palestinesi, nonché la consegna di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, la ricostruzione di tutto ciò che è stato distrutto dall&#8217;esercito israeliano e il ritorno di tutti i palestinesi sfollati. Riaffermiamo che l&#8217;instaurazione di una pace duratura nella regione richiede la fine dell&#8217;occupazione, della colonizzazione e del regime di apartheid di cui soffre il popolo palestinese insieme al riconoscimento di uno Stato palestinese vitale e pienamente sovrano alle condizioni definite dalle risoluzioni delle Nazioni Unite sul riconoscimento di due Stati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo Saharawi, privato da decenni del diritto di vivere nel proprio territorio, subendo la repressione delle forze di occupazione, e chiediamo il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite a favore dell&#8217;autodeterminazione  e l&#8217;indizione di un referendum nel Sahara Occidentale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chiediamo la fine dell&#8217;occupazione di Cipro e la riunificazione del Paese in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chiediamo la fine degli interventi militari turchi nella Siria nord-orientale, nell&#8217;Iraq settentrionale e nel Sinjar, e la fine dell&#8217;oppressione dei curdi e del popolo turco in Turchia. Chiediamo alla Turchia</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">il rilascio di tutti i prigionieri politici e l&#8217;attuazione delle decisioni del Consiglio d&#8217;Europa e della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La repressione della politica democratica e contro i rappresentanti eletti deve essere fermata. Una soluzione giusta e democratica alla questione curda, che dura da decadi, richiede dialogo e  negoziazione, non isolamento, imprigionamento e violenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo ottavo Forum si unisce alla mozione approvata alle Nazioni Unite che chiede la fine del blocco ingiusto e illegale cui gli Stati Uniti sottopongono Cuba da decine di anni e, allo stesso tempo, chiede la rimozione di Cuba dalla lista degli Stati patrocinatori del terrorismo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sosteniamo la ricerca della pace e dell&#8217;autonomia in Africa. È tempo di ricostruire le relazioni afro-europee sulla base dell&#8217;uguaglianza e della uguaglianza e solidarietà, per costruire un futuro in cui pace e dignità prevalgano sulla violenza e sul dominio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Aspiriamo a un nuovo ordine economico internazionale basato sui diritti dei popoli e rifiutiamo qualsiasi egemonia monetaria globale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chiediamo soluzioni cooperative, democratiche e non egemoniche per il finanziamento comune della transizione ecologica e dei servizi pubblici in tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">4.<strong> Il femminismo di classe contesta il sistema capitalista e patriarcale e mette in evidenza la contraddizione tra capitale e vita.</strong>Si pone come un&#8217;alternativa a un&#8217;economia basata sullo sfruttamento degli esseri umani e propone una società libera dalla violenza maschilista, che permetta uno sviluppo umano emancipatorio per tutte le persone in uguaglianza e armonia con la natura: è l&#8217;economia basata sulla cura della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I movimenti femministi lottano contro la violenza maschile e la disuguaglianza che le donne e i loro figli e figlie subiscono nel corso della loro vita e chiedono una legislazione  completa e un quadro politico per affrontare tutte le forme di violenza di genere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il movimento femminista, insieme al movimento ambientalista,</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">sono motori del cambiamento politico per la trasformazione sociale in Europa ed è per questo che la destra e l&#8217;estrema destra attaccano sistematicamente i diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+ e negano il cambiamento climatico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo Forum propone che la prospettiva femminista sia un criterio per le politiche economiche, ecologiche e sociali dell&#8217;UE, cosí come per l&#8217;assistenza sanitaria, la cura, l&#8217;istruzione e la cultura. Per avviare la transizione femminista in Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Difendiamo i diritti sessuali e riproduttivi di tutte le donne in Europa e i diritti fondamentali al matrimonio per tutte le coppie.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il riconoscimento legale delle identità LGBTQIA+ deve essere incluso nei motivi per la concessione dell&#8217;asilo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Insieme ai movimenti femministi vogliamo spingere per l&#8217;inclusione del diritto di decidere del nostro stesso corpo e della nostra maternità nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali e nei Diritti Fondamentali e il riconoscimento dell&#8217;apartheid di genere nel diritto internazionale, in modo che le donne e le persone LGBTQIA+ che lo subiscono, come in Afghanistan, siano accolte come rifugiate e protette in Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">5. <strong>Siamo consapevoli della necessità di affrontare e integrare attivamente i bisogni, i sogni, le preoccupazioni e le prospettive dei/delle giovani e degli studenti e delle studentesse,</strong> promuovendo il loro protagonismo nei piani, nelle campagne e nelle azioni delle forze della Sinistra Europea, dei Verdi e delle forze progressiste, e ne faremo un obiettivo specifico per i prossimi anni.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">6. <strong>L&#8217;ascesa dell&#8217;estrema destra nelle elezioni per il Parlamento europeo è proseguita nelle successive elezioni statali e regionali in vari Paesi europei.</strong> Questa ascesa riflette un&#8217;ideologia neofascista priva di valori etici e morali, che si nutre di razzismo, xenofobia, misoginia, sessismo, omofobia, LGBTQIA+fobia, autoritarismo, odio per i migranti e di un individualismo non solidale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Di fronte all&#8217;aggravarsi della crisi economica, sociale e morale, le classi lavoratrici provano un senso crescente di disaffezione politica e la mancanza di prospettive future, e la loro rabbia è diretta dai movimenti di estrema destra e fascisti, che propongono soluzioni economiche semplicistiche nell&#8217;interesse della borghesia, delle classi dominanti e del capitalismo, e in parte verso la demotivazione e l&#8217;astensionismo. Solo una strategia basata sulla giustizia sociale, l&#8217;uguaglianza, l&#8217;ecologia, la condivisione e sulla pace, che le forze progressiste della trasformazione sociale sostengono può offrire loro una prospettiva positiva.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Di conseguenza, con questa Dichiarazione finale l&#8217;8° Forum europeo delle forze di Sinistra, Verdi e Progressiste concorda di partecipare, in cooperazione con altre organizzazioni politiche, sindacali, pacifiste, femministe, alla preparazione di una Conferenza per la Pace e la Solidarietà nel Mondo e di promuovere in collaborazione con i sindacati europei una campagna contro le politiche di austerità e di tagli proposte dalla Commissione europea.</span></strong></p>
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		<title>La violenza non è il mio destino: La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 20:57:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[LAURA TUSSI   La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l&#8217;indicibile. Libro pubblicato nel Marzo 2021     TRAILER DEL LIBRO: https://www.youtube.com/watch?v=i-ClNj2JLkQ &#160; La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="font-size: large;">LAURA TUSSI</span></strong></div>
<h1><span style="font-size: large;"> </span></h1>
<div><span style="font-size: large;">La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l&#8217;indicibile.<br />
Libro pubblicato nel Marzo 2021</span></div>
<div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
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<div><span style="font-size: large;">TRAILER DEL LIBRO:</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=i-ClNj2JLkQ" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.youtube.com/watch?v%3Di-ClNj2JLkQ&amp;source=gmail&amp;ust=1700954147248000&amp;usg=AOvVaw0MVW6f88UfBU6ds3Lw54v-">https://www.youtube.com/watch?<wbr />v=i-ClNj2JLkQ</a><br />
</span></div>
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<div id="m_1310236507205683891gmail-article-text">
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La violenza non è il mio destino</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l&#8217;indicibile.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Libro in tutte le librerie dal 4 Marzo 2021</span></p>
