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	<title>Rifondazione Comunista &#187; Mondo donna</title>
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		<title>Disquilibrio di genere</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 22:14:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Imma Barbarossa La rete femminista DI.RE, che fa parte del movimento Non Una di meno, ha lanciato un appello per il ritiro del disegno di legge n.735,”Norme in materia di affido condiviso,mantenimento diretto e garanzia di bi genitorialità”, presentato dal senatore Pillon e altri. Un appello che va sottoscritto con convinzione, non solo e non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Imma Barbarossa</strong></p>
<p>La rete femminista DI.RE, che fa parte del movimento Non Una di meno, ha lanciato un appello per il ritiro del disegno di legge n.735,”Norme in materia di affido condiviso,mantenimento diretto e garanzia di bi genitorialità”, presentato dal senatore Pillon e altri. Un appello che va sottoscritto con convinzione, non solo e non tanto per una motivata e giustificata (dall’esperienza) diffidenza nei confronti degli esponenti della Lega soprattutto quando dissertano di donne e di famiglia, ma per profonde ragioni di merito. Intanto la violenza contro le donne va nominata come violenza maschile contro le donne, che non è certo una emergenza o un insieme di episodi isolati ma rappresenta un problema strutturale della società patriarcale, in Italia e nel mondo. Una violenza fisica, psichica, sessuale, praticata per strada, nei luoghi di lavoro, in rete, nel ‘sacro’ luogo famigliare, da uomini di ogni ceto sociale, di ogni grado di cultura, da stranieri e nativi, da uomini “normali”, da preti, da bravi padri di famiglia, mariti, compagni. Il disegno di legge, in linea con quanto contenuto nel famigerato ‘contratto di governo, interviene in difesa dell’unità della famiglia e della uguaglianza tra i genitori, imponendo una mediazione obbligatoria in tutte le separazioni, l’affidamento congiunto (contro cui gran parte del movimento femminista a suo tempo espresse forti perplessità), il doppio domicilio per i/le minori, una sorta di mantenimento condiviso per figli e figlie. In linea con le richieste di gran parte dei padri separati, il senatore Pillon sembra ignorare che la maggior parte delle separazioni derivano dalla violenza del coniuge su moglie e figli/e, che l’affidamento di figli e figlie diventa spesso elemento di ricatto e di controllo sulle donne. Inoltre, sulla questione del mantenimento, esiste notoriamente e nella stragrande maggioranza dei casi, un disquilibrio economico tra uomini e donne a favore degli uomini, una differenza nel welfare per le donne, che si dividono tra il lavoro (scarso) e le cure parentali (tante).</p>
<p>Il disegno di legge ignora la pratica concreta delle caserme e dei tribunali, dove è già difficile per le donne dimostrare la violenza subita dal compagno. Inoltre le scarse risorse economiche costringerebbero le donne a rinunciare a una separazione onerosa, a dover mediare obbligatoriamente con i loro tiranni per l’affidamento dei figli, in nome della sacralità della famiglia, che i leghisti vogliono una e ‘tradizionale’ composta di un papà e di una mamma, al di sopra e spesso contro la libertà e l’autonomia delle donne.</p>
<p>Le reti dei centri antiviolenza chiamano a una mobilitazione nazionale il 10 novembre contro questo disegno di legge e, in generale, contro la diffusione di una cultura patriarcale e fascista che trova in questo governo (e in particolare nel ministro leghista della famiglia) un forte supporto culturale, politico, legislativo.</p>
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		<title>Argentina, Camera approva l. aborto, Forenza: «Giornata storica!»</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 18:04:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Argentina, la Camera approva la legge sull&#8217;aborto: FORENZA (GUE/NGL) “Giornata storica. La lotta delle compagne argentine è la nostra lotta”  Bruxelles, 14 giugno 2018; “Eravamo tutte con loro, oggi l’Argentina ha fatto la storia” afferma l’eurodeputata Eleonora Forenza (GUE/NGL), appena di ritorno dal viaggio a Buenos Aires, a seguito dell’approvazione da parte della Camera dei Deputati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Argentina, la Camera approva la legge sull&#8217;aborto: FORENZA (GUE/NGL) “Giornata storica. La lotta delle compagne argentine è la nostra lotta” </b></p>
<div></div>
