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	<title>Rifondazione Comunista &#187; Cultura</title>
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		<title>Rifondazione &#8220;A Venezia, per la cultura e contro il genocidio a Gaza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 10:56:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefania Brai* Rifondazione comunista ieri era al corteo di Venezia per dire “Stop al genocidio” del popolo palestinese. Eravamo con le nostre bandiere insieme ai Centri sociali del nord-est, all’Anpi di Venezia, alla Rete NoBavaglio, a Venice4Palestine, agli Artisti NoBavaglio, e a tutti gli altri collettivi e alle altre associazioni che hanno organizzato la manifestazione. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: medium;"><strong>Stefania Brai*</strong></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">Rifondazione comunista ieri era al corteo di Venezia per dire “Stop al genocidio” del popolo palestinese.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Eravamo con le nostre bandiere insieme ai Centri sociali del nord-est, all’Anpi di Venezia, alla Rete NoBavaglio, a Venice4Palestine, agli Artisti NoBavaglio, e a tutti gli altri collettivi e alle altre associazioni che hanno organizzato la manifestazione.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Eravamo lì perché siamo ovunque si lotta e si manifesta contro il genocidio del popolo palestinese e perché siamo ovunque si lotta e si manifesta per la democratizzazione delle istituzioni culturali, per i diritti dei lavoratori della cultura, per l’indipendenza dell’informazione e della produzione culturale. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Perché “L’arte è resistenza. L’arte è consapevolezza. L’arte è bellezza che non tace”.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">C’erano più di 10.000 persone a sfilare al Lido per chiedere l’intervento del governo italiano e delle istituzioni europee per fermare Israele, ma il servizio pubblico radiotelevisivo non ha ritenuto di dover fare una diretta. Come non ha ritenuto di doverla fare sulla fiaccolata con più di 50.000 persone che a Genova ha accompagnato la partenza della Global Sumud Flotilla.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">C’erano più di diecimila persone nella città di Venezia e durante la Mostra d’arte cinematografica ma non si è visto nessun rappresentante delle istituzioni. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Al corteo c’erano artisti e c’erano cittadini di Venezia. Ma non si è visto il sindaco, che dovrebbe rappresentare tutta la città, e non si sono visti e non hanno detto una parola il presidente della Biennale e il direttore della Mostra del cinema. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ancora una volta i rappresentanti della più importante istituzione culturale pubblica italiana e internazionale sono restati in silenzio rendendo mute le istituzioni che dovrebbero rappresentare, tentando di creare un fortino intorno alla Biennale e di isolare così la cultura e l’arte dalla realtà.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ma anche la manifestazione di ieri dimostra che non ci sono riusciti. Che il muro del silenzio si sta rompendo.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">*responsabile nazionale cultura Prc/Se</span></div>
<div>
</div>
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		<title>V4P: CENSURA O BOICOTTAGGIO?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 10:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di oggi, 29 agosto, inviatoci da Venice4Palestine,    Il 31 agosto alle ore 13.00 presso Isola Edipo al Lido si terrà un incontro con la rete Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS), movimento a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l&#8217;uguaglianza. Interverranno Eyal Sivan, regista, produttore, scrittore, israeliano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di oggi, 29 agosto, inviatoci da Venice4Palestine, </strong></p>
<p><b> </b></p>
<p>Il 31 agosto alle ore 13.00 presso Isola Edipo al Lido si terrà un incontro con la rete Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni <b>(BDS)</b>, movimento a guida palestinese per la libertà, la giustizia e l&#8217;uguaglianza. Interverranno <b>Eyal Sivan, regista, produttore, scrittore, israeliano antisionista</b>, attivista, tra i coordinatori della rete BDS Francia e PACBI (in collegamento) e <b>Jacopo Crovella</b>, <b>attore</b> <b>e attivista</b> di BDS Italia e Artists for Palestina (in presenza).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo importante evento è preceduto il 30 agosto dalla manifestazione <b>Stop al genocidio,</b> promossa da Centri Sociali del Nord est e ANPI &#8220;7Martiri&#8221; Venezia. <b>Venice4Palestine sostiene ovviamente entrambi gli eventi e vi partecipa con la consapevolezza </b>che finalmente in questa Mostra al centro del dibattito, insieme ai film, ai divi, agli autori, abbiamo trovato il discorso pubblico su Gaza.</p>
<p style="text-align: right;">Era questo il primo auspicio che Venice4Palestine esprimeva nella lettera aperta del 22 agosto: che “si interrompesse il flusso di indifferenza” e si aprisse un “varco alla consapevolezza” intorno a quanto avviene in Palestina. Non solo, all’interno di questo confronto pubblico, sempre di più, finalmente vediamo cedere le esitazioni rispetto all’utilizzo della parola <b>genocidio</b> per definire la strategia militare e politica israeliana nei confronti del popolo palestinese.</p>
<p><b>Si tratta di nominare le cose per quello che sono.</b> E a questo proposito è singolare che si parli di censura rispetto alle richieste avanzate da V4P, mentre in molte parti d&#8217;Europa il potere dei governi impedisce di scendere in piazza con i simboli della Palestina. <b>Censura sarebbe stato piuttosto reclamare l’esclusione di un film dal festival</b>, cosa che V4P non ha mai fatto.</p>
<p>V4P ha espresso l&#8217;inaccettabilità che in un momento come questo la Mostra desse la possibilità di sfilare sotto i flash dei fotografi a qualsiasi artista abbia dato supporto al genocidio, mentre a Gaza gli unici flash che brillano sono quelli delle bombe che esplodono su ospedali, delle armi di precisione dei cecchini che prendono di mira bambini inermi.</p>
<p>“Chi avrebbe accolto un artista serbo che sosteneva il governo genocida di Karadzic negli anni Novanta?”, si chiede provocatoriamente Tomaso Montanari.</p>
<p>Etnia, nazionalità e religione non c&#8217;entrano nulla con la nostra richiesta (oltretutto Butler è scozzese…). Gerard Butler e Gal Gadot hanno fornito appoggio sia finanziario che ideologico alle politiche israeliane. <b>Perché non dovrebbero essere tenuti in considerazione i comportamenti e le opinioni di queste celebrità a cui la grande risonanza mediatica dona rilevanza e influenza, normalizzando così pulizia etnica e genocidio?</b></p>
<p>Non si tratta dunque di censura ma di <b>boicottaggio culturale</b>, cioè una delle forme storiche di protesta non violenta e di resistenza contro l’abuso perpetrato da un potere schiacciante e crudele.</p>
<p>Ce lo insegna l’esperienza del boicottaggio culturale nei confronti dell’apartheid in Sud Africa.</p>
<p>Sarebbe caduto quel sistema suprematista, razzista e colonialista se proprio la musica, il cinema e il teatro, la letteratura e le arti non avessero contribuito a far sì che la consapevolezza di quello che avveniva in Sud Africa penetrasse la sensibilità del pubblico mondiale, escludendo da festival e concerti artisti di fama mondiale che accettavano di esibirsi a eventi che si tenevano in quel Paese?</p>
<p>Anna Foa in questi giorni afferma l’urgenza e la necessità di applicare ogni forma di protesta civile non violenta, compreso il boicottaggio, per fermare l’orrore a cui si è arrivati a Gaza come in Cisgiordania. Se i Paesi non disinvestono e le sanzioni non arrivano, non rimane che un boicottaggio che parta dalla base, dai cittadini.</p>
<p>Come dice Francesca Mannocchi, sono mesi, anni, che si aspetta che il mondo renda effettivi i provvedimenti sanzionatori verso la politica genocida di Israele. <b>Quanto tempo deve ancora andare sprecato?</b></p>
<p><b>Boicottare. Disinvestire. Sanzionare</b>. Subito. Cosa aspettiamo? <b>Che non ci sia più un </b></p>
<p><b>popolo palestinese in Palestina?</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><b>V4P</b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="right"><b>Per contatti:</b></p>
<p align="right"><b>Francesca Polici </b></p>
<p align="right"><b>(uff. stampa)</b></p>
<p style="text-align: right;"><b>3290478786</b></p>
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		<title>Venice 4 Palestine sbarca al Lido contro il  genocidio di Gaza</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 14:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Lisa Gerusa* Sabato 30 dalle ore 17.00 la Mostra internazionale del Cinema di Venezia organizzata dalla Biennale nell&#8217;isola del Lido sarà pacificamente invasa da una popolazione proveniente da tutta Italia e tutto il mondo per manifestare contro il genocidio e la crisi umanitaria in corso a Gaza e l&#8217;attacco forsennato del Governo israeliano contro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lisa Gerusa*</strong></p>
<p>Sabato 30 dalle ore 17.00 la Mostra internazionale del Cinema di Venezia organizzata dalla Biennale nell&#8217;isola del Lido sarà pacificamente invasa da una popolazione proveniente da tutta Italia e tutto il mondo per manifestare contro il genocidio e la crisi umanitaria in corso a Gaza e l&#8217;attacco forsennato del Governo israeliano contro l&#8217;integrità dei territori cisgiordani.</p>
<div>Svolgeremo un corteo sfruttando la vetrina del festival per denunciare non solo la catastrofe umanitaria, ma anche il requiem del diritto internazionale calpestato da un Governo contemporaneamente fascista politico e fascista religioso. Come Rifondazione Comunista denunceremo le connivenze indicibili sul piano politico di chi ancora parla di legittima difesa dopo il 7 ottobre, sul piano culturale e su quello economico di chi commercia per miliardi di euro di affari tra UE, Italia e Israele in armi, cybersecurity, logistica.</div>
<div>
<div>La mostra d&#8217;arte cinematografica di Venezia è la più importante istituzione culturale pubblica italiana e tra le più significative a livello internazionaled europea.</div>
</div>
<div>Lo faremo immedesimandoci nelle <wbr />popolazioni palestinesi violentate che vedono svanire la chimera di uno Stato sovrano laico libero di esistere in pace con i suoi vicini.</div>
<div>Lo faremmo sapendo che migliaia di israeliane e israeliani si stanno rivoltando contro il loro Governo anche disertando alla coscrizione obbligatoria. Lo faremo sapendo che minoranze di massa degli ebrei della diaspora non hanno paura di usare il termine genocidio per la situazione a Gaza e regime di Aparthaid quello in atto in Israele.</div>
<div>Rifondazione comunista sarà organizzata e dovrà essere massimamente visibile dietro un proprio striscione per riaffermare la linearità delle sue prese di posizione politica e denunciare anche la subalternità per troppo tempo di settori della sinistra istituzionale.</div>
<div>L&#8217;appuntamento, dal punto di vista logistico, sarà a Santa Maria Elisabetta da dove partirà il corteo e tornerà dopo essere giunto assai vicino al <i>red carpet. </i>La manifestazione, tuttavia, partirà ancora prima alle ore 15: per chi viene da fuori città dall&#8217;hub del palaExpo di Portomarghera sarà pronta una motonave a prezzo modico.</div>
<div></div>
<div>*Segretaria Federazione metropolitana di Venezia, PRC-S.E.</div>
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		<title>LETTERA APERTA ALLA BIENNALE DI VENEZIA</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 17:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA ALLE GIORNATE DEGLI AUTORI ALLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA AI PROFESSIONITƏ DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO, DELLA CULTURA E DELL’INFORMAZIONE “Fermate gli orologi, spegnete le stelle” Il carico è troppo per continuare a vivere come prima. Da quasi due anni a questa parte ci giungono immagini inequivocabili dalla striscia di Gaza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
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<div>
<div>
<div>
<div>
<div dir="auto">ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA</div>
<div dir="auto">ALLE GIORNATE DEGLI AUTORI</div>
<div dir="auto">ALLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA</div>
<div dir="auto">AI PROFESSIONITƏ DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO, DELLA CULTURA E DELL’INFORMAZIONE</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>“Fermate gli orologi, spegnete le stelle”</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Il carico è troppo per continuare a vivere come prima. Da quasi due anni a questa parte ci giungono</div>
<div dir="auto">immagini inequivocabili dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Assistiamo, incredulә e impotenti,</div>
<div dir="auto">allo strazio di un genocidio compiuto in diretta dallo Stato di Israele in Palestina. Nessunә potrà mai</div>
<div dir="auto">dire: “Io non sapevo, non immaginavo, non credevo”. Tuttә abbiamo visto. Tuttә vediamo.</div>
<div dir="auto">Eppure, mentre si accendono i riflettori sulla Mostra del Cinema di Venezia, rischiamo di vivere</div>
<div dir="auto">l’ennesimo grande evento impermeabile a tale tragedia umana, civile e politica. Lo spettacolo deve</div>
<div dir="auto">continuare, ci viene detto, esortandoci a distogliere lo sguardo &#8211; come se il “mondo del cinema” non</div>
<div dir="auto">avesse a che fare con il “mondo reale”.</div>
<div dir="auto">E invece è proprio attraverso le immagini, realizzate da colleghә, magari amicә, che abbiamo</div>
