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	<title>Rifondazione Comunista &#187; Comunicati stampa</title>
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		<title>GESTAZIONE PER ALTRI, NO ALLA CACCIA ALLE STREGHE</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 10:10:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQI]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;approvazione del DDL Varchi, che rende la &#8220;gestazione per altri&#8221; reato universale, ci preoccupa e ci sconcertata. Il DDL riguarda una questione delicata dal punto di vista medico, giuridico e sociale che in tutto il mondo viene affrontata senza demonizzazioni e che in decine di paesi ha portato a leggi diversissime tra loro. I reati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">
<p dir="ltr">
L&#8217;approvazione del DDL Varchi, che rende la &#8220;gestazione per altri&#8221; reato universale, ci preoccupa e ci sconcertata.</p>
<p dir="ltr">
Il DDL riguarda una questione delicata dal punto di vista medico, giuridico e sociale che in tutto il mondo viene affrontata senza demonizzazioni e che in decine di paesi ha portato a leggi diversissime tra loro.<br />
I reati universali sono tali perché generano un orrore unanime, senza distinguo o controversie. Generare un bambino ci sembra una cosa diversa dal perpetrare un genocidio e tale sembra ai legislatori del resto del mondo.</p>
<p dir="ltr">
Questa misura ha come unico bersaglio le coppie omogenitoriali. È infatti impensabile che gli stati in cui la gestazione per altri è legale collaborino alle indagini come, ci auguriamo, è impensabile sottoporre a una visita medica invasiva qualsiasi donna torni dall&#8217;estero con un neonato. Dietro la propaganda che straparla di donne sfruttate e bambini venduti si nasconde la solita, inequivocabile omofobia.</p>
<p dir="ltr">
Le donne che si mettono a disposizione per la gestazione per altri internazionale non si definiscono né schiave né madri e riteniamo che abbiano voce in capitolo più di chiunque parli o legiferi a nome loro senza considerarle.</p>
<p dir="ltr">
Siamo altresì preoccupati per i bambini e le bambine che verranno colpiti da questo disegno di legge. Evidentemente non è bastato il calvario a cui le famiglie sono state sottoposte in questi anni per la registrazione del certificato di nascita, vergogna contro la quale ci siamo più volte espressi.</p>
<p dir="ltr">
Tutti e tutte siamo merce, tutti e tutte siamo nel &#8220;mercato del lavoro&#8221; e &#8220;affittiamo&#8221; parti della nostra vita e delle nostre capacità fisiche, intellettive, relazionali. Per noi lo sfruttamento è nel sistema capitalistico. Non è un caso che la legge più attenta e avanzata sulla gestazione solidale sia stata approvata a Cuba all&#8217;interno del nuovo &#8220;Código de las Familias&#8221; del 2022. Cuba ci ha dimostrato che liberare la gestazione per altri dalla mercificazione è possibile. L&#8217;Italia, invece, dimostra che non c&#8217;è limite all&#8217;autoritarismo e alla sovradeterminazione.</p>
<p dir="ltr">Silvia Conca &#8211; Responsabile nazionale Politiche LGBTQI e Intersezionalità PRC-SE</p>
<p>Maurizio Acerbo &#8211; Segretario nazionale PRC-SE</p>
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		<title>Una giornata particolare di democrazia: lo SpaccaItalia annegato in una marea di firme</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 10:32:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi sono state consegnate in Cassazione circa 1milione e trecentomila firme per cancellare con un referendum la legge di attuazione dell&#8217;autonomia differenziata, meglio nota come SpaccaItalia. Un numero molto superiore alle 500000 sufficienti, in gran parte raccolte ai banchetti in giro per l&#8217;Italia, in soli due mesi in un&#8217;estate torrida. Una lezione di democrazia sporcata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Oggi sono state consegnate in Cassazione circa 1milione e trecentomila firme per cancellare con un referendum la legge di attuazione dell&#8217;autonomia differenziata, meglio nota come SpaccaItalia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un numero molto superiore alle 500000 sufficienti, in gran parte raccolte ai banchetti in giro per l&#8217;Italia, in soli due mesi in un&#8217;estate torrida.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una lezione di democrazia sporcata da due notizie inquietanti: l&#8217;accelerazione da parte del Governo verso le intese con le regioni più ricche del nord e le indiscrezioni, poi secretate, secondo cui la definizione dei LEP,  cioè dei diritte sociali e civili &#8220;essenziali&#8221; (non eguali) per ogni cittadino/a, affidata a una commissione di nomina governativa e a un gruppo di tecnici tutt&#8217;altro che imparziali, avverrebbe secondo parametri territoriali, come il costo della vita e l&#8217;andamento demografico.  