<p><span style="font-size: large;">  </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Libro di Tiziana Di Ruscio. Introduzione di Rita Trinchieri. Prefazione di Laura Tussi. Contributo di Mizar Specchio. Illustrazioni di Mauro Biani, Giulio Peranzoni, Francesca Quintilio. Postfazione di Fabrizio Cracolici.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Mimesis Edizioni</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Prefazione di Laura Tussi al Libro &#8220;La violenza non è il mio destino&#8221;, Mimesis Edizioni</span></p>
<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Tiziana Di Ruscio, bambina, ragazza e adesso donna e madre.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La sua storia di vita, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l&#8217;indicibile.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">È un susseguirsi di eventi di violenza sia psicologica sia fisica sia sessuale che accomuna molte donne nel mondo e nella storia dell’umanità.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Donne che diventano succubi del potere e della violenza perpetrati dal sistema patriarcale, maschilista, misogino. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996 dopo anni di lotte nell’ambito della tutela delle donne, come riporta nella sua introduzione l’amica Rita Trinchieri.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Rita Trinchieri, in stretta collaborazione con Tiziana, ha fondato l’associazione contro la violenza di genere “Il nastro rosa” e insieme con la ferma testimonianza, la forza della verità, la legge dell’amore propongono questa terribile narrazione, che rasenta l’inverosimile, in varie scuole per sviscerare e raccontare l’accaduto, senza preamboli, pudori, reticenze anche alle nuove generazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il titolo del libro è &#8220;La violenza non è il mio destino&#8221; .</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Un titolo fortemente vissuto dall&#8217;autrice che subisce la violenza come un &#8220;baratro&#8221; esistenziale, un annientamento della vita, un annullamento della sua dignità e identità di donna.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Tiziana vive un nuovo &#8220;destino&#8221; una rinascita, dopo aver preso la sua vita in mano, dopo essersi riappropriata di se stessa, in seguito alla denuncia alle autorità e, scrivendo questo suo libro, denuncia i misfatti di violenza sessuale e fisica perpetrati e subiti da parte del marito. &#8216;Violenza&#8217; e &#8216;Destino&#8217; sono i due vissuti, i due archetipi ambivalenti e nettamente contrastanti che Tiziana descrive molto bene in questo racconto autobiografico.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La storia di Tiziana è da lei descritta in modalità narrative crude e dirette perchè &#8220;la violenza non deve essere romanzata&#8221;, la violenza non va edulcorata con parole che potrebbero renderla più accettabile e giustificabile: la violenza deve essere solo e esclusivamente denunciata.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Un grido di dolore scaturisce da queste pagine che comunque lasciano, alla fine, trapelare un nuovo &#8220;destino&#8221;, un cambio di rotta, una speranza nel futuro. Un futuro di pace e nonviolenza, all&#8217;interno della famiglia con i suoi figli, nel rapporto con le persone, con gli amici, con tutti coloro che possono aiutare Tiziana a uscire dal baratro della violenza.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Da queste pagine trapela un senso profondo di fiducia nel futuro, nel destino, nell&#8217;intima bontà dell&#8217;essere umano, per apportare un significativo contributo di pace, nonviolenza e serenità che dovrebbero prendere spazio nel nostro tessuto sociale, nel mondo, a partire dalla famiglia, che spesso, al contrario si trasforma in una gabbia, in una prigione psicologica dove vengono perpetrate violenze di ogni tipo, a partire dalla violenza sessuale.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Tiziana ha vissuto gli anni che dovevano essere i più belli e spensierati della sua esistenza, la sua età giovanile, sotto tortura, sotto minaccia, concependo ben tre figli che sono diventati per lei il frutto positivo di una nuova vita, di una bella speranza in un futuro di rinascita.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Un destino senza violenza: perchè, come sostiene l&#8217;autrice &#8220;La violenza non è il mio destino&#8221; e non deve essere nemmeno il passato, il presente e il futuro per tutte le donne che sono i pilastri della nostra martoriata umanità.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Tiziana dopo vent’anni di soprusi psicologici e violenze fisiche e sessuali prende coraggio e riesce a denunciare e in seguito a testimoniare anche attraverso la scrittura che diventa per lei un atto liberatorio, un&#8217;azione di libertà. Tiziana ha scritto questo libro. Il suo libro. Una vera liberazione.</span></p>
<p>*</p>
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<div id=":19j">
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<div dir="ltr">
<div dir="auto"><span style="font-size: medium;">giovedì 24 novembre 2022 su Rai3 la trasmissione Sopravvissute ha ospitato Tiziana Di Ruscio, autrice del libro Mimesis Edizioni, un testo di forte denuncia dal titolo La violenza non è il mio destino. Tiziana testimonia in Rai la sua storia di violenza che è quella che accomuna tante donne non solo in Italia, ma in tutto il mondo.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
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<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Le donne contro la guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 09:58:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[di LAURA TUSSI &#160; Nel secondo dopoguerra, si rafforza un impegno contro la guerra sempre più rilevante e capillare. Il fascismo aveva educato le donne a fare i figli per la guerra, invece le donne i figli devono farli per la pace e per un mondo migliore. Le donne con le loro organizzazioni di massa, come UDI &#8211; [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>LAURA TUSSI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel secondo dopoguerra, si rafforza un impegno contro la guerra sempre più rilevante e capillare.</p>
<p><a href="https://www.peacelink.it/storia/a/48850.html">Il fascismo</a> aveva educato le donne a fare i figli per la guerra, invece le donne i figli devono farli per la pace e per un mondo migliore.</p>
<p><a href="https://www.peacelink.it/pace/a/48812.html">Le donne</a> con le loro organizzazioni di massa, come <a href="http://www.udinazionale.org/">UDI &#8211; unione donne italiane</a>, in primo luogo furono le prime nell’immediato secondo dopo guerra ad assumere la difesa della pace quale bene supremo ed attivarsi con un multiforme impegno.</p>
<p>Per l’UDI la centralità della questione della pace è posta nel secondo congresso nazionale a Milano nel 1947 quando i lavori congressuali si chiudono proprio con un comizio per la pace al Castello Sforzesco.</p>
<p>Si rafforza così un impegno <a href="https://www.peacelink.it/pace/a/48469.html">contro la guerra</a> sempre più rilevante e capillare, diffuso in tutto il paese. Da ricordare nel novembre 1947 la settimana della pace e la giornata della pace nel 1948. Nel secondo dopoguerra, l’impegno delle donne è caratterizzato dalla raccolta delle firme per abolire la guerra. Alla fine della campagna saranno oltre 3 milioni di firme consegnate al presidente della Repubblica De Nicola nel corso delle importanti assise della pace a Roma e poi a Benjamin Cohen segretario generale dell’ONU a Parigi da una delegazione giunta dall’Italia.</p>
<p>Alla campagna per la pace, <a href="https://www.peacelink.it/pace/a/47753.html">le donne si sono dedicate come a una missione</a> - scrive su L&#8217;Unità del 13 marzo 1948 Marisa Rodano &#8211; ne sono prova le centinaia di migliaia di firme raccolte. Dai più piccoli paesi di montagna ai grandi agglomerati urbani, casa per casa, villaggio per villaggio. Ne sono una prova le imponenti manifestazioni avvenute in tutta Italia in quei mesi, che hanno riunito in un appassionato dibattito intorno al problema dell&#8217;abolizione della guerra, donne di tutti i ceti, di tutte le condizioni, di tutte le categorie.</p>
<p>È la prima volta che si sviluppa nel nostro paese un così grande movimento di popolo di cui le donne sono iniziatrici e dirigenti. Corteo di donne a Milano e assise di Roma: la più grande manifestazione femminile nazionale per la pace dove sfilano con una coreografica manifestazione le <a href="https://www.unimondo.org/Notizie/Pacifismo-un-altra-prospettiva-213836">bandiere della pace</a> e ben 50 mila delegate giovani e anziane, operaie e contadine, massaie e intellettuali.</p>
<p>Sono rappresentanti di milioni di altre donne, della maggioranza delle donne di Italia; esse venivano a Roma per testimoniare a tutto il paese della loro raggiunta maturità politica e della loro decisa volontà di lottare per il mantenimento della pace.</p>
<p>L’impegno è diffuso e capillare.</p>
<p>Si mettono in atto variegate e creative iniziative da un capo all’altro della penisola, manifestazione di vedove di guerra, corone ai monumenti ai caduti e sulle <a href="https://www.peacelink.it/pace/a/29638.html">lapidi di partigiani</a>, cucitura e inaugurazione di bandiere della pace, convegni e incontri, comizi e poi le postine della pace e le visitatrici della pace.</p>