<div dir="auto">appreso del genocidio, delle aggressioni violente e anche omicide a registә e autorә in Cisgiordania,</div>
<div dir="auto">della punizione collettiva inflitta al popolo palestinese e di tutti gli altri crimini contro l’umanità</div>
<div dir="auto">commessi dal governo e dall’esercito israeliani. Quelle immagini che in questi mesi sono costate la</div>
<div dir="auto">vita a quasi 250 operatorә dell’informazione palestinesi.</div>
<div dir="auto">La Biennale e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica dovrebbero celebrare la potenza</div>
<div dir="auto">dell’arte come mezzo di trasformazione, di testimonianza, di rappresentazione dell’umano e di</div>
<div dir="auto">sviluppo della coscienza critica. Ed è proprio questo a renderla uno straordinario mezzo di</div>
<div dir="auto">riflessione, di partecipazione attiva e di resistenza.</div>
<div dir="auto">In risposta alle dichiarazioni spesso tiepide, vaghe o, peggio, comode espresse dagli organi di potere,</div>
<div dir="auto">dell’informazione e della cultura, rivendichiamo una posizione chiara e priva di ambiguità: è tempo</div>
<div dir="auto">non solo di empatia ma anche di responsabilità. La semantica, il linguaggio, le parole e le immagini,</div>
<div dir="auto">non sono accessori, specie per chi crede nell’arte: sono una forma di resistenza fondamentale e</div>
<div dir="auto">necessaria. Altrimenti dovremmo arrenderci all’evidenza che essere cineastә o giornalistә, oggi, non</div>
<div dir="auto">ha più alcun senso.</div>
<div dir="auto">Per questo, noi attivistә, giornalistә e professionistə del cinema e dell’audiovisivo crediamo che per</div>
<div dir="auto">una volta lo spettacolo, almeno per qualche momento, debba fermarsi, interrompere il flusso di</div>
<div dir="auto">indifferenza, aprire un varco alla consapevolezza. Chiediamo quindi alla Biennale, alla Mostra, alle</div>
<div dir="auto">Giornate degli Autori e alla Settimana della Critica di prendere una posizione netta e sostenere</div>
<div dir="auto">queste istanze. Rivendichiamo altresì la necessità di spazi e modalità di narrazione per la Palestina</div>
<div dir="auto">rivolgendoci a tuttә coloro che possono e vogliono spostare qualcosa a qualsiasi livello. A Venezia</div>
<div dir="auto">tutti i riflettori saranno puntati sul mondo del cinema, abbiamo tuttә il dovere di far conoscere le</div>
<div dir="auto">storie e le voci di chi viene massacratә anche con la complice indifferenza occidentale.</div>
<div dir="auto">Esortiamo tutti i settori della cultura e dell’informazione a utilizzare, in occasione della Mostra, la</div>
<div dir="auto">propria immagine e i propri mezzi per creare un sottofondo costante di parole e di iniziative: che</div>
<div dir="auto">non venga mai meno la voce della verità sulla pulizia etnica, sull’apartheid, sull’occupazione illegale</div>
<div dir="auto">dei territori palestinesi, sul colonialismo e su tutti i crimini contro l’umanità commessi da Israele per</div>
<div dir="auto">decenni e non solo dal 7 ottobre.</div>
<div dir="auto">Invitiamo chi lavora nel cinema a immaginare, coordinare e realizzare insieme, durante la Mostra,</div>
<div dir="auto">azioni che diano risonanza al dissenso verso le politiche governative filosioniste: un dissenso</div>
<div dir="auto">espresso nel segno della creatività, grazie alle nostre capacità artistiche, comunicative e</div>
<div dir="auto">organizzative.</div>
<div dir="auto">Noi artistә e amantә dell’arte,</div>
<div dir="auto">noi professionistә del settore e appassionatә del cinema,</div>
<div dir="auto">noi organizzatorә, formatorә e addettә all’informazione,</div>
<div dir="auto">noi che siamo il cuore pulsante di questa Mostra,</div>
<div dir="auto">ribadiamo con fermezza che non saremo complici ignavә,</div>
<div dir="auto">che non rimarremo in silenzio,</div>
<div dir="auto">che non volgeremo lo sguardo altrove,</div>
<div dir="auto">che non cederemo all’impotenza e alle logiche del potere.</div>
<div dir="auto">Ce lo impone l’epoca in cui viviamo e la responsabilità di esseri umani.</div>
<div dir="auto">Non esiste Cinema senza umanità.</div>
<div dir="auto">Facciamo in modo che questa mostra abbia un senso e che non si trasformi in una triste e vacua</div>
<div dir="auto">vetrina.</div>
<div dir="auto">Insieme, con coraggio, con integrità.</div>
<div dir="auto">Palestina libera!</div>
<div dir="auto">Invitiamo ad aderire inviando una mail a venice4palestine@gmail.com</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div>
<div dir="auto">ADESIONI LETTERA APERTA ALLA BIENNALE DI VENEZIA V4P</div>
<div dir="auto">Osama Abouelkhair (direttore della fotografia)</div>
<div dir="auto">Roberto Accornero (attore)</div>
<div dir="auto">Francesca Addonizio (montatrice)</div>
<div dir="auto">Sara Agostinelli (ufficio stampa)</div>
<div dir="auto">Vincenzo Agosto (regista)</div>
<div dir="auto">Greta Agresti (regista/produttrice)</div>
<div dir="auto">Elena Aime (casting)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Marco Albano (regista)</div>
<div dir="auto">Federica Alderighi (produttrice)</div>
<div dir="auto">Artemide Alfieri (montatrice)</div>
<div dir="auto">Michele Alhaique (regista)</div>
<div dir="auto">Cécile Allegra (regista)</div>
<div dir="auto">Francesca Sofia Allegra (montatrice)</div>
<div dir="auto">Carla Altieri (produttrice)</div>
<div dir="auto">Alessandro Amato (produttore)</div>
<div dir="auto">Pierandrea Amato (professore universitario)</div>
<div dir="auto">Simone Amendola (regista/autore)</div>
<div dir="auto">Simonetta Amenta (produttrice)</div>
<div dir="auto">Francesca Amitrano (direttore della fotografia)</div>
<div dir="auto">Carmine Amoroso (regista)</div>
<div dir="auto">Elisa Amoruso (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Armando Andria (producer/organizzatore culturale/critico)</div>
<div dir="auto">Chiara Andrich (filmmaker/producer/programmer)</div>
<div dir="auto">Franco Angeli (regista)</div>
<div dir="auto">Claudia Angelillo (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Laura Angiulli (regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Aniballi (sceneggiatore/montatore)</div>
<div dir="auto">Gina Annunziata (curatrice e docente di cinema)</div>
<div dir="auto">Raffaella Antinucci (attrice)</div>
<div dir="auto">Angelo Antolino (fotografo)</div>
<div dir="auto">Angela Anzelmo (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Apolloni (attore)</div>
<div dir="auto">Benedetta Argentieri (giornalista)</div>
<div dir="auto">Gianluca Arcopinto (produttore)</div>
<div dir="auto">Swann Arlaud (attore)</div>
<div dir="auto">Vera Arma (CEO Artis Project)</div>
<div dir="auto">Enrico Maria Artale (regista)</div>
<div dir="auto">Massimo Arvat (produttore)</div>
<div dir="auto">Franzis Ascari (compositore)</div>
<div dir="auto">Naidra Ayadi (attrice)</div>
<div dir="auto">Enrico Azzano (direttore editoriale)</div>
<div dir="auto">Yacine Badday (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Giordano Baffari (produttore)</div>
<div dir="auto">Luis Fulvio Baglivo (autore TV)</div>
<div dir="auto">Mariangela Barbanente (sceneggiatrice/documentarista)</div>
<div dir="auto">Ginevra Barboni (regista/autrice cinematografica)</div>
<div dir="auto">Alessia Barela (attrice)</div>
<div dir="auto">Aurora Alma Bartiromo (development producer)</div>
<div dir="auto">Chiara Barzini (scrittrice/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Irene Batistini (festival programmer/talent handler)</div>
<div dir="auto">Giovanni Battaglia (libero professionista)</div>
<div dir="auto">Christian Battiferro (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Dominique Baumard (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Elena Beatrice (regista e sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Valentina Bellè (attrice)</div>
<div dir="auto">Sarah Bellinazzi (project assistant)</div>
<div dir="auto">Luca Bellino (regita)</div>
<div dir="auto">Marco Bellocchio (regista)</div>
<div dir="auto">Barbara Belzini (giornalista)</div>
<div dir="auto">Mehdi Ben Attia (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Nacéra Benali (giornalista)</div>
<div dir="auto">Mia Benedetta (attrice)</div>
<div dir="auto">Matteo Berdini (regista/giornalista)</div>
<div dir="auto">Sonia Bergamasco (attrice)</div>
<div dir="auto">Patrizia Bernardini (attrice)</div>
<div dir="auto">Maria Sabina Berra (giornalista/selezionatrice)</div>
<div dir="auto">Giulia Bevilacqua (attrice)</div>
<div dir="auto">Antonio Biasiucci (fotografo)</div>
<div dir="auto">Antonio Alvise Bibbò (attore)</div>
<div dir="auto">Leonardo Bigazzi (curatore/produttore)</div>
<div dir="auto">Luca Bigazzi (direttore della fotografia)</div>
<div dir="auto">Graziella Bildesheim (consulente/formatrice)</div>
<div dir="auto">Roberto Bisesti (ufficio stampa)</div>
<div dir="auto">Marino Bisso (giornalista)</div>
<div dir="auto">Mario Blaconà (regista/critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Fabio Bobbio (regista)</div>
<div dir="auto">Barbara Bobulova (attrice)</div>
<div dir="auto">Antonio Bocola (regista)</div>
<div dir="auto">Guido Boffi (docente universitario)</div>
<div dir="auto">Kostantin Bojanov (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Maria-Delfina Bonada (giornalista)</div>
<div dir="auto">Christian Bonatesta (aiuto regia)</div>
<div dir="auto">Paolo Bonfini (scenografo)</div>
<div dir="auto">Livia Bonifazi (attrice)</div>
<div dir="auto">Marco Bonini (attoe/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Jacopo Bonvicini (regista)</div>
<div dir="auto">Isabella Bordoni (artista/curatrice)</div>
<div dir="auto">Antonio Borrelli (produttore/operatore culturale)</div>
<div dir="auto">Cristiano Bortone (regista)</div>
<div dir="auto">Diego Botta (sceneggiatore/regista)</div>
<div dir="auto">Bastien Bouillon (attore)</div>
<div dir="auto">Matteo Bove (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Barbara Bovoli (attrice)</div>
<div dir="auto">Claudio Bozzatello (regista/associazione)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Bradanini (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Alex Braga (artista sperimentale)</div>
<div dir="auto">Stefania Brai (giornalista)</div>
<div dir="auto">Alessia Brandoni (critica/curatrice/programmatrice</div>
<div dir="auto">cinematografica/saggista/ricercare/avvocata)</div>
<div dir="auto">Maurizio Braucci (scrittore)</div>
<div dir="auto">Alessandro Bressanello (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Claudia Brignone (regista)</div>
<div dir="auto">Sara Brollo (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Emanuela Bruschi (addetta stampa)</div>
<div dir="auto">Benedetta Buccellato (attrice/drammaturga)</div>
<div dir="auto">Giusy Buccheri (autrice/regista)</div>
<div dir="auto">Alberto Buonfigli (responsabile Cinéma)</div>
<div dir="auto">Manuela Buono (produttrice/sales agent)</div>
<div dir="auto">Luca Cabriolu (produttore)</div>
<div dir="auto">Anna Cadioli (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Esmeralda Calabria (regista/montatrice cinematografica)</div>
<div dir="auto">Silvia Calderoni (attrice, autrice)</div>
<div dir="auto">Marco Calvani (attore/filmmaker)</div>
<div dir="auto">Daniele Camaioni (montatore)</div>
<div dir="auto">Angelo Camba (regista)</div>
<div dir="auto">Eva Cambiale (attrice)</div>
<div dir="auto">Andrea Campajola (montatore)</div>
<div dir="auto">Sandra Campanini (esercente)</div>
<div dir="auto">Nicola Campiotti (regista)</div>
<div dir="auto">Rita Cancellaro (attrice)</div>
<div dir="auto">Giovanna Cane’ (producer)</div>
<div dir="auto">Luca Cangiano (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Loredana Cannata (attrice/attivista)</div>
<div dir="auto">Antonio Capellupo (giornalista/operatore culturale)</div>
<div dir="auto">Chiara Capitani (attrice/arte terapeuta)</div>
<div dir="auto">Clarissa Cappellani (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Enrica Capra (produttrice)</div>
<div dir="auto">Mino Capuano (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Caputi (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Edoardo Carbonara (attore)</div>
<div dir="auto">Gennaro Carillo (filosofo politico)</div>
<div dir="auto">Christian Carmosino Mereu (regista)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Carrieri (regista)</div>
<div dir="auto">Sara Casani (casting)</div>
<div dir="auto">Amira Casar (attrice)</div>
<div dir="auto">Claudio Casazza (regista)</div>
<div dir="auto">Stefania Casini (attrice / regista /autrice)</div>
<div dir="auto">Veronica Cascelli (sceneggiatrice e story editor)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Cassandro (regista)</div>
<div dir="auto">Antonio Maria Castaldo (autore/regista)</div>
<div dir="auto">Michele Castelli (montatore)</div>
<div dir="auto">Luciana Castellina (giornalista/scrittrice)</div>
<div dir="auto">Massimo Casula (produttore)</div>
<div dir="auto">Luigi Catani (attore)</div>
<div dir="auto">Camilla Cattabriga (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Roberto Cavallini (produttore)</div>
<div dir="auto">Natale Cennamo</div>
<div dir="auto">Ottavia Cernuschi (direttrice artistica)</div>
<div dir="auto">Lionello Cerri (produttore/esercente)</div>
<div dir="auto">Alessia Cervini (docente universitaria)</div>
<div dir="auto">Michela Cesaretti Salvi (attrice/narratrice)</div>
<div dir="auto">Mohamed Challouf (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Ian Chambers (professore universitario)</div>
<div dir="auto">Cecilia Chianese (organizzatrice festival)</div>
<div dir="auto">Marco Chiappetta (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Sophie Chiarello (autrice-regista)</div>
<div dir="auto">Daniela Ciancio (costumista)</div>
<div dir="auto">Alessandra Cianelli (artista ricercatrice indipendente)</div>
<div dir="auto">Arianna Cicero (assistente programmazione/programmatrice festival)</div>