<div>Bruxelles, 14 giugno 2018; “Eravamo tutte con loro, oggi l’Argentina ha fatto la storia” afferma l’eurodeputata<b> Eleonora Forenza (GUE/NGL)</b>, appena di ritorno dal viaggio a Buenos Aires, a seguito dell’approvazione da parte della Camera dei Deputati argentina della legge che introdurrà il diritto di interruzione volontaria della gravidanza. 131 voti a favore, 123 contrari e una astensione. “Nei giorni scorsi sono stata a Buenos Aires e ho manifestato a fianco delle compagne argentine della «Campagna per il diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito». La loro lotta è la nostra lotta. Dopo l’Irlanda, adesso anche l’Argentina fa un passo enorme verso la libertà e l&#8217;autodeterminazione di tutte.”</div>
<div></div>
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		<title>40 anni di legge 194, Prc: «Abolire obiezione di coscienza e garantire diritti a tutte»</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2018 15:42:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA LEGGE 194 &#8211; PRC: «DIFENDERE LA 194 E ANDARE OLTRE QUELLA GRANDE CONQUISTA DELLE DONNE: ABOLIRE OBIEZIONE DI COSCIENZA E GARANTIRE ACCESSO AI DIRITTI PER TUTTE» Rosa Rinaldi, responsabile Salute di Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea, dichiara: «Sono passati 40 anni dall&#8217;approvazione della legge 194 e ancora oggi in molte realtà è difficile [...]]]></description>
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<div>
<div>COMUNICATO STAMPA</p>
</div>
<p><b>LEGGE 194 &#8211; PRC: «DIFENDERE LA 194 E ANDARE OLTRE QUELLA GRANDE CONQUISTA DELLE DONNE: ABOLIRE OBIEZIONE DI COSCIENZA E GARANTIRE ACCESSO AI DIRITTI PER TUTTE»</b></p>
</div>
<p>Rosa Rinaldi, responsabile Salute di Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea, dichiara:</p>
<p>«Sono passati 40 anni dall&#8217;approvazione della legge 194 e ancora oggi in molte realtà è difficile interrompere la gravidanza nelle strutture pubbliche. L&#8217;obiezione di coscienza raggiunge il 70%  come media nazionale e al Sud ci sono interi reparti in cui quasi la totalità dei medici pratica l&#8217;obiezione. L&#8217;aborto farmacologico, contrariamente al resto d&#8217;Europa, in Italia è accessibile in poche strutture, mentre ci sono dei farmacisti che si dichiarano obiettori anche per la pillola del giorno dopo.<br />
Oggi, con la stessa determinazione con cui tante donne difesero la legge 194 nel 1981, il movimento Non Una di Meno in Italia vuole andare oltre la 194. Chiede l&#8217;abolizione dell&#8217;obiezione di coscienza, la contraccezione d&#8217;emergenza gratuita, l&#8217;accesso gratuito all&#8217;assistenza sanitaria per l&#8217;ivg, la gravidanza e il parto anche per le donne migranti, indipendentemente dalla cittadinanza e i &#8220;documenti&#8221;.<br />
Come PRC condanniamo tutte le manifestazioni razziste e sessiste e sosteniamo pienamente tutte le iniziative delle donne volte ad affermare la libertà e la liberazione dal dominio sessista e patriarcale.</p></div>
<div>Quel dominio di cui è espressione Salvini, che, a proposito di razzismo, fu colui che definì l&#8217;aborto un omicidio: fortunatamente, le leggi non nascono dalla sua propaganda e dal suo tentativo di tenersi buoni i voti dei cattolici».</div>
<div></div>
<p>22 maggio 2018</p>
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		<title>Tanti auguri alla nostra compagna Lidia Menapace</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 13:13:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi la nostra compagna, la partigiana Lidia Menapace, storica comunista e femminista, compie 94 anni. Le facciamo i nostri auguri e la ringraziamo per essere sempre al nostro fianco, sempre dalla parte giusta delle lotte! - COMUNICATO STAMPA «Oggi &#8211; dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista &#8211; compie 94 anni la nostra compagna [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la nostra compagna, la partigiana Lidia Menapace, storica comunista e femminista, compie 94 anni. Le facciamo i nostri auguri e la ringraziamo per essere sempre al nostro fianco, sempre dalla parte giusta delle lotte! </p>
<p>-<br />
COMUNICATO STAMPA</p>