<p>E la bandiera pellegrina della pace. Le fiaccolate per la pace e anche le borse di studio per la pace.</p>
<p><a href="https://www.peacelink.it/storia/a/33497.html">L’8 marzo</a> del 1950 è celebrato in tutta Italia con iniziative a sostegno della campagna sui cinque punti del comitato mondiale della pace e della &#8220;Lettera a Einaudi&#8221; con la quale si chiede al presidente della Repubblica che le forze di polizia in servizio alle manifestazioni di lavoratori non siano dotate di armi da fuoco, visti i ripetuti eccidi di lavoratori a Melissa, a Torremaggiore, Montescaglioso a Modena eccetera. La pace era una condizione per costruire il paese, ma anche per le donne, per poter avere un ruolo diverso in una società diversa. Prima di questa mobilitazione contro i patti di guerra, le donne avevano partecipato all’iniziativa lanciata dall’UDI alla fine del 1947 con le donne per una grande crociata di pace. Sono state raccolte in Italia 3 milioni di firme di donne per il disarmo e per mettere <a href="https://www.peacelink.it/pace/a/43717.html">fuori legge le armi nucleari</a>. Le firme raccolte nel corso di questa campagna sono poi state portate all’ONU da una delegazione di donne.</p>
<p>E soprattutto la voglia della pace, della possibilità di vivere in una società in cui i conflitti fossero risolti non con le guerre. E si ricordino <a href="https://www.peacelink.it/pace/a/44878.html">le famose bandiere iridate</a>, quelle a strisce colorate con la colomba di Picasso.</p>
<p>Donne conto la guerra:</p>
<p>Luxembrg Rosa, Lettere contro la guerra, Berlino 1914-1918, Prospettiva, Civitavecchia 2004</p>
<p>Menapace Lidia, Chi ha paura delle donne in nero?, In L&#8217;Unità, 7 novembre 1990</p>
<p>Menapace Lidia, Ingrao Chiara (a cura di), Né in difesa, né in divisa. Pacifismo, sicurezza, ambiente, nonviolenza, forze armate. Una discussione fra donne, Felina, Roma</p>
<p>Morgantini Luisa, Donne soldato? No grazie, in Giano n. 28/1998</p>
<p>Approfondimenti su guerra e pace:</p>
<p>Bravo Anna, Donne contadine e Prima Guerra Mondiale, in Ricerche storiche, n.2, 1980</p>
<p>Lussu Emilio, Un anno sull&#8217;Altipiano, Einaudi, Torino 2000</p>
<p>Del Boca Angelo, La guerra d&#8217;Etiopia. L&#8217;ultima impresa del colonialismo, Longanesi, Milano 2010</p>
<p>Tranfaglia Nicola, Il fascismo e le guerre mondiali (1914-1945) Utet, Torino 2012</p>
<p>Riflessioni sulla contemporaneità:</p>
<p>Pugliese F., Abbasso la guerra. Persone e movimenti per la pace dall&#8217;800 a oggi, Grafiche futura, Mattarello &#8211; Trento</p>
<p>Pugliese F., I giorni dell&#8217;arcobaleno. Diario- cronologia del movimento per la pace, prefazione di Alex Zanotelli, Futura, Trento</p>
<p>Pugliese F., Per Eirene. Percorsi bibliografici su pace e guerra, diritti umani, economia sociale, Forum Trentino per la pace e i diritti umani, Trento</p>
<p>Pugliese F., Carovane per Sarajevo. Promemoria sulle guerre contro i civili, la dissoluzione della ex Jugoslavia, i pacifisti, l&#8217;ONU (1990-1999), Prefazione di Lidia Menapace, Introduzione di Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Laura Tussi</p>
<p>Manifesti raccontano&#8230;Le molte vie per chiudere con la guerra,a cura di Vittorio Pallotti e Francesco Pugliese, Recensione di Laura Tussi, Prefazione di Peter Van Den Dungen, coordinatore generale della Rete Internazionale dei Musei per la Pace e Joyce Apsel, Università di New York</p>
<p>Strada G., Ma l&#8217;abolizione della guerra non è un&#8217;utopia di sinistra, in La Repubblica, 2006</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contributi femminili:</p>
<p>Franca Pieroni Bortolotti, La donna, la pace, l&#8217;Europa, Franco Angeli, Milano</p>
<p>Maria Montessori, La paix et l&#8217;éducation, Genève, Bureau International d&#8217;éducation, 1932</p>
<p>Anna Maria Mozzoni, La liberazione della donna, a cura di F. Pieroni Bortolotti, Mazzotta, Milano</p>
<p>Mirella Scriboni, in Guerre e pace, Marzo 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimenti sul pacifismo:</p>
<p>Pallotti V., Cinquant’anni di pace in Europa: eventi e immagini, a cura del centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale, Bologna</p>
<p>Pallotti V., Perché? Guerra, corsa agli armamenti. Catalogo della mostra del manifesto contro&#8230; per una cultura di pace e nonviolenza, Bologna</p>
<p>Pallotti V., Camminare per la pace. Marce e cammini per la pace e la nonviolenza, Comune di Casalecchio di Reno &#8211; Casa per la pace “la filanda”, Bologna 2009</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<p>Elorza, Documenti e discorsi del militare ingenuo, San Sebastian</p>
<p>Erasmo da Rotterdam, Contro la guerra, a cura di F.Gaeta, L’Aquila</p>
<p>Trattato sulla tolleranza, a cura di Palmiro Togliatti, Editori Riuniti Roma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia ragionata:</p>
<p>Autori Vari, Bandiere di pace, Chimienti, Taranto</p>
<p>Aron, Pace e guerra tra le nazioni, tr.it. Comunità, Milano</p>
<p>Balducci E., Vinceremo noi pacifisti. Fosse anche tra mille anni, in L&#8217;Unità, 6 Marzo 1991</p>
<p>Bartels, L&#8217;Europa dei movimenti per la pace, in Giano n. 4/1990</p>
<p>Battistelli, Sociologia e guerra. Il problema della guerra nelle origini del pensiero sociologico, Archivio Disarmo, Roma</p>
<p>Bello Don Tonino, Alfabeto della vita, Paoline, Milano 2009</p>
<p>Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna</p>
<p>Collotti, G. Di Febo, (a cura di), Contro la guerra. La cultura della pace in Europa (1789-1939), Dossier Storia, Giunti, Firenze</p>
<p>Rochat G., L&#8217;Antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino</p>
<p>Taylor, English History 1914-45. Oxford University Press</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Analisi storiche:</p>
<p>Rochat G., L&#8217;antimilitarismo oggi in Italia, Claudiana, Torino</p>
<p>Rochat G., La tradizione antimilitarista del movimento operaio italiano, in La critica sociologica, 1976</p>
<p>Rochat G., Breve storia dell&#8217;esercito italiano dal 1861 al 1943, Einaudi, Torino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Analisi:</p>
<p>Branson, M. Haienemann, L&#8217;Inghilterra degli anni Trenta, Laterza Bari</p>
<p>Ceadel, Pacifismi in Britain, Oxford University Press</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Trieste: anche il bagno in mare deve essere espressione della &#8220;identità italiana&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 12:50:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Gianluca Paciucci* Su quanto accaduto il 13 agosto al Lido Pedocin, Il Piccolo ha titolato: &#8221; &#8216;Sommossa&#8217; islamofoba al lido per sole donne. Urlano alle musulmane &#8216;Toglietevi i vestiti, se volete fare il bagno&#8217; &#8220;. Un titolo forte e che ci preoccupa ma che, crediamo, fotografi correttamente quanto successo. Si è trattato di un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gianluca Paciucci*</strong></p>
<p>Su quanto accaduto il 13 agosto al Lido Pedocin, Il Piccolo ha titolato: &#8221; &#8216;Sommossa&#8217; islamofoba al lido per sole donne. Urlano alle musulmane &#8216;Toglietevi i vestiti, se volete fare il bagno&#8217; &#8220;. Un titolo forte e che ci preoccupa ma che, crediamo, fotografi correttamente quanto successo. Si è trattato di un pesante intervento di intimidazione da parte di alcune donne, supponiamo italiane, contro altre donne, forse anche italiane (e poco importa, qui) ma di cultura diversa da quella maggioritaria. Fortunatamente si segnala anche l&#8217;intervento di altre donne in difesa delle bagnanti che non intendevano &#8216;spogliarsi&#8217;, e certo men che mai ubbidire a un &#8216;urlo&#8217; rozzo. Su come si intende fare il bagno in luoghi pubblici è inutile discutere e solo un fanatismo penetrato nelle menti più retrive può farlo diventare un atto da vietare. Quindi occorre respingere le pretese normative, in questo e in altri campi, di sindaci inadeguati  e di una (piccola) parte di popolazione. Nemmeno più sorprendono le dichiarazioni di Dipiazza: &#8220;Chi arriva qui rispetti le nostre abitudini&#8221;. Rispettare le leggi dello Stato, dalla Costituzione in giù, certo, ma non ordinanze estemporanee la cui incostituzionalità è certa. E poi, di quali abitudini, di quali valori parla il sindaco Dipiazza? Di quelli da lui espressi in recenti dichiarazioni (sulla disabilità, sull&#8217;uso delle armi, sulla povertà, etc.)? Sono queste le abitudini e i valori dell&#8217;Occidente? O sono piuttosto quelli della solidarietà e della convivenza anche tra diverse/i, come noi crediamo? Non è &#8220;relativismo culturale&#8221;, il nostro, e la libertà delle donne e la laicità sono valori fondanti (valga anche per le pretese delle nostre tradizioni culturali e di ogni chiesa, moschea, sinagoga), ma è chiaro rifiuto di uno Stato etico basato sulla discriminazione.</p>
<p>*PRC-Trieste</p>