<div dir="auto">Valentina Cicogna (montatrice/regista)</div>
<div dir="auto">Gabriele Ciglia (esercente)</div>
<div dir="auto">Andrea Cimino (montatore)</div>
<div dir="auto">Ilaria Cimmino (montatrice)</div>
<div dir="auto">Daniele Cini (regista)</div>
<div dir="auto">Francesca Ciocchetti (attrice)</div>
<div dir="auto">Lorenzo Cioffi (produttore)</div>
<div dir="auto">Giovanni Cioni (cineasta)</div>
<div dir="auto">Evita Ciri (lavoratrice dello spettacolo)</div>
<div dir="auto">Luca Ciriello (regista)</div>
<div dir="auto">Chiara Civello (cantautrice &#8211; musicista)</div>
<div dir="auto">Francesco Clerici (regista documentarista)</div>
<div dir="auto">Annarita Cocca &#8211; (regista/direttrice artistica Festival)</div>
<div dir="auto">Stefano Coccia (giornalista)</div>
<div dir="auto">Martina Cocco (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Anna Coccoli (regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Cocorullo (dir. artistico Villammare FilmFest)</div>
<div dir="auto">Costanza Coldagelli (produttrice)</div>
<div dir="auto">Laura Colella (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Mattia Colombo (regista/autore)</div>
<div dir="auto">Daniele Coluccini (regista)</div>
<div dir="auto">Marina Confalone (attrice)</div>
<div dir="auto">Michele Conforti (regista)</div>
<div dir="auto">Giordano Corapi (compositore)</div>
<div dir="auto">Maud Corino (distributrice)</div>
<div dir="auto">Pappi Corsicato (regista)</div>
<div dir="auto">Giulia Cosentino (regista)</div>
<div dir="auto">Valeria Cosenza (cineventi)</div>
<div dir="auto">Silvana Costa (montatrice/documentarista)</div>
<div dir="auto">Francesco Costabile (regista)</div>
<div dir="auto">Stefano Cravero (montatore cinematografico)</div>
<div dir="auto">Carlo Cremona (dir. artistico Omovies)</div>
<div dir="auto">Alessio Cremonini (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Carolina Crescentini (attrice)</div>
<div dir="auto">Giulia Crisci (curatrice)</div>
<div dir="auto">Lucille Cristaldi (produttore creativo)</div>
<div dir="auto">Natalie Cristiani (montatrice)</div>
<div dir="auto">Giulio Cristini (attore)</div>
<div dir="auto">Domenico Croce (regista)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Croce (critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Jacopo Crovella (attore)</div>
<div dir="auto">Valerio Cruciani (docente, autore/sceneggiatore, consulente editoriale)</div>
<div dir="auto">Francesca Cualbu (COO The Apartment)</div>
<div dir="auto">Davide Cuccurugnani (montatore)</div>
<div dir="auto">Luca Cusella (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Felice D’Agostino (regista)</div>
<div dir="auto">Stefano D&#8217;Anna (musicista/insegnante)</div>
<div dir="auto">Massimo D’Anolfi (regista)</div>
<div dir="auto">Daria D’Antonio (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Alessandra D’Egidio (scrittrice/bibliotecaria)</div>
<div dir="auto">Marita D’Elia (casting director)</div>
<div dir="auto">Ciro D’Emilio (regista)</div>
<div dir="auto">Cristina D’Eredità (montatrice)</div>
<div dir="auto">Damiano D’Innocenzo (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Fabio D’Innocenzo (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Rosario D’Uonno (dir. Marano Ragazzi Spot Festival)</div>
<div dir="auto">Roberta Da Soller (attrice)</div>
<div dir="auto">Chiara Dainese (montatrice)</div>
<div dir="auto">Gea Dall’Orto (attrice)</div>
<div dir="auto">Charles Dance (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Serena Dandini (autrice)</div>
<div dir="auto">Marco Danieli (regista)</div>
<div dir="auto">Lisa De Benedettis (set decorator)</div>
<div dir="auto">Ciro De Caro (regista)</div>
<div dir="auto">Jacopo De Falco (regista)</div>
<div dir="auto">Stefano De Felici (regista )</div>
<div dir="auto">Domiziana De Fulvio (intimacy coordinator/regista)</div>
<div dir="auto">Greta De Lazzaris (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Alice de Lencquesaing (attrice)</div>
<div dir="auto">Antonietta De Lillo (regista)</div>
<div dir="auto">Alessio De Persio (attore)</div>
<div dir="auto">Francesca Romana De Martini (attrice)</div>
<div dir="auto">Ivano De Matteo (Regista)</div>
<div dir="auto">Daniele De Michele (regista)</div>
<div dir="auto">Marika De Rosa (comunicazione e marketing)</div>
<div dir="auto">Manuela De Rosas (insegnante)</div>
<div dir="auto">Gianluca De Serio (regista)</div>
<div dir="auto">Massimiliano De Serio (regista)</div>
<div dir="auto">Ciro De Venezia (fisioterapista)</div>
<div dir="auto">Gerardo De Vivo (direttore cinema)</div>
<div dir="auto">Alain Declercq (artista)</div>
<div dir="auto">Vania Del Borgo (autrice/produttrice)</div>
<div dir="auto">Davide Del Degan (regista)</div>
<div dir="auto">Gaia Del Giudice (Architettə/Ricercatorə/Docente/Curatorə rassegne cinema /Attivista)</div>
<div dir="auto">Liryc Dela Cruz (artista/regista)</div>
<div dir="auto">Benoit Delépine (attore)</div>
<div dir="auto">Alessandra Della Guardia (attrice/autrice)</div>
<div dir="auto">Mattia Della Puppa (produttore)</div>
<div dir="auto">Donatella Della Ratta (professoressa)</div>
<div dir="auto">Caroline Deruas Peano (regista)</div>
<div dir="auto">Agostino Devastato (regista)</div>
<div dir="auto">Alberto Diana (regista/programmer)</div>
<div dir="auto">Valerio Di Benedetto (attore)</div>
<div dir="auto">Biagio Di Bennardo (Autore)</div>
<div dir="auto">Leonardo Di Costanzo (regista)</div>
<div dir="auto">Dadà Di Donna (illustratrice/grafica)</div>
<div dir="auto">Anna Di Francisca (regista)</div>
<div dir="auto">Valentina Di Geronimo (production/costume designer)</div>
<div dir="auto">Federica Di Giacomo (Regista/Autrice)</div>
<div dir="auto">Claudia Di Lascia (produttrice creativa)</div>
<div dir="auto">Nina Di Majo (regista/sceneggiatrice/ artista multimediale)</div>
<div dir="auto">Ra Di Martino (regista e artista visiva)</div>
<div dir="auto">Mauro Di Maro (fotografo)</div>
<div dir="auto">Antonella Di Nocera (producer/attivista culturale)</div>
<div dir="auto">Elio Di Pace (operatore di macchina)</div>
<div dir="auto">Giulia Di Quilio (attrice)</div>
<div dir="auto">Maria Di Razza (regista/operatrice culturale)</div>
<div dir="auto">Francesco Di Stefano (montatore)</div>
<div dir="auto">Roberto Di Tanna (montatore)</div>
<div dir="auto">Karole Di Tommaso (regista)</div>
<div dir="auto">Attilio Di Turi (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Micaela Natascia Di Vito (montatrice)</div>
<div dir="auto">Donatella Diamanti (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Pierluca Ditano (regista/autore)</div>
<div dir="auto">Audrey Diwan (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Alessio Doglione (montatore cinema/TV)</div>
<div dir="auto">Stefano Domenichetti Carlini (montatore)</div>
<div dir="auto">Tonino Dominici (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Giulio Donato (attore)</div>
<div dir="auto">Dimitri Doré (attore)</div>
<div dir="auto">Laetitia Dosch (attrice)</div>
<div dir="auto">Martin Drouot (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Julie Dupré (montatrice)</div>
<div dir="auto">Giacomo Durzi (sceneggiatore/produttore)</div>
<div dir="auto">Virginia Eleuteri Serpieri (regista)</div>
<div dir="auto">Jean Elia (development executive)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Elvetico (musicista/compositore)</div>
<div dir="auto">Francesca Era (montatrice cinematografica)</div>
<div dir="auto">Lucrezia Ercolani (giornalista)</div>
<div dir="auto">Benedikt Erlingsson (regista/attore)</div>
<div dir="auto">Giovanni Esposito (regista)</div>
<div dir="auto">Patrizio Esposito (fotografo)</div>
<div dir="auto">Alessandro Fabbri (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Daniele Fabrizi (produttore delegato)</div>
<div dir="auto">Giulio Fabroni (sceneggiatore/regista)</div>
<div dir="auto">Sara Falcone (storica e critica cinematografica)</div>
<div dir="auto">Ludovica Fales (regista)</div>
<div dir="auto">Niccolò Falsetti (Regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Alessandro Farrattini (produttore)</div>
<div dir="auto">Sepideh Farsi (regista)</div>
<div dir="auto">Alberto Fasulo (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Favro (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Giacomo Fausti (regista)</div>
<div dir="auto">Alessio M. Federici (regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Fedrigo (musicista)</div>
<div dir="auto">Carola Fenocchio (costumista)</div>
<div dir="auto">Massimo Ferrante (musicista)</div>
<div dir="auto">Abel Ferrara (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Minnie Ferrara (direttrice scuola di cinema)</div>
<div dir="auto">Caterina Ferrari (regista)</div>
<div dir="auto">Nadia Ferrari (pensionata)</div>
<div dir="auto">Paolo Ferrari (direttore della fotografia)</div>
<div dir="auto">Francesco Ferraris (montatore cinematografico)</div>
<div dir="auto">Vanessa Ferrauto (truccatrice)</div>
<div dir="auto">Agostino Ferrente (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Ferretti (programmatore)</div>
<div dir="auto">Margherita Ferri (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Emma Ferulano (autrice)</div>
<div dir="auto">Anna Ferzetti (attrice)</div>
<div dir="auto">Lisa Festa (autrice, attrice e regista)</div>
<div dir="auto">Sara Fgaier (regista)</div>
<div dir="auto">Francesco Filpa (attore)</div>
<div dir="auto">Christian Filippi (regista)</div>
<div dir="auto">Laura Fimognari (attrice)</div>
<div dir="auto">Luciana Fina (cineasta)</div>
<div dir="auto">Milena Fiore (montatrice/tecnica audiovisiva)</div>
<div dir="auto">Emanuele Fiorito (montatore)</div>
<div dir="auto">Federica Flavoni (attrice)</div>
<div dir="auto">Francesca Floris (produttrice)</div>
<div dir="auto">Anna Foglietta (attrice)</div>
<div dir="auto">Alessia Foraggio (casting)</div>
<div dir="auto">Annalisa Forgione (montatrice)</div>
<div dir="auto">Giorgio Forni (professore)</div>
<div dir="auto">Edoardo Fracchia (produttore)</div>
<div dir="auto">Ottavia Fragnito (produttrice)</div>
<div dir="auto">Ilaria Fraioli (montatrice)</div>
<div dir="auto">Giogiò Franchini (montatore)</div>
<div dir="auto">Camilla Francini (Regista)</div>
<div dir="auto">Davide Franco (montatore/docente)</div>
<div dir="auto">Emanuela Fresi (attrice)</div>
<div dir="auto">Oscar Frosio (lighting designer)</div>
<div dir="auto">Dario Fusco (regista e operatore)</div>
<div dir="auto">Daniele Gaglianone (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Stefano Galieni (giornalista/scrittore)</div>
<div dir="auto">Massimiliano Gallo (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Michele Gallone (montatore)</div>
<div dir="auto">Gabriella Gallozzi (giornalista)</div>
<div dir="auto">Carlotta Gamba (attrice)</div>
<div dir="auto">Roberto Gambacorta (produttore)</div>
<div dir="auto">Davide Gambino (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Matteo Garrone (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Gasparini (montatore/regista/scrittore)</div>
<div dir="auto">Alice Gatti (regista)</div>
<div dir="auto">Simone Gattoni (produttore)</div>
<div dir="auto">Sandra Gaudenzi (senior lecturer)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Gaudino (regista)</div>
<div dir="auto">Michelangelo Gelormini (regista)</div>
<div dir="auto">Ivan Gergolet (regista, sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Francesca Geria (operatrice culturale)</div>
<div dir="auto">Claudia Gerini (attrice)</div>
<div dir="auto">Elio Germano (attore)</div>
<div dir="auto">Fabio Gervasio (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Vito Gennaro Giacalone (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Aura Ghezzi (attrice/filmmaker)</div>
<div dir="auto">Sara Jane Ghiotti (musicista)</div>
<div dir="auto">Giorgio Giampà (produttore)</div>
<div dir="auto">Matteo Giampetruzzi (regista)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Gifuni (attore)</div>
<div dir="auto">Giorgio Gigliotti (giornalista/scrittore)</div>
<div dir="auto">Alessandro Giordani (montatore)</div>
<div dir="auto">Daniela Giordano (attrice/regista)</div>
<div dir="auto">Sofia Giordano (studentessa formazione)</div>
<div dir="auto">Stefania Giordano (ass. costumista)</div>
<div dir="auto">Valeria Golino (regista/attrice)</div>
<div dir="auto">Cosimo Gomez (regista)</div>
<div dir="auto">Emilio Gonella (violoncellista)</div>
<div dir="auto">Marcantonio Graffeo</div>
<div dir="auto">Andrea Grasselli (regista)</div>
<div dir="auto">Salvatore Santo Grasso (cantautore)</div>
<div dir="auto">Flaminia Graziadei (regista/screenwriter)</div>
<div dir="auto">Federico Greco (filmmaker/saggista)</div>
<div dir="auto">Michela Greco (giornalista)</div>
<div dir="auto">Riccardo Gregori (montatore cinematografico)</div>
<div dir="auto">Luca Grimaldi (Regista)</div>
<div dir="auto">Andrea Gropplero (regista)</div>
<div dir="auto">Mirko Guerra (fonico)</div>
<div dir="auto">Maurizio Guerri (docente accademico)</div>
<div dir="auto">Lucie Guesnier (autrice/regista)</div>
<div dir="auto">Sonali Gulati (filmmaker indipendente)</div>
<div dir="auto">Ahmed Hafiene (attore)</div>
<div dir="auto">Fortunato Marco Iannaccone (attore)</div>
<div dir="auto">Marta Innocenti (regista/autrice)</div>
<div dir="auto">Andrea Inzerillo (direttore artistico Sicilia Queer FilmFest)</div>
<div dir="auto">Ant Hampton (artista)</div>
<div dir="auto">Lilia Hartmann Trapani (casting director)</div>
<div dir="auto">Sofia Iacuitto (attrice)</div>
<div dir="auto">Serena Iansiti (attrice)</div>
<div dir="auto">Francesca innocenzi (scenografa/pittrice di scena/performer)</div>
<div dir="auto">Tecla Insolia (attrice)</div>
<div dir="auto">Maria Iovine (regista)</div>
<div dir="auto">Simone Isola (produttore)</div>
<div dir="auto">Valerio Jalongo (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Jankovic (regista)</div>