Diritti e risorse diseguali, per un paese vergognosamente diseguale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La straordinaria risposta popolare delle firme segnala l&#8217;enorme distanza verso un governo che considera un intralcio al potere i luoghi e le forme della partecipazione democratica, il principio di eguaglianza sul quale si fonda la Costituzione su cui hanno spergiurato.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, che dovrà tener conto di questa assunzione collettiva su un obiettivo di totale limpidezza: la legge Calderoli va cancellata, come recita il quesito referendario che unitariamente è stato condiviso da una compagine plurale di forze sindacali, politiche, associative, frutto anche dell&#8217;impegno assunto in questi anni dai comitati contro ogni autonomia differenziata, di cui Rifondazione Comunista è parte attiva. Un obiettivo non scontato, da difendere da compromissioni e tatticismi, da logiche blandamente emendative.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si riparte da questa bella giornata di democrazia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Maurizio Acerbo</strong>, Segretario Nazionale</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Tonia Guerra</strong>, responsabile campagna NO A.D.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Partito della Rifondazione Comunista – S.E.</span></p>
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		<title>Sempre contro la mafia ed i suoi disvalori, sempre nel nome di Giannino Losardo.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 08:11:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[  Esprimiamo profonda preoccupazione e sdegno per la grave situazione venutasi a creare a Cetraro, dove per il prossimo 20 agosto, nella stessa sera in cui è prevista la presentazione del film, prodotto dalla Ugly  Films , sull’eroe calabrese antimafia del PCI Giannino Losardo, è stato organizzato un concerto di un cantante neomelodico che inneggia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b></p>
<p><span style="font-size: medium;">Esprimiamo profonda preoccupazione e sdegno per la grave situazione venutasi a creare a Cetraro, dove per il prossimo 20 agosto, nella stessa sera in cui è prevista la presentazione del film, prodotto dalla Ugly  Films , sull’eroe calabrese antimafia del PCI Giannino Losardo, è stato organizzato un concerto di un cantante neomelodico che inneggia espressamente, in alcuni testi delle sue canzoni, ai disvalori tipici della ‘ndrangheta. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Consideriamo inaccettabile che un evento di tale significato ed importanza, dedicato alla memoria di una figura come Giannino Losardo, simbolo della lotta contro la criminalità organizzata dei calabresi onesti e vittima di mafia che non ha ancora ottenuto giustizia, venga affiancato da un’esibizione che celebra valori opposti e disdicevoli. Tale scelta rappresenta non solo una mancanza di rispetto verso la memoria di Losardo, ma anche un messaggio pericoloso che rischia di sminuire l’importanza della lotta alla mafia, proprio in un territorio che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo a causa della presenza pervasiva di cosche della criminalità organizzata, a partire da quella “Muto”, e delle loro relazioni con i colletti bianchi e la malapolitica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> È altrettanto grave che questo concerto sia stato inserito da tempo all’interno di un calendario di eventi patrocinato dall’amministrazione comunale di Cetraro – che oggi, tardivamente, ne chiede la cancellazione &#8211; dimostrando una sottovalutazione complessiva delle responsabilità che istituzioni, associazioni di promozione sociale, Pro loco ed enti locali dovrebbero assumersi nella promozione di valori positivi di cambiamento e nella lotta alla cultura mafiosa esaltata proprio nei testi del cantante Benincasa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chiediamo con forza anche noi la cancellazione immediata del concerto in questione e invitiamo i rappresentanti di tutte le organizzazioni sociali, delle associazioni e delle Istituzioni del Tirreno cosentino e calabresi a partecipare all’importante prima proiezione del film su Losardo ed a dichiarare la loro posizione chiara e netta contro queste forme spregevoli ma preoccupanti e subdole di esaltazione della malavita che, a veder bene, insieme alle collusioni ad alto livello ed alla impunità di alcuni mafiosi, sono alla base dell’omicidio dell’indimenticabile compagno Giannino. Inoltre, riteniamo fondamentale che venga riaffermata con decisione la figura di Losardo eroe della nostra terra troppo spesso dimenticato e simbolo calabrese della resistenza civile e politica contro l’oppressione mafiosa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>Gianmaria Milicchio, segretario provinciale Cosenza  </b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>Francesco Saccomanno, Comitato Politico nazionale   </b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea</b></span></p>