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		<title>Da Bruxelles le Donne Globali per la Pace dicono no alla politica di guerra della NATO</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 08:36:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Laura Tussi Il 6 e 7 luglio, un mese fa, si è tenuto a Bruxelles l&#8217;incontro internazionale della rete Donne Globali per la Pace. In opposizione alla politica bellicista della NATO, all&#8217;interno delle aule del Parlamento Europeo le delegate si sono confrontate per produrre una Dichiarazione mondiale di pace. Ecco un resoconto e un&#8217;analisi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Laura Tussi</strong></p>
<p>Il 6 e 7 luglio, un mese fa, si è tenuto a Bruxelles l&#8217;incontro internazionale della rete Donne Globali per la Pace. In opposizione alla politica bellicista della NATO, all&#8217;interno delle aule del Parlamento Europeo le delegate si sono confrontate per produrre una Dichiarazione mondiale di pace. Ecco un resoconto e un&#8217;analisi di ciò che è scaturito dal meeting, resa possibile grazie alle informazioni diffuse e inviate con dovizia da Cristina Ronchieri dell&#8217;Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole.</p>
<p>Un ampio insieme di donne provenienti da tutto il mondo, un autentico incontro internazionale al femminile, <a href="https://www.italiachecambia.org/2023/06/donne-globali-per-la-pace/">Donne globali per la pace unite contro la NATO</a>, già presente il primo giorno 6 luglio 2023 a Bruxelles, ha partecipato all’incontro organizzato all’interno del Parlamento Europeo per presentare la dichiarazione di pace che è stata discussa nei giorni del seminario contro il vertice NATO che si è tenuto a Vilnius in Lituania.</p>
<p>La delegazione ha potuto confrontarsi con due parlamentari del gruppo LEFT  Gue/NGL: Clare Daly e Ozlem Alev  Demirel. I paesi rappresentati nella riunione del 6 luglio 2023,  attraverso tante realtà pacifiste e politiche anche molto diverse tra loro, erano Belgio, Germania, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Ungheria, Finlandia, Afghanistan, Australia, Stati Uniti, Ucraina, Marocco.</p>
<p>IL PRIMO GIORNO</p>
<p>Tutte le relatrici intervenute hanno sposato totalmente nei loro interventi i principi espressi nel documento, che si articola intorno a tre grandi rifiuti:</p>
<p>No alla NATO globale, a blocchi militari sempre più armati, alla guerra come modalità di risoluzione delle controversie internazionali</p>
<p>No alla militarizzazione della ricerca scientifica. Le giovani generazioni hanno diritto a un’educazione laica e democratica, ispirata ai valori della pacifica convivenza tra i popoli e gli Stati</p>
<p>No al coinvolgimento delle donne nei piani di guerra del patriarcato. No a qualsiasi “approccio di genere” nelle file della NATO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>donne globali per la pace 1</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La questione di genere ha quindi assunto un ruolo centrale al tavolo di Bruxelles. Il coinvolgimento delle donne ai vertici di un’organizzazione militare infatti non ha nulla a che fare con l’affermazione dei principi di uguaglianza, giustizia e pace che sono alla base delle lotte delle donne per la propria liberazione. Al contrario, è stato gridato un forte “sì” alla promozione del ruolo delle donne nei processi di pace, nonché al rispetto delle intenzioni autentiche della risoluzione 1325 delle Nazioni Unite sulla partecipazione delle donne ai negoziati di pace.</p>
<p>L’augurio delle partecipanti è stato quello di coordinarsi nell’informazione e nell’azione, in modo da ricostruire un movimento pacifista internazionale sempre più incisivo e strutturato che sia capace di contrastare le perverse logiche e la propaganda della subcultura della guerra e della difesa dell’occidente e della NATO. Alle parlamentari sono stati consegnati alcuni dossier, tra i quali quello sulla presenza dell’Alleanza Atlantica e sulla situazione della Sardegna, preparato da Patrizia Sterpetti di Wilpf Italia, con il prezioso contributo di Mariella Setzu di Cobas Scuola, entrambe attive nell’<a href="https://www.facebook.com/OsservatorioNOMS/">Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole</a>.</p>
<p>In seguito alcune delle donne presenti hanno partecipato a una manifestazione a sostegno della Palestina, per denunciare gli ultimi misfatti di Israele, organizzata davanti al Ministero degli Affari Esteri. Molte relazioni sono state di carattere generale, sulle ingerenze NATO nei vari paesi, sulle armi nucleari e sull’uranio impoverito, fino all’analisi dei rapporti politici internazionali dopo l’ingresso recente della Finlandia all’interno della coalizione. Per i paesi africani i temi centrali sono stati il ruolo di AFRICOM e il crescente interesse di molti di essi a entrare nel blocco BRICS.</p>
<p>Stando ai feedback ricevuti, la presentazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e del suo lavoro è stata molto apprezzata. Allo stimolo e richiesta di monitorare cosa sta succedendo nei sistemi formativi degli altri paesi, hanno subito risposto le rappresentanti australiana, ungherese e belga, confermando che si stanno verificando gli stessi meccanismi, evidentissimi a livello universitario. Una delle coordinatrici ha accennato l’ipotesi di creare un “sottogruppo” di Global Women che si occupi dei settori istruzione e università.</p>
<p>donne globali per la pace 2</p>
<p>IL SECONDO GIORNO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il venerdì 7 luglio 2023, erano presenti circa 40 persone in sala e 30 collegate in streaming. A fine pomeriggio le partecipanti hanno organizzato un flash mob molto bello e partecipato in pieno centro a Bruxelles, simulando in una performance come la NATO stia distruggendo la libertà, l’economia e la vita dei paesi “sudditi”.</p>
<p>In seguito si è svolta l’ultima, intensissima, giornata ufficiale del  seminario di Global Women, con le relazioni mattutine – quasi tutte online – da parte di rappresentanti dell’area del Pacifico, come Australia, Hawai, Guahan, Filippine, Corea del Sud e alcune isole a sud del Giappone, Ryukyu e Okinawa. Ne è emerso un quadro di controllo totale da parte degli USA, e in parte anche del Giappone, con immani basi militari che oltretutto distruggono territori e ambiente, cui si aggiungono i continui test nucleari nelle isole Marshall, che devastano gli ecosistemi dei popoli indigeni, nel caso migliore ignorati.</p>
<p>Sono intervenute rappresentanti dall’America Latina, come Colombia, Venezuela e Brasile, poi ricercatrici e un ricercatore attivista da USA e Canada. Il punto di vista nel presentare le attività e le strategie della NATO e le analisi della situazione sono stati molto interessanti. Infine una pacifista ucraina che attualmente vive in Ungheria e una rappresentante afgana. Questo importante evento è organizzato da un movimento pacifista e femminista, molto politico, lucido e schierato senza tentennamenti, che sta cercando di ricomporsi e di ricostruire quella rete internazionale che ha sofferto e soffre in questi anni di una debolezza estrema.</p>
<p>L’augurio delle partecipanti è stato quello di coordinarsi nell’informazione e nell’azione, in modo da ricostruire un movimento pacifista internazionale sempre più incisivo e strutturato</p>
<p>IL VERTICE NATO DI VILNIUS</p>
<p>Martedì e mercoledì, 11 e 12 luglio 2023 a Vilnius, in Lituania, i Paesi NATO si sono confrontati sui temi della difesa collettiva. Ma al centro del dibattito c’è stata soprattutto la guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ospite tra i leader occidentali. Joe Biden ha catalizzato le attenzioni, anche se la scelta di inviare le bombe a grappolo alle truppe di Kiev sta spaccando il fronte alleato. Per l’Italia era presente la premier italiana. Molti i temi in agenda.</p>
<p>La rete Global Women For Peace United Against NATO, con rappresentanti di oltre 120 organizzazioni di 35 Paesi, si oppone fermamente all’uso di bombe a grappolo e di armi contenenti uranio impoverito e condanna i paesi, in particolare gli Stati Uniti e il Regno Unito, che le stanno inviando per l’uso in Ucraina. Mettiamo in guardia il governo ucraino e la Federazione Russa dall’uso illegale e criminale di queste armi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Clicca <a href="http://womenagainstnato.org/declaration/">qui</a> per sottoscrivere l’appello delle Donne Globali per la Pace pubblicato oggi, lunedì 17 luglio.</p>
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		<title>Brasile: Il discorso di insediamento della ministra Anielle Franco, sorella di Marielle</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 15:36:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQI]]></category>