<div dir="auto">Roan Johnson (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Jop (direttrice artistica)</div>
<div dir="auto">Gaël Kamilindi (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Babak Karimi (attore)</div>
<div dir="auto">Juliette Kempf (regista)</div>
<div dir="auto">Dalila Kharbouche (streetcasting)</div>
<div dir="auto">Raika Khosravi (producer)</div>
<div dir="auto">Firouzeh Khosrovani (regista)</div>
<div dir="auto">Nicolas Klotz (regista)</div>
<div dir="auto">Giuliano La Franca (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Maria Cristina La Parola (costumista)</div>
<div dir="auto">Davide Labanti (regista/aiuto regia)</div>
<div dir="auto">Wilma Labate (regista)</div>
<div dir="auto">Ariane Labed (regista/attrice)</div>
<div dir="auto">Mariano Lamberti (regista)</div>
<div dir="auto">Chiara Lambiase (docente/scenografa)</div>
<div dir="auto">Simona Lamorgese (attrice)</div>
<div dir="auto">Patrizia Laquidara (cantautrice/attrice/scrittrice)</div>
<div dir="auto">Stefano Lari (Regista pubblicità)</div>
<div dir="auto">Tony Laudadio (attore/scrittore)</div>
<div dir="auto">Chiara Laudani (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Paul Laverty (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Erwan Le Duc (regista)</div>
<div dir="auto">Paul Lee (regista/sceneggiatore/produttore/festival programmer)</div>
<div dir="auto">Chiara Lenzi (comunicazione cinema)</div>
<div dir="auto">Angelica Leo (attrice)</div>
<div dir="auto">Doriana Leondeff (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Alessandro Leone (regista)</div>
<div dir="auto">Bruno Leone (burattinaio)</div>
<div dir="auto">Dario Leone (attore)</div>
<div dir="auto">Ivano Leone (lighting console operator)</div>
<div dir="auto">Beppe Leonetti (montatore)</div>
<div dir="auto">Alessia Lepore (Sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Pierfrancesco Li Donni (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Daniele Lince (regista e sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Luigi Lo Cascio (attore)</div>
<div dir="auto">Tiziana Lo Porto (scrittrice/traduttrice)</div>
<div dir="auto">Ken Loach (regista)</div>
<div dir="auto">Canio Loguercio (musicista)</div>
<div dir="auto">Boris Lojkine (cinéaste)</div>
<div dir="auto">Stefano Lorenzi (sceneggiatore/regista)</div>
<div dir="auto">Annalisa Lori (attrice)</div>
<div dir="auto">Claudio Losavio (attore)</div>
<div dir="auto">Fabiomassimo Lozzi (regista)</div>
<div dir="auto">Loriana Lucarini (montatrice TV)</div>
<div dir="auto">Teresa Lucente (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Daniele Luchetti (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Lucini (regista)</div>
<div dir="auto">Carlo Luglio (regista e sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Caterina Lusena de Sarmiento (costumista)</div>
<div dir="auto">Silvia Luzi (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Luzzi (attrice/regista/autrice)</div>
<div dir="auto">Filippo Macelloni (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Romana Maggiora Vergano (attrice)</div>
<div dir="auto">Giorgio Magliulo (produttore)</div>
<div dir="auto">Andrea Magnani (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Rosa Maietta (regista/montatrice)</div>
<div dir="auto">Irene Maiorino (attrice)</div>
<div dir="auto">Lucia Mascino (attrice)</div>
<div dir="auto">Cristiana Mainardi (produttrice/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Enrico Maisto (documentarista)</div>
<div dir="auto">Marco Malfi Chindemi (produttore)</div>
<div dir="auto">Carolina Mancini (giornalista)</div>
<div dir="auto">Michela Mancusi (avvocato)</div>
<div dir="auto">Gaia Mandara (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Manuele Mandolesi (regista)</div>
<div dir="auto">Pina Mandolfo (scrittrice/regista/sceneggiatrice/operatrice culturale)</div>
<div dir="auto">Luca Mandrile (montatore)</div>
<div dir="auto">Luca Manes (regista/montatore)</div>
<div dir="auto">Simone Manetti (regista)</div>
<div dir="auto">Fiorella Mannoia (cantante/cantautrice)</div>
<div dir="auto">Salvo Manzone (regista documentarista)</div>
<div dir="auto">Erika Manoni (montatrice/docente)</div>
<div dir="auto">Eleonora Marangoni (scrittrice/autrice)</div>
<div dir="auto">Pietro Marcello (regista)</div>
<div dir="auto">Francesca Marciano (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Paolo Marescotti (regista)</div>
<div dir="auto">Salvatore Marfella (critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Pasquale Mari (lighting designer)</div>
<div dir="auto">Tiziano Mariani (attore)</div>
<div dir="auto">Alessandro Marinelli (montatore/regista)</div>
<div dir="auto">Eleonora Marino (documentarista/montatrice)</div>
<div dir="auto">Mario F. Martone (produtore/filmmaker)</div>
<div dir="auto">Mario Martone (regista)</div>
<div dir="auto">Stefano Martone (documentarista)</div>
<div dir="auto">Lucia Mascino (attrice)</div>
<div dir="auto">Anna Masecchia (docente universitaria)</div>
<div dir="auto">Francesco Massarelli (direttore artistico)</div>
<div dir="auto">Luca Mattei (filmmaker/montatore)</div>
<div dir="auto">Monica Maurer (regista)</div>
<div dir="auto">Moira Mazzantini (agente)</div>
<div dir="auto">Francesca Mazzoleni (regista)</div>
<div dir="auto">Rean Mazzone (produttore)</div>
<div dir="auto">Patricia Mazuy (regista)</div>
<div dir="auto">Raffaele Meale (critico/programmer)</div>
<div dir="auto">Barbara Melega (casting director e aiuto regista)</div>
<div dir="auto">Alessio Melia (assistente/operatore camera)</div>
<div dir="auto">Astrid Meloni (attrice)</div>
<div dir="auto">Fabio Meloni (esercente cinematografico)</div>
<div dir="auto">Gaia Siria Meloni (regista/esercente cinematografica)</div>
<div dir="auto">Emanuele Mengotti (regista)</div>
<div dir="auto">Danilo Merafina (regista)</div>
<div dir="auto">Giulia Merenda (regista)</div>
<div dir="auto">Salvatore Mereu (regista/sceneggiatore/produttore)</div>
<div dir="auto">Gaia Merolla (Aiuto operatrice/direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Marco Messina (musicista)</div>
<div dir="auto">Michelangelo Messina (dir. artistico Ischia film festival)</div>
<div dir="auto">Nina Meurisse (attrice)</div>
<div dir="auto">Lorenza Micarelli (programmer/organizzatrice culturale)</div>
<div dir="auto">Giulia Michelini (attrice)</div>
<div dir="auto">Paola Michelini (attrice/autrice)</div>
<div dir="auto">Valerio Mieli (regista)</div>
<div dir="auto">Eva Milella (scrittrice)</div>
<div dir="auto">Giovanni Minerba (attivista/regista/operatore culturale)</div>
<div dir="auto">Michela Minischetti (casting director)</div>
<div dir="auto">Emanuela Minoli (location manager)</div>
<div dir="auto">Giulia Minoli (autrice e attivista)</div>
<div dir="auto">Leonardo Modonutto (regista)</div>
<div dir="auto">Edoardo Moghetti (aiuto regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Andrea Molaioli (regista)</div>
<div dir="auto">Alice Molari (studentessa magistrale)</div>
<div dir="auto">Francesco Montagner (regista)</div>
<div dir="auto">Ruben Monterosso (regista)</div>
<div dir="auto">Mazzino Montinari (critico/selezionatore)</div>
<div dir="auto">Martina Moor (regista)</div>
<div dir="auto">Rita Morais (filmmaker/curatrice)</div>
<div dir="auto">Silvia Morales (montatore del suono)</div>
<div dir="auto">Maura Morales Bergmann (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Andrea Morandi (giornalista)</div>
<div dir="auto">Laura Morante (attrice)</div>
<div dir="auto">Francesco Morosini (fonico presa diretta)</div>
<div dir="auto">Daniela Morozzi (attrice/regista)</div>
<div dir="auto">Mariagrazia (Marzia) Morrone (montatrice)</div>
<div dir="auto">Jonas Davì Moruzzi (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Nicola Moruzzi (autore/montatore)</div>
<div dir="auto">Matteo Mossi (montatore cinematografico)</div>
<div dir="auto">Motta (cantautore/compositore)</div>
<div dir="auto">Gabriele Muccino (regista)</div>
<div dir="auto">Andrea Mura (regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Alice Murgia (regista)</div>
<div dir="auto">Laura Muscardin (regista)</div>
<div dir="auto">Lino Musella (attore)</div>
<div dir="auto">Stefano Mutolo (produttore)</div>
<div dir="auto">Flavio Nani (regista/producer)</div>
<div dir="auto">Chiara Nano (documentarista)</div>
<div dir="auto">Nadine Naous (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Francesco Napolitano (ex direttore mediateca civica)</div>
<div dir="auto">Pasquale Napolitano (filmmaker/docente di cinematografia)</div>
<div dir="auto">Arab Nasser (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Tarzan Nasser (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Anna Negri (regista)</div>
<div dir="auto">Andrea Negroni (insegnante di lettere/regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Giorgio Neri (regista)</div>
<div dir="auto">Susanna Nicchiarelli (regista)</div>
<div dir="auto">Francesca Nigro (programmer/operatrice culturale)</div>
<div dir="auto">Arianna Ninchi (attrice)</div>
<div dir="auto">Nazareno Manuel Nicoletti (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Marit Nissen (attrice)</div>
<div dir="auto">Stella Novari (attrice)</div>
<div dir="auto">Angela Nurelli (regista)</div>
<div dir="auto">Lisa Nur Sultan (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Alessio Nuzzo (regista)</div>
<div dir="auto">Mario Nuzzo (producer)</div>
<div dir="auto">Michela Occhipinti (regista/attivista)</div>
<div dir="auto">Giulia Odoardi (location manager)</div>
<div dir="auto">Bruno Oliviero (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Carlo Orlando (attore/drammaturgo/regista)</div>
<div dir="auto">Roberto P. Ormanni (compositore/archive producer/uff. stampa)</div>
<div dir="auto">Ferzan Ozpetek (regista)</div>
<div dir="auto">Tra Paci (programmer)</div>
<div dir="auto">Amedeo Pagani (produttore)</div>
<div dir="auto">Rosa Palasciano (attrice/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Bartolomeo Pampaloni (regista)</div>
<div dir="auto">Damiano Panattoni (giornalista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Paniccia (studente regia)</div>
<div dir="auto">Andrea Papini (regista)</div>
<div dir="auto">Martina Parenti (regista)</div>
<div dir="auto">Valentina Parlato (uff. diritti editoriale)</div>
<div dir="auto">Valentina Pascarella (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Giovanna Pasi (giornalista)</div>
<div dir="auto">Mattia Pasquini (giornalista)</div>
<div dir="auto">Andrea Pastor (critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Valentina Pastore (attrice)</div>
<div dir="auto">Gianfilippo Pedote (produttore cinematografico)</div>
<div dir="auto">Giovanni Pellegrini (regista)</div>
<div dir="auto">Valentina Pellitteri (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Sarah Pennacchi (produttrice)</div>
<div dir="auto">Roberto Perpignani (montatore)</div>
<div dir="auto">Paola Peraro (scenografa)</div>
<div dir="auto">Elisabeth Perceval (regista)</div>
<div dir="auto">Nahuel Perez Biscayart (attore)</div>
<div dir="auto">Ilaria Perris (studentessa)</div>
<div dir="auto">Aurélia Petit (attrice)</div>
<div dir="auto">Sandro Petraglia (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Sara Petraglia (sceneggiatrice/regista)</div>
<div dir="auto">Irene Petris</div>
<div dir="auto">Davide Petrosino (regista)</div>
<div dir="auto">Ralitza Petrova (regista)</div>
<div dir="auto">Marco Pettenello (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Stefano Petti (regista/direttore della fotografia)</div>
<div dir="auto">Julie Pfleiderer (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Just Philippot (regista)</div>
<div dir="auto">Marco Armando Piccinini (regista e sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Cristina Piccino (giornalista)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Piccioni (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Maria Chiara Piccolo (montatrice)</div>
<div dir="auto">Valerio Piccolo (cantautore/traduttore/adattatore dialoghista)</div>
<div dir="auto">Valentina Pietrarca (regista)</div>
<div dir="auto">Marco Pigossi (attore/produttore)</div>
<div dir="auto">Pablo Pillaud-Vivien (redacteur en chef)</div>
<div dir="auto">Floriana Pinto (direttrice artistica)</div>
<div dir="auto">Paolo Pisanelli (filmmaker/dir. artistico)</div>
<div dir="auto">Paola Piscitelli (documentarista)</div>
<div dir="auto">Anna Piscopo (regista)</div>
<div dir="auto">Edgardo Pistone (regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Piva (regista)</div>
<div dir="auto">Laura Pizzirani (attrice)</div>
<div dir="auto">Lubna Playoust (attrice)</div>
<div dir="auto">Enrica Polemio (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Francesca Polici (ufficio stampa)</div>
<div dir="auto">Valerio Polici (fotografo)</div>
<div dir="auto">Alessia Polli (responsabile editoriale)</div>
<div dir="auto">Giovanni Pompetti (montatore)</div>
<div dir="auto">Daria Pomponio (critica/docente)</div>
<div dir="auto">Federika Ponnetti (regista/produttrice)</div>
<div dir="auto">Raffaella Pontarelli (produttrice)</div>
<div dir="auto">Benedetta Porcaroli (attrice)</div>
<div dir="auto">Paola Potena (gallerista)</div>
<div dir="auto">Marco Pozzi (regista)</div>
<div dir="auto">Martina Pozzo (produzione cinematografica)</div>
<div dir="auto">Viola Prestieri (produttrice)</div>
<div dir="auto">Carlo Prevosti (regista documentarista)</div>
<div dir="auto">Anna Piscopo (regista/attrice)</div>
<div dir="auto">Edoardo Purgatori (attore)</div>
<div dir="auto">Marco Simon Puccioni (regista)</div>
<div dir="auto">Edoardo Purgatori (attore)</div>
<div dir="auto">Costanza Quatriglio (regista)</div>
<div dir="auto">Matteo Quinzi (attore)</div>
<div dir="auto">Olivier Rabourdin (attore)</div>
<div dir="auto">Sebastiano Raimondo (docente fotografia)</div>
<div dir="auto">Cristina Rajola (producer)</div>
<div dir="auto">Alessandro Rak (Regista di Cinema d&#8217;Animazione)</div>