<p>«Oggi &#8211; dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista &#8211; compie 94 anni la nostra compagna Lidia Menapace, partigiana, comunista, femminista, pacifista. Il suo straordinario percorso politico e intellettuale, la sua gioiosa tenacia, sono un esempio per tutte e tutti noi. Crediamo che in un momento storico come questo, nel quale c&#8217;è sempre più bisogno di antifascismo e di una cultura politica che sappia confrontarsi con la complessità, di tolleranza e fedeltà ai principi costituzionali, sarebbe un bellissimo segnale la sua nomina a senatrice a vita. Il Presidente della Repubblica Mattarella ci rifletta».</p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2016/07/lidia-menapace.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-24222" alt="lidia-menapace" src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2016/07/lidia-menapace-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Lo sguardo femminista sul commercio internazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 10:52:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il manifesto &#8211; di Eleonora Forenza - PARLAMENTO EUROPEO. L’uguaglianza di genere arriva in Europa. Il percorso politico dietro l’approvazione a Strasburgo del Rapporto Forenza-Bjork su «Gender equality in Trade agreements» Martedì 13 marzo, nella sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, è stata approvata la Relazione sull’Uguaglianza di genere negli accordi commerciali dell’Unione europea. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>il manifesto</em> &#8211; di Eleonora Forenza -</p>
<p>PARLAMENTO EUROPEO. L’uguaglianza di genere arriva in Europa. Il percorso politico dietro l’approvazione a Strasburgo del Rapporto Forenza-Bjork su «Gender equality in Trade agreements»</p>
<div itemprop="articleBody">
<p>Martedì 13 marzo, nella sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, è stata approvata la Relazione sull’Uguaglianza di genere negli accordi commerciali dell’Unione europea. Come relatrici del testo per le Commissioni Commercio internazionale e Diritti delle donne, io e Malin Björk (entrambe del gruppo GUE/NGL) abbiamo inteso affermare un punto di vista femminista (dunque trasversale a tutte le politiche) anche sulla politica commerciale europea, ponendo la necessità di una radicale inversione di rotta, nella convinzione che da un punto di vista femminista si possa oggi con maggiore forza immaginare una proposta di giustizia sociale per tutte e per tutti: anteponendo la autodeterminazione di donne, uomini, popoli alla logica del profitto, della deregolamentazione che si è fatta regola, del neoliberismo che si è fatto Super-stato nello spazio europeo.</p>
<p><strong>NELL’UE</strong> che ancora stenta a ratificare e ad attuare la Convenzione di Istanbul, molto spesso i diritti umani e la libertà delle donne vengono ridotti a orpelli retorici funzionali allo stesso tempo alla affermazione della logica della deregolamentazione e della competizione attraverso gli accordi commerciali e a nascondere come le stesse politiche commerciali producano un aumento delle disuguaglianze (anche fra donne e uomini) dentro e fuori lo spazio europeo, imponendo de facto un depotenziamento dei diritti umani, dei diritti del lavoro e degli standard ambientali considerati come mere barriere non tariffarie da abbattere.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO</strong> di questa legislatura, uno studio confermava il carattere «gender blind» della politica commerciale europea. E la più grande difficoltà superata con l’approvazione di questo rapporto è stata nel rendere sempre più vincolanti le clausole che impongono il rispetto di quei diritti umani fondamentali che sono i diritti delle donne. Il rapporto prevede, ad esempio, la necessità di inserire un capitolo sulle questioni di genere in ogni trattato commerciale tra UE e Stati terzi, sulla scia del mandato che il Parlamento ha dato nella rinegoziazione dell’accordo Ue-Cile, e allo stesso tempo uno prospettiva «gender sensitive» in ogni fase negoziale (incluse valutazioni di impatto ex ante ed ex post); che i servizi pubblici che garantiscono diritti fondamentali (in primo luogo, il diritto all’acqua, ai servizi sociali, all’educazione, alla formazione, alla salute, inclusa quella sessuale e riproduttiva) siano sottratti alla logica della privatizzazione.</p>
<p><strong>LE MOBILITAZIONI</strong> e le campagne portate avanti in questi anni da reti come la Stop-ttip Italia hanno reso evidente il sempre maggiore impatto delle politiche commerciali sulla vita delle persone, sotto molteplici aspetti: dalla salute alimentare alla produzione agroalimentare, fino alla vera e propria erosione dei processi democratici rappresentata dal sistema di corti arbitrali a tutela esclusiva degli investitori.<br />