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		<description><![CDATA[*BRASILE &#8211; Discorso di insediamento della ministra per l&#8217;uguaglianza razziale Anielle Franco* Brasília, 11/01/2023   Dopo aver salutato tutte le personalità istituzionali, Lula e ministri e ministre presenti, ed aver ringraziato varie persone a lei vicine come la sua famiglia, compagni e compagne di lotta e il gruppo dell&#8217;Istituto Marielle Franco, Anielle ha pronunciato il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">*BRASILE &#8211; Discorso di insediamento della ministra per l&#8217;uguaglianza razziale Anielle Franco*</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Brasília, 11/01/2023</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">Dopo aver salutato tutte le personalità istituzionali, Lula e ministri e ministre presenti, ed aver ringraziato varie persone a lei vicine come la sua famiglia, compagni e compagne di lotta e il gruppo dell&#8217;Istituto Marielle Franco, Anielle ha pronunciato il seguente discorso.</span></em></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">___</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dal 14 marzo 2018, giorno in cui Marielle è stata sottratta alla mia famiglia e alla società brasiliana, ho dedicato ogni minuto della mia vita a lottare per la giustizia, difendere la memoria, moltiplicare l&#8217;eredità e innaffiare i semi lasciati da mia sorella. In questo percorso, abbiamo fondato l&#8217;Istituto Marielle Franco, un&#8217;organizzazione che è diventata un punto di riferimento nella lotta alla violenza politica di genere e  razza e nella difesa dei diritti delle donne nere, LGBTQIAP+ e delle persone che vivono nelle periferie.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A partire dal golpe contro la presidente Dilma i giorni sono stati difficili, soprattutto dopo il 2018. Per tutti coloro che sono qui, ne sono sicura. Ma nel mezzo di una politica di morte, la nostra risposta è stata la lotta per la vita.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa lotta che ci ha portato a quel 1° gennaio di quest&#8217;anno in cui, finalmente, il popolo brasiliano è salito sulla rampa di questo palazzo, in un gesto straordinario che ha commosso il mondo intero perché ha inviato un messaggio: quando il nostro presidente Lula ha ricevuto la fascia presidenziale dalle persone del popolo, consegnatagli da una donna nera della periferia, è stato mostrato che il percorso verso il Brasile del futuro sarà davvero guidato da coloro che hanno resistito per secoli al progetto violento che ha fondato questo paese.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La cerimonia di oggi racchiude un simbolismo molto particolare. Dopo gli attentati subiti domenica scorsa da questa casa e dal popolo brasiliano, abbiamo messo piede qui in segno di resistenza a qualsiasi tentativo di attacco alle istituzioni e alla nostra democrazia. Il fascismo, come il razzismo, è un male da combattere nella nostra società.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lo stesso progetto che ha permesso di distruggere le vetrate di questo palazzo è il progetto che ogni giorno uccide persone, come il netturbino Dierson Gomes da Silva, di Cidade de Deus, a Rio de Janeiro.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La lotta al razzismo e al fascismo è &#8211; anche &#8211; parte della lotta per la giustizia, la riparazione e la democrazia.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dobbiamo identificare e denunciare come responsabili coloro che insistono nel mantenere questa politica di morte e incarcerazione della nostra gioventù nera, che si è rivelata fallimentare. Proprio come stiamo identificando e denunciando come responsabili coloro che hanno eseguito, provocato e finanziato la barbarie a cui abbiamo assistito domenica scorsa.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Abbiamo bisogno, come società, di svolgere un dibattito franco e onesto, cosa che i paesi di tutto il mondo stanno già facendo. Affrontare la realtà e dire che questa politica di guerra nelle favelas e nelle periferie non ha mai funzionato. Al contrario, continua a fare a pezzi le famiglie e ad alimentare un ciclo infinito di violenza.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se il mondo in cui vogliamo vivere è un mondo in cui tutte le persone hanno pari diritto e opportunità di essere felici, con la loro libertà, nel rispetto reciproco, in pace, armonia, giustizia e dignità, è giunto il momento di smettere di ripetere le formule fallite che non offrono nulla di tutto ciò!</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E in quest&#8217;anno 2023, quando celebriamo i 20 anni dal primo governo Lula, che nel 2003 ha creato il primo Segretariato speciale per le politiche di promozione dell&#8217;uguaglianza razziale in Brasile, faremo un passo avanti nell&#8217;istituzionalizzazione della lotta politica antirazzista con questo Ministero per l&#8217;uguaglianza razziale. Inserendo il razzismo nel dibattito pubblico e istituzionale in un modo che non era stato sperimentato prima nella politica brasiliana, una conquista che è il frutto delle incessanti mobilitazioni sociali che hanno preceduto e sono culminate in questo momento.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dico questo perché il soggetto più importante che devo ringraziare in questa data di oggi è il popolo brasiliano, in particolare i neri e gli indigeni, che hanno resistito per secoli alla violenza di stato e si sono articolati per occupare e permanere in spazi come questo.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Oggi abbiamo un Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale in Brasile e vorrei prendere un impegno con ciascuno di voi, affermando che il compito affidatomi, di ricoprire la carica di Ministro, sarà svolto con trasparenza, serietà, tecnica, combattività, cura, rispetto per la traiettoria e le conquiste dei movimenti sociali e tanto ascolto.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le porte del Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale sono aperte per dialogare e costruire insieme. Dico queste parole pensando anche agli eccellenti ministri con i quali condivido la sfida dell&#8217;unità e della ricostruzione.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E, per noi, non sarebbe possibile parlare di ricostruzione senza pensare alla nostra memoria e a chi ci ha preceduto, alla restaurazione delle conquiste minacciate dalle battute d&#8217;arresto degli ultimi anni e alla riparazione, soprattutto, di ciò che non siamo ancora riusciti a mettere a fuoco con la dovuta attenzione e cura.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dopo quasi quattrocento anni di schiavitù nera, e 133 anni di abolizione mai portata a termine, la popolazione brasiliana affronta ancora i molteplici volti del razzismo che genera condizioni diseguali di vita e di morte per i neri e i non neri del Paese. Questo non può essere dimenticato o messo da parte.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">È deplorevole e inaccettabile pensare che di fronte a uno dei punti di riferimento sociali più crudeli della nostra storia, se non il più crudele, l&#8217;asservimento dei neri portati dal continente africano, attraverso torture, stupri, omicidi e una serie di altre forme di violenza, ci sono ancora persone che mettono in dubbio l&#8217;importanza di un ministero come il Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale in Brasile.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dal sequestro dei nostri bisnonni e avi in Africa, alla lotta per garantire le politiche pubbliche e l&#8217;esistenza del Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale, anche per quanto riguarda le risorse di bilancio, ci siamo impegnati visceralmente in un progetto di sopravvivenza. Questo progetto spazia dal confronto con il razzismo scientifico e le sue politiche eugenetiche, lo sbiancamento e l&#8217;annientamento della popolazione nera, alla narrativa demistificante della meritocrazia e della democrazia razziale nella società brasiliana.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La disuguaglianza economica; la fame; la mancanza e la precarietà del lavoro; lo smantellamento delle politiche di azione affermativa; l&#8217;inadeguatezza delle politiche sociali; il collasso del sistema sanitario; il razzismo religioso e ambientale, la violenza di stato e l&#8217;incarcerazione sono alcuni degli esempi che possiamo citare per illustrare le molteplici dimensioni del genocidio della popolazione nera.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non possiamo inoltre non menzionare il negazionismo dell&#8217;ultimo governo federale in merito alle politiche di prevenzione e lotta al covid-19, nonché il ritardo nella vaccinazione, tra le altre questioni culminate in risultati che hanno colpito in modo disomogeneo la popolazione brasiliana, con la popolazione nera che è stata la più colpita. Sono solidale con tutte le persone che hanno perso familiari, persone care e amici a causa della pandemia che attraversiamo. Saluto tutti gli operatori sanitari che hanno agito in prima linea in questo momento molto difficile della nostra storia, in particolare le donne e gli uomini di colore che lavorano alla base del sistema.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si tratta di differenze razziali gerarchiche che stabiliscono condizioni materiali di vita e di morte ineguali per uomini e donne brasiliane. Non possiamo più ignorare o sottovalutare il fatto che la razza e l&#8217;etnia sono determinanti delle disparità di opportunità in Brasile in tutti gli aspetti della vita. I neri sono sottorappresentati negli spazi di potere e, d&#8217;altra parte, siamo quelli che si trovano maggiormente negli spazi di stigmatizzazione e vulnerabilità.