<div dir="auto">Maria Laura Ramello (giornalista)</div>
<div dir="auto">Monica Rametta (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Paola Randi (regista e sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Luca Ranzato (operatore mdp)</div>
<div dir="auto">Marco Ravera (blogger/rubricista)</div>
<div dir="auto">Desideria Rayner (montatrice)</div>
<div dir="auto">Lorenzo Renzi (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Parsifal Reparato (regista)</div>
<div dir="auto">Monica Repetto (regista)</div>
<div dir="auto">Luca Ricciardi (producer/operatore culturale)</div>
<div dir="auto">Daniele Riva (regista)</div>
<div dir="auto">Anita Rivaroli (sceneggiatrice/regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Rocca (regista/autore)</div>
<div dir="auto">Rinaldo Rocco (attore/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Alice Roffimengo (montatrice)</div>
<div dir="auto">Nicoletta Romeo (direttrice Trieste film festival)</div>
<div dir="auto">Alba Rohrwacher (attrice)</div>
<div dir="auto">Alice Rohrwacher (regista)</div>
<div dir="auto">Patrizia Roletti (professionista audiovisivo)</div>
<div dir="auto">Barbara Ronchi (attrice)</div>
<div dir="auto">Marisella Rossetti (direttrice artistica festival)</div>
<div dir="auto">Alessandro Rossi (regista)</div>
<div dir="auto">Giovanni Rossi (biologo/scrittore)</div>
<div dir="auto">Simone Rossi (critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Maria Roveran (attrice/cantautrice)</div>
<div dir="auto">Chiara Russo (montatrice)</div>
<div dir="auto">Francesco Russo (regista)</div>
<div dir="auto">Carlo Maria Ruta (attore)</div>
<div dir="auto">Robbie Ryan (DoP , BSC ISC)</div>
<div dir="auto">Pilar Saavedra Perrotta (produttrice)</div>
<div dir="auto">Marco Saitta (sound designer)</div>
<div dir="auto">Daniela Salernitano (costumista)</div>
<div dir="auto">Céline Sallette (attrice)</div>
<div dir="auto">Caterina Salvadori (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Paola Sambo (attrice)</div>
<div dir="auto">Isabella Sandri (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Sandrone (project officer)</div>
<div dir="auto">Maya Sansa (attrice)</div>
<div dir="auto">Alberto Sansone (Filmmaker)</div>
<div dir="auto">Salvatore Sansone (attore e sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Manuela Santacatterina (giornalista)</div>
<div dir="auto">Claudio Santamaria (attore)</div>
<div dir="auto">David Santangelo (truccatore)</div>
<div dir="auto">Valia Santella (sceneggiatrice/regista)</div>
<div dir="auto">Teresa Saponangelo (attrice)</div>
<div dir="auto">Enzo Saponara (attore)</div>
<div dir="auto">Stefano Sardo (sceneggiatore/regista/produttore)</div>
<div dir="auto">Lunetta Savino (attrice)</div>
<div dir="auto">Federico Savonitto (regista)</div>
<div dir="auto">Massimo Sbaraccani (regista)</div>
<div dir="auto">Fabio Scacchioli (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Pegah Scaglione (attrice)</div>
<div dir="auto">Ciro Scala (produttore)</div>
<div dir="auto">Greta Scarano (attrice/regista)</div>
<div dir="auto">Daria Scarpitta (resp. operativa Villammare FilmFest)</div>
<div dir="auto">Raquel Schefer (film scholar/curator)</div>
<div dir="auto">Céline Sciamma (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Fausto Maria Sciarappa (attore)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Sciarra (regista)</div>
<div dir="auto">Alessandro Scippa (regista)</div>
<div dir="auto">Silvia Scola (autrice/documentarista)</div>
<div dir="auto">Marco Scotuzzi (regista)</div>
<div dir="auto">Bruno Senese (presidente Zezi Gruppo Operaio ‘74)</div>
<div dir="auto">Davide Serino (sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Pietro Sermonti (attore)</div>
<div dir="auto">Marco Serpenti (regista)</div>
<div dir="auto">Peppe Servillo (cantante/attore)</div>
<div dir="auto">Toni Servillo (attore)</div>
<div dir="auto">Paolo Sideri (produttore)</div>
<div dir="auto">Roberto Silvestri (giornalista/critico cinematografico)</div>
<div dir="auto">Gaia Silvestrini (produttrice teatrale)</div>
<div dir="auto">Claire Simon (regista/sceneggiatrice/attrice)</div>
<div dir="auto">Eyal Sivan (regista)</div>
<div dir="auto">Ala Eddine Slim (regista)</div>
<div dir="auto">Anna Soggiu (Assistente al montaggio)</div>
<div dir="auto">Giorgia Soi (regista)</div>
<div dir="auto">Silvio Soldini (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Nicola Sorcinelli (regista)</div>
<div dir="auto">Edoardo Sorgente (attore)</div>
<div dir="auto">Carola Spadoni (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Spata (attore)</div>
<div dir="auto">Antonella Spatti (regista)</div>
<div dir="auto">Fabrizio Spera (musicista)</div>
<div dir="auto">Laetitia Spigarelli (attrice/regista)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Squillaci (regista/produttore/VFX supervisor)</div>
<div dir="auto">Monica Lisa Stambrini (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Natale Stefani (attore)</div>
<div dir="auto">Antonia Stelitano (autrice documentari)</div>
<div dir="auto">Ana Isabel Strindberg (cinema programmer)</div>
<div dir="auto">Paolo Strippoli (regista)</div>
<div dir="auto">Teona Strugar Mitevska (regista/sceneggiatrice/produttrice)</div>
<div dir="auto">Valentina Summa (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Naomi Talanga (dipendente cinema)</div>
<div dir="auto">Silvana Tamma (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Silvia Tarquini (editore)</div>
<div dir="auto">Fiorenza Tessari (attrice)</div>
<div dir="auto">Alessandro Tiberi (attore)</div>
<div dir="auto">Roland Timsit (attore/regista)</div>
<div dir="auto">Irene Tomio</div>
<div dir="auto">Carla Esperanza Tommasini (music producer/supervisor)</div>
<div dir="auto">Aessandro Tonda (regista)</div>
<div dir="auto">Raffaella Toni (costumista)</div>
<div dir="auto">Massimo Torre (scrittore/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Ludovica Tortora De Falco (regista/produttrice)</div>
<div dir="auto">Camilla Toschi (direttrice festival)</div>
<div dir="auto">Vincenzo Tosetto (attore)</div>
<div dir="auto">Nadia Trevisan (produttrice)</div>
<div dir="auto">Massimo Tria (critico cinematografico/docente universitario)</div>
<div dir="auto">Jasmine Trinca (attrice)</div>
<div dir="auto">Chiara Tripaldi (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Armando Trivellini (regista)</div>
<div dir="auto">Martin Tronquart (scenografo)</div>
<div dir="auto">Toni Trupia (regista/sceneggiatore)</div>
<div dir="auto">Adele Tulli (regista)</div>
<div dir="auto">Paola Turci (cantante)</div>
<div dir="auto">Francesca Turrini (attrice/performer)</div>
<div dir="auto">Gabriele Tutino (ass. montaggio)</div>
<div dir="auto">Vera Usai (ufficio stampa)</div>
<div dir="auto">V* (drammaturgә\attivista *formerly Eve Ensler)</div>
<div dir="auto">Tommaso Valente (regista)</div>
<div dir="auto">Ludovic Van Pachterbeke (ingegnere del suono)</div>
<div dir="auto">Giuseppe Varlotta (regista/docente)</div>
<div dir="auto">Ines Vasiljevic (produttrice)</div>
<div dir="auto">Irene Vecchio (montatice)</div>
<div dir="auto">Irma Vecchio (direttrice della fotografia)</div>
<div dir="auto">Piero Verani (operatore culturale)</div>
<div dir="auto">Audrey Vernon (attrice)</div>
<div dir="auto">Yile Yara Vianello (attrice)</div>
<div dir="auto">Giorgio Viaro (giornalista)</div>
<div dir="auto">Daniele Vicari (regista)</div>
<div dir="auto">Giorgia Villa (montatrice)</div>
<div dir="auto">Irene Villa (attrice)</div>
<div dir="auto">Anna Vinci (scrittrice)</div>
<div dir="auto">Vincenzo Vita (giornalista)</div>
<div dir="auto">Marina Vitale (prof. ord. anglistica)</div>
<div dir="auto">Irene von Dorigotti (antropologa)</div>
<div dir="auto">Margarethe von Trotta (regista)</div>
<div dir="auto">Roger Waters (musicista/attivista)</div>
<div dir="auto">Jessica Woodworth (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Maud Wyler (attrice)</div>
<div dir="auto">Katharina Wyss (regista)</div>
<div dir="auto">Blu Yoshimi (attrice)</div>
<div dir="auto">Gianluca Zaccaria (attore)</div>
<div dir="auto">Silvia Zacchi (filmmaker)</div>
<div dir="auto">Massimo Zambiasi (regista)</div>
<div dir="auto">Annarita Zambrano (regista/sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Chiara Zanini (uff. stampa)</div>
<div dir="auto">Francesca Romana Zanni (sceneggiatrice/regista)</div>
<div dir="auto">Elisa Zanotto (attrice)</div>
<div dir="auto">Marta Zappacosta (programmazione cinema/eventi)</div>
<div dir="auto">Sara Zavarise (montatrice)</div>
<div dir="auto">Letizia Zatti (regista)</div>
<div dir="auto">Zelia Zbogar (sceneggiatrice)</div>
<div dir="auto">Hakim Zejjari (giornalista)</div>
<div dir="auto">Beatrice Zerbini (scrittrice/autrice)</div>
<div dir="auto">Andrea Zuliani (regista/aiuto regista)</div>
<div dir="auto">Valeria Zurlo (performer circo contemporaneo)</div>
<div dir="auto">ASSOCIAZIONI/ ENTI / CINEMA / FESTIVAL…:</div>
<div dir="auto">AAMOD &#8211; Archivio Audiovisivo Movimento Operaio</div>
<div dir="auto">AGICI- Asociaione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti</div>
<div dir="auto">ANAC &#8211; Associazioni Nazionale Autori Cinematografici</div>
<div dir="auto">Anteo</div>
<div dir="auto">Archivio Basaglia</div>
<div dir="auto">Arci Movie APS</div>
<div dir="auto">Arci nazionale</div>
<div dir="auto">Artisti <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/hashtag/nobavaglio?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZXJx5i_LZgWRgX-SgzV_VgDGrYHOgMNmK4Rniyv4hFLUHMvm_Lwkw76aOarg5-_QDi7eeWZuBdTkAD5uiGkgjWGUVdVcGqU2_plmM4VSsB6l59RLWW-tlTHAh-lq_2LrDB-iyy3sWsX-BsJrobbLPlFr83hN-Ejh-ZUTeKfw4UQ3w&amp;__tn__=*NK-R">#NoBavaglio</a></div>
<div dir="auto">Artists for Palestine Italia</div>
<div dir="auto">Associazione Articolo21</div>
<div dir="auto">Associazione Film Atelier</div>
<div dir="auto">Casa del Cinema e delle Arti di Acerra aderiamo</div>
<div dir="auto">Chi rom e&#8230;chi no</div>
<div dir="auto">Cinema Mundi Soc. Coop. Onlus</div>
<div dir="auto">Cinema Metropolis (Umbertide)</div>
<div dir="auto">Cinema Postmodernissimo (Perugia)</div>
<div dir="auto">Cinemaniaci Associazione Culturale</div>
<div dir="auto">Circolo Arci Ribalta</div>
<div dir="auto">Collettivo Occhi sulla Palestina</div>
<div dir="auto">EWA European Women’s Audiovisual Network</div>
<div dir="auto">Fuoricinema</div>
<div dir="auto">Il Mio Filippino collective</div>
<div dir="auto">Ischia Film Festival</div>
<div dir="auto">Isola Edipo</div>
<div dir="auto">Lumière &amp; Co.</div>
<div dir="auto">Marano Ragazzi Spot Festival</div>
<div dir="auto">Nuovo Cinema Aquila (Roma)</div>
<div dir="auto">PerSo &#8211; Perugia Social Film Festival</div>
<div dir="auto">Piccola Scuola di Cinema di Tor Pignattara</div>
<div dir="auto">Rete <a tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/hashtag/nobavaglio?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZXJx5i_LZgWRgX-SgzV_VgDGrYHOgMNmK4Rniyv4hFLUHMvm_Lwkw76aOarg5-_QDi7eeWZuBdTkAD5uiGkgjWGUVdVcGqU2_plmM4VSsB6l59RLWW-tlTHAh-lq_2LrDB-iyy3sWsX-BsJrobbLPlFr83hN-Ejh-ZUTeKfw4UQ3w&amp;__tn__=*NK-R">#NOBAVAGLIO</a></div>
<div dir="auto">Ribalta Experimental Film festival</div>
<div dir="auto">Sala Truffaut (Modena)</div>
<div dir="auto">Short Theatre Festival (Roma)</div>
<div dir="auto">Sguardi Altrove Film Festival</div>
<div dir="auto">soQQuadra APS</div>
<div dir="auto">Teatro Ricciardi (Capua)</div>
<div dir="auto">Ucca &#8211; Unione Circoli Cinematografici ARCI</div>
<div dir="auto">UICD- Unione Italiana Casting Directors</div>
<div dir="auto">Unita</div>
<div dir="auto">Villammare Film Festival</div>
<div dir="auto">Voci per la Palestina</div>
<div dir="auto">ZaLab (produzione di film documentari e prodotti culturali)</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div id="_R_l9bclkqv5klilipamH3_"></div>
<div></div>
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		<title>Ricordando Fernanda Pivano</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 22:11:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefano Galieni* «Vuoi sapere se sono stata a letto con Hemingway? No». Iniziò così un’intervista che ancora ricordo con immenso piacere, fatta per Liberazione tanti anni fa, sotto le mura di Castel S. Angelo e di cui non ricordo la data, che sto cercando reperire. Avevo svariati anni di meno e mi ritrovavo davanti ad [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Galieni*</p>
<p>«Vuoi sapere se sono stata a letto con Hemingway? No». Iniziò così un’intervista che ancora ricordo con immenso piacere, fatta per Liberazione tanti anni fa, sotto le mura di Castel S. Angelo e di cui non ricordo la data, che sto cercando reperire. Avevo svariati anni di meno e mi ritrovavo davanti ad una delle intellettuali che più ammiravo e che non avrei mai pensato di poter incontrare, Fernanda (Nanda) Pivano. Ricorre l’anniversario della sua scomparsa, 16 anni fa e provo a ricordare le tracce di quell’incontro. Davanti ad un’enorme bicchiere di Coca Cola, si era accorta perfettamente di quanto mi sentivo intimidito in quell’incontro. Si raccontava con leggerezza, come se fosse stata unicamente una testimone di fatti più grandi di lei e di persone immense nel mondo della letteratura, della poesia, della vita vissuta senza frontiere ad ogni parola mi sembrava di assorbire quell’immensa forza di vivere che aveva portato con le sue traduzioni che andavano ben oltre il lavoro di ricerca delle parole giuste. Nanda amava le persone che aveva, traducendole, portato in Italia. Alcuni non le aveva conosciute per ragioni anagrafiche, come Edgar Lee Master. Chi di noi avrebbe avuto altrimenti il privilegio di crescere l’Antologia di Spoon River. Altri, conosciuti direttamente e con passione, non solo Hemingway, ma Kerouac, Ginsberg, Kerouac, Burroughs, Corso, Ferlinghetti, Miller e Bukowski e tanti altri che o sono stati da lei tradotti o valorizzati, fatti conoscere in Italia. Mi parlò di queste figure mitiche e dalla vita a dir poco complessa, come di persone stupende e pulite, Bukowski che si presentava a casa sua con mazzi di fiori, Corso, morto, pochi anni prima, con la sua disperazione incompresa e la cui tomba è nel cimitero acattolico nei pressi di quelle di Shelley, di Keats e di Gramsci.</p>