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		<title>Rifondazione Comunista con i comitati contro l’autonomia differenziata Il 29 aprile presidi, flash mob e volantinaggi.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 16:33:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tonia Guerra*    Come annunciato, il disegno di Legge Calderoli sull’Autonomia differenziata andrà in discussione alla Camera la prossima settimana. La Commissione Affari Costituzionali ha deciso che si arriverà al voto finale sugli emendamenti (oltre 2000) entro sabato 27 aprile, con tempi contingentati per consentire l’avvio dell’iter in Aula lunedì 29 aprile. Lo smantellamento della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: medium;"><strong>Tonia Guerra*</strong></span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: medium;"> Come annunciato, il disegno di Legge Calderoli sull’Autonomia differenziata andrà in discussione alla Camera la prossima settimana. La Commissione Affari Costituzionali ha deciso che si arriverà al voto finale sugli emendamenti (oltre 2000) entro sabato 27 aprile, con tempi contingentati per consentire l’avvio dell’iter in Aula lunedì 29 aprile. Lo smantellamento della Repubblica avviene, con restringimento dei tempi e compressione della discussione, alle spalle di un Paese per lo più inconsapevole delle conseguenze sociali devastanti che ricadranno sulle fasce e sui territori più deboli. Sappiamo dei vistosi mugugni all’interno della maggioranza di governo, soprattutto da parte del partito di Meloni, che avevano portato alla richiesta di uno slittamento dei tempi; ma la Lega ha necessità di portare a casa un primo risultato entro le prossime europee: il futuro della Repubblica è sottoposto allo scalpitio di capetti regionali e interessi di parte. Nella giornata del 29 aprile si svolgeranno, in contemporanea, numerose manifestazioni in varie città oltre Roma (Napoli, Potenza, Bari, Catania, Trapani, Trieste, Torino, Pavia, Bologna …), organizzate dai comitati e dai tavoli territoriali “No A.D.”, di cui Rifondazione Comunista è parte attiva dall’inizio di questa lotta. È necessario il massimo impegno per mantenere e intensificare l’allarme rispetto alla tenuta dello stato sociale e dei diritti costituzionalmente garantiti, già oggi colpiti dalle politiche antipopolari e belliciste. Rifondazione Comunista sarà nelle piazze lunedì 29, ancora a fianco di coloro che da anni si oppongono allo smembramento dei del Paese.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: medium;">*Resp. Prc-S.E. No ad ogni tipo di autonomia differenziata.</span></div>
<div dir="auto">
</div>
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		<title>Con gli studenti della Sapienza, boicottare Israele</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 13:30:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Loredana Fraleone * &#160; Il movimento degli studenti, che si è mobilitato per la Palestina in alcuni  atenei italiani, sta subendo attacchi da parte delle forze dell’ordine, ma anche dall’informazione che li descrive come pericolosi estremisti. Non demordono dal manifestare gli studenti della Sapienza, che sono stati attaccati dalla polizia per impedirne l’uscita [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Loredana Fraleone *</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;">Il movimento degli studenti, che si è mobilitato per la Palestina in alcuni  atenei italiani, sta subendo attacchi da parte delle forze dell’ordine, ma anche dall’informazione che li descrive come pericolosi estremisti. Non demordono dal manifestare gli studenti della Sapienza, che sono stati attaccati dalla polizia per impedirne l’uscita dall’Università e quindi la possibilità di manifestare all’esterno il disappunto per il rifiuto, da parte del Senato accademico, di interrompere le collaborazioni con le università e i centri di ricerca israeliani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I giovani denunciano giustamente l’ipocrisia di chi da una parte “esprime dolore e orrore per l’escalation militare”, ma “ “rifiuta l’idea che il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale, la rinuncia alla libertà della didattica e della ricerca, e la negazione delle associate responsabilità di ogni singolo ricercatore possano favorire la pace e il rispetto della dignità umana”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una posizione comune agli Stati Uniti e a Governi europei che versano lacrime di coccodrillo per i bambini di Gaza e le migliaia di palestinesi assassinati dallo Stato Israeliano, ma non ne riconoscono il diritto alla ribellione contro l’apartheid e la colonizzazione che subiscono da decenni.