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sebbene la maggioranza della popolazione brasiliana si dichiari nera, è possibile osservare che i bianchi occupano la maggior parte delle posizioni dirigenziali, dei lavori formali e delle posizioni elettive. D&#8217;altra parte, la popolazione nera è al vertice della disoccupazione, della sottoccupazione e delle occupazioni informali, oltre a ricevere i salari più bassi.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La popolazione nera è più esposta all&#8217;analfabetismo, condizioni abitative peggiori, compresa la stragrande maggioranza delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà. I neri sono anche quelli che vengono più uccisi in Brasile, soprattutto vittime della letalità della polizia; e le donne di colore sono anche le maggiori vittime di femminicidio e le più esposte alla mortalità materna e alla violenza ostetrica.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Gli uomini e le donne di colore costituiscono anche la maggior parte della popolazione carceraria del paese e molte di queste persone sono incarcerate provvisoriamente, in carcere preventivo, senza una condanna formale.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dopotutto, di quale stato di diritto stiamo parlando? Questo non è sicuramente il modello di democrazia razziale che vogliamo. Come ci ricorda la Coalizione Nera per i Diritti, composta da oltre 200 organizzazioni nel Paese: finché ci sarà razzismo, non ci sarà democrazia.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ribadisco quanto detto nel discorso inaugurale del Presidente Lula: il Brasile del futuro deve rispondere ai debiti del passato! Ed è per questo che in un governo di ricostruzione vorremmo parlare anche ai non neri. Affrontare il razzismo e promuovere l&#8217;uguaglianza razziale è un dovere per tutti noi. La popolazione brasiliana non può essere gravata dal costo delle violazioni di cui è vittima.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ci auguriamo di poter contare su di voi in questo compito di ricostruzione a favore del rispetto, della cittadinanza, della dignità e delle pari opportunità. E, mi rivolgo soprattutto agli altri ministri e ministre i cui organi non potrebbero funzionare senza un approccio specifico e trasversale sul razzismo e la razzialità in Brasile. E, anche per questo, il Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale si rende disponibile a ricostruire collettivamente questo nuovo Brasile. L&#8217;impegno per l&#8217;uguaglianza razziale in Brasile non può essere solo l&#8217;impegno di questo Ministero!</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le care ministre Marina Silva (Ambiente) e Sônia Guajajara (Popoli Indigeni), contino sul Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale per difendere le nostre popolazioni indigene e il nostro ambiente, lottando contro ciò che riconosciamo come razzismo ambientale e per la giustizia climatica. Dopotutto, siamo quelli che soffrono di più per alluvioni, frane e malattie causate dai cambiamenti climatici.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ai cari Ministri dell&#8217;Economia, Simone, Esther e al Ministro Professor Haddad, contate sul Ministero dell&#8217;Uguaglianza Razziale per concretizzare la promessa che il Presidente Lula ha tanto ripetuto durante la sua campagna: mettere i poveri nel bilancio. Conosciamo il colore della popolazione più povera di questo paese e lavoreremo instancabilmente per dare dignità alla nostra gente attraverso le politiche pubbliche.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ai cari ministri Nísia Trindade (Sanità), Margareth Menezes (Cultura), Ana Mozer (Sport), Luciana Santos (Scienza, Tecnologia e Innovazione) e al ministro Camilo Santana (Educazione), potete contare sul Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale per pensare a politiche in materia di istruzione, salute, cultura e sport, scienza, tecnologia e innovazione che saranno essenziali per garantire il diritto al futuro e alla vita dignitosa della popolazione nera brasiliana.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ai cari ministri Flávio Dino (Giustizia), Silvio Almeida (Diritti Umani) e alla mia cara ministra Cida Gonçalves (Donne), contate sul Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale per promuovere la vera giustizia sociale, razziale e di genere che questo paese deve raggiungere.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A tutti gli altri colleghi ministri, l&#8217;Avvocatura generale dell&#8217;Unione guidata dal mio collega Jorge Messias, la Corte dei Conti dell&#8217;Unione coordinata da mio caro Vini, i segretari e gli altri parlamentari e le autorità qui presenti, contate sul Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale per stimolare le necessarie politiche interne ed esterne che garantiscano effettivamente la democrazia che tanto sogniamo.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Vivremo una vera democrazia solo dal momento in cui la preoccupazione per la dignità della popolazione nera sarà anche una preoccupazione di ciascuno degli altri ministeri, e speriamo di poter contare su di voi per affrontare questa sfida. Saremo in grado di rispondere efficacemente ai debiti del passato solo se lavoriamo insieme.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Riconosciamo la richiesta dei movimenti sociali riguardo alla necessità di un quadro istituzionale per la formulazione, il coordinamento e l&#8217;articolazione delle politiche di governo e delle linee guida per la promozione dell&#8217;uguaglianza razziale. Ai movimenti, alle organizzazioni, alla società civile, contate sul Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale per riprendere il nostro potere come agenzia istituzionale.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dobbiamo affrontare lo svuotamento e l&#8217;indebolimento delle politiche razziali conquistate e costruite nel corso della storia di lotta al razzismo e promozione dell&#8217;uguaglianza razziale in Brasile. È nostra priorità lottare per il rafforzamento e l&#8217;espansione di politiche che culminino nella dignità della vita per il popolo nero brasiliano.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E in questo giorno storico in cui si insedia il vero Brasile, dalla penna del nostro Presidente Lula e con il peso di una lotta generazionale per la criminalizzazione del razzismo, facciamo un altro passo sulla via della promozione della riparazione e dell&#8217;uguaglianza. Saluto tutti i giuristi, ministri e segretari coinvolti nella costruzione del Progetto di Legge contro la discriminazione e pregiudizio relativi all&#8217;identità o all&#8217;orientamento sessuale, che verrà firmato ora e che disegna un paese del futuro senza razzismo.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ci impegniamo anche qui per l&#8217;abrogazione di atti che non rispecchiano la missione del Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale e per la promozione di politiche concrete.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lavoreremo nei prossimi quattro anni per rafforzare la legge sulle quote e ampliare la presenza di giovani neri e poveri nelle università pubbliche;</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Cercheremo di aumentare la visibilità e la presenza dei dipendenti pubblici neri nelle posizioni decisionali della pubblica amministrazione;</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Insieme ai rispettivi ministeri, rilanceremo il Piano Gioventù Nera Viva, che promuoverà azioni volte a ridurre la letalità contro i giovani neri brasiliani e ad ampliare le opportunità per i giovani nel nostro Paese;</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Avanzeremo in un&#8217;articolazione interministeriale per il rafforzamento della politica nazionale di salute integrale della popolazione nera;</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Riprenderemo i programmi che promuovono i diritti per le comunità quilombola [sono i discendenti e i sopravviventi di comunità formate da schiavi fuggitivi. NdT] e zingare, concentrandosi sulla regolarizzazione del territorio, le infrastrutture, l&#8217;inclusione produttiva e lo sviluppo locale con diritti e cittadinanza per questi popoli;</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sarà inoltre a partire da una maggiore strutturazione e rafforzamento del Sistema nazionale per la promozione dell&#8217;uguaglianza razziale che realizzeremo iniziative che favoriscano l&#8217;equità razziale in un dialogo con tutti i comuni, gli stati e gli organismi dell&#8217;Unione.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Queste saranno le prime misure di un lungo percorso per recuperare ciò che è stato distrutto e rafforzare ed espandere l&#8217;eredità che è stata costruita da tante generazioni.