Questioni nodali, di cui è difficile trovare traccia nei dibattiti televisivi della scorsa campagna elettorale. Sarebbe interessante, ad esempio, conoscere le intenzioni dei gruppi parlamentari che si insedieranno tra pochi giorni in merito alla ratifica del Ceta (l’accordo di commercio Ue-Canada) da parte dell’Italia.<br />
In realtà, è difficile nominare la distanza tra il dibattito politico mainstream verso le elezioni politiche del 4 marzo e la potenza politica del movimento femminista mondiale Non una di meno che si è manifestata ancora una volta con lo sciopero politico (dal lavoro produttivo e riproduttivo e dalle ruolizzazioni di genere) dello scorso 8 marzo, a partire dalla convocazione argentina.</p>
<p>Basti pensare all’abisso tra la proposta di reddito del M5s e la proposta di reddito di autodeterminazione presente nel Piano femminista contro la violenza maschile e di genere elaborato in Italia da Non una di meno: da un lato, un sistema di workfare, che non solo non intacca, ma rafforza il ricatto dello sfruttamento, incentrato sul «cittadino» (neutro, of course); dall’altro, un reddito incondizionato e di base, che da una posizione femminista, pensa a uno strumento di autodeterminazione per tutte e tutti, avvalendosi di quella capacità «genealogica» delle donne di reclamare reddito per ogni forma di lavoro non riconosciuto e non pagato, a partire dal lavoro di cura.</p>
<p><strong>IL POSIZIONAMENTO</strong> femminista nel presente si afferma come quello più radicalmente in grado di leggere le attuali e sempre più pervasive forme del dominio neoliberista e di estrazione di profitto da ogni dimensione della vita, di evidenziare la contemporaneità fra processi di femminilizzazione del lavoro di tutt@ e la riproduzione di disuguaglianze di genere nel processo produttivo e nella distribuzione del reddito. La prospettiva intersezionale, la nominazione degli intrecci materiali e simbolici fra il dominio di sesso, di classe, di razza rendono oggi il movimento femminista l’antidoto più potente al realismo capitalista (Fisher). Parafrasando un altro volume di cui (giustamente) si dibatte molto, c’è sempre più bisogno di femminismo per inventare il futuro, e di certo, anche per reinventare lo spazio europeo.</p>
<p>*(<em>Parlamentare europea, gruppo GUE/NGL</em>)</p>
</div>
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		<title>Strasburgo, approvato rapporto Forenza-Björk su uguaglianza di genere negli accordi commerciali</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 16:31:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, 13 marzo, è stato approvato dalla plenaria del Parlamento Europeo riunita a Strasburgo il Rapporto sull&#8217;uguaglianza di genere negli accordi commerciali dell&#8217;UE (qui il testo del Report IT), le cui relatrici sono le deputate Eleonora Forenza e Malin Björk (GUE/NGL). «Questo rapporto &#8211; ha dichiarato Eleonora Forenza &#8211; pone la questione di un cambiamento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 13 marzo, è stato approvato dalla plenaria del Parlamento Europeo riunita a Strasburgo il Rapporto sull&#8217;uguaglianza di genere negli accordi commerciali dell&#8217;UE (qui il testo del <a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2018/03/Report-IT.pdf">Report IT), </a>le cui relatrici sono le deputate Eleonora Forenza e Malin Björk (GUE/NGL).</p>
<p>«Questo rapporto &#8211; ha dichiarato Eleonora Forenza &#8211; pone la questione di un cambiamento di rotta nella politica commerciale dell’Ue a partire da un punto di vista femminista. All’inizio di questa legislatura la politica commerciale dell’UE era giustamente definita ‘gender blind’. Ho lavorato per un approccio “gender sensitive” già come relatrice del Rapporto sull&#8217;attuazione delle raccomandazioni 2010 del Parlamento sulle norme sociali e ambientali, i diritti umani e la responsabilità delle imprese approvato a Strasburgo il 5.7.2016. Oggi questo Rapporto sul Gender equality in Trade agreements, cofirmato con Malin Björk, fa un altro passo in questa direzione.<br />
I diritti delle donne sono diritti umani fondamentali e non possono essere considerati mere barriere non tariffarie, come accade invece quando si proteggono più i diritti degli investitori che l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale, i diritti del lavoro, gli standard ambientali.<br />