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Israele può fare di tutto impunemente, può assassinare personale dell’ONU e delle ONG, bombardare ambasciate, ospedali, scuole, luoghi di culto, tutte azioni contrarie alle convenzioni internazionali, senza subire nessuna vera sanzione, nessun atto concreto se non l’eroica resistenza del popolo palestinese e le azioni di solidarietà diffuse in tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alla Sapienza, gli studenti chiedono la rottura delle collaborazioni con Israele, come ha meritoriamente fatto l’Università di Torino e come chiedono centinaia di accademici in tutta Italia. La loro richiesta è interna all’azione del BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), un movimento che da anni sostiene la causa palestinese. Di fronte a un genocidio, che rappresenta ormai la vergogna non solo di chi lo sta praticando, ma anche del mondo che non lo ferma, il minimo che si possa fare è praticare il BDS.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo Rifondazione Comunista è al fianco degli studenti della Sapienza, invita a partecipare alle manifestazioni per la Palestina e a non acquistare  i prodotti israeliani, il minimo che si possa fare.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> *Responsabile Scuola Università Ricerca</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRC: STRAGE DI SUVIANA, BASTA MORIRE DI LAVORO</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 09:05:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è giorno dell’anno in Italia che non sia funestato dal lutto dei morti sul lavoro, ma lo sciopero generale di 4 ore indetto per domani 11 aprile da Cgil e Uil capita proprio mentre è ancora in corso il drammatico bilancio delle vittime di un’altra strage di lavoratori. Per ora risultano dieci lavoratori feriti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Non c’è giorno dell’anno in Italia che non sia funestato dal lutto dei morti sul lavoro, ma lo sciopero generale di 4 ore indetto per domani 11 aprile da Cgil e Uil capita proprio mentre è ancora in corso il drammatico bilancio delle vittime di un’altra strage di lavoratori.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per ora risultano dieci lavoratori feriti di cui cinque ustionati gravi, tre morti e quattro dispersi a causa dell’esplosione di una turbina verificatasi ieri pomeriggio all’interno della centrale idroelettrica della diga di Suviana, sull’Appennino bolognese, di proprietà dell’Enel. Lavoratori che prestavano servizio anche per ditte appaltatrici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo sciopero era già stato indetto per ricordare tutte le persone che hanno perso la vita sul luogo di lavoro e per chiedere che finalmente vengano garantite alle lavoratrici e ai lavoratori la salute e la sicurezza che a oggi mancano; che si aboliscano le norme che hanno reso il mondo del lavoro una giungla di lavori precari, diffusi ancor più nelle catene di appalti e subappalti attraverso cui si eludono i diritti, si riducono i salari e si rende il lavoro meno sicuro. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L’Emilia-Romagna, colpita da vicino dall’ennesima terribile strage avvenuta in provincia di bologna, è chiamata da Cgil e Uil a esprimere la propria rabbia e vicinanza alle vittime con uno sciopero generale prolungato a 8 ore con manifestazioni in ogni capoluogo di provincia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Rifondazione Comunista, mentre esprime il cordoglio alle famiglie per le vittime di Suviana e chiede che si accertino le responsabilità, annuncia la propria adesione a questa giornata di lotta e la propria presenza nelle mobilitazioni promosse.