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">È necessario riconoscere che questo paese è stato sedimentato sotto il peso di gerarchie razziali, conseguenze del colonialismo basato sulla schiavitù, politiche eugenetiche e narrazioni voltate alla diffusione della disuguaglianza razziale. Qui si è sviluppato il “razzismo alla brasiliana”, negando la nostra storia e falsificando una memoria a favore della farsa della democrazia razziale. Il razzismo merita un diritto di risposta efficace e vorremmo invitare tutti, tutte, neri e bianchi, affinché si possa formulare e mettere in atto insieme questa proposta.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Siamo qui perché abbiamo un altro PROGETTO DI PAESE: un progetto di paese in cui una donna nera può accedere e rimanere in diversi spazi decisionali della società, senza essere dimessa o violata.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un progetto di paese in cui la madre di un giovane nero non debba soffrire ogni giorno nel dubbio se suo figlio tornerà a casa perché corre il rischio di essere assassinato dallo stato stesso.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un progetto Paese dove i nostri giovani neri possano avere accesso a un&#8217;istruzione pubblica, gratuita e di qualità, attraverso scuole, università e servizi pubblici che permettano loro di sognare e costruire altre possibilità per il futuro.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un progetto paese in cui i neri, i bianchi, le popolazioni indigene, le popolazioni tradizionali e tutte le persone indipendentemente dalla loro razza, colore, etnia, genere e sessualità abbiano i loro diritti costituzionali garantiti e siano trattati con dignità e pari opportunità.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un progetto di paese basato sul perseguimento del benessere collettivo, sul miglioramento della qualità della vita e sulla garanzia della cittadinanza.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Noi abbiamo un progetto di paese e speriamo di poter contare su di voi in questa costruzione. Ed è per questo che rivolgo questa richiesta a tutto il popolo brasiliano: camminate con noi.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Camminate con noi su questa strada dove hanno camminato i nostri antenati e dove cammineranno i nostri figli e le nostre figlie.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Camminate con noi finché il nostro popolo non sarà veramente libero, protagonista della propria traiettoria, accedendo a diritti, dignità e una vita piena con giustizia, riparazione e felicità.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Camminate con noi finché i sogni dei nostri antenati non diventino realtà.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Vorrei concludere questo discorso con una poesia che per me è molto speciale e che rappresenta un po&#8217; tutto quello che abbiamo voluto portare qui oggi:</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Voci di donne (di Conceição Evaristo)</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La voce della mia bisnonna</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">echeggiò bambina</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">nelle stive della nave.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Echeggiò lamenti</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">di un&#8217;infanzia perduta.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La voce di mia nonna</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">echeggiò obbedienza</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">ai bianchi-padroni di tutto.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La voce di mia madre</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">echeggiò sommessamente rivolta</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">nel fondo delle cucine altrui</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">sotto i mucchi</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">di panni sporchi dei bianchi</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">sul sentiero polveroso</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">verso la favela.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La mia voce ancora</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">riecheggia versi perplessi</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">con rime di sangue</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">e</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">fame.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La voce di mia figlia</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">raccoglie tutte le nostre voci</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">raccoglie in sé</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">le voci mute silenziose</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">soffocate in gola.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La voce di mia figlia</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">raccoglie in sé</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">il discorso e l&#8217;atto.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lo ieri – l&#8217;oggi – l&#8217;adesso.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nella voce di mia figlia</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">si farà sentire la risonanza,</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">l&#8217;eco della vita-libertà.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">_________</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Noi siamo quelle figlie e non ci ruberanno la parola e l&#8217;azione. Non ci tireremo indietro!</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Costruiremo il Ministero dell&#8217;uguaglianza razziale che la popolazione brasiliana merita. Ringrazio ognuno e ognuna di voi che è venuto qui, chi non è riuscito ad entrare, chi sta guardando da casa, per strada, sui mezzi pubblici, ringrazio soprattutto tutte le donne nere che hanno costruito questo Paese nell&#8217;anonimato.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come recitano i versi di una canzone considerata un inno per il movimento delle donne nere al termine del 1° incontro nazionale delle donne nere nel 1988, a Valença, nello Stato di Rio de Janeiro:</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;Africa libera,</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">nelle sue trincee</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">quante anonime</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">guerriere brasiliane.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Vi ringrazio ancora per la fiducia riposta in questo progetto collettivo, non siamo arrivate ​​qui da sole e continueremo insieme riaffermando il nostro impegno a lavorare giorno e notte per un Brasile del futuro con uguaglianza, giustizia e riparazione per tutte le persone.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Andiamo avanti insieme.</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ringraziamo per la traduzione il compagno Alessandro Vigilante</span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><img alt="" src="https://i0.wp.com/vermelho.org.br/wp-content/uploads/2023/01/Anielle-Franco-Foto-Jacqueline-Lisboa.png?fit=2048%2C1600&amp;ssl=1" width="650" height="508" /></div>
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		<title>La vita che sogniamo non arriverà con i miracoli ma attraverso una rivoluzione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 21:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanna Cardarelli Mara Ghidorzi   Il 5-6 Novembre 2022 si è tenuta a Berlino la seconda conferenza internazionale delle Donne organizzata dal Network Women Weaving the future (Rete Donne che Tessono il Futuro), dal titolo “La nostra rivoluzione: liberare la vita”. (https://womenweavingfuture.org/). Dalla prima conferenza del 2018, organizzata dalle compagne curde con l’obiettivo di condividere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Giovanna Cardarelli</b></p>
<p><strong>Mara Ghidorzi</strong></p>
<p><b> </b></p>
<p>Il 5-6 Novembre 2022 si è tenuta a <strong>Berlino </strong>la <strong>seconda conferenza internazionale delle Donne </strong>organizzata dal <strong>Network Women Weaving the future </strong>(Rete Donne che Tessono il Futuro), dal titolo <strong>“La nostra rivoluzione: liberare la vita”</strong>. (<a href="https://womenweavingfuture.org/">https://womenweavingfuture.org/</a>).</p>
<p>Dalla prima conferenza del 2018, organizzata dalle compagne curde con l’obiettivo di condividere le pratiche della rivoluzione in <strong>Rojava</strong>, si sono poste le basi per dare vita al <strong>Confederalismo Democratico Mondiale delle Donne</strong>.<em></em></p>
<p><em>Con la seconda conferenza si è voluta aprire la strada a questo percorso: continuare a condividere le esperienze e organizzarsi come soggetto collettivo ai nuovi attacchi che il patriarcato agisce sui nostri corpi, le nostre libertà, le nostre menti. </em></p>
<p><em>Eravamo in tante a voler percorrere questo cammino: una partecipazione di 800 donne provenienti da 41 paesi, 8 lingue e 63 volontarie per le traduzioni. Women defend rojava, le compagne di Jineoloji, famiglie curde e tedesche che hanno aperto le loro case: questa è la 2 giorni di Berlino, questa è la costruzione di &#8220;Rete delle donne che tessono futuro&#8221;.</em></p>