Il rapporto chiede di inserire un capitolo sulle questioni di genere in ogni trattato commerciale tra UE e Stati terzi; che i servizi pubblici (e quindi, in primo luogo, il diritto all’acqua, ai servizi sociali, all’educazione, alla formazione, alla salute, inclusa quella sessuale e riproduttiva) non siano inseriti nei trattati commerciali; che ci siano valutazioni di impatto sulla vita delle donne ex ante e ex post, e una prospettiva di genere anche in fase di negoziazione; che il rispetto dei diritti delle donne preveda clausole vincolanti e sanzioni, perché la libertà delle donne e l’uguaglianza di genere richiede impegni e cambiamenti concreti, non solo parole».</p>
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		<title>Domani, sabato 10 marzo, a Roma, convegno GUE &#8220;Dopo lo sciopero femminista: lavoro, reddito, autodeterminazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 10:57:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si terrà domani pomeriggio, sabato 10 marzo, a Roma, il convegno promosso dalla GUE dal titolo &#8220;Dopo lo sciopero femminista: lavoro, reddito, autodeterminazione&#8221;. Di seguito la locandina dell&#8217;appuntamento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà domani pomeriggio, sabato 10 marzo, a Roma, il convegno promosso dalla GUE dal titolo &#8220;Dopo lo sciopero femminista: lavoro, reddito, autodeterminazione&#8221;. Di seguito la locandina dell&#8217;appuntamento.</p>
<p><a href="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2018/03/0001.jpg"><img src="http://www.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2018/03/0001-200x300.jpg" alt="0001" width="200" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-33174" /></a></p>
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		<title>8 marzo, comunicato della Sinistra Europea per la Giornata Internazionale della Donna</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2018 11:13:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del Partito della Sinistra Europea sull&#8217;8 Marzo, Giornata Internazionale delle Donne Negli ultimi anni c&#8217;è stato un rilevante aumento delle disparità di genere in Europa e nel mondo, una disuguaglianza che si fa sentire in tutti i settori e non solo non si sono visti passi in avanti, ma c&#8217;è stata purtroppo un&#8217;evidente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa del Partito della Sinistra Europea sull&#8217;8 Marzo, Giornata Internazionale delle Donne</p>
<p>Negli ultimi anni c&#8217;è stato un rilevante aumento delle disparità di genere in Europa e nel mondo, una disuguaglianza che si fa sentire in tutti i settori e non solo non si sono visti passi in avanti, ma c&#8217;è stata purtroppo un&#8217;evidente regressione.<br />
Nel 2017, in particolare, siamo tornati alle percentuali del 2006, con l&#8217;indice globale del divario di genere pari al 68%. Pertanto, il Partito della Sinistra Europea (EL) denuncia ancora una volta con determinazione l&#8217;enorme squilibrio tra le donne e gli uomini nella loro partecipazione politica ed economica, il che non è solo un problema di uguaglianza, ma un problema strutturale della società, in cui il machismo e i sistemi patriarcali capitalisti si diffondono in tutte le aree sociali.<br />
Nel mercato europeo del lavoro, il divario salariale è del 16%. Attualmente, il notevole ricorso al lavoro part-time, l&#8217;instabilità contrattuale e il difficile accesso al mercato del lavoro per le donne più giovani sono solo alcuni dei maggiori problemi affrontati dalle lavoratrici.<br />
I settori e le professioni sono segregati. Inoltre, in quasi tutti i settori, gli uomini vengono più spesso promossi a posizioni dirigenziali. Questa segregazione &#8220;verticale&#8221; spiega una percentuale significativa del divario salariale tra uomini e donne, così come il consolidamento del cosiddetto &#8220;soffitto di vetro&#8221; che limita le donne nel loro lavoro e nella loro progressione professionale.<br />
Alle donne è ancora socialmente imposto di essere pienamente e unicamente responsabili per l&#8217;infanzia e le faccende domestiche. Questo si traduce nella difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare per le donne, un ambito in cui c&#8217;è pochissima regolamentazione e nessuna visibilità.<br />
A causa delle difficoltà che le donne incontrano a questo riguardo, in molti casi le donne sono le uniche a prendere il congedo per la maternità e l&#8217;allattamento e spesso usufruiscono della possibilità di ridurre l&#8217;orario di lavoro per prendersi cura dei propri figli.<br />