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Parteciperemo per dire basta ai morti sul lavoro e per ribadire la richiesta dell’introduzione del reato di omicidio sul lavoro;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Parteciperemo anche per denunciare la complicità morale di governanti che pronunciano farisaici cordogli a ogni tragico evento e poi continuano da anni a impedire l’applicazione delle norme esistenti per la sicurezza sul lavoro; che continuano a ridurre i funzionari addetti alla prevenzione e ai controlli, mentre si prodigano per smontare le leggi esistenti riducendo sempre più i vincoli e le penali alle imprese che non rispettano le norme sulla prevenzione e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo nella chiarezza che anche la lotta non si deve limitare alle giornate del lutto, ma deve continuare su tutti i fronti finché non cambierà un sistema che per il profitto condanna a morte chi lavora per vivere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maurizio Acerbo segretario nazionale</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Stefano Lugli, co-segretario regionale Emilia e Romagna</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senegal: la vittoria di Pastef, un colpo agli interessi post coloniali francesi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 09:26:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Vittoria al primo turno alle elezioni presidenziali in Senegal di Bassirou Diomaye Faye . Una vittoria prevedibile che il governo in carica ha in tutti i modi cercato di impedire usando ogni arma a  sua disposizione.Ha incarcerato con accuse infamanti i leader dell&#8217; opposizione, ha violentemente represso le manifestazioni a sostegno di Ousmane Sonko, ha  [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Vittoria al primo turno alle elezioni presidenziali in Senegal di Bassirou Diomaye Faye . Una vittoria prevedibile che il governo in carica ha in tutti i modi cercato di impedire usando ogni arma a  sua disposizione.Ha incarcerato con accuse infamanti i leader dell&#8217; opposizione, ha violentemente represso le manifestazioni a sostegno di Ousmane Sonko, ha  tentato il rinvio delle elezioni. La rivolta delle nuove generazioni, l&#8217; impegno di tante tanti lavoratrici e lavoratori emigrati in Europa che hanno mantenuto però forti legami con il loro paese, hanno invece portato alla chiara vittoria elettorale di Pastef. Una vittoria che è un segnale chiaro di una forte volontà di cambiamento che assesta un duro colpo agli interessi del blocco dominante legato agli interessi post coloniali Francesi . Un segnale di speranza che viene da un importante paese dell&#8217; Africa.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Il futuro è tutto da costruire ma cammina sulle gambe di una forte volontà popolare. Compagne e compagni del partito o comunque a noi vicini si sono fortemente impegnati in questa campagna elettorale in Italia e in Senegal. Ci congratuliamo vivamente con loro e nuovamente ribadiamo la nostra solidarietà e vicinanza internazionalista</span><br />
<span style="font-size: medium;"><strong>Paolo Benvegnu&#8217;</strong> segretario regionale di rifondazione comunista veneto</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NUCLEARE: LA REVOCA DELL’AUTOCANDIDATURA DI TRINO DICE CHE LA LOTTA PAGA</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 22:13:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La notizia – ha dichiarato il segretario piemontese del PRC-SE Alberto Deambrogio – è una di quelle forse inattese, ma inequivocabile: il comune di Trino ha deciso per la revoca della delibera di autocandidatura a sito del deposito nazionale delle scorie nucleari”. “Chissà, forse il sindaco Pane ha avuto qualche anticipazione da parte di Sogin [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p><span style="font-size: medium;">“La notizia – <i>ha dichiarato il segretario piemontese del PRC-SE <b>Alberto Deambrogio</b></i> – è una di quelle forse inattese, ma inequivocabile: il comune di Trino ha deciso per la revoca della delibera di autocandidatura a sito del deposito nazionale delle scorie nucleari”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">“Chissà, forse il sindaco Pane ha avuto qualche anticipazione da parte di Sogin rispetto alla perdurante non idoneità del sito di Trino; una cosa ormai ben nota, che si è cercato di stravolgere con una nuova norma pazzesca, in grado di affidare alla sola modifica del progetto tecnico la sicurezza futura dell’impianto”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">“Al netto di queste considerazioni, io credo che in realtà sia stata la lotta intelligente e continua di questi mesi ad aver ottenuto il risultato della revoca della delibera. Una dimostrazione plastica del fatto che una mobilitazione a difesa di ragioni tecnico scientifiche e persino di banale buon senso può vincere. Da questo punto di vista centrale è l’attività del comitato Tri-NO, il vero motore di una rete di relazioni che si è sempre più allargata