<p>“I miei genitori – mi disse – quando arrivavano i giovani dell’alta borghesia piemontese, mi avvisavano di stare attenta e di non farmi mettere le mani addosso mentre quando venivano in casa autori oggi celebrati, spesso vestiti come potevano e con alto tasso alcoolico, mi lasciavano uscire tranquillamente e si fidavano di questo mondo, così fuori dai margini. Mi parlò molto di De Andrè, con cui aveva collaborato per la traduzione di poesie dell’Antologia di Spoon River, per un album straordinario come “Non al denaro né all’amore né al cielo”. Mi ripeteva una frase per cui divenne nota “Non è vero che Fabrizio era il Dylan italiano. È vero il contrario”. E poi i racconti resi vividi di Gregory Corso, in giro per Piazza Navona, troppo ubriaco per tenersi in piedi, del carattere, di Jack Kerouac, intervistato, anche lui visibilmente alticcio, nel 1966 per la Rai (il video è ancora reperibile) e di cui Pivano aveva quasi imposto la pubblicazione di “Sulla strada”, manifesto straordinario della Beat Generation. Si deve anche a questa grande intellettuale e a quello che fu un suo professore, Cesare Pavese, l’arrivo in un Paese provinciale di una ventata di libertà, pacifismo, contrasto al militarismo e all’autoritarismo di cui ancora oggi sentiamo l’esigenza. Allora una parte importante della cultura Usa, dello spot, della musica, si imponeva per una rottura da sinistra con l’establishment bigotto, reazionario e razzista. E chi se le scorda quelle due ore trascorse a sentire parlare di un mondo fantastico, attraverso le sfumature caratteriali, il racconto degli sguardi e delle debolezze, l’anima profondamente libertaria che animava Nanda Pivano stessa. Non era una traduttrice, figura preziosa, era una delle persone che in quel nuovo mondo aveva trovato una propria dimensione e la restituiva a chi intanto iniziava a ribellarsi anche in Italia. Uscì anche un aneddoto – lei nata nel 1917 era ovviamente antifascista – che vide coinvolto suo fratello. Nel 1943, in piena guerra, aveva stipulato un contratto con Einaudi per la traduzione di Addio alle armi, di Hemingway, odiato da Mussolini sin dall’inizio del regime. In quel periodo era stato Hemingway ad intervistare il futuro duce che aveva definito “un enorme bluff”. Il contratto però era stato firmato dal fratello di Nanda, Franco che venne per tale ragione arrestato da un comando delle SS e portato in caserma a Torino. Ovviamente la sorella si recò per rivendicare di essere lei la traduttrice. Lui venne liberato, lei tratta in arresto lungamente interrogata. La salvò forse il fatto di provenire da famiglia altolocata. Quel libro era infatti un concentrato di antimilitarismo che, a detta del regime offendeva l’esercito italiano per come raccontava la disfatta di Caporetto. E parlava di queste storie come se fossero sciocchezze di gioventù dovute all’incoscienza, dei grandi autori incontrati, tradotti e portati da noi, come di amici con cui si condivide una bevuta. Le feci leggere, prima di farla pubblicare, la sintesi dell’intervista che copriva un intera pagina di Liberazione. Il commento fu sintetico “Mi piace. Non sembra fatto da un giornalista”</p>
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		<title>Teatro Verdi: una nomina che sa di nepotismo e opacità</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 17:46:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia la recente nomina nel Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste del figlio dell’onorevole Sandra Savino, esponente di Forza Italia, attualmente sottosegretaria al Ministero dell’Economia e contestualmente assessora ai Servizi generali del Comune di Trieste. Questa nomina lascia spazio a legittimi interrogativi, sia sul [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia la recente nomina nel Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste del figlio dell’onorevole Sandra Savino, esponente di Forza Italia, attualmente sottosegretaria al Ministero dell’Economia e contestualmente assessora ai Servizi generali del Comune di Trieste. Questa nomina lascia spazio a legittimi interrogativi, sia sul piano etico che istituzionale. La designazione del figlio di una figura politica nazionale e locale in un ente culturale di grande rilievo rappresenta un caso evidente di commistione tra potere politico e interessi personali. Non ci risultano né selezioni pubbliche né avvisi trasparenti che giustifichino tale scelta. Ancor più grave è che tale decisione venga da un’amministrazione in cui la madre dell’interessato svolge un ruolo attivo e influente. Nulla è stato reso noto circa il profilo professionale del nominato, né vi è traccia di competenze artistiche di rilievo in ambito teatrale o istituzionale.</p>
<p>Siamo di fronte all’ennesimo episodio di nomina per contiguità familiare, non certo per comprovata esperienza o autorevolezza nel settore culturale. È inaccettabile che in un’istituzione pubblica si operi con logiche che sembrano più da manuale di clientelismo che da buona amministrazione. Va inoltre sottolineato che il Consiglio di indirizzo del Teatro Verdi si distingue in negativo a livello nazionale: è infatti uno dei pochi, se non l’unico tra i teatri lirici italiani, a non includere nemmeno una donna al suo interno. Una grave mancanza di rappresentanza di genere che smentisce ogni impegno verso l’equità e le pari opportunità. Un tempo, il CdA del Teatro Verdi era animato da figure di alto profilo, come sovrintendenti, direttori artistici e professionisti della cultura, persone che vantavano una lunga e trasparente esperienza nel mondo dello spettacolo e della gestione culturale. Oggi ci troviamo invece davanti a un evidente abbassamento del livello di selezione e serietà delle nomine. Quello che emerge da questa vicenda è una dinamica pericolosamente simile a quella di un sistema di potere che premia la fedeltà personale e familiare, piuttosto che la competenza. Un metodo che, a prescindere dalle appartenenze politiche, mina alla base la credibilità delle istituzioni e alimenta la sfiducia dei cittadini.</p>
<p>Il Partito della Rifondazione Comunista chiede: che il sindaco si adoperi immediatamente per l’immediata sospensione della nomina; che ci sia un impegno concreto per il riequilibrio di genere all’interno del CdA del Teatro Verdi; che ci sia un ritorno a criteri di capacità professionale, trasparenza e competenza per tutte le nomine negli enti culturali cittadini. Trieste merita un teatro all’altezza della sua storia, non un palco per le manovre dinastiche del potere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Partito della Rifondazione Comunista-Federazione di Trieste</strong></p>
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		<title>Una borsa di studio per Citto Maselli, partigiano, regista, ma soprattutto, comunista</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 13:51:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefania Brai* Salto tutti i miei ringraziamenti per ringraziare invece i ragazzi che hanno letto quella bellissima lettera al ministro Giuli. Sono le cose per cui Citto ha lottato tutta la vita. E vorrei ringraziare in modo particolare tutti gli allievi e le allieve che hanno voluto partecipare alla borsa di studio e che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong>Stefania Brai*</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Salto tutti i miei ringraziamenti per ringraziare invece i ragazzi che hanno letto quella bellissima lettera al ministro Giuli. Sono le cose per cui Citto ha lottato tutta la vita.</span><br />
<span style="font-size: medium;">E vorrei ringraziare in modo particolare tutti gli allievi e le allieve che hanno voluto partecipare alla borsa di studio e che si sono messi in gioco. Li ringrazio a nome di tutta la Commissione che è rimasta colpita dal livello alto delle vostre opere. Livello alto di regia, di recitazione, di fotografia. Livello alto di tutto. Vi ringraziamo anche per questo. </span><br />
<span style="font-size: medium;">Aggiungo solo poche parole per spiegare perché ho voluto tanto questa borsa di studio e per ricordare Citto con le sue stesse parole. </span><br />
<span style="font-size: medium;">Citto si è diplomato al Centro Sperimentale, ha insegnato al Centro, ha donato tutto il suo archivio (tutta la sua produzione artistica e di politica culturale) al Centro. Basterebbe questo. </span><br />
<span style="font-size: medium;">Ma penso anche sia il modo migliore per ricordare non solo Citto ma anche una generazione che ha fatto grande il cinema italiano. I film di quegli autori non sempre hanno incassato al botteghino, ma hanno fatto conoscere la cultura italiana nel mondo e fanno parte della storia del cinema. La memoria di cosa siamo stati ci aiuta a capire cosa siamo oggi e a scegliere cosa vogliamo essere, oggi e domani.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Citto non ha mai separato la sua militanza politica e culturale dal suo lavoro creativo. È entrato nella Resistenza contro il Fascismo a 14 anni, come responsabile degli studenti medi del Liceo Tasso e subito dopo la Liberazione è entrato nel Partito comunista e si è iscritto a soli 17 anni al Centro. È stato un intellettuale militante tutta la vita, lottando per la libertà creativa, per la riforma delle istituzioni culturali e per liberare la produzione artistica dai meccanismi del mercato. </span><br />
<span style="font-size: medium;">Quando nel 2021 tutta la Biennale gli ha reso omaggio come “un intellettuale, implacabile osservatore della realtà, fulgido esempio di come far coincidere estetica e etica&#8221; Citto disse:</span><br />
<span style="font-size: medium;">“Io sono comunista fin da giovane e lo sono rimasto sempre, prima nel Pci poi nel Partito della Rifondazione comunista. E di questo sono molto orgoglioso. Con questo riconoscimento che ricevo oggi a 90 anni vuol dire che ho in qualche modo contribuito, seppur in minima parte, anche con la mia arte, al cambiamento di questa società che è piena di ingiustizie e sofferenze (&#8230;) Sono dell&#8217;idea che non solo questa società debba essere cambiata ma che l&#8217;arte ha una responsabilità e una possibilità in più in questo processo di cambiamento, per contribuire a creare una coscienza generale. Anche con  l&#8217;arte si può cambiare il mondo. … </span><br />
<span style="font-size: medium;">Voglio dedicare questo omaggio a una figura straordinaria del cinema italiano. Il suo nome è Luchino Visconti, di cui ho avuto l&#8217;onore di essere stato amico e assistente alla regia. Visconti mi ha insegnato la responsabilità umana e sociale, che poi è anche politica, che abbiamo quando si fa un film. Visconti ci ha trasmesso questa lezione e io ho cercato di metterla in pratica da comunista&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Credo che la lezione di Visconti sia oggi valida più che mai e questa borsa di studio può servire a ricordarla.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">*Resp Cultura, Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea </span></p>
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		<title>Intervista ad Ivano Angelo Monti, eclettico e originale compositore: “Unisco musica e tecnologia per parlare di nonviolenza”</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 21:56:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pace e internazionalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[  di LAURA TUSSI Il cantautore milanese si ispira all&#8217;intelligenza artificiale e al pensiero meditativo per parlare attraverso note e versi dei grandi temi del nostro tempo, primo fra tutti quello della pace. Milano, Lombardia - Ivano Angelo Monti è cresciuto con un bagaglio familiare incentrato su due discipline: la musica e la tecnologia, in particolare quella [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>di <a href="https://www.italiachecambia.org/author/laura-tussi/"><b>LAURA TUSSI</b></a></p>
<p>Il cantautore milanese si ispira all&#8217;intelligenza artificiale e al pensiero meditativo per parlare attraverso note e versi dei grandi temi del nostro tempo, primo fra tutti quello della pace.</p>
<p><a href="https://www.italiachecambia.org/territori/lombardia/milano/"><b>Milano</b></a>, <a href="https://www.italiachecambia.org/territori/lombardia/"><b>Lombardia</b></a> - Ivano Angelo Monti è cresciuto con un bagaglio familiare incentrato su due discipline: la musica e la tecnologia, in particolare quella informatica. Sembra quindi quasi naturale che nella sua attività questi due mondi si siano legati, unitamente alla volontà di lanciare messaggi cruciali sul mondo in cui viviamo. Molti infatti lo chiamano Ajña, un nome sanscrito che significa “colui che vede al di là della cosa ovvia”. La sua vita è sempre stata un intreccio di esperienze profonde e riflessioni, con l’arte come compagna fedele.</p>
<p><strong>Parlaci di te e di come ti sei avvicinato a un modo insolito di creare musica con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Sono Ivano Angelo Monti, ma per molti sono anche Ajña, un nome sanscrito che significa “colui che vede al di là della cosa ovvia”. La mia vita è sempre stata un intreccio di esperienze profonde e riflessioni, con l&#8217;arte come compagna fedele.</p>
<p><b>La musica è davvero la guida e la musa ispiratrice per la tua famiglia?</b></p>
<p>Sono cresciuto con tre fratelli, ognuno con le sue complessità. Il primo, forse il più equilibrato, è un amante della musica che oggi suona e canta per le strade. Io, il secondo, mi sono sempre sentito diverso, a tratti strano, trovando nella musica e nella tecnologia digitale un canale per esprimermi, grazie anche alla mia formazione informatica. L&#8217;ultimo, un bravo ragazzo con piccole paranoie sul paranormale, ci ha lasciati un anno fa per complicanze di salute.</p>