In molte occasioni, scelgono posti di lavoro in settori che consentono loro di conciliare la vita familiare con l&#8217;occupazione e in altre occasioni, poiché lo stipendio che ricevono è inferiore a quello degli uomini, decidono di dimettersi dal lavoro, il che solitamente equivale ad uscire definitivamente dal mercato del lavoro.<br />
A causa di queste disparità, le donne sono nuovamente discriminate, poiché la durata della carriera professionale ha un effetto diretto sul divario nelle pensioni.<br />
Nel campo della salute e dei diritti civili, l&#8217;OMS stima che le complicazioni derivanti da aborti non sicuri causano 47.000 decessi ogni anno e rappresentano il 13% del totale delle morti materne nel mondo.<br />
Il diritto all&#8217;aborto è un problema politico. Negare a una donna il suo diritto all&#8217;aborto sta limitando il suo potenziale umano, ed è per questo che questo diritto è stato una delle prime richieste per la liberazione delle donne. La decisione di interrompere una gravidanza indesiderata è la risposta a un problema personale e privato in un determinato momento. Non è una dimostrazione del tuo modo di pensare o delle tue convinzioni.<br />
Per tutto ciò, in quanto Partito della Sinistra europea, chiediamo in materia di lavoro:<br />
- l&#8217;Eliminazione del divario salariale per legge, a livello europeo, come stabilito dal TFUE nel suo articolo 157 e nell&#8217;articolo 4 della direttiva sull&#8217;uguaglianza tra uomini e donne (2006/54 / CE) che stabilisce il principio dell&#8217;uguaglianza salariale: lavoro uguale, salario uguale.<br />
- Una vera battaglia europea contro la segregazione settoriale e professionale. Combattere gli stereotipi e la segregazione nell&#8217;istruzione, nella formazione e nel mercato del lavoro, enfatizzando le pari opportunità e promuovendo l&#8217;accesso delle donne nei settori produttivi che sono occupati da uomini.<br />
- L&#8217;empowerment economico delle donne è urgentemente necessario, attraverso la promozione di politiche incentrate sull&#8217;equilibrio tra vita familiare e vita professionale.<br />
- L&#8217;indipendenza economica, con un&#8217;efficace distribuzione delle faccende domestiche e con Stati che garantiscano i servizi pubblici, la stabilità occupazionale e la parità di retribuzione.<br />
- Un sistema pubblico che garantisca pensioni dignitose per tutti, indipendentemente dallo stato civile o dal lavoro svolto, è essenziale.<br />
Chiediamo l&#8217;aborto depenalizzato e libero senza i limiti delle valutazioni dei casi e delle scadenze legali, che aumentano i rischi per la salute delle donne a causa di procedure senza controllo medico e le disuguaglianzi sociali per quanto riguarda la libera scelta della maternità, così come la salute sessuale e riproduttiva. Chiediamo anche l&#8217;inclusione dell&#8217;istruzione sessuale e della contraccezione in tutti i programmi europei di educazione e salute.<br />
Infine, EL supporta tutte le mobilitazioni dell&#8217;8 marzo: dagli scioperi femministi alle manifestazioni e a tutti gli eventi nei quali si chiede uguaglianza tra donne e uomini, in Europa e nel mondo.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>EL Press Statement on the 8th of March, International women’s day<br />
In recent years there has been a brutal increase in gender inequality in Europe and in the world, an inequality that is felt in all areas and not only is there no progress but there has been an obvious regression.<br />
In 2017, there was an increase of such magnitude that we have gone back to the percentages of 2006, placing the global index of the gender gap at 68%. Therefore, the Party of the European Left (EL) must denounce the enormous imbalance between women and men in their political and economic participation which is not only a problem of equality, but a structural problem, in which machismo and capitalist patriarchal systems spread to all social areas.<br />
In the European labour area, the wage gap is at 16%. Currently, the large amount of part-time work, contract instability or difficult access to the labour market for younger women are some of the biggest problems faced by female workers.<br />
Sectors and professions are segregated. In addition, in almost all sectors, men are more often promoted to management positions. This &#8220;vertical&#8221; segregation explains a significant proportion of the wage gap between men and women, as well as the consolidation of the so-called &#8220;glass ceiling&#8221; which limits women in their labour and professional progression.<br />