sino a coinvolgere amministratori, portatori di interesse, oltre naturalmente a tantissime persone comuni”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">“Le parole del sindaco Pane e della sua giunta, ben esplicitate anche nella delibera di revoca, tendono a ribaltare le responsabilità su chi ha condotto la lotta avversa alla loro posizione. Insomma per Pane ora si aprirebbe un periodo di incertezza, in cui non ci sarebbe più soluzione per le scorie, mentre lui l’avrebbe trovata. A Pane diciamo che chi si è opposto alla sua scellerata decisione ha pure sempre detto due cose nette ed inequivocabili: il deposito unico nazionale va fatto e va fatto senza ritardi, seguendo e sorvegliando bene l’iter disegnato dalla CNAPI e dalla CNAI. Respingiamo al mittente dunque l’accusa di irresponsabilità, una caratteristica solo appannaggio del sindaco di Trino”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> “Colgo l’occasione per ribadire – <i>ha concluso Deambrogio – </i>che il rilancio del nucleare, che trova estimatori sia nel centro destra, che nel centro sinistra, non è e non può essere la soluzione per risolvere i problemi energetici e di transizione ecologica. Al di là del fatto che non esiste nucleare sicuro qui ed ora e che quindi il deposito nazionale, ancora da individuare, dovrebbe allargarsi sempre di più per accogliere le scorie del nuovo nucleare, vogliamo ricordare che il cambio di impostazione del modello energetico ha bisogno di soluzioni praticabili nel breve periodo, se si vuole salvare il salvabile dei luoghi dove abitiamo”.</span></p>
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		<title>STRAGE ESSELUNGA DI FIRENZE: BASTA STRAGI IMPUNITE!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 11:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Altri 5 morti nel cantiere della Esselunga di Firenze che si aggiungono alla tragica sequenza di morti sul lavoro che normalmente sono liquidati come incidenti, fatalità senza responsabili e che non  valgono più di un trafiletto di un giorno sulla stampa, spesso solo locale. Questa volta no, la tattica del silenzio non funziona, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;">Altri 5 morti nel cantiere della Esselunga di Firenze che si aggiungono alla tragica sequenza di morti sul lavoro che normalmente sono liquidati come incidenti, fatalità senza responsabili e che non  valgono più di un trafiletto di un giorno sulla stampa, spesso solo locale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa volta no, la tattica del silenzio non funziona, la cosa è troppo grossa; allora ecco in scena l’ipocrito balletto del cordoglio sui tutti i media  e il presenzialismo farisaico di esponenti di governo che  insieme a quelli che li hanno preceduti portano la responsabilità morale di queste  come degli oltre mille morti all’anno, più di 20 mila dal 2009,  che funestano la classe operaia del Paese e gettano nella disperazione i familiari cui spesso viene a mancare l’unico sostegno per vivere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E anche questa volta il rumore mediatico copre promesse già del tutto insufficienti che come al solito tenderanno a sfumare lasciando inalterata la situazione attuale che vede un infinita sequela di comportamenti illegali messi in atto da moltissime aziende per aumentare la produzione mettendo a rischio l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori: mancanza di misure e dispositivi di protezione, mansioni svolte con organici inadeguati, aumento insostenibile dei ritmi, lavoro nero e grigio(come in questa strage), mancanza di formazione sulle norme di sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">C’è una complicità di questo come dei precedenti governi nel non applicare le leggi esistenti aggravata da un’attività continua per ridurre ulteriormente i vincoli e le penali alle imprese che non rispettano le norme sulla prevenzione e la tutela in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è un caso che di fronte a tassi di irregolarità del 75% i controlli sono così limitati da rendere conveniente per le imprese risparmiare sui costi relativi: c’è la quasi certezza dell’impunità!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sono anni che indichiamo le misure necessarie:</span><br />