<p><b>Hai avuto una vita e una infanzia difficile in seguito all&#8217;abbandono di tuo padre. Ma la musica è un autentico riscatto per te</b></p>
<p>Entrambi io e mio fratello maggiore condividiamo un piccolo bagaglio musicale, probabilmente ereditato dalle difficoltà della strada in cui ci siamo ritrovati dopo l&#8217;abbandono di nostro padre. Questo lasciò mia madre a badare a tutta la famiglia senza alcun aiuto economico. La musica è stata il nostro rifugio e la nostra passione: Beatles, Rolling Stones, Uriah Heep, Led Zeppelin, The Doors, Jim Morrison, Van Halen, AC/DC, Queen, Santana e tanti altri riempivano le nostre giornate. Tanto che finii per lavorare nella discoteca rock più gettonata d&#8217;Europa, l&#8217;Odissea 2001.</p>
<p><strong>Perché scrivi musica e che strumenti impieghi?</strong></p>
<p>Io personalmente sono sempre stato un curioso della tecnologia, affascinato dal suo potenziale. Quando lavoravo all’Odissea 2001, a Milano, ero tecnico del suono e, sebbene mi proponessero di lavorare per i concerti, rifiutai per non rinunciare alla mia libertà di movimento e decisione.</p>
<p><b>La tecnologia, con computer ed elettronica, ti attirava al punto da spingerti a diventare informatico, con un particolare interesse per la parte creativa delle interfacce grafiche per app di ogni genere</b></p>
<p>Quando ho scoperto l’Intelligenza Artificiale, ho voluto subito farne parte, specialmente nella creazione musicale, perché mi permetteva di esprimermi senza dover dipendere da altri, creando un modo unico per raccontarmi.</p>
<p><b>Ogni canzone è scritta da te: ogni tema, ogni storia.</b> <b>Come?</b></p>
<p>Molto spesso prendo ispirazione dai racconti di altre persone, che trasformo in musica, o rispondo a temi che leggo sui social, come mancanze di affetto o d’amore. Nella mia musica cerco di aprire il pensiero meditativo, offrendo una riflessione profonda e uno spazio per sentire davvero.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi temi più importanti?</strong></p>
<p>I miei testi affrontano una vasta gamma di temi, dalla profondità dell’animo umano alla giustizia sociale. Scrivo di amore, solitudine, speranza e ricordi, ma anche di problemi concreti come la superficialità dei social media, il rispetto per chi rischia la vita per gli altri e la lotta contro le disuguaglianze. Ogni brano nasce da un bisogno di comunicare qualcosa di autentico, di far riflettere o semplicemente di emozionare.</p>
<p><strong>La musica per te è fonte di riscatto e creatività e voglia di vivere in questo mondo terrificante.</strong></p>
<p><strong>Quale obiettivo ti proponi?</strong></p>
<p>Mi piace espandere il mio progetto di <a href="https://www.youtube.com/channel/UCS4OIcwNYLRMWVAhz4xsJ6A" target="_blank"><b>Poche note possono bastare</b></a> e trovare molte altre persone come me per portare avanti insieme il messaggio. Voglio creare un contenitore unico dove ognuno possa pubblicare la propria musica, rendendoci più forti e rompendo gli schemi imposti dalla società odierna. Un altro aspetto del mio progetto è scrivere musica su richiesta per chi non è capace di farlo, ma desidera urlare le proprie parole o pensieri.</p>
<p><b>Quali sono i principali canali di diffusione musicale delle tue bellissime creazioni sonore e canore?</b></p>
<p>Con il canale già presente su <a href="https://open.spotify.com/intl-it/artist/5Zh5h7EXCeSwsLOdYvKt2M" target="_blank"><b>Spotify</b></a>, Tidal, Deezer, YouTube e molte altre piattaforme, il mio obiettivo è consolidarlo e trasformare le vendite in un piccolo profitto per tutti gli autori coinvolti. È un progetto difficile, ma possibile se ci uniamo.</p>
<p><strong>Perché hai scelto la musica come strumento e tramite di attivismo?</strong></p>
<p>La musica è il mio attivismo. Credo che una canzone possa raggiungere il cuore delle persone più di mille discorsi. Certo, rispetto chi sceglie altre strade, ma per me l’arte è il mezzo più potente per ispirare cambiamento e riflessione. Una melodia, un verso, possono abbattere barriere e unire ciò che sembra diviso.</p>
<p><b>Quali sono i tuoi progetti per un prossimo futuro?</b></p>
<p>Per il 2025 ho in mente un progetto ambizioso: un canale musicale universale dove convergano brani moderni in arte Trap/Rap, Rock di ogni genere, Celtica, Folk, Hypnagogic Shoegaze e Lirica Pura. Voglio creare un contenitore per cantastorie che portino la voce della gente, valorizzino la lingua italiana ed esplorino una fusione tra musica e temi contemporanei e storici.</p>
<p><b>Il tuo</b> <b>obiettivo è realizzare dunque qualcosa di innovativo e unico, forse meno commerciale ma profondamente moderno. Attualmente è più che mai necessario con la povertà e miseria creativa e intellettuale che viviamo anche nel settore della musica</b></p>
<p>Questo progetto rappresenta per me una sfida, un modo per fare attivismo, sfruttando tutte le opportunità tecnologiche per raggiungere luoghi e persone dove prima era impossibile arrivare. È anche un sogno: portare la musica verso nuovi orizzonti, uniti come al fronte di una battaglia per la libertà, la pace, la giustizia sociale.</p>
<p><b>Credi profondamente che poche note possano bastare per cambiare una giornata, per risvegliare emozioni e per raccontare una storia?</b></p>
<p>La mia missione è continuare a cercare quelle note, quei testi e quelle armonie che possano fare la differenza nella vita delle persone. E il viaggio è appena cominciato.</p>
<p><b>Una Sinergia per la Nonviolenza </b></p>
<p>La musica ha sempre rappresentato un potente veicolo per trasmettere messaggi di pace e riflessione sociale. In questo contesto, nasce una collaborazione innovativa tra l&#8217;artista musicale Ivano Angelo Monti e gli attivisti per la pace Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.</p>
<p>&#8220;Con Fabrizio Cracolici abbiamo ideato e scritto i testi di queste canzoni di Pace, a partire dai nostri articoli di denuncia contro la guerra,  insieme al compositore Ivano Angelo Monti che le ha messe in musica tramite l&#8217;Intelligenza Artificiale&#8221;.</p>
<p>Questo sodalizio mira a fondere parole e musica per sensibilizzare il pubblico su temi contemporanei di grande rilevanza, creando un nuovo segmento musicale all&#8217;interno del progetto &#8220;Poche Note Possono Bastare&#8221;.</p>
<p><b>Ivano Angelo Monti e &#8220;Poche Note Possono Bastare&#8221; </b></p>
<p>Ivano Angelo Monti, artista milanese, ha dedicato la sua vita scrivendo musica come mezzo di espressione personale e sociale. Il suo progetto &#8220;Poche Note Possono Bastare&#8221; si distingue per la capacità di affrontare temi profondi e attuali attraverso composizioni che spaziano tra vari generi musicali, mantenendo sempre un forte legame con l&#8217;emotività e la riflessione. Le sue creazioni sono disponibili su piattaforme come Spotify, Tidal, Deezer e molte altre.</p>
<p><a href="https://open.spotify.com/intl-it/artist/5Zh5h7EXCeSwsLOdYvKt2M" target="_blank">https://open.spotify.com/intl-it/artist/5Zh5h7EXCeSwsLOdYvKt2M</a></p>
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		<title>Theandric, il Teatro Nonviolento dove l’arte diventa veicolo di pace e trasformazione comunitaria</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 15:20:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[di LAURA TUSSI Il teatro non è solo un’arte, ma può diventare uno strumento di trasformazione sociale, un mezzo per educare, sensibilizzare e costruire comunità. Theandric lo fa ispirandosi ai principi della nonviolenza. Cagliari - Theandric Teatro Nonviolento nasce con la missione di creare un teatro che oltrepassando la semplice rappresentazione artistica sia veicolo di riflessione e cambiamento, mettendo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>di <a href="https://www.italiachecambia.org/author/laura-tussi/"><b>LAURA TUSSI</b></a></p>
<p>Il teatro non è solo un’arte, ma può diventare uno strumento di trasformazione sociale, un mezzo per educare, sensibilizzare e costruire comunità. Theandric lo fa ispirandosi ai principi della nonviolenza.</p>
<p><a href="https://www.italiachecambia.org/sardegna/cagliari"><b>Cagliari</b></a> - <a href="https://www.italiachecambia.org/mappa/theandric-teatro-nonviolento/"><b>Theandric Teatro Nonviolento</b></a> nasce con la missione di creare un teatro che oltrepassando la semplice rappresentazione artistica sia veicolo di riflessione e cambiamento, mettendo al centro la scelta della nonviolenza – quella lotta politica e sociale che rifiuta ogni atto di violenza – come principio etico e poetico. Da un anno la sede è il Teatro Sant’Eulalia, uno spazio che accoglie la ricerca teatrale e permette di costruire una comunità attiva e consapevole, impegnata in una visione trasformativa dell’arte e della vita.</p>
<p>Maria Virginia Siriu, la direttrice di Theandric Teatro Nonviolento, ci racconta questa creazione artistica e teatrale unica nel suo genere, forse anche a livello internazionale. Con uno sguardo che unisce tradizione e innovazione, Siriu ci guida nel cuore del progetto, esplorando come la nonviolenza possa trasformarsi in un linguaggio teatrale capace di parlare al presente, coinvolgendo le persone e proponendo visioni alternative per affrontare i temi della nostra società.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/teatrononviolento.theandric?__cft__%5b0%5d=AZW0ytShSrPo6qELc9exZ4Zzw6CV2MtohWqNzX3PNGHzAjSV0W1SiB2z9hF3EoKXprkSPC2JZGks2RlMIAadZ_paygMAnuSH6CpLesuW1dClOFgcLqBFA935rRUWKKV6Curcm8ntcNU6Ci_8kxGusuU6SQYSgw48D4i_qc0DdURDurHhWi7Paxse5nHFTD_--uc&amp;__tn__=-%5dK-R"><b>Teatro Nonviolento Theandric</b></a> nasce con la missione di creare un <a href="https://www.facebook.com/hashtag/teatro?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZW0ytShSrPo6qELc9exZ4Zzw6CV2MtohWqNzX3PNGHzAjSV0W1SiB2z9hF3EoKXprkSPC2JZGks2RlMIAadZ_paygMAnuSH6CpLesuW1dClOFgcLqBFA935rRUWKKV6Curcm8ntcNU6Ci_8kxGusuU6SQYSgw48D4i_qc0DdURDurHhWi7Paxse5nHFTD_--uc&amp;__tn__=*NK-R"><b>#teatro</b></a> che oltrepassando la semplice rappresentazione artistica sia veicolo di riflessione e <a href="https://www.facebook.com/hashtag/cambiamento?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZW0ytShSrPo6qELc9exZ4Zzw6CV2MtohWqNzX3PNGHzAjSV0W1SiB2z9hF3EoKXprkSPC2JZGks2RlMIAadZ_paygMAnuSH6CpLesuW1dClOFgcLqBFA935rRUWKKV6Curcm8ntcNU6Ci_8kxGusuU6SQYSgw48D4i_qc0DdURDurHhWi7Paxse5nHFTD_--uc&amp;__tn__=*NK-R"><b>#cambiamento</b></a>, mettendo al centro la scelta della <a href="https://www.facebook.com/hashtag/nonviolenza?__eep__=6&amp;__cft__%5b0%5d=AZW0ytShSrPo6qELc9exZ4Zzw6CV2MtohWqNzX3PNGHzAjSV0W1SiB2z9hF3EoKXprkSPC2JZGks2RlMIAadZ_paygMAnuSH6CpLesuW1dClOFgcLqBFA935rRUWKKV6Curcm8ntcNU6Ci_8kxGusuU6SQYSgw48D4i_qc0DdURDurHhWi7Paxse5nHFTD_--uc&amp;__tn__=*NK-R"><b>#nonviolenza</b></a> – quella lotta politica e sociale che rifiuta ogni atto di violenza – come principio etico e poetico.</p>
<p>Da un anno la sede è il Teatro Sant’Eulalia, uno spazio che accoglie la ricerca teatrale e permette di costruire una comunità attiva e consapevole, impegnata in una visione trasformativa dell’arte e della vita.</p>
<p>La direttrice Maria Virginia Siriu ci racconta questa creazione artistica e teatrale unica nel suo genere, forse anche a livello internazionale. Con uno sguardo che unisce tradizione e innovazione, Siriu ci guida nel cuore del progetto, esplorando come la nonviolenza possa trasformarsi in un linguaggio teatrale capace di parlare al presente, coinvolgendo le persone e proponendo visioni alternative per affrontare i temi della nostra società.</p>
<p>Ne parliamo oggi in questo articolo di Laura Tussi</p>
<p>Theandric Teatro Nonviolento nasce con la missione di creare un teatro che, oltrepassando la semplice rappresentazione artistica, sia veicolo di riflessione e cambiamento, mettendo al centro la scelta nonviolenta come principio etico e poetico. Da un anno, la nostra sede è il Teatro Sant&#8217;Eulalia, uno spazio che accoglie la nostra ricerca teatrale e ci permette di costruire una comunità attiva e consapevole, impegnata in una visione trasformativa dell&#8217;arte e della vita. Vogliamo intervistare Maria Virginia Siriu la direttrice di Theandric Teatro Nonviolento per questa creazione artistica e teatrale unica nel suo genere forse anche a livello internazionale. La parola a te Virginia.</p>
<p><b>Perché questa esperienza di Teatro Nonviolento e come nasce?</b></p>
<p>Theandric è una compagnia teatrale costituita da artisti uniti dal desiderio di esplorare le potenzialità del teatro come mezzo di trasformazione sociale. Lavoriamo con il linguaggio teatrale come strumento di educazione alla nonviolenza e alla pace, affrontando temi legati all&#8217;umanità, alla giustizia e alla dignità della persona.</p>
<p><b>Con la rivisitazione della classicità nella sua interezza e complessità lanciate un messaggio nonviolento alla realtà contemporanea. In che modo?</b></p>
<p>Attraverso produzioni originali, sperimentazioni e rivisitazioni di testi classici, costruiamo un teatro che parla al presente, mettendo in scena problematiche contemporanee, raccontando le lotte, i sogni e le speranze delle persone. In questa direzione, abbiamo realizzato numerose produzioni che spaziano dalla drammaturgia originale, creata all&#8217;interno della compagnia, a interpretazioni non convenzionali di opere note, tutte impregnate della nostra visione nonviolenta.</p>
<p><b>Unicità e approccio nonviolento con un messaggio deciso e emblemi di nonviolenza incisivi nei confronti del pubblico e di ogni singolo spettatore e fruitore. Vero?</b></p>
<p>Ciò che rende Theandric unico è l&#8217;impegno costante a costruire un teatro che si basa su valori di nonviolenza e che rifiuta ogni forma di prevaricazione, ingiustizia e disumanizzazione. Il nostro lavoro si fonda su una ricerca continua dei modi in cui la nonviolenza può esprimersi nell’arte scenica e diventare un messaggio incisivo per il pubblico.</p>