Women are still socially established as fully responsible for childcare and housework. This translates into a difficult reconciliation of work and family life for women, an area in which there is very little regulation and no visibility.<br />
Due to the difficulties that women encounter in this regard, in many cases women are the only ones who take maternity and breastfeeding leave and frequently take advantage of the rights to reduce working hours to care for their children.<br />
On many occasions, they decide to take jobs in sectors that allow them to balance family life and on other occasions, due to the fact that the salary remuneration they receive is lower than that of men, they decide to resign from their jobs, which usually separates them from the labour market.<br />
As a result of these inequalities, women are again discriminated against, as the duration of the professional career has a direct effect on the gap in retirement pensions.<br />
In the field of health and civil rights, the WHO estimates that the complications derived from unsafe abortions cause 47,000 deaths annually and represent 13% of the total maternal deaths in the world.<br />
The right to abortion is a political issue. Denying a woman her right to abortion is limiting her human potential, and that is why this right was one of the first demands for women&#8217;s liberation. The decision to terminate an unwanted pregnancy is the response to a personal and private problem at a certain time. It is not a demonstration of your way of thinking or your beliefs.<br />
For all this, as Party of the European Left, we demand in labour issues:<br />
- The elimination of the wage gap by law, in the case of the EU, as established by the TFEU in its article 157 and in article 4 of the recast Directive on equality between men and women (2006/54/EC) which establishes the principle of wage equality: equal work, equal salary.<br />
- A real European battle against the sectoral and professional segregation. Combat stereotypes and segregation in education, training and the labour market, emphasizing equal opportunities and promoting access for women in productive sectors which are filled by men.<br />
- The economic empowerment of women is urgently needed through the promotion of policies focused on the balance between family and professional life.<br />
- Economic independence, with an effective distribution of housework and with States which guarantee public services, job stability and equal pay.<br />
- A public system that guarantees decent pensions for all, regardless of the civil status or the work carried out is essential.<br />
We demand decriminalized and free abortion without the limits of case evaluations and legal deadlines, which increase the risks for the health of women due to procedures without medical control, and the social inequality regarding the free choice of motherhood, as well as sexual and reproductive health. We also demand the inclusion of sex education and contraception into all European education and health programs.<br />
Finally, The EL supports all the mobilizations that are made on March the 8th: feminist strikes, demonstrations, rallies and all the events that call for equality throughout Europe and the world.</p>
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		<title>Viola: «Volevano isolarci, non ce l’hanno fatta»</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 11:19:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[il manifesto - di Daniela Preziosi - La chiusura di Potere al popolo, oggi a Napoli gran finale. Verso un&#8217;organizzazione in ogni caso, quorum o non quorum: «Dopo il 4 andiamo avanti. E se entriamo in parlamento, andiamo avanti lo stesso» «Volevano isolarci, volevano incastrarci nella logica degli opposti estremismi. Eh. E è semplice: non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ilmanifesto.it/viola-volevano-isolarci-non-ce-lhanno-fatta/" target="_blank"><em>il manifesto</em> </a>- di Daniela Preziosi -</p>
<p>La chiusura di Potere al popolo, oggi a Napoli gran finale. Verso un&#8217;organizzazione in ogni caso, quorum o non quorum: «Dopo il 4 andiamo avanti. E se entriamo in parlamento, andiamo avanti lo stesso»</p>