<span style="font-size: medium;"> la ricostruzione dei sistemi di prevenzione e controllo assumendo almeno 10 mila ispettori; l’inasprimento delle sanzioni penali a carico del datore di lavoro e dei dirigenti per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori; l’istituzione di una apposita Procura Nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro;  l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro;  il ripristino del testo originale del D.lgs. 81/08, eliminando le modifiche peggiorative per la salute e la sicurezza dei lavoratori introdotte dalle successive modifiche (D. Lgs.106/09, Decreto del fare, Decreto semplificazioni, Decreti attuativi del Jobs Act.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ma sappiamo che di fronte al governo del “lasciar fare alle imprese” non bastano le pur giuste proteste di un giorno, occorre una mobilitazione ampia e di lungo  respiro che impedisca il riprecipitare  del paese nell’assuefazione tra una tragedia e l’altra e a questo siamo impegnati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Antonello Patta</strong>, responsabile nazionale lavoro</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Partito del Rifondazione Comunista/Sinistra Europea</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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		<title>Rifondazione: “Schifani nominato dal governo commissario per il ciclo dei rifiuti: porta aperta a deroghe alla tutela ambientale ed al codice degli appalti”.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 08:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Il Presidente della regione Renato Schifani è stato nominato dal Governo Meloni, all&#8217;interno di un decreto che si occupava di tutt&#8217;altro, Commissario straordinario sul ciclo dei rifiuti in Sicilia. Un cumulo di incarichi finalizzato, nemmeno tanto velatamente, a costruire due inceneritori in Sicilia. Con questa nomina il Commissario/Presidente potrà così derogare a numerose [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Presidente della regione Renato Schifani è stato nominato dal Governo Meloni, all&#8217;interno di un decreto che si occupava di tutt&#8217;altro, Commissario straordinario sul ciclo dei rifiuti in Sicilia.</p>
<p>Un cumulo di incarichi finalizzato, nemmeno tanto velatamente, a costruire due inceneritori in Sicilia.</p>
<p>Con questa nomina il Commissario/Presidente potrà così derogare a numerose leggi sulla tutela ambientale e del paesaggio nonché aggirare il codice degli appalti. In più, si garantisce al Commissario/Presidente completa immunità da responsabilità civile e danno erariale con la possibilità di tenere una contabilità speciale che non può essere sottoposta al controllo della Corte dei conti.</p>
<p>Un fatto gravissimo e che ci fa sospettare un’enorme operazione clientelare, visto che ci sono in ballo 800 milioni di euro e che il Presidente Schifani avrebbe avuto tutti gli strumenti ordinari per potere realizzare e implementare un Piano dei rifiuti regionale, anche se non avrebbe avuto le mani libere.</p>
<p>Purtroppo, tali strumenti in deroga alla legge e ai processi democratici sono ampiamente usati da centrosinistra e centrodestra, basti pensare al Sindaco di Roma nominato Commissario straordinario per il Giubileo e così liberato dai vincoli che gli avrebbero impedito di avviare la costruzione di uno dei più grandi inceneritori d&#8217;Europa contro la volontà dei cittadini e delle cittadine e fuori tempo per essere utile per il Giubileo.</p>
<p>La soluzione al problema dei rifiuti però non è l’incenerimento o il conferimento in discarica ma la realizzazione di un ciclo dei rifiuti virtuoso incentrato sul riuso, sul riciclo e sul recupero, in un contesto di economia circolare.</p>
<p>È fondamentale, infatti, spezzare il legame tra gestione dei rifiuti e profitti affidando direttamente ad una società di diritto pubblico, che risponde delle sue azioni direttamene ai cittadini, l’intero ciclo dei rifiuti. Il Governo e il Presidente siciliano hanno invece scelto di incenerire i rifiuti con i cosiddetti termovalorizzatori, andando contro la storia e la volontà della popolazione.</p>
<p>Gli inceneritori rappresentano una modalità obsoleta e altamente inquinante, che stanno dismettendo in tutta Europa,  e che non affronterà nemmeno l&#8217;emergenza in quanto serviranno decenni per la  loro realizzazione.</p>
<p>Una soluzione concreta e immediata invece sarebbe la differenziazione tra il secco e l&#8217;umido, con la creazione di un circolo virtuoso di riuso e riciclo di molti materiali dismessi, che consentirebbe di dimezzare subito la produzione di rifiuti, ma così si farebbero gli interessi generali della collettività e non delle varie clientele.</p>
<p>E il Governo e il Presidente della regione se ne guardano bene dal farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Elena Mazzoni, resp. nazionale ambiente PRC-SE.</p>
<p>Nicola Candido, Segretario regionale PRC-SE Sicilia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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