<p><b>Un approccio e varie metodologie di rappresentazione basate sull&#8217;unicità di intenti e istanze creative e la valorizzazione delle diversità. In quali modalità?</b></p>
<p>Adottare una visione nonviolenta nel teatro significa porre attenzione non solo ai temi trattati, ma anche ai metodi con cui lavoriamo. Crediamo che la nonviolenza si manifesti in ogni fase del processo creativo, dalle prove alla rappresentazione finale, attraverso il rispetto reciproco e il dialogo, la valorizzazione della diversità all&#8217;interno del gruppo di lavoro e la scelta di contenuti che promuovano la solidarietà e la comprensione tra le persone.</p>
<p><b>Puoi elencare le produzioni più significative della vostra opera artistica?</b></p>
<p>Ogni nostra produzione riflette il nostro impegno per la nonviolenza, rendendo tangibile il nostro messaggio attraverso storie, personaggi e scelte stilistiche che invitano il pubblico a una riflessione profonda. Tra le nostre produzioni:</p>
<p>&#8220;Il piccolo principe&#8221;: In una versione rivisitata e &#8220;depatriarcalizzata,&#8221; quest&#8217;opera classica è reinterpretata per mettere in luce temi di uguaglianza e rispetto tra generi. Con questa produzione, intendiamo offrire una prospettiva moderna e sensibile che affronta le questioni di genere e permette agli spettatori di vedere i personaggi e i rapporti con nuovi occhi.</p>
<p>&#8220;Death Note&#8221;: Una proposta dedicata ai giovani, per avvicinarli al teatro attraverso un cult che esplora interrogativi classici. La liceità della pena di morte, i temi di giustizia e colpa, sono qui rappresentati in una cornice vicina al pubblico giovane, che può rispecchiarsi nei dubbi e nelle sfide morali dei protagonisti. Poniamo lo spettatore di fronte a una riflessione profonda sulla dignità umana e sulle conseguenze delle proprie azioni.</p>
<p>&#8220;La vedova scalza&#8221;: Questa produzione esplora il codice della vendetta barbaricina e l&#8217;identità culturale sarda, affrontando le radici storiche di certi comportamenti e l&#8217;influenza che le tradizioni locali possono avere sul presente. È un viaggio nelle nostre radici, un’occasione per capire come la cultura e le sue narrazioni influenzano l&#8217;identità e le scelte.</p>
<p>&#8220;Duennas&#8221;: In uno spettacolo che unisce musica, film e narrazione in lingua sarda, raccontiamo le vite e le storie di una delle streghe mandate al rogo dall’Inquisizione nel 1500. È un&#8217;opera che celebra la tradizione, portando in scena la lingua e i simboli identitari della Sardegna, intrecciati in un dialogo tra passato e presente.</p>
<p>&#8220;Giovanna d&#8217;Arco&#8221;: Attraverso il personaggio di Giovanna d&#8217;Arco, indaghiamo i temi della guerra e del nucleare, esplorando le conseguenze devastanti della violenza e della distruzione. Con questa rappresentazione, invitiamo alla riflessione sull’impatto della guerra e sull’importanza della pace come scelta di vita e di civiltà.</p>
<p>&#8220;La storia di Azur e Asmar&#8221;: Uno spettacolo che racconta la storia di un incontro tra due culture diverse, celebrando il superamento del pregiudizio e l’importanza del non-giudizio. Azur e Asmar sono simboli dell’unione e della ricchezza che deriva dall&#8217;incontro con l&#8217;altro, un messaggio che risuona particolarmente nell&#8217;attuale contesto sociale.</p>
<p>&#8220;Antigone on Antigone&#8221;: in questo spettacolo l&#8217;eroina sofoclea viene rivisitata in una chiave contemporanea che amplifica il suo messaggio di resistenza e nonviolenza. Questa versione esplora il conflitto tra legge morale e legge statale, mettendo in luce come l’obbedienza a principi etici e la difesa della dignità umana siano spesso in contrasto con l&#8217;autorità costituita. Attraverso una rappresentazione intensa e viscerale, Antigone diventa simbolo universale della lotta pacifica contro l&#8217;oppressione e l’ingiustizia.</p>
<p><b>Il Teatro Sant&#8217;Eulalia come spazio e luogo di incontro e sede di creatività e di impegno sentitamente sociale oltre che artistico. Come viene sperimentato?</b></p>
<p>La nostra attuale sede, il Teatro Sant&#8217;Eulalia, è uno spazio di incontro che ci consente di vivere appieno il nostro progetto artistico e sociale. Qui, non solo creiamo e proviamo i nostri spettacoli, ma offriamo laboratori, incontri e seminari aperti alla comunità, che promuovono una cultura della pace e della collaborazione.</p>
<p><b>In collaborazione con l&#8217;ETFI, il Centro di Arti Performative Contemporanee offrite corsi e laboratori che arricchiscono la vostra proposta, coinvolgendo anche giovani artisti attraverso borse di studio per esperienze in Belgio. Puoi parlarne?</b></p>
<p>Essere in questo teatro storico è per noi fonte di ispirazione, perché rappresenta un luogo di aggregazione, dove ogni rappresentazione diventa un’occasione di crescita personale e collettiva. Ogni evento che organizziamo al Teatro Sant&#8217;Eulalia è pensato per essere uno spazio di condivisione e dialogo, in cui il pubblico possa non solo assistere, ma sentirsi coinvolto attivamente nel messaggio di nonviolenza.</p>
<p><b>L&#8217;impatto della visione di speranza e di ricerca inesausta nella trasformazione. Come?</b></p>
<p>Lavorare nel teatro nonviolento significa investire nella speranza e nella trasformazione. Attraverso il nostro teatro, crediamo di contribuire a un mondo in cui la nonviolenza sia un ideale concreto e praticabile. Ogni spettacolo, seminario e progetto educativo diffonde una visione del mondo in cui il dialogo sostituisce il conflitto, l&#8217;empatia supera la prepotenza, e l&#8217;arte diventa uno strumento per la libertà e l&#8217;integrità umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Berlinguer, la grande ambizione</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 08:32:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stefano Galieni*   “Berlinguer, la grande ambizione” è il titolo del film con cui Andrea Segre ha inaugurato la Festa del cinema di Roma giunta alla XIX edizione. Un titolo giusto? Senza spoilerare e con l’occhio rivolto al presente, chi scrive avrebbe titolato l’ottima opera, “La grande illusione”. Proviamo a spiegare perché. L’Enrico Berlinguer magistralmente [...]]]></description>
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<div><span style="font-size: medium;"><strong>Stefano Galieni*</strong></span></div>
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<p><span style="font-size: medium;">“Berlinguer, la grande ambizione” è il titolo del film con cui Andrea Segre ha inaugurato la Festa del cinema di Roma giunta alla XIX edizione. Un titolo giusto? Senza spoilerare e con l’occhio rivolto al presente, chi scrive avrebbe titolato l’ottima opera, “La grande illusione”. Proviamo a spiegare perché. L’Enrico Berlinguer magistralmente interpretato dall’ottimo Elio Germano, ne esce come un personaggio complesso, un vero segretario di partito – cosa differente dai sedicenti leader che oggi si impongono – capace di ascoltare, di macerare anche nei dubbi, ma di prendere decisioni di importanza storica. Il regista fa una scelta, forse discutibile, ma significativa: il film rievoca il periodo che va dal golpe in Cile (1973), alla morte di Aldo Moro (1978), anni critici, complessi, difficili da semplificare ma che rendono l’idea – non inventando costruzioni a posteriori – di come la possibilità di far divenire forza di governo un partito che restava comunque comunista, era realmente impossibile, appunto un’illusione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La storia di quegli anni è cosa nota ma dimenticata, forse rimossa: l’Italia era in una crisi economica, legata anche a quella energetica, che aveva interrotto la mobilità sociale che si era creata col boom degli anni Sessanta. Il sentore delle minacce golpiste modello Pinochet si facevano già sentire a colpi di stragi, nella parte più oscena e visibile, con la logica della compatibilità e dei sacrifici, nelle pieghe meno visibili. Il PCI stretto nella morsa fra un URSS che non ammetteva deroghe alla propria concezione del socialismo e alle imposizioni NATO che delimitavano e delimitano tuttora la sovranità, prova a convincere e a convincersi, grazie al suo giovane segretario e ad una parte del suo gruppo dirigente, che sia possibile addivenire ad un accordo anche con la parte sana dell’allora Democrazia Cristiana per sbloccare la democrazia. Una strategica politica che all’inizio ha grande successo, nazionale e internazionale, che porta il PCI ad avere 1,7 mln di iscritte/i e a superare il 33% dei consensi elettorali nel 1975. Le grandi città hanno amministrazioni di sinistra, si vince con largo scarto la battaglia contro chi voleva abrogare la legge sul divorzio, il mondo culturale nazionale è pervaso dalla cultura di cui il partito è portatore, quello internazionale prova profonda fascinazione per il sogno eurocomunista. Anche la stampa mondiale sembra subire il fascino di questo partito eretico in cui si rivendica la democrazia e il pluripartitismo, in cui la parola più ricorrente è “dialogo”. E se nel film si racconta, utilizzando anche video di repertorio, il profondo rapporto di connessione sentimentale con la classe di cui il PCI, una connessione critica, in cui affetto per il segretario e timore per le implicazioni che la linea politica scelta comporta, inevitabilmente si assiste ai suoi contraccolpi. Contraccolpi interni, il cambio di ruolo del filosovietico Cossutta è solo un esempio, contraccolpi esterni, perché soprattutto fra i settori giovanili, proletari e sottoproletari, il malcontento comincia a crescere e a divenire forte movimento di contestazione a cui non sono insensibili neanche i figli del Segretario. Ed anche quello che diventerà il terrorismo rosso, che nel film riecheggia, è inquadrato, ad avviso di chi scrive correttamente, come frutto non di complotti esterni ma di un malessere sociale che la ristrutturazione capitalista in atto, ben rappresentata dalla grettezza di Gianni Agnelli, non vuole e non può placare. Lo stesso quadro politico, nazionale e internazionale sono nel film trattati con acume. Se l’attentato subito da Berlinguer in Bulgaria offre già l’idea dell’ostilità che il PCI provoca è il discorso al XXV congresso del PCUS, accolto con gelo, che strappa un sorriso perché mostra un Breznev più vivace di quanto fosse allora, che segna definitivamente una rottura. Forse il film manca di rendere conto di come questa rottura venga poco sopportata dal corpo militante e da parte del gruppo dirigente del partito, ma il racconto è netto e l’utilizzo, pressoché integrale degli interventi politici di Berlinguer, segnano la fine di un’epoca.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un altro segnale in cui il film mostra estremo rigore storiografico è nelle responsabilità dell’intera DC per bloccare ogni possibile avanzamento. Il gioco meschino condotto dal partito di governo è ben rappresentato dai tre volti democristiani, quello apertamente reazionario di Fanfani, quello di chi cerca di ottenere tutto senza offrire nulla di Andreotti, quello di chi, mostrandosi profondamente convinto dell’utilità e della serietà delle proposte del PCI, ritarda in continuazione anche l’incontro con Berlinguer, per giungere infine a proporre di sostenere, o almeno di astenersi ad un governo indigeribile in cui non c’è nessun segnale di discontinuità. Il compromesso storico muore in quei giorni, nel lasso di tempo che intercorre fra l’astensione del PCI a tale compagine e la successiva sfiducia, non a causa, come vuole la vulgata, del rapimento e la morte di Moro. Il sottile filo che c’era per condividere la responsabilità di governo del Paese si era già spezzato e Berlinguer ne è consapevole. La stessa scelta della “fermezza” e del no a qualsiasi trattativa con chi tenne per 55 giorni in ostaggio lo statista democristiano, è raccontata dal Germano / Berlinguer, con sofferenza e dolore.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Elio Germano, che si è mostrato commosso e orgoglioso all’anteprima del film, che sarà nelle sale dal 31 ottobre prossimo, non somiglia fisicamente al grande uomo politico sassarese. Nei due anni di lavorazione per il film ha però puntigliosamente letto i suoi discorsi, guardato i video d’epoca per catturarne la gestualità, si è calato nel personaggio con una potenza evocativa enorme, riuscendo anche a tratteggiare i labili confini fra l’uomo politico e il marito, il padre di famiglia, l’amante del mare, del calcio, delle compagnie giovanili. L’agiografia è inevitabile, difficile oggi trovare una persona disposta a parlar male di “Enrico” anche se allora le critiche erano molte, da destra, spesso nell’ombra, da esponenti politici del suo partito che neanche meritano nell’opera un’apparizione, come da una sinistra che si era illusa di poter modificare democraticamente i rapporti sociali, di abbattere le diseguaglianze e si è ritrovata con la non citata “svolta dell’Eur”. Il film, non esente da limiti – come ha detto il regista, “poteva durare 12 ore e non avrebbe reso il tutto” – costringe a riguardare quegli anni e le scelte operate, rianimando un dibattito politico che oggi sembra spento. Costringe chiunque abbia fatto parte di quella storia a trarne un bilancio in cui invece dei “se” e dei “ma” si deve fare i conti con quello che è accaduto dopo e con quello che accade oggi. In tal senso, se ne consiglia, la visione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">P.S. si consideri questa non una recensione di un film, l&#8217;autore del testo non possiede gli strumenti per poterla scrivere, ma una riflessione storico politica che parte dalla sua visione. </span></p>
<p>*da Transform Italia</p>
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