<p><em>La conferenza è stata organizzata in due sessioni che hanno visto un primo momento in plenaria e il secondo giorno il confronto su diversi temi sviluppati nei workshop. Noi della collettivA Menapace abbiamo partecipato al workshop dedicato al tema della liberazione delle donne come lotta strategica nei movimenti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La prima sessione della conferenza non poteva che mettere al centro la questione della <b>guerra </b>e del suo indissolubile intreccio con il <b>sistema patriarcale</b>. La guerra come conflitto tra Stati e Potenze contro l&#8217;ambiente in cui tuttə abbiamo diritto di vivere. In questo conflitto su scala mondiale, le donne sono il soggetto più esposto nella gerarchia valoriale del Sistema patriarcale capitalistico che sopravvive e si auto-alimenta sullo sfruttamento dei nostri corpi e delle nostre vite. Da più interventi è emersa l’urgenza e la necessità di costruire un’alternativa antimperialista, antirazzista, anticolonialista, antiliberista che metta al centro il processo di liberazione delle donne.</em></p>
<p><em>In tutte le sessioni della conferenza emerge con forza empirica la <b>componente intersezionale di queste lotte</b>. Mariam Rawi, rappresentate dell’associazione rivoluzionaria delle donne afghane RAWA cita Rosa Luxemburg nel suo intervento di denuncia della complicità delle potenze occidentali con i fondamentalismi. Dilar Dirik, attivista del movimento delle donne curde in Europa, contesta il femminismo “di facciata” che occupa posti di potere offerti dal Capitale. Di come i nostri slogan vengano svuotati e fatti propri dall’industria intrattenimento. Marta Dillon, argentina di NiUnaMenos ci racconta delle radici popolari, meticce, transfrontiere, transgender e transgenerazionali del movimento. Abbiamo avuto con noi la potenza e l’orgoglio del Black women’s movement e i movimenti ecofemministi che lottano contro lo sfruttamento delle risorse da parte delle multinazionali.</em></p>
<p><em>Provando a fare una sintesi sull’agire, sulla risposta agli attacchi multiformi del Patriarcato, a quale forme organizzative fare riferimento: </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>-        </em><em>E’ necessario superare la frammentazione delle lotte creata dal patriarcato, sulla quale si basa anche il sistema del femminismo liberale. Convincere queste donne ad unirsi alla nostra lotta!</em></p>
<p><em>-        </em><em> Dobbiamo continuare ad essere le protagoniste del cambiamento. La liberazione delle donne come motore della rivoluzione</em></p>
<p>-        <em>Lottiamo per il nostro tempo e non seguiamo l&#8217;orologio capitalista: ci vogliamo vive senza debito!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sono stati due giorni intensi, di confronto fra esperienze diverse ma con un filo conduttore comune che ci unisce tutte. Le lotte che ogni donna porta avanti nei propri contesti deve diventare una lotta collettiva che ha come obiettivo l&#8217;abbattimento del patriarcato nel suo intreccio con il capitalismo.</em><em><b></b></em></p>
<p><em><b> </b></em><b>Jin Jiyan Azadi</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ALPINI BRAVA GENTE? PIENA SOLIDARIETÀ ALLE DONNE MOLESTATE DAGLI ALPINI A RIMINI</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2022 08:23:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Come CollettivA Menapace siamo solidali con le centinaia di donne che nei giorni scorsi sono state molestate da alcuni Alpini tra quelli che hanno partecipato all’annuale raduno a Rimini e indignate per la blanda reazione della loro Associazione nazionale ANA. Condividiamo il comunicato delle donne di Non una di meno di Rimini, che stanno anche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come CollettivA Menapace siamo solidali con le centinaia di donne che nei giorni scorsi sono state molestate da alcuni Alpini tra quelli che hanno partecipato all’annuale raduno a Rimini e indignate per la blanda reazione della loro Associazione nazionale ANA.</p>
<p>Condividiamo il comunicato delle donne di Non una di meno di Rimini, che stanno anche raccogliendo le centina di denunce che arrivano sui loro social (da trasformare si spera in denunce formali alle forze dell’ordine) che raccontano le offese ed i soprusi a cui sono state costrette le donne durante questi giorni riminesi, soprattutto se lavoravano nei bar, nelle trattorie o negli hotel e non potevano sottrarsi alle oscenità e volgarità degli Alpini.</p>
<p>Non accettiamo la provocazione dell’ANA che tiene a precisare che non risulta presentata alle forze dell’ordine alcuna denuncia. Ma se non ci ascoltano quando si presenta una denuncia per “botte” come pensare che ci ascoltino se presentiamo una denuncia per molestie contri gli Alpini, eroi della patria?</p>
<p>E poi si sa, sono così: caciaroni, allegri, sempre brilli! Eh già, perché se una donna ubriaca viene violentata se l’è voluta, se un uomo ubriaco molesta una donna che cammina per strada o sta lavorando, ha l’attenuante.</p>
<p>E questa non è nemmeno la prima volta che il comportamento degli Alpini si è macchiato di molestie ed oscenità! Già nel 2019 a Milano e nel 2018 a Trento, si sono viste le stesse scene, le stesse molestie ed oscenità. L&#8217;ANA si difende negando il problema, rappresentato da una evidente cultura sessista, maschilista e militarista, per cui se non risultano denunce formali “non è successo niente”, sarebbero isterie, esagerazioni, sensibilità esasperate di quante non sanno stare al gioco. Anzi, forse si è trattato di una “goliardia” di qualche giovane che si è messo in testa il cappello con la piuma! Però le denunce delle donne, anche giovanissime, parlano di sessantenni!</p>
<p>Addirittura, nel 2018 l’ANA voleva querelare quelle donne ree di aver portato ai media le notizie delle molestie. Sono poi seguite le scuse da parte dell’ANA e c’è da aspettarsi che anche questa volta arriveranno. Ma non è così che si risolve il problema. Non può essere che ovunque ci sia assembramento di uomini, peggio se militari e ubriachi, le donne debbano avere paura e non possano uscire, lavorare, camminare, incontrarsi, essere libere di vivere.</p>
<p>Il COVID ha impedito le adunate del 2020 e del 2021. Ma “finalmente” quest’anno 400.000 alpini frustrati dalla forzata chiusura e pieni di testosterone, o di fantasie virili agite sotto la copertura del branco, si sono riversati nelle vie di Rimini come una piena. Grande la soddisfazione da parte dell’amministrazione pubblica che ha paragonato l’evento all’affluenza di un Ferragosto. Alti gli introiti per le strutture turistiche. “Non fate di tutt’erba un fascio” dice la vice sindaca, ed anche assessora alle pari opportunità, a difesa degli Alpini.  Ma non è più tollerabile che giornate di festa e di assembramenti diventino per le donne giornate da incubo e di violenza: l’Associazione ANA, le Amministrazioni pubbliche devono assumere pienamente la responsabilità degli avvenimenti, condannare risolutamente quei comportamenti e predisporre per il futuro, di concerto con le associazioni femministe, azioni e modalità per prevenire il ripetersi di situazioni simili.</p>
<p>Lo scorso anno si è fatto tanto parlare delle violenze di uomini “extracomunitari”, a danno di donne italiane ed europee, nella notte di Capodanno in piazza Duomo. Si denunciò la pratica di violenza degli uomini magrebini e in generale africani, contro le donne. Ma noi segnalammo già allora che quando si parla di violenza sulle donne il comune denominatore è la cultura patriarcale, la concezione della donna come inferiore, proprietà privata, bottino di guerra, puttana, provocatrice, sottomessa, meglio se costretta in casa e con il burka; non è questione di colore della pelle, o di paese di origine, ogni cultura declina a proprio modo i propri dispositivi per il controllo delle donne e per  costringerle in subalternità.</p>
<p>Nessuno si senta assolto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maggio 2022</p>
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		<title>Addio Letizia Battaglia, anima della Primavera di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 18:51:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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<p>“La morte di Letizia Battaglia lascia un vuoto enorme nella nostra citta’.”<br />
Lo afferma Vincenzo Fumetta, Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista di Palermo. “Letizia ha rappresentato l’anima della Primavera di Palermo, la volontà di riscatto della nostra Terra, il protagonismo femminile. E’ stata uno dei volti migliori della Sicilia, uno dei più belli. Fotografa comunista del giornale “L’Ora”, ha raccontato con le sue foto la lotta alla mafia e la lotta tra mafie, la storia sociale dell’isola. Abbiamo avuto anche l’onore di aver condiviso con lei tanti momenti di lotta e di militanza, anche all’interno della nostra comunità politica.<br />
Se ne va una grande maestra di vita. Esprimiamo alle sue figlie, Cinzia, Shobha e Patrizia e a tutta la sua famiglia, le nostre più sincere condoglianze.”</p>
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