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<p>«Volevano isolarci, volevano incastrarci nella logica degli opposti estremismi. Eh. E è semplice: non ce l’hanno fatta». Viola Carofalo – solo «Viola» per tutti – chiude la campagna di Potere al popolo di Roma. Oggi gran finale a Napoli, capitale morale della lista, piazza Dante. Dopo tanti chilometri ancora scherza: «Ho imparato cose nuove in questo mese: tipo che la priorità per una scuola è fare il presepe, o insegnare ai bimbi ad essere patriottici». È «il capo della forza politica» («capa», dice lei) e la forza è la folla davanti al palco: «compagni e compagne» di sempre, come il vignettista Vauro, il giornalista Lucio Manisco, Sandro Medici, oggi candidato alla regione Lazio, la sua capolista Lisa Canitano, Paolo Petrangeli. Ma anche giovanissimi che postano sui social il selfie con Citto Maselli, «il maestro». Francesca Fornario, autrice satirica e appassionatissima di «Pap» li chiama sul palco.</p>
<p>All’entrata c’è un compagno che volantina per la nazionalizzazione della Banca d’Italia, il palco è un tripudio di rosso, sono rosse anche le lampade a palla da vecchia disco anni 70. Per primi ci salgono quelli del «Brancoro», «branco di voci sciolte», cantano versioni sofisticate delle canzoni delle mondine e dei comunisti (l’Avanti popolo nella versione di Gualtiero Bertelli strappa la lacrima).<br />
Ma il vintage finisce qua. Questa lista della sinistra radicale non assomiglia molto alle sue precedenti edizioni, eppure le sigle sono quelle note: Rifondazione comunista, Eurostop, Pci (ex Pcdi), Sinistra anticapitalista, Democrazia atea. Ma il lievito napoletano dei ragazzi dell’ex Opg-Je so’ pazzo ha fatto la differenza. In tutto. «Non c’è nulla di radicale in quello che diciamo», corregge Viola, «è la normalità. Però ci siamo abituati a tutto. E quindi dire che uno si deve poter curare gratuitamente sembra una proposta radicale».</p>
<p>«Abbiamo fatto la cosa giusta. Una cosa vera. Bella. E per questo sta diventando contagiosa. Il 4 marzo cerchiamo tutti insieme di fare una cosa impossibile. Non fermiamoci», dice Maurizio Acerbo (Prc). Il progetto, spiega Viola, è «dare una bandiera e un’organizzazione a chi lotta ogni giorno». Vasto programma. Ma in tanti prima hanno fallito. «E noi invece dopo il 4 andiamo avanti. E se entriamo in parlamento, andiamo avanti lo stesso»</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Università estiva della Sinistra Europea, 11-15 luglio 2018, a Vienna</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 10:52:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Summer University of EL and transform will take place in Vienna from July 11 to 15, 2018 Under the motto &#8220;A Dialogue for Progress in Europe&#8221; 200 years Karl Marx &#8211; 100 Years End of WWI The premises of this year’s event are on the outskirts of Vienna in a beautiful park with a [...]]]></description>
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<p>The <a href="http://www.european-left.org/summer-university-2018-european-left-party-and-transform-europe-austria" target="_blank">Summer University of EL </a>and transform will take place in Vienna from July 11 to 15, 2018<br />
Under the motto<br />
&#8220;A Dialogue for Progress in Europe&#8221;<br />
200 years Karl Marx &#8211; 100 Years End of WWI</p>
<p>The premises of this year’s event are on the outskirts of Vienna in a beautiful park with a lot of free spaces to organize outdoor discussions as well as social meetings. The whole area will be available for the participants of the SU 2018.</p>
<p>How to get there:<br />
At the same time, the venue is easily reached from the airport and the central train station.<br />
Apart from trains to the different stations and Vienna airport there is additionally within easy reach Bratislava airport just 60 km away with regular shuttle buses to Vienna. Bratislava airport is frequented by low cost airlines.</p>
<p>Accommodation will be available directly on the grounds of the summer university or in a hotel in the center of the city, according to your preferences and availability.<br />
Additionally, we can offer a limited amount of 4-bed rooms for even more economical conditions. They are booked in a youth hostel near the venue of the summer university.<br />
Prices (approximately):<br />
Prices for 4 nights, full board, seminar package and cultural program:<br />
In the single room about 300 euros<br />
In a double room about 240 euros p.P.<br />
In the 4 bed room about 185 euros</p>
<p>Languages:<br />
German<br />
English<br />
French</p>
<p>Veranstaltungszentrum Europahaus Wien<br />
Linzer Straße 429 A &#8211; 1140 Vienna<br />
<a href="http://www.europahauswien.at">www.europahauswien.at</a></p>
</